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Di tutto un blog

Steve · 13/03/2005 14:49 · #1
E' un tranquillo sabato di meta' marzo, praticamente ieri. Come capita alle volte, compro "La Stampa" (http://www.lastampa.it/), storico quotidiano torinese, che appunto al sabato ha l'inserto "ttL, tuttoLibritempolibero" (scritto proprio cosi', con le maiuscole, la virgola e i grassetti piazzati strategicamente). Articolo di prima pagina: "Di tutto un Blog", a firma di Giancluca Nicoletti (http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9018/901861.htm).

Mi incuriosisce, ed inizio a leggere i due riassuntini in rosso maiuscolo ai lati dell'immagine a centro pagina. Primo intervento: "La blogosfera italiana e' universo piramidale elitario, altro che liberta' espressiva e letteratura spontanea. A dettar legge e' qualche decina di fighetti ben vellicati da amici con addentellati old mediatici". Gia' mi tocca rileggerlo tre-quattro volte per cogliere il senso di queste due frasi, poi passo al secondo riassuntino: "Citandosi e track-backandosi moltiplicano le loro perle di saggezza, arguzia e antagonismo tarocco nell'ipercubo multimediale, ma se non ne parla qualche bel giornalone si ha l'impressione di aver perso tempo".

Come Neo in Matrix quando si e' trovato davanti la pillola rossa e quella blu, potete a questo punto prendere due strade: chiudere tutto e spostare il vostro mouse da qualche altra parte (magari in qualche altro blog?), o leggere cosa penso io di tutto questo (magari leggendo l'articolo originale (http://www.jojofc.it/LJ/blogosfera.pdf), anche!).


