www.cuorinellatormenta.it
nel novembre del 2001, da una stimolante e smaniosa idea, nasceva il sito amatoriale "cuorinellatormenta", senza uno straccio di idea chiara su cosa sarebbe potuto essere e rappresentare per i visitatori, all'interno della "GRANDE MADRE RETE".
Oggi, a 2 anni e più di distanza, nonostante le nostre continue titubanze, alcune incertezza di troppo e le imprecisioni varie, siamo ancora qui e, a detta di qualcuno, riconosciuti come il "portale della buona speranza".
Vi confido di essere molto fiero di questa considerazione esternataci, se non altro perchè ci motiva a non allentare mai la presa. Soddisfa saperci stimati ed etichettati come "indomiti e passionali crociati della buonasperanza".
Lo staff al completo ne è orgoglioso, ed è chiaro che di questo "successo" ne fai parte anche tu che mi leggi.
Si, proprio tu: attenta analista di ogni mio scritto che, devo ammettere, dopo 2 anni di editoriali settimanali, inizi ad essere per me sempre più stimolante ed esigente.
Non sei più un semplice e sconosciuto indirizzo email, catalogato in una mailing, a cui destinare riflessioni e pensieri vari, ma un vero e proprio tesoro da custodire e tutelare da ogni possibile privazione e limitatezza, quali le distanze, le assenze e i ritmi di questa nostra frenetica e appassionante vita, che ci fa volare sempre troppo in alto.
Se avete fatto caso mi sono rivolto ad un pubblico esclusivamente femminile, perchè ancora una volta non riesco a trovare tracce di maschile presenza in questo portale.
Ancora si fa fatica a coinvolgere, ed è maledettamente irto di difficoltà il far comprendere ai maschi che l'amore scritto non è una prerogativa della sola donna.
Assolutamente NO!
"Perchè Voi carissimi maschietti date tutto per scontato? Non state solo a guardare!!! Fate anche VOI la vostra parte!"
Questo passo non appartiene a nessun trattato filosofico, e non è neppure l'idealismo surrogato di qualche movimento femminista, ma l'accorato appello regalatoci da una donna che scrive sul forum e chiede complicità per essere sconfessata.
Nel post scritto da Lisy sul FORUM di cuorinellatormenta, arricchito dalle testimonianze di altre amiche, c'è il chiaro intento di manifestare, in tutta la sua povertà, il senso d'abbandono dentro al quale si combattono cuori di donne, umiliati dalla melensa e lasciva incomprensione dei maschi che continuano, in modo imperterrito ed ingiustificabile, a dare tutto per... "scontato!".
Dovrei riportarvi ad un po' di editoriali scritti nel tempo, in cui ho sempre criticato, ed attaccato aspramente, la mancanza di attenzioni da parte degli uomini, sempre vittime di una continua agitazione, che li obbliga a perdersi le essenze della vita fra le futilità di mille altri interessi, distanti anni luce, dalla necessità di un semplice, ma sincero, "ringraziamento" o l'attestazione di rispetto e stima per chi sacrifica tutto della propria vita e dei propri sogni, per dedicarsi anima e corpo all'uomo che ha deciso di amare... per tutta la vita.
L'8 Marzo è vicino, ed anche questo anno sarà da festeggiare con mimose e scorribande serali a ritmo di musica latina.
Anche per questa occasione ci si ritroverà in comitiva per dimenticare, almeno per una sola sera, quanto ci è obbligato di gestire e coordinare, rimanendo sempre coscienziosi e coscienti.
Ma può bastare la scusante di una data per risollevarsi l'animo dal senso di defraudazione nel quale ci si è naufragati?
Può essere interpretata come una rivalsa quella necessità di scrollarsi di dosso tutto il grigiore accumulato, che si deposita nel cuore ed attecchisce inesorabilmente sulle pareti dell'anima, annerendo ogni aspettativa e desiderio?
Può, il giorno dopo, bastare il ritornare al suo mestiere di sempre... di madre, moglie, fidanzata o sorella, per provare a recuperare quanto ci si è "concessi?".
