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VIRUS letale.. (AIDS: se la conosci non fa paura) editoriale

Gianco · 08/07/2004 17:02 · #1
Prendo in prestito un inciso di una canzone di successo per riportare la stessa mia identica considerazione al riguardo: “un drogato è soltanto un malato di nostalgia”
Nostalgia e solitudine; due profondi stati disagiati della mente che, in questo inizio millennio, mieteranno più vittime di qualsiasi altra sventura, incluso la droga.

Alla droga, associo, per conseguenza diretta, l’AIDS.
Avrete sicuramente notato con quanta insistenza, telegiornali e servizi giornalistici, stiano proponendo immagini e campagne di sensibilizzazione contro questa malattia mortale.
La settimana prossima a Bangok si terrà un convegno medico-sociale a livello mondiale per discutere, confrontarsi e provare a sconfiggere definitivamente questa inafferrabile nemica, che rende fragili e deboli… soli e malati… inutili e incurabili… fino a far pensare alla morte come un qualcosa di liberativo e dolce, da sperare che sopraggiunga in fretta, per porre fine alla sofferenza fisica e mentale.

AIDS: ignoranza e indifferenza giocano ruoli fondamentali nella sua diffusione.
Mi limito ai dati raccolti al 31 dicembre 2003
- 5 milioni di nuovi infettati ogni anno
- 3 milioni di decessi all’anno
- 40 milioni il numero delle persone sieropositive nel mondo
- 13.000 nuove infezioni ogni giorno!!!

Basta cosi?
Non sono la persona più indicata ad analizzare l’aspetto medico di questo “flagello” ma, potendo prendere in prestito quanto concessoci in visone dalla grande rete internet, mi limito a riportare alcune nozioni, che reputo utili conoscere.

Il virus HIV (virus dell’immunodeficenza umana) è, in realtà, un retrovirus; cioè un virus a RNA, che attacca alcune cellule della struttura immunitaria, indebolendo il sistema di autodifesa, fino ad annullare completamente la risposta a protezione contro virus, batteri, protozoi, funghi e raffreddori!
La distruzione del sistema immunitario causa una sindrome che si chiama AIDS (in italiano SIDA – Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita).
Per dirla in breve: una persona affetta da AIDS è maggiormente esposta alle infezioni e, per conseguenza, alla morte, perché non riesce a combatterla.

Quando una persona entra in contatto con il virus HIV può divenire portatore sieropositivo. Il periodo di incubazione (dalla fase di contatto alla sieropositività vera e propria) può essere medio lunga (fino a sei mesi).
In termini medici: sieropositiva è la persona che presenta positività alla ricerca di anticorpi dell’HIV nel siero.
Completo lo stralcio di indicazioni raccolte riportando i modi di contagio che sono catalogati in 3 diverse famiglie:
- per via ematica: trasfusione o contatto diretto con sangue infetto.
- per via sessuale (mancanza di protezioni anticoncezionali)
- per via verticale: la madre può trasmette la sua seriopositivà al nascituro nel periodo della gravidanza, del parto o durante l’allattamento.

Mi sto allontanando dal tema principale che voleva essere la droga ma, andando avanti nelle letture, mi rendo conto che non è LEI la vera unica indiziata di questo incredibile VIRUS LETALE.
Il nuovo malato di AIDS ha circa quarant’anni e non è necessariamente un tossicodipendente (40% eterosessuali – 25% omosessuali e solo il 35% tossicodipendenti)
A dirla breve, oggi chi scopre di essere sieropositivo ha contratto l’infezione a causa di rapporti sessuali a rischio, ed ha un’età coscienziosa: sono coscienti di ciò a cui vanno incontro!!!
Il Ministero della Salute ha dichiarato che “nonostante i risultati ottenuti, l’AIDS risulta essere un serio problema sia nei paesi di sviluppo, dove continua a decimare intere popolazione, che in Europa". Un pericolo da cui non si scappa tanto facilmente.
Bisognerebbe conoscerne meglio la sua efferatezza per provare ad evitarla, piuttosto che ignorare, sperando che non capiti proprio a te!

Fortunatamente, anche nelle zone povere del pianeta, (dove l’AIDS si “arricchisce” di vittime con circa 3 milioni di contagiati) l’ONU si è attivata per fare in modo che si possa accedere ai farmaci retrovirali anti-Aids. Cospicui investimenti permetteranno di garantire un’efficace e rapida distribuzione per combattere il virus e limitarne i decessi che, nella sola zona dell'Africa, ammazza 1500 bambini ogni giorno!!! ASSURDO!
Nei paesi occidentali, invece, la situazione è ben diversa. Popoli e culture emancipate, completamente frapposti alle arsure africane, ci dovrebbero permettere di fronteggiare il pericolo in modo diverso ma… non è cosi!
A Milano il 78% dei giovani tra i 15 e 35 anni sa perfettamente come avviene il contagio HIV, ma il 70% di essi non ne tiene conto!
Il dato è preoccupante e raggelante. Sembra quasi che ci si animi a sfidare la cattiva sorte in modo irrimediabile. Si gioca col destino, non immaginando a cosa si potrebbe andare incontro e a quali nefasti futuri potremmo destinare il nostro domani.
Il maggior numero di contagi è testimoniato che avviene per vie sessuali, come a dire: i tossicodipendenti hanno imparato a difendersi e prevenire, mentre le persone che si considerano non a rischio si ammalano sempre di più.
E' chiaro che l'inversione di tendenza deve coinvolgere TUTTI e non soltanto una parte dei fattori a rischio!

C’è bisogno di intervenire in modo incisivo per frenare questo “dramma”. Non è sufficiente limitarsi all'educazione scolastica o alla realizzazione di isolati spot, ma si deve garantire continuità e perseveranza nell'informazione e nel richiamo continuo sul rischio di questo incombente pericolo.
Se limitiamo le campagne informative c'è il rischio che, fra gli intermezzi dei lunghi silenzi, qualcuno si convinca che l'AIDS non è più un problema.... abbassando la guardia e cadendo nella sua rete... senza scampo!
Sembra che stimolare “la coscienza del pericolo” sia la strada giusta per difenderci dal contagio, e questa sensibilizzazione deve partire proprio dagli adulti. Si presume che nei prossimi anni saranno proprio gli adulti coscienziosi e gli anziani le vittime preferite dell’Hiv, perché si sentono ancora giovani ed hanno una vita sessuale attiva, che non riescono a tenere controllata o limitata.
C’è necessità di sensibilizzare ed informare maggiormente. Solo cosi riusciremo, forse, a vincere la testardaggine e l’incoscienza di chi si avvicina al sesso imprudente, consumandolo con avidità e pericolo, proprio per garantirgli maggiore stimolo.
Immagini, testimonianze e dibattiti debbono informare quanti si azzardano a sfidare il destino, facendo del male a se stessi e a quanti altri… regaleremo il nostro personale virus letale!
Finché non ci cadi dentro non ne valuti la sua reale entità… ma, se ci si lascia intrappolare, non basterà lavarsi con attenzione per ritornare immuni! E’ una strada di non ritorno, almeno per adesso!


Sono completamente andato fuori traccia e me ne dispiace ma, non riuscivo a domare questa necessità di parlarne a voi.
Qui non si tratta di analizzare un evento circoscritto a pochi sfortunati; non stiamo parlando di isolati casi sporadici; non è possibile restare in silenzio ad assistere, col rischio che ci deragli il futuro. Ne va del nostro futuro, della nostra specie… di noi e dei nostri figli di domani!

Curare si può, ed ancor prima, riuscire a combattere il rischio del contagio con l’educazione alla prevenzione.
Mai come in questo periodo dell’anno, vacanziero e spassionato, rivolgo il mio pensiero scritto a quanti cercheranno nel divertimento anche il sesso, per puro piacere. La prudenza non vuol dire imbarazzo ma... coscienza!
Ognuno è libero di scegliersi la forma ed i modi comportamentali del proprio vivere… ma credo che non è peccato, prima di un rapporto sessuale, preservarsi il futuro con un profilattico, se poi il domani si rischia di lasciarcelo rapire dall’AIDS… Quello è il vero peccato mortale che faremmo a noi stessi e a quanti, nella sventura, si vedranno "regalati" il nostro intimo ed indelebile dono mortale!

Ho perso troppi amici per colpa di questo maledetto VIRUS.
Pezzi di cuore, trasformati in stelle, che adesso danno un senso al cielo notturno e mi obbligano ad alzare il capo in direzione loro, per sentirmi meno solo…
Ma avrei preferito che fossero ancora qui, accanto a me, per provare a combattere con loro il rischio del contagio… a difesa della propria vita volata via… PER SEMPRE!

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a saperti nel cielo si addolora il mio cuore
ti ho perso di vista e non me lo hai perdonato
vivo con la certezza che il tuo ultimo volo
sia servito all'IMMENSO
per colorare di bello uno squallido cielo
che finalmente ora vive lo splendore più intenso
della sua GRANDE stella
che mi illumina dentro


a Nicoletta con amore fraterno
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Ven|r| · 13/08/2004 14:22 · #2
Purtroppo la vera causa dell'AIDS è l'ignoranza, molto spesso l'incoscienza e la stupidità(nel senso più lato del termine).E' assolutamente necessario,come tu hai scritto,continuare a sensibilizzare la gente,continuare a bombardarla di informazioni affinchè il problema non venga mai dimenticato.L'AIDS esiste e non c'è nulla che possa proteggerci se non la nostra intelligenza.Usiamo il cervello..oltre che il profilattico!
elly611 · 31/10/2004 21:27 · #3
Prendo spunto dall'inizio del post di Gianco per fare alcune considerazioni....Ho lavorato e lavoro a tutt'oggi a stretto contatto con questa malattia ( nel 95 con i malati terminali di AIDS e oggi con i tossicodipendenti) e posso dirvi che molte , troppe volte, si sposta l'attenzione su la"devianza" che apparentemente questa malattia colpisce.
Se andate a guardare le ultime statistiche del ministero e della commissione AIDS potete notare che la mortalità di questa malattia per ora in Italia è scesa quasi a 0, con l'avvento delle nuove terapie antiretrovirali, ma i pregiudizi e le false informazioni sono dure da sconfiggere.
La nuova diffusione del virus avviene prevalentemente attraverso rapporti eterosessuali(questo non solo in italia , ma in tutto il mondo soprattutto in africa dove l'unica categoria a rischio sono gli eterosessuali, visto che le comunità di tossicodipendenti da scambio di siringhe e di omosessuali sono perl o più sconosciute).
Nel corso degli anni omosessuali e tossicodipendenti da scambio di siringhe, sono le categorie che più hanno imparato a proteggersi...gli eterosessuali nò.
Un mese fà postai su un forum una domanda che voleva essere un pò una piccola conferma a un indagine statistica e conoscitiva sulla trasmissione dell'Aids, la domanda riguardava quante sono le donne che chiedono l'uso del preservativo, al loro patner occasionale? Mi hanno risposto con vari toni indignati che tutte le donne chiedono il preservativo. La stessa indagine condotta non con risposte pubbliche ha dato i seguenti risultati:
A) che sull'uso del preservativo, le donne hanno più remore a proteggersi ciò è dovuto a una serie di condizionamenti culturali e emozionali difficili da sradicare.
B)che la stragrande maggioranza degli eterosessuali, pensa ancora magari inconsciamente che questa malattia colpisca soprattutto le cossiddette " devianze", quindi se io vado a letto con uno che a sua volta và a letto solo con donne , non lesbiche, non tossiche ....sono sicuro....
C) Che mentre i cosiddetti devianti omosessuali e tossici, chiedono e fanno almeno una volta l'anno il test di sieropositività...gli eterosessuali essendo convinti del fatto che la malatia non possa toccarli e men che meno gli abbia già toccati....non hanno mai fatto nessun esame che attesti la loro sieronegatività e non hanno assolutamente intenzione di accertarlo.

Potenza dell'ignoranza???? della stupidità, o dell'arroganza che alla razza eletta... non accadrà mai? Protetti dalla loro eterosessualità e dalla non devianza? Credo fermamente che l'unico messaggio possibile sia PRESERVATIVO E INFORMAZIONE