Ancor prima di iniziare a leggere l'articolo, quei due riassuntini rossi mihanno lasciato abbastanza perplesso. Amcor prima di vederne i contenuti, percepivo quel linguaggio (...questo si'!) fighetto: e va detto che questo e' il parere di chi non ha mai usato il verbo track-backare in una frase italiana, e nemmeno in una frase inglese. Per non parlar poi dell'ipercubo multimediale, che proprio non riesco a capire cosa sia: l'ipercubo lo conosco (e' un cubo a quattro dimensioni, piu' o meno descrivibile come un cubo inserito al centro di un altro cubo piu' grande), ma con la multimedialita' non so proprio cosa ci azzecchi. Ma continuiamo, per fortuna o per sventura, ed addentriamoci nell'articolo, leggendo definizioni di "bittume superfluo" e chiedendosi "perche' alle nostre latitudini essere blogger sia assimilato all'appartenenza ad una compagnia di giro che si rafforza di dibattito in dibattito", magari "linkandosi e rilinkandosi a vicenda".
Si parla, in quest'ultimo caso, di "cento astri splendenti (sempre gli stessi)" che sarebbero poi le colonne della cosiddetta blogosfera. Quel che mi vien da pensare e' che i blog siano crudelmente troppi, sia per essere letti che per essere recensiti da un giornalista, e men che meno da questo giornalista; ne' possonoe ssere giudicati, in quanto spazio di opinioni personali che, fino a prova contraria, mi sento pur libero di esprimere.
I Cento di prima sono una "famiglia Auditel cyberfighetta", e gli altri sono "reietti che nascono e muoiono". C'e' la palese affermazione che il blog possa essere "qualcosa di piu' che un limbo artificiale in attesa di un editore vero". Ma stiamo scherzando?? Se io intervengo nel mio blog e' perche' ho voglia di scriverci qualcosa, non perche' voglio trovarmi un editore che me lo pubblichi... e penso che la stessa cosa valga anche per molte altre persone, generalizzare non e' quasi mai un bene e questo articolo non rappresenta un'eccezione.
Ma diventa tutto piu' chiaro (forse...) nel momento in cui Nicoletti afferma che "una costante che aleggia sottile in tutto l'universo blog e' quella della depressione". Ora, non so voi come vi sentite ma io non penso di essere cosi' depresso mentre scrivo: d'accordo, ci sara' quel giorno in cui c'e' uno sconforto, una delusione, una crisi mistica che fa vedere il mondo in modo nero e inutile, ma da questo a dire che tutto quanta la blogosfera e' depressa... beh, ce ne corre. Ma continuiamo a leggere: "Perche' il blog deprime? Forse perche' e' il vizio solitario per la maggior parte di quanti ne coltivino la pratica. Forse perche' si e' soli, introversi, isolati dal mondo quando si blogga. Forse perche' alla fine non si ha bisogno di nessuno quando si blogga. Forse perche' chi blogga vorrebbe qualcosa di piu' per esprimersi. Non so forse tutta la rete e' deprimente, ma il blog ha un'accezione saturnina piu' radicale."
Ah, adesso siamo saturnini, lunatici, volitivi, ed anche molto depressi e solitari: mi chiedo a questo punto (e per questo giornalista) dove stia di casa la felicita', se tutto questo male e' rannicchiato nella semplice espressione di una mia opinione (il blog, appunto). Lo dice anche in modo esplicito: "Il blog tipo [...] e' un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere." Come dire: siamo blogger, quindi suicidiamoci!
Saro' strano, ma io lo vedo come un argomento francamente senza senso: ognuno vede il blog a modo suo, racconta quel che gli pare e piace. Ci sara' chi racconta di se', della sua vita, di quel che ha fatto oggi o ieri o magari quel che fara' domani... come c'e' anche chi fa del blog una propria raccolta di immagini, di pezzettini di mondo che vengono messi li', in fila indiana e rigorosamente sparsa, come tanti piccoli pezzi di un puzzle francamente piu' grande di noi. Ma nulla ci vieta di godere anche solo dell'infinitesima parte di quel puzzle, in quella seimiliardesima parte del mondo che e', alla fine, la nostra piccola vita.
Devo forse accettare il consiglio di questo giornalista, che trarrebbe giovamento da un distributore di Prozac messo di fianco all'editor html? Certo ha ragione Nicoletti quando dice che e' "facile riempire spazio con veloce cut paste della risulta sollevata dallo tsunami grafomane dei blogger conosciuti": perche' puo' succedere, di vedere una bella cosa sul blog di qualcuno e prendere l'idea a prestito anche per ilproprio spazio. Beh, succede, e' parte del gioco, non ne farei un gran dramma: semmai credo siano dei falliti quelli che fanno del proprio blog un'esclusiva monarchia del copia-incolla: cribbio, hai la possibilita' di dire le tue opinioni su quel che ti pare, o stai zitto oppure usi il cervello e dici quel che pensi te, e non quello che hanno gia' pensato gli altri!


Non e' mai un male leggere un libro, un giornale o anche solo un singolo articolo, e poi accendere il cervello e farsi una propria idea critica, un proprio parere intellettuale. E' l'unica difesa che abbiamo contro la massificazione del pensiero, l'instupidimento che porta a masse enormi di persone che la pensano tutte allo stesso modo. Alla fine, credo che il vero valore di una persona dipenda anche da questo: dalla capacita' di avere un'idea personale, e una sana voglia di esprimerla senza per questo dover puntare a convertire il prossimo alla propria ortodossia intellettuale.
Mav · 13/03/2005 15:34 · #2
Steve ha scritto:"perche' alle nostre latitudini essere blogger sia assimilato all'appartenenza ad una compagnia di giro che si rafforza di dibattito in dibattito", magari "linkandosi e rilinkandosi a vicenda".
[...]
"una costante che aleggia sottile in tutto l'universo blog e' quella della depressione".
[...]
"Perche' il blog deprime? Forse perche' e' il vizio solitario per la maggior parte di quanti ne coltivino la pratica. Forse perche' si e' soli, introversi, isolati dal mondo quando si blogga. Forse perche' alla fine non si ha bisogno di nessuno quando si blogga. Forse perche' chi blogga vorrebbe qualcosa di piu' per esprimersi. Non so forse tutta la rete e' deprimente, ma il blog ha un'accezione saturnina piu' radicale."
[...]
"Il blog tipo [...] e' un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere."