Molti uomini, assecondano piacevolmente questa uscita festosa della propria amata, col chiaro intento di risvoltarlo in rivalsa a proprio appannaggio nel tempo, qualora ci saranno avvisaglie di insofferenze, che verranno abilmente soppresse, facendoti ricordare che ti ha "permesso" di vivere una serata spensierata con le tue amiche, mentre lui è stato abbandonato a se stesso.
Io, mi trovo in difficoltà a continuare ad attaccare gli uomini, perchè ne faccio parte anche io, e non è bello sapersi condannati in modo cosi irrimediabile. Gli uomini, a differenza delle donne, parlano d'amore solo quando gli viene a mancare o si sono decisi ad allontanarlo.
Non ho mai assistito ad un monologo di qualche mio amico, che magnificasse l'amore che nutre per la propria donna. Preferiscono tenerselo per se; una forma egoistica di esclusivismo personale.
In modo diverso e molto più corposo, invece, quando si sentono abbandonati, li ritrovi tutti in fila a chiedere conforto e complicità. Sono prodighi di lunghi assoli, durante i quali provano a spiegarsi e capacitarsi su cosa sia accaduto e perchè si è rimasti soli.
Anche nelle poesie o nei testi di canzoni romantiche scritte da uomini, quando viene trattato l'argomento amore, nel 90% dei casi, deve essere raccontato come un dolorosissimo tormento. Si mescolano rabbie, indulgenze e cattiverie, solo per provare a giustificarsi che la scelta migliore per la propria vita sia stata proprio quella di porre fine ad una storia immeritevole di essere continuata.
Mi riallaccio all'editoriale della scorsa settimana, in cui si analizzava l'insita prerogativa umana di dover sempre sminuire un amore concluso, ricercando in lui difetti e limitazioni.
Ma il dramma continua ad essere impietoso, verso gli orfani dello amore, quando non si trovano "difetti!"
E' li che si cerca di costruire una sorta di autocritica, tornando indietro con la memoria e ripercorrendo immagini e fasi salienti di quella storia fallita, per provare a comprendere di quali reati ci si può accusare se stessi (ammesso che si abbia l'umiltà di saperlo fare).
E in quel triste e desolato scandaglio, quasi sempre, emergono gli stessi inequivoci moventi: "manchevolezze, assuefazione e il perdurare di ingiustificate assenze pesanti da reggere e sopportare".
Ancora una volta sembra che mi stia ergendo a ruolo di Paladino delle donne ma non è cosi, credetemi!
Non è ruffianeria o compatimento, ma una precisa determinazione nel provare a riflettere sull'aspetto meno eclatante dell'amore di coppia: "la dipendenza dalla abitudinarietà" che miete vittime in continuazione.
Non è giusto credere che una donna che si colleghi ad una chat sia bisognosa di affetto ed amore... Non è vero che, se una donna una sera decide di lasciare marito e figli da soli per uscire con le amiche, è una irresponsabile... Non è scritto da nessuna parte che il suo ruolo naturale sia, esclusivamente, quello di accudire ed acuire le sofferenze altrui... Non è vero che una donna è... soltanto una donna! NO!
Per me rappresenta qualcosa di molto più immenso ed intenso.
Una sorta di piccolo universo dentro al quale si combattono e si stremano le sue mille aspettative, le rinunce e le sofferenze silenziose. Una serie interminabile di sopportazioni e delusioni, in mezzo alle quali annaspa a fatica il desiderio di cambiare le sorti del proprio destino.
Ma una donna è mirabile preziosità del nostro esistere soprattutto perchè, nonostante la collezione infinita di amarezze e incomprensioni, poi... alla fine della storia, non muove mai i suoi passi, solo perchè mossa dall'istinto; non scombina i piani o meraviglia i presenti, con una fuoriuscita di scena a sorpresa, sbattendo quella porta dietro alla quale sparire per sempre, perchè una donna ha il senso del dovere e del rispetto molto più eletto, elevato ed amplificato di noi... poveri maschi, sempre troppo impulsivi e irrefrenabili!
Basterebbe poco per salvare tanti amori importanti; accenni di frasi modeste e semplici ma che, se accompagnate da un sorriso sincero, mettono i brividi e rendono più forte ed indissolubile quel legame.
