City_Hunter · 08/11/2003 15:16 · #1Continuo qui un argomento che era partito altrove e che probabilmente merita un topic a sè stante.
Premetto che non si stava parlando dello scambio di file in generale ma piuttosto di quello di materiale protetto da diritti d'autore; che poi i mass media hanno ribattezzato semplicemente (e impropriamente) "file sharing" o "p2p".
Eravamo partiti da qui:
http://www.azzurra.org/forum/viewtopic.php?t=4689
aggiungo che la vergogna ancora più "vergognosa" sta nel fatto che le copie pirata escono fuori proprio dalle case produttrici....
Cioè? Si fan del male da sole? O è l'ultima frontiera del giustificazionismo al file sharing di materiale protetto da diritti d'autore (veri) ? :)
Se qualche industria dei media dovesse collassare una parte di colpa sarà certo da attribuire ai mancati introiti derivanti da gente che il film ha preferito scaricarselo e farlo girare su internet. I prezzi al cinema salgono per pareggiare il buco creato dalle copie pirata, ma se salgono i prezzi la gente preferisce starsene a casa, magari si indigna e comincia a scaricarseli a propria volta: un bel circolo vizioso dal quale non si esce più.
A questo si aggiunge, sia ben chiaro, la completa ottusità delle majors che si sono proposte nel modo peggiore possibile al pubblico, preferendo investire tutti gli sforzi sul piano della guerra legale e del controllo totale (vedi DMCA & palladium come tristi esempi) piuttosto che ispirando fiducia nel pubblico con prodotti che valesse la pena acquistare ad un prezzo giusto.
Un esempio lampante, a mio giudizio, è il prezzo di Windows XP che non esito a definire osceno, se solo lo poniamo in relazione allle possibilità economiche dell'utente medio. Stendiamo direttamente un velo pietoso sul suo rapporto qualità/prezzo.
Mi sia concesso uno sfottò all'andazzo di internet: ma quante persone sanno quanto costa? Certamente meno di quante sanno dove scaricarselo gratis.
Volete sapere cosa mi infastidisce ora?
Che quando compro un cd o un libro che mi interessa, di fatto non pago solo la copia che sto acquistando. Visto che il prezzo sale per pareggiare quelli che il cd o libro se lo scaricano, io mi trovo a dover pagare anche un pò delle copie scaricate illecitamente dalla gente.
Chi pensa che il file sharing di materiale protetto danneggi soltanto chi il materiale lo produce, è proprio fuori strada. Si fa presto a sentirsi "Robin Hood" facendo file sharing, ma non mi risulta che l'uomo in calzamaglia donasse ai poveri danneggiando gli onesti.
Alex1 · 10/11/2003 12:12 · #2non è del tutto esatto ... le multinazionali hanno ormai degli investimenti così variegati che anche se hanno delle perdenze da un lato compensano dall'altro ... la società A che crea un software ad esempio e se lo ritrova sharato illegalmente ci perde soldi chiaramente ... la stessa società però ha capitali investiti nella produzione di cd vergini che vengono utilizzati per masterizzare il suddetto programma. A essere penalizzati da questo discorso sono solo le piccole aziende e ovviamente i consumatori che si ritrovano prezzi esorbitanti per i prodotti.
City_Hunter · 10/11/2003 12:52 · #3Non è che il cd vergine te lo vendano con sopra scritto "masterizzaci il nostro software" :)
Comunque per il cd vergine vale lo stesso identico discorso del file sharing in senso generale: c'è chi lo usa bene, c'è chi lo usa male.
A questo proposito, visto che si parlava anche dei peccati delle majors oltre che di quelli del file sharing illegale, vi cito un altro episodio in cui mi son trovato danneggiato. La legge mi permette di fare una copia di backup (cioè una copia identica, utile soprattutto nel caso di smarrimento o danneggiamento dell'originale) di un prodotto regolarmente acquistato. L'anno scorso comprai un giochino che tra le sue caratteristiche ha quella del multiplayer in rete; avendo in casa due pc in rete e volendo giocare con un amico a casa, volevo farne la copia così come è mio diritto in modo da non dover andare da una stanza all'altra per inserire il cd e far partire il gioco. Sono stato impossibilitato a farlo per via delle protezioni inserite sul cd originale. Poca roba, mi tocca fare andirivieni, ma se un giorno il cd si rovinasse quella copia di sicurezza me la piangerei non poco e questo per le protezioni.