Quell'articolo potrei quasi averlo scritto io. La mia (non molto estesa, in verità) esperienza da navigatore di blog mi ha permesso di farmi un'idea basata sul piccolo campione statistico (spero non significativo) con cui sono venuto a contatto... e la mia idea non è molto lontana da quella dell'autore di quell'articolo.

Troppo spesso i blog sono infestati di vita personale, fatti che sfociano irrimediabilmente nella tristezza e nella (pseudo)depressione. Non credo che sia quello il motivo per cui sono nati i blog... non è bene affidare i propri problemi(?) al mondo virtuale. E' meglio risolveri nella vita reale, coi propri amici, parlandone.

Immagino che questo nuovo fenomeno mediatico sia stato frainteso soprattutto da uno stuolo di ragazzini che riempiono la rete dei loro sogni o della loro tristezza, probabilmente senza fare poi nulla per realizzare i primi e combattere la seconda. Ormai mi prende lo sconforto ogni volta che vedo un blog... vi si leggono spesso sempre i soliti luoghi comuni. Le solite citazioni trite e ritrite.

Con questo non voglio condannare la categoria dei blogger: c'è chi usa quel mezzo per far conoscere al mondo la propria creatività... ci sono blog fotografici, blog tecnici. Questi hanno uno scopo informativo-culturale, gli altri hanno uno scopo non ben definito... sembrano degli sfoghi che andrebbero affidati a ben altri mezzi.

Ora scusate per il post scritto di fretta, devo scappare. Tornerò volentieri sull'argomento se ce ne sarà bisogno per chiarire il mio punto di vista. :-)
Steve · 13/03/2005 21:13 · #3
Mav ha scritto:Troppo spesso i blog sono infestati di vita personale, fatti che sfociano irrimediabilmente nella tristezza e nella (pseudo)depressione.


Ho conosciuto un paio di "blogger per caso" che alla fine si sono stufati di tenerlo in piedi per raccontare le proprie cose al mondo. Il blog va studiato, non puo' essere il pretesto per raccontare la propria giornata... anche senza darvi l'indirizzo del mio blog, posso tranquillamente dire che molte delle cose che posto qui (giochi online, approfondimenti vari, anche questo mio articolo di commento a Nicoletti) sono scritte prima per il mio blog, e poi vengono postate anche qui sul forum.
Anche io, come te, ho solo un piccolo spaccato dei blog, si e no ne leggo una ventina oltre a tenere il mio personale, e in quelli che leggo io l'esibizionismo e' limitato a ragionamenti, comunicazioni, voglia di incontrarsi anche se le distanze sono elevate. Ma niente di cosi' tombale come viene descritto: per quanto non nego che vi siano fenomeni del genere, io dico semplicemente che non e' giusto generalizzare a quel modo nemmeno in una pizza fra amici, figurarsi poi nella prima pagina dell'inserto settimanale di un quotidiano ad alta tiratura!
Mav · 13/03/2005 22:31 · #4
Steve ha scritto:Ho conosciuto un paio di "blogger per caso" che alla fine si sono stufati di tenerlo in piedi per raccontare le proprie cose al mondo. Il blog va studiato, non puo' essere il pretesto per raccontare la propria giornata... anche senza darvi l'indirizzo del mio blog, posso tranquillamente dire che molte delle cose che posto qui (giochi online, approfondimenti vari, anche questo mio articolo di commento a Nicoletti) sono scritte prima per il mio blog, e poi vengono postate anche qui sul forum.


Ma infatti non ho nulla contro i blog studiati, a tema, con caratteristiche particolari. Di certo però quelle volte che ho provato a seguire delle reti di link a partire da qualche blog di amici/conoscenti l'esperienza non è stata delle migliori.