Un "TI AMO" od un "GRAZIE DI ESISTERE PER ME" vale più di qualsiasi gioiello.
Forse mi sto lasciando prendere la mano (o le dita) da una eccessiva rabbia forsennata, che non ha ragione di esistere oggi, se non altro perchè dobbiamo riservare uno spazio a questo 8 Marzo più sereno e colorato di dolcezza
Mi rifaccio al POST scritto un anno fa, in cui scrivo che "Gianco l'8 Marzo non fa gli auguri alle donne, e non certo per mancanza di stima od affezione, ma perchè crede che siano ben altre, da quelle che si incontrano quotidianamente, le depositarie di questo messaggio di buona speranza."
Io lo rivolgo ad altre donne... a quante lo sono... MA NON VORREBBERO PIU' ESSERLO!
Mi riferisco a volti di donne stremate dalla sofferenza perchè violentate, segregate, umiliate, desolate e tradite dal mondo intero e dai propri sogni, tenuti con tanto amore in grembo, come si fa con un bambino, da tutta una vita, e che ogni giorno che passa, abortiscono inesorabilmente, lasciandole sole in mezzo ad un mare di tristezza.
Io la donna la festeggio tutto l'anno, e non è un modo di dire o una "sviolinata". Ogni giorno ringrazio quanti mi vogliono bene e credono in me, arricchendo la mia esistenza grazie alla loro presenza a cui regalo un sorriso sincero ed un ringraziamento accorato per quanto di spettacolare mi trasmettono ogni istante di più!
Vi lascio un po' di collegamenti ai POST scritti sul FORUM del sito negli anni scorsi, in cui si parla delle DONNE.
Approfittando anche della buona vena letteraria della cara amica Lisy, esorto LEI e quanti altri vogliono farci leggere il proprio pensiero, ad arricchire il FORUM, cosi da sentirci meno soli, più uniti ed aspettare, con fervida ansia, la presenza di preziose tracce maschili che... sappiano sconfessare, chi non crede più in loro e nel loro modo distratto di amare!
DONNA... parlaci dei tuoi silenzi
A tutte le DONNE del mondo
Ci manca il tempo.. o la voglia... di provare
PASSERA'... basta volerlo
Il POST di LISY
ed altri ancora li trovate fra gli spazi del FORUM ma... mi piacerebbe che foste Voi a crearne di nuovi su cui confrontarci.
Adesso Vi saluto, augurandoVi un buon fine settimana, pieno di attenzioni.
Tu dov'eri... in tutte quelle notti in cui restavo sola ed in silenzio
senza nessuno che stesse ad ascoltare quel mio disagio muto
costretto a soffocare nel fondo di un cuscino
che mi inondava di lacrime e amarezze
quegli occhi stanchi miei pieni di buio
Tu dov'eri... quando chiedevo un padre che stesse ad aspettarmi
sul ciglio di una porta a notte fonda
non per sgridarmi o per picchiarmi ancora
ma chiedermi se fossi ancora la sua stella
la bambola felice e innamorata della vita
Tu dov'eri... figlio mio
quando ti ho accarezzato piano sopra al capo
restando per una notte intera a sentirti respirare
e nel silenzio del mio pregare Dio
gli ho chiesto di sacrificare la mia vita
per dare a te la gioia di un domani felice
TU dov'eri... innamorato della vita mia
che nel mio cuore ti ho custodito invano
sapendo costruire un trono
per farti assomigliare a un RE
non considerando che per te io resterò
sempre... SCHIAVA
TU dove sei adesso... che mi hai abituata
giorno dopo giorno
a vivere senza di te
a sopravvivere alla tua assenza
e... per sempre
E Tu... mio grande DIO
dov'è che sei quando mi manchi?
quando ho bisogno di un aiuto vero
quando mi sento sola
tu.. dov'è che vai a nasconderti?
Mi mancan di rispetto
Mi negano il sorriso
Mi obbligano al dolore
Mi opprimono il respiro
Mi umiliano il passato
Mi violentano il presente
Mi uccidono... il domani
TU UOMO... dove sei?