Protezioni che purtroppo diventano sacrosante nel momento in cui la gente compra una copia (magari in gruppo) e la masterizzera a raffica, purtroppo posso solo immaginare quanto siano frequenti questi comportamenti.
Punto e daccapo, danneggiato doppiamente da produttori e pirati; che culo.
Mav · 10/11/2003 22:58 · #4Un attimo... non andiamo su discorsi complessi... Il fatto che probabilmente i mancati introiti danneggino le major del settore discografico e cinematografico è pienamente condivisibile. Tuttavia è difficile avere una misura di quanto incidano queste "perdite" (che non sono perdite, ma mancati guadagni... la differenza è sottile ma c'è), è difficile anche avere una stima di quanto il file-sharing uccida le vendite. Attenzione! Questa non vuole in nessun modo essere una giustificazione per nessuna delle due "parti"... serve solo a farci tornare coi piedi per terra :-)
Poi qualcuno potrebbe anche porsi domande del tipo: "perchè io operaio devo mantenere la famiglia con 1000 euro al mese mentre Eminem guadagna milioni di dollari per urlare in un microfono?"
Se ci infognamo del discorso meramente economico non ne usciamo più... le vie per far quadrare i conti sono infinite, e siccome ognuno preferirebbe fare i propri interessi, la soluzione comune non si troverà mai. :-)
Non è che il cd vergine te lo vendano con sopra scritto "masterizzaci il nostro software" :)
Già, ma dopo l'ultima normativa che impone tasse sulla vendita di supporti di registrazione vergini (tasse che finiscono nelle tasche della SIAE), è quasi comprensibile che il consumatore si senta "legittimato". Il grosso problema è che la situazione è tutt'altro che chiara: perchè se pago la SIAE comprando il supporto poi non posso masterizzarci il CD? Tra l'altro l'ultima normativa dovrebbe impedire ANCHE la sola copia ai fini di backup (almeno per quanto riguarda il software).
Comunque per il cd vergine vale lo stesso identico discorso del file sharing in senso generale: c'è chi lo usa bene, c'è chi lo usa male.
A questo proposito, visto che si parlava anche dei peccati delle majors oltre che di quelli del file sharing illegale, vi cito un altro episodio in cui mi son trovato danneggiato. La legge mi permette di fare una copia di backup (cioè una copia identica, utile soprattutto nel caso di smarrimento o danneggiamento dell'originale) di un prodotto regolarmente acquistato. L'anno scorso comprai un giochino che tra le sue caratteristiche ha quella del multiplayer in rete; avendo in casa due pc in rete e volendo giocare con un amico a casa, volevo farne la copia così come è mio diritto in modo da non dover andare da una stanza all'altra per inserire il cd e far partire il gioco.
Alt... se vogliamo dirla tutta, generalmente le licenze software proprietarie non permettono più installazioni contemporanee dello stesso software. ;-)
Sono stato impossibilitato a farlo per via delle protezioni inserite sul cd originale. Poca roba, mi tocca fare andirivieni, ma se un giorno il cd si rovinasse quella copia di sicurezza me la piangerei non poco e questo per le protezioni.
Protezioni che purtroppo diventano sacrosante nel momento in cui la gente compra una copia (magari in gruppo) e la masterizzera a raffica, purtroppo posso solo immaginare quanto siano frequenti questi comportamenti.
Punto e daccapo, danneggiato doppiamente da produttori e pirati; che culo.
Per quanto riguarda le protezioni software, potresti aggirarle con le varie patch "nocd", che però sono illegali in quanto frutto di reverse engeneering sul software originale e modifica ai file eseguibili. L'unica alternativa è la copia RAW tramite software appositi e anche qui la legge c'ha messo il suo zampino: se non erro l'EUCD rende illegale qualsiasi studio/contromisura atta ad aggirare le protezioni contro la copia.