Steve ha scritto:Anche io, come te, ho solo un piccolo spaccato dei blog, si e no ne leggo una ventina oltre a tenere il mio personale, e in quelli che leggo io l'esibizionismo e' limitato a ragionamenti, comunicazioni, voglia di incontrarsi anche se le distanze sono elevate. Ma niente di cosi' tombale come viene descritto: per quanto non nego che vi siano fenomeni del genere, io dico semplicemente che non e' giusto generalizzare a quel modo nemmeno in una pizza fra amici, figurarsi poi nella prima pagina dell'inserto settimanale di un quotidiano ad alta tiratura!


Diciamo che in quei tentativi di seguire la ragnatela sono capitato più spesso in blog che mi sono parsi più uno sfogo che altro. Sarà che ho un allergia per il dark e per tutto ciò che è gloomy e gotico (preferisco di gran lunga il sole e i colori)... ma spesso e volentieri ci ho trovato atmosfere gotiche nei blog, magari a contorno di discorsi su morte, tristezza, inutilità della vita, nostalgia di questo o quell'altro oppure su sogni irrealizzati. Magari a contorno di citazioni più o meno famose.

Sono fondamentalmente convinto che Internet sia un mezzo di comunicazione libero, ma non per questo bisogna farsi prendere la mano (questo a me è capitato in passato, con homepage personali più o meno inutili e mal mantenute...). Ci sono cose che possono stare bene su un blog: fotografie, immagini, il frutto della propria creatività, racconti, espressione delle proprie idee, resoconti tecnici del proprio lavoro (utilizzo tipico dei blog nelle comunità degli sviluppatori)... ci sono cose invece che non ci dovrebbero entrare: tristezza, (pseudo)depressione, riflessioni più o meno corrette e razionali sulla propria vita...

Ritengo che queste ultime appartengano alla sfera personale... sono cose che si possono confidare ad amici, a persone vicine (anche virtuali), ma buttarle ai quattro venti non è che un modo per far perdere forza alle parole . Anche la speranza di trovare qualcuno vicino alle proprie esperienze secondo me è rischiosa: non ho studiato psicologia, ma credo che il rischio sia quello di cadere in una circolo vizioso, in cui parlare delle proprie sventure a gente che ne vive di simili può portare a non vedere più l'uscita del tunnel.

Insomma... la cosa che non comprendo del fenomeno blog è il perchè si sia arrivati spesso a rendere pubbliche cose che fino a qualche anno fa andavano a finire nel diario personale e privatissimo (per chi lo teneva). Insomma... è narcisismo? fraintendimento delle potenzialità del mezzo di comunicazione? Non lo so, ma sono domande che mi faccio spesso quando vengo a contatto con certi tipi di blog.

Il tutto naturalmente IMHO. Rimango contrario alle generalizzazioni selvagge, ma devo constatare che per determinate categorie di blog il discorso portato avanti in quell'articolo quadra perfettamente.
Alex1 · 14/03/2005 00:30 · #5
l'unico blog degno di nota è uccidiamowinniepooh .... il resto è nulla :)
cyby · 14/03/2005 00:48 · #6
io non leggo mai i blog, nemmeno quelli dei miei amici + cari: mi sento una guardona, e mi imbarazza mortalmente. spero che mi raccontino le cose a voce, piuttosto che farmele leggere. tantomeno leggo quelli di gente solo "conoscente", di cui sinceramente mi interessa ben poco, troppo poco per leggere delle loro vite. non sono curiosa e non sono pettegola, mi impiccio dei fatti miei e non racconto troppo di me.
City_Hunter · 14/03/2005 01:23 · #7
Mav ha scritto:spesso e volentieri ci ho trovato atmosfere gotiche nei blog, magari a contorno di discorsi su morte, tristezza, inutilità della vita, nostalgia di questo o quell'altro oppure su sogni irrealizzati. Magari a contorno di citazioni più o meno famose.

Condivido.

