Stiamo notando tutti che, ultimamente, aumentano i casi di discriminazione e intolleranza verso minoranze sociali specie per quelle sessuali. Da una parte queste situazioni stanno causando qualcosa di importante, ossia una "riflessione" profonda dal punto di vista politico ma specialmente una riflessione interna all'opinione pubblica.
Mi accorgo anche con mio grande dispiacere che in molte comunità virtuali, come qui su azzurra, sono numerosi gli interventi di intolleranza e discriminazione contro l'omosessualità. Purtroppo sono interventi a volte diretti verso una o più persone e non discorsi contenenti opinioni e pensieri personali.
Senza fare nomi, ho letto messaggi dal sapore discriminatorio di una persona contro due ragazze legate da vincoli sentimentali.... non può esistere un giudizio nei confronti di altre situazioni e realtà sociali. Non si può neppure essere favorevoli o no ad una "condizione" naturale e, se anche vogliamo dire contro natura, irrazionale (cioè mossa da impulsi profondi, inconsci, del proprio intimo, del proprio se....).
Credo che sia giusto avere opinioni riguardo materie di "riconoscimento legale" come può essere:
>matrimonio equiparato per omosessuali
>adozioni-affidamenti per coppie lesbiche/gay
>tutele economiche fra coppie di fatto
>riconoscimento dell'asilo politico per persecuzioni e discriminazioni sessuali
Per questi argomenti è lecito e forse obbligatorio che l'opinione pubblica e quindi tutti noi ci poniamo domande, perplessità e ragionamenti. Ma non può esistere alcun dubbio ne alcun giudizio sulla sessualità di una persona, sulla sua condizione o sulla sua scelta (dico scelta perchè per alcuni essere gay o lesbiche significa scegliere uno stile di vita.... questa concezione deriva dalla letteratura specie decadente dove erano numerosi i gruppi di eruditi scrittori gay, ermeticamente chiusi in circoli letterari e dalla personalità originale e insolita. Nei loro scritti era tipico l'esotismo).
Quindi trovo giusto i ragionamenti su materie politiche, ma rimango perplesso quando leggo persone che esprimono pareri del genere
<<sei gay... che schifo>>
<<siete una coppia di lesbiche? Oddio siete malate!>>
e cose del genere...
Queste affermazioni non appartengono al diritto di opinione ne al diritto di critica ma sono veri e propri reati. Fare affermazioni del genere significa violare l'art. 1 e 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; significa violare anche la Nuova Costituzione Europea che enuncia sia nel preambolo che in numerosi articoli la ferma convinzione della Comunità Europea a combattere ogni forma di intolleranza e discriminazione verso minoranze di ogni tipo, quindi anche sessuali. C'è un articolo esplicito nella Costituzione dove l'Europa dichiara di prodigarsi per garantire alle minoranze dignità e rispetto.
Quindi mi auguro che queste persone continuino ad esprimere proprie opinioni senza però violare articoli sacrosanti.
Concludo dicendo che stimo molto Paola e Sere per la loro "non curanza" nei cofronti di quanti le criticano e per il loro coraggio di esternare, pubblicamente e senza paura, le proprie sensazioni.
Mi accorgo anche con mio grande dispiacere che in molte comunità virtuali, come qui su azzurra, sono numerosi gli interventi di intolleranza e discriminazione contro l'omosessualità. Purtroppo sono interventi a volte diretti verso una o più persone e non discorsi contenenti opinioni e pensieri personali.
Senza fare nomi, ho letto messaggi dal sapore discriminatorio di una persona contro due ragazze legate da vincoli sentimentali.... non può esistere un giudizio nei confronti di altre situazioni e realtà sociali. Non si può neppure essere favorevoli o no ad una "condizione" naturale e, se anche vogliamo dire contro natura, irrazionale (cioè mossa da impulsi profondi, inconsci, del proprio intimo, del proprio se....).
Credo che sia giusto avere opinioni riguardo materie di "riconoscimento legale" come può essere:
>matrimonio equiparato per omosessuali
>adozioni-affidamenti per coppie lesbiche/gay
>tutele economiche fra coppie di fatto
>riconoscimento dell'asilo politico per persecuzioni e discriminazioni sessuali
Per questi argomenti è lecito e forse obbligatorio che l'opinione pubblica e quindi tutti noi ci poniamo domande, perplessità e ragionamenti. Ma non può esistere alcun dubbio ne alcun giudizio sulla sessualità di una persona, sulla sua condizione o sulla sua scelta (dico scelta perchè per alcuni essere gay o lesbiche significa scegliere uno stile di vita.... questa concezione deriva dalla letteratura specie decadente dove erano numerosi i gruppi di eruditi scrittori gay, ermeticamente chiusi in circoli letterari e dalla personalità originale e insolita. Nei loro scritti era tipico l'esotismo).
Quindi trovo giusto i ragionamenti su materie politiche, ma rimango perplesso quando leggo persone che esprimono pareri del genere
<<sei gay... che schifo>>
<<siete una coppia di lesbiche? Oddio siete malate!>>
e cose del genere...
Queste affermazioni non appartengono al diritto di opinione ne al diritto di critica ma sono veri e propri reati. Fare affermazioni del genere significa violare l'art. 1 e 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; significa violare anche la Nuova Costituzione Europea che enuncia sia nel preambolo che in numerosi articoli la ferma convinzione della Comunità Europea a combattere ogni forma di intolleranza e discriminazione verso minoranze di ogni tipo, quindi anche sessuali. C'è un articolo esplicito nella Costituzione dove l'Europa dichiara di prodigarsi per garantire alle minoranze dignità e rispetto.
Quindi mi auguro che queste persone continuino ad esprimere proprie opinioni senza però violare articoli sacrosanti.
Concludo dicendo che stimo molto Paola e Sere per la loro "non curanza" nei cofronti di quanti le criticano e per il loro coraggio di esternare, pubblicamente e senza paura, le proprie sensazioni.