Farei notare, cmq, come girino sempre più spesso CD audio protetti la cui compatibilità con lettori CD audio di qualche anno fa è tutta da dimostrare. A questo punto mi chiedo: "perchè io cliente devo comprare un CD audio se non sono nemmeno sicuro di poterlo ascoltare?". Notare che questi CD protetti spesso non riportano nemmeno il logo CD-DA che sancisce l'adesione allo standard globalmente utilizzato per la registrazione/riproduzione di audio su CD...
blaze · 11/11/2003 00:40 · #5Permettetemi di raccontarvi la mia esperienza, non dal lato software pirata ma da quello musica (se secondo voi è offtopic cancellate pure il messaggio, fa niente):
Io sono appassionato di musica, quando non avevo internet, compravo anche due/tre cd a settimana, cosa possibile solo d'estate quando lavoravo e avevo soldi da spendere in cd.
Ritengo che l'ascoltare musica sia un bisogno e un diritto e, il fatto che ci sia la tassa di lusso sui cd è una cosa dì per sè assurda.
Dopo aver speso una barca di soldi, a volte anche in cd che poi mettevo da parte deluso, ho avuto la possibilità di scaricare musica da internet.
All'inizio ho preso giusto qualche mp3, primo periodo di napster etc.
Dopo ho visto che i cd continuavano a salire di prezzo, salivano salivano salivano, le case discografiche aumentavano il costo per la pirateria (cosa sbagliatissima a mio parere)....
Già in passato odiavo le case discografiche per il fatto che intascano una percentuale enorme dei guadagni, come odiavo la SIAE (siete mai andati a registrare un pezzo? beh io si... son soldi.), tutto ciò, unito alla mancante possibilità economica di comprare cd, ha contrubito a farmi iniziare a scaricare musica da internet regolarmente, ora compro solo i cd che voglio originali, li altri li scarico spudoratamente da internet, ovviamente non ho uno studio di stampa cd clandestino, sia chiaro :)
Credo che scaricando i cd musicali non si danneggi l'artista (io ad esempio vado a molti concerti, tutti quelli che posso, quindi qualcosa da me gli arriva:) ma si danneggi la casa discografica, cosa a mio parere positiva, visto che sono degli emeriti sfruttatori e con la loro smania di soldi e guadagni hanno completamente rovinato (nella maggior parte dell'ambiente musicale) lo spriito artistico, il significato intrinseco della musica, la vera ragione per cui la musica esiste.
Io sono per la distribuzione libera della musica in rete, ma anche per l'acquisto regolare di cd, visto che è bello avere a casa dei cd originali (è un delitto ad esempio non avere lateralus dei tool originale).
Sono per la distribuzione libera della musica anche perchè credo che più si possa ascoltare più possa crescere il livello di cultura musicale. Tutto ciò potrebbe o non potrebbe essere soggettivo all'artista, credo che comunque la maggior parte degli artisti sarebbero d'accordo.... o, almeno spero (la mia fiducia sul fatto che almeno gli artisti non siano attaccati ai soli soldi non cambia, fino a che non mi deluderanno).
Ora voi vi chiederete, lecitamente: "ma questi poveracci cosa mangiano?"
Concerti, gadget e sopratutto, se un cd piace, c'è sempre un gruppo di appassionati che lo compra, anche se comunque i guadagni dalle vendite sono per un artista abbastanza esigui rispetto a quelli della casa discografica.
Tengo a precisare che ho varie discografie originali e che ho speso un capitale e mezzo in cd, ma che, senza internet non avrei potuto allargare i limiti della mia cultura musicale di veramente TANTO.
saluti
l.