Premessa: i blog in generale non mi piacciono, li considero per lo più l'ultima forma del trash e dell'esibizionismo su internet. Fanno eccezione i blog "tecnici", che mi piacciono molto; questi ultimi però hanno una loro storia che risale agli anni bui di internet.

In quei pochi blog che ho visto, a farla da padrone è una visione distorta del romanticismo (tendente al patetico e al continuo piangersi addosso). Accompagnata per lo più da un'atmosfera tetra e da una ricerca un pò modaiola (un pò tanto!) del misticismo.
Ed è così che una marea di stupidaggini vengono attualmente spacciate per "petali di luna" o "lacrime d'incanto" (due espressioni a caso, nessun riferimento particolare!) :)
Anche questa moda passerà, spero.

Un'ultima personale nota è per la forma dell'articolo che hai riportato. O c'è stata una precisa volontà stilistica nel rendere l'articolo meno comprensibile tramite l'uso di paroloni (vedi ipercubo multimediale, back-trackare e altre minchiate, mi si passi il termine tecnico), oppure il giornalista si è un pò troppo compiaciuto di sè durante la scrittura. Non lo sapremo mai... e francamente, chissenefrega.
Vado a dormire, l'iperquadrilatero morbidoso mi attende (ndr, il letto).
notung · 14/03/2005 09:56 · #8
È perlomeno singolare che un giornalista come Gianluca Nicoletti si permetta commenti così idioti, anche perchè, e l'articolo lo dimostra ampiamente, se c'è uno che usa un linguaggio involuto e artatamente ricercato, quello è proprio lui.
Anche lui ha un suo blog, ed è la trasmissione radiofonica che conduce giornalmente; con questo voglio dire che non è il mezzo d'espressione che conta, ma l'uso che se ne fa.
È anche giusto ammettere che la maggioranza dei blog trattano di argomenti risibili, ma è altrettanto opportuno aggiungere che appena qualche giorno fa, un blogger è stato ammesso come giornalista ad una conferenza di Bush.
Come tutti i fenomeni di massa, perchè di questo si tratta, piaccia o meno, col tempo la qualità dei contenuti si alzerà di molto, e la selezione naturale farà il suo corso.
Spezzo una lancia anche a favore di chi usa il blog per sfogarsi, perchè la scrittura, qualunque scrittura, è terapeutica, e credo che non debba citare clamorosi esempi di persone che hanno scritto dei capovalori mentre erano preda della depressione più nera.(parlo di depressione vera, non dello spleen della quattordicenne innamorata di Vasco).
Personalmente mi sarei aspettato un attacco a chi, come Beppe Grillo, ha aperto un blog per questioni meramente commerciali, dimostrando una volta di più di avere uno splendido senso degli affari; salvo poi stigmatizzare questi comportamenti nei suoi spettacoli, ovviamente.
Avrei molto altro da dire, ma, ahimè, il tempo è tiranno.
Solo una chiosa, per concludere.
Nel mio blog mi occupo, tra le altre cose, di divulgazione, semiseria, dico io, dell'Opera Lirica.
Ogni tanto, di meno di quello che vorrei, qualcuno mi scrive e mi ringrazia perchè i miei postati hanno fatto scattare la scintilla della curiosità, e si sono avvicinati a questa forma d'Arte; bene, la cosa m'inorgogliosisce molto, perchè penso, nella mia immensa alterigia, di aver dato il mio contributo alla ricostruzione di un tessuto culturale che ci appartiene e di cui si sta perdendo traccia.
Seguirò questa discussione con grande partecipazione.
Saluti a tutti quelli che si ricordano ancora di me, ed anche agli altri, ovviamente.
Alex1 · 14/03/2005 10:12 · #9
ciao gnuton :)

il discorso di fondo è che un blog, come un qualunque sito a mio avviso, è positivo se in esso ci sono contenuti serii, il blog ha ultimamente permesso una sorta di "espressione su web" all'utente medio che ignaro di cosa sia html negli anni scorsi non poteva farsi il suo sitarello.
Il discorso è proprio che il successo o meno di un sito varia a seconda di quello che l'autore vuol dirci; è vero tu fai notare l'opera commerciale di grillo ... ma grillo è comunque un signor artista, commerciale o no il quel blog scrive "di qualcosa". Il problema è proprio che la diffusione del blog come forma di comunicazione rende difficile scremare dalla massa i pochi blog con contenuti interessanti :)
Mav · 14/03/2005 11:49 · #10
notung ha scritto:È perlomeno singolare che un giornalista come Gianluca Nicoletti si permetta commenti così idioti, anche perchè, e l'articolo lo dimostra ampiamente, se c'è uno che usa un linguaggio involuto e artatamente ricercato, quello è proprio lui.


Immagino che il linguaggio involuto e ricercato sia voluto per scimmiottare il comportamento di molti blogger.

notung ha scritto:Spezzo una lancia anche a favore di chi usa il blog per sfogarsi, perchè la scrittura, qualunque scrittura, è terapeutica, e credo che non debba citare clamorosi esempi di persone che hanno scritto dei capovalori mentre erano preda della depressione più nera.(parlo di depressione vera, non dello spleen della quattordicenne innamorata di Vasco).


D'accordo con te se quello che si scrive è in qualche modo una forma d'arte. Post del tipo "mi sento uno sfigato" o "il mondo ce l'ha con me" o ancora "che senso ha vivere?" hanno ben poco di terapeutico. A meno che l'autocompiangimento non sia terapeutico... ma io non sopporto l'autocompiangimento.

notung ha scritto:Personalmente mi sarei aspettato un attacco a chi, come Beppe Grillo, ha aperto un blog per questioni meramente commerciali, dimostrando una volta di più di avere uno splendido senso degli affari; salvo poi stigmatizzare questi comportamenti nei suoi spettacoli, ovviamente.
Avrei molto altro da dire, ma, ahimè, il tempo è tiranno.
Solo una chiosa, per concludere.


Non sapevo del blog di Grillo, ed avrei preferito non saperne nulla. Il suo atteggiamento da evangelista depositario della Verità che lo porta a sfornare quegli spettacoli a base di comicità interessata è semplicemente ridicolo. Il suo scopo non è fare informazione... è fare sensazionalismo al fine di confondere il pubblico per cercare di fargli abbracciare la sua "religione dell'inculata". Ovvero per far credere alla gente di essere costantemente inculata dal mondo industriale che ha a disposizione le chiavi per salvare la terra ma non le vuole usare perchè costa troppo.

notung ha scritto:Nel mio blog mi occupo, tra le altre cose, di divulgazione, semiseria, dico io, dell'Opera Lirica.
Ogni tanto, di meno di quello che vorrei, qualcuno mi scrive e mi ringrazia perchè i miei postati hanno fatto scattare la scintilla della curiosità, e si sono avvicinati a questa forma d'Arte; bene, la cosa m'inorgogliosisce molto, perchè penso, nella mia immensa alterigia, di aver dato il mio contributo alla ricostruzione di un tessuto culturale che ci appartiene e di cui si sta perdendo traccia.


E fai bene ad inorgoglirti. Il tuo è un blog che ha un'utilità.
notung · 14/03/2005 12:13 · #11
In merito al linguaggio di Nicoletti, quando conduceva "Golem" su RADIO1, trasmissione bellissima, per affermare che qualcuno si mangiava un panino diceva così:"Il tale, accortosi che il suo fisico necessitava di un urgente fabbisogno calorico, si avvicinava ad una mesto edificio, ove avveniva la triste distribuzione di cibo a pagamento; s'appropinquava alla dolente esposizione dei prodotti lavorati e sceglieva, più attratto dal packacing che dal value for money, un prodotto"..
Quindi mi sa che non ha perso il vizio, ma che ama esprimersi sfoggiando una cultura barocca8) .
Ciao a Alex e grazie a Mav per i complimenti, sono arrossito come una bambinella intonsa.:sospiro: