Copincollo da Repubblica online (http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/senzainternet/senzainternet/senzainternet.html)... intanto mi chiedo se devo spaventarmi o riderci su.
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Per uno studio oltre mille persone si sono private per due settimane del web. "Impossibile rinunciarci"
Soli, depressi, in crisi di astinenza
Ecco la vita senza internet
La Rete è entrata nella vita quotidiana di molti per questioni pratiche. Ma la sua assenza porta a conseguenze emotive
di ALESSANDRA RETICO
UNA specie di coperta di Linus, che quando ti manca non senti solo freddo, ma ne hai nostalgia. Difficile rinunciarci, perché non solo risolve problemi, velocizza e snellisce le mille cose da fare in una giornata, ma ti fa stare "nel giro" e anzi ti aiuta ad allargarlo sentendoti al centro delle cose. Insomma, una presenza così pervasiva nella vita quotidiana e nelle abitudini che con lei abbiamo ormai instaurato un rapporto di tipo emotivo. Così profondo che se ce la tolgono reagiamo come se venisse meno un affetto.
Questa è diventata Internet secondo uno studio congiunto di Yahoo!, il provider più famoso e trafficato al mondo, e OMD, agenzia leader di comunicazione, che hanno sottoposto un gruppo di persone a un esperimento che molti hanno ritenuto insopportabile: stare senza connessione al web per due settimane.
Il risultato dell'Internet Deprivation study - come è stato chiamato l'esperimento su un campione di 1000 utenti e 13 famiglie per 28 componenti in totale - è che molti dei partecipanti hanno sopportato con grandi sforzi l'astinenza, raccontando di aver resistito con molta fatica alla tentazione di connettersi e scoprendo, in tanta difficoltà, una così profonda familiarità, se non dipendenza, che non sospettavano di avere prima di dover fare senza. Il fatto è che per molti prenotare viaggi, controllare i risultati dello sport preferito, comunicare con amici e famiglia o pagare le bollette sono pratiche che si consumano ormai sul web.
Per l'esperimento, hanno detto i partecipanti, due settimane sono state una concessione alla scienza ma sarebbero improponibili in condizioni normali: se proprio uno è costretto a stare offline, il tempo medio sostenibile è di non più di cinque giorni.
"Si tratta di uno studio meramente indicativo delle miriadi di maniere in cui internet, in appena dieci anni, abbia irrevocabilmente cambiato la vita quotidiana dei consumatori", ha spiegato il capo ufficio vendite di Yahoo! Wenda Harris Millard, per la quale è già molto significativo "come sia stato difficile trovare cavie da sottoporre alla deprivazione da internet". Uno studio "profondamente etnografico" per il provider californiano, il che vuol dire non tanto e non solo osservare le tendenze di consumo, "ma accendere una rara luce s
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Per uno studio oltre mille persone si sono private per due settimane del web. "Impossibile rinunciarci"
Soli, depressi, in crisi di astinenza
Ecco la vita senza internet
La Rete è entrata nella vita quotidiana di molti per questioni pratiche. Ma la sua assenza porta a conseguenze emotive
di ALESSANDRA RETICO
UNA specie di coperta di Linus, che quando ti manca non senti solo freddo, ma ne hai nostalgia. Difficile rinunciarci, perché non solo risolve problemi, velocizza e snellisce le mille cose da fare in una giornata, ma ti fa stare "nel giro" e anzi ti aiuta ad allargarlo sentendoti al centro delle cose. Insomma, una presenza così pervasiva nella vita quotidiana e nelle abitudini che con lei abbiamo ormai instaurato un rapporto di tipo emotivo. Così profondo che se ce la tolgono reagiamo come se venisse meno un affetto.
Questa è diventata Internet secondo uno studio congiunto di Yahoo!, il provider più famoso e trafficato al mondo, e OMD, agenzia leader di comunicazione, che hanno sottoposto un gruppo di persone a un esperimento che molti hanno ritenuto insopportabile: stare senza connessione al web per due settimane.
Il risultato dell'Internet Deprivation study - come è stato chiamato l'esperimento su un campione di 1000 utenti e 13 famiglie per 28 componenti in totale - è che molti dei partecipanti hanno sopportato con grandi sforzi l'astinenza, raccontando di aver resistito con molta fatica alla tentazione di connettersi e scoprendo, in tanta difficoltà, una così profonda familiarità, se non dipendenza, che non sospettavano di avere prima di dover fare senza. Il fatto è che per molti prenotare viaggi, controllare i risultati dello sport preferito, comunicare con amici e famiglia o pagare le bollette sono pratiche che si consumano ormai sul web.
Per l'esperimento, hanno detto i partecipanti, due settimane sono state una concessione alla scienza ma sarebbero improponibili in condizioni normali: se proprio uno è costretto a stare offline, il tempo medio sostenibile è di non più di cinque giorni.
"Si tratta di uno studio meramente indicativo delle miriadi di maniere in cui internet, in appena dieci anni, abbia irrevocabilmente cambiato la vita quotidiana dei consumatori", ha spiegato il capo ufficio vendite di Yahoo! Wenda Harris Millard, per la quale è già molto significativo "come sia stato difficile trovare cavie da sottoporre alla deprivazione da internet". Uno studio "profondamente etnografico" per il provider californiano, il che vuol dire non tanto e non solo osservare le tendenze di consumo, "ma accendere una rara luce s
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