Piccola aggiunta: a volte molte cose si trovano SOLO su internet, release strane, bootleg strani, e molto spesso molti album che in italia non si trovano assolutamente (vedi ad esempio parecchie cose dei Nine Inch Nails)
City_Hunter · 11/11/2003 10:58 · #6Permettetemi di raccontarvi la mia esperienza, non dal lato software pirata ma da quello musica (se secondo voi è offtopic cancellate pure il messaggio, fa niente):
Non mi sembra affatto off topic :)
semmai nel tuo intervento e anche in molte parti di quello di Mav si insiste su uno solo dei settori coinvolti nel fenomeno, che è quello della musica e dei cd audio.
Ma andiamo con ordine..
è difficile anche avere una stima di quanto il file-sharing uccida le vendite
Se parliamo di musica, è vero perchè ci sono altre fonti di guadagno come radio e concerti.
Se parliamo di software, posso assicurarti che le ammazza mica da ridere. Tralasciamo per un attimo windows xp, che ho già detto non valere il suo prezzo (se linux slackware costa zero euro, windows xp dovrebbero pagarmi per usarlo).
Ci sono diverse piccole aziende che vendono il loro prodotto direttamente online e non avendo le possibilità di farsi una campagna pubblicitaria vera e propria, ne distribuiscono una versione di prova.
Abitudine diffusa per l'utente internettiano in questi casi è la ricerca di un numero di serie o di un programmino che gli permetta di modificare il programma in prova scaricato, per poterlo utilizzare a tempo indeterminato.
La cosa che in un certo senso fa sorridere è che la gente che fa questo tipo di cose non è certo criminale o cattiva nella vita di tutti i giorni. Quasi sempre si tratta di gente che non avrebbe il coraggio di rubare nemmeno un pacchetto di patatine in un bar.
Su internet, non sono psicologo ma ne sono convinto, il concetto di furto si è perso.
E del resto come si fa a distinguere cosa è liberamente scaricabile da cosa non lo è, se sono le stesse pubblicità dei provider internet ad incitare allo scaricamento selvaggio?
C'era qualche tempo fa la pubblicità di un ISP, pubblicità che ora sembra sparita dai teleschermi (coincidenze?), in cui un ragazzo si lamentava del fatto che la madre gli alzava la cornetta "mentre stava scaricando l'ultimo pezzo". Magari avrò sentito male io... speriamo che sia così, perchè mi sembra quantomeno equivocabile :)
Il grosso problema è che la situazione è tutt'altro che chiara: perchè se pago la SIAE comprando il supporto poi non posso masterizzarci il CD?
Tutt'altro che chiara, hai detto bene. Oltretutto io faccio un uso considerevole di cd vergini per fare backup di sistema ad intervalli regolari, da buon sviluppatore di software e contenuti web. Probabilmente non mi serviranno mai, ma la legge di Murphy è rigida in questo senso. Il giorno che smetterò di fare backups, sarà il giorno esatto in cui mi si friggerà il pc :)
Ora non è che mi entusiasmi essere tassato su supporti media necessari per fare manutenzione di sistema (e perchè non mi tassavano sui dischetti allora?)
Farei notare, cmq, come girino sempre più spesso CD audio protetti la cui compatibilità con lettori CD audio di qualche anno fa è tutta da dimostrare. A questo punto mi chiedo: "perchè io cliente devo comprare un CD audio se non sono nemmeno sicuro di poterlo ascoltare?". Notare che questi CD protetti spesso non riportano nemmeno il logo CD-DA che sancisce l'adesione allo standard globalmente utilizzato per la registrazione/riproduzione di audio su CD...
Verissimo. Ragazzi, NON COMPRATE QUESTI CD!
La pirateria è sbagliata, l'esasperazione del controllo che minaccia anche i diritti del cliente è altrettanto sbagliata.
Qualche giorno fa parlavo con Snow_Fairy (alias miss ragionamenti assurdi :) ) di come contrastare il fenomeno della pirateria e del caro prezzo al punto in cui sono ora. L'unica timida (e forse da sola insufficiente) uscita è rifiutarsi categoricamente di comprare i cd quando costano più di quanto dovrebbero (e questo non vuol dire andarsi dopo a scaricare il pezzo).
Noi possiamo vivere senza cd ultracostosi e senza roba illegale, ma le majors possono vivere senza clienti e senza gente da denunciare?
Piccola aggiunta