http://www.cuorinellatormenta.it/index/cuoriintrecciati.gifwww.cuorinellatormenta.it (http://www.cuorinellatormenta.it)
Oggi voglio fermarmi a riflettere sul risultato prodotto dal questionario tenuto in linea per due mesi, dove è stata sollecitata e stimolata la sensibilità di ognuno di Voi, su un argomento estremamente attuale: cosa potrebbe unire i popoli nel mondo.
Sono state raccolte più di 200 opinioni che hanno determinato la seguente risultanza:
2. Dio in terra (45 preferenze)
3. un attacco alieno (20 preferenze)
4. una calamità (15 preferenze)
5. una meteorite (11 preferenze)
6. una pestilenza (10 preferenze)
I titoli donore vanno ad appannaggio di una sconcertante considerazione NIENTE E NESSUNO MAI potrà unire i popoli nel mondo! (con più di 105 preferenze)
Ad analizzare quanto è stato raccolto, cercando di rimanere obiettivamente non condizionato dal proprio pensiero personale, direi che siamo messi PROPRIO MALE!
Senza dovermi dilungare su argomenti gia trattati, che riguardano fedi sperse ed insoddisfazioni e malcontenti per tutto quello che ci circonda, langoscia che disarma il mio cuore sapete qualè? La mancanza assoluta nella SPERANZA.
Sapere che ci stiamo sempre più isolando in noi stessi mortifica lesistenza ed affossa ogni più profondo idealismo di buona speranza. Sembra quasi che nella gente non cè più traccia damore per il prossimo.
Sempre più facilmente viene dato spazio allo sgomento e lo scoramento, perché ci piace immaginare che la nostra esistenza sia sopportata, esclusivamente, da unarrendevole assuefazione, che ci ha convinti a tutti che non ci si può più avere fiducia nel prossimo, perché troppo impegnato a salvaguardare se stesso, ancora prima che la sua specie, sempre più in via destinzione.
Ci limitiamo a restare impassibili dinanzi agli oscuramenti degli orizzonti e stiamo imparando a convivere con le infelicità della mente che producono solo infelicità e limpoverimento di ogni sentimento di fratellanza.
Anche in questo momento, sono certo, che molti di voi sono fermi a riflettere sul risultato del questionario.
Ci ritroviamo immersi nel silenzio dei nostri pensieri, con un livore pallido e sconsolato, che ci sbianca il cuore e dal quale si è più facile fuggire che fronteggiarlo.
E impensabile che in unetà, quale quella nostra, in cui ci permettiamo il lusso di innamorarci di emoction virtuali, di annullare le distanze ed i silenzi, parlando e guardando da un riquadro digitalizzato il volto di un amico lontano, non siamo in grado di sforzare un po la fantasia, per provare a capire cosa ci possa ancora permetter
Oggi voglio fermarmi a riflettere sul risultato prodotto dal questionario tenuto in linea per due mesi, dove è stata sollecitata e stimolata la sensibilità di ognuno di Voi, su un argomento estremamente attuale: cosa potrebbe unire i popoli nel mondo.
Sono state raccolte più di 200 opinioni che hanno determinato la seguente risultanza:
2. Dio in terra (45 preferenze)
3. un attacco alieno (20 preferenze)
4. una calamità (15 preferenze)
5. una meteorite (11 preferenze)
6. una pestilenza (10 preferenze)
I titoli donore vanno ad appannaggio di una sconcertante considerazione NIENTE E NESSUNO MAI potrà unire i popoli nel mondo! (con più di 105 preferenze)
Ad analizzare quanto è stato raccolto, cercando di rimanere obiettivamente non condizionato dal proprio pensiero personale, direi che siamo messi PROPRIO MALE!
Senza dovermi dilungare su argomenti gia trattati, che riguardano fedi sperse ed insoddisfazioni e malcontenti per tutto quello che ci circonda, langoscia che disarma il mio cuore sapete qualè? La mancanza assoluta nella SPERANZA.
Sapere che ci stiamo sempre più isolando in noi stessi mortifica lesistenza ed affossa ogni più profondo idealismo di buona speranza. Sembra quasi che nella gente non cè più traccia damore per il prossimo.
Sempre più facilmente viene dato spazio allo sgomento e lo scoramento, perché ci piace immaginare che la nostra esistenza sia sopportata, esclusivamente, da unarrendevole assuefazione, che ci ha convinti a tutti che non ci si può più avere fiducia nel prossimo, perché troppo impegnato a salvaguardare se stesso, ancora prima che la sua specie, sempre più in via destinzione.
Ci limitiamo a restare impassibili dinanzi agli oscuramenti degli orizzonti e stiamo imparando a convivere con le infelicità della mente che producono solo infelicità e limpoverimento di ogni sentimento di fratellanza.
Anche in questo momento, sono certo, che molti di voi sono fermi a riflettere sul risultato del questionario.
Ci ritroviamo immersi nel silenzio dei nostri pensieri, con un livore pallido e sconsolato, che ci sbianca il cuore e dal quale si è più facile fuggire che fronteggiarlo.
E impensabile che in unetà, quale quella nostra, in cui ci permettiamo il lusso di innamorarci di emoction virtuali, di annullare le distanze ed i silenzi, parlando e guardando da un riquadro digitalizzato il volto di un amico lontano, non siamo in grado di sforzare un po la fantasia, per provare a capire cosa ci possa ancora permetter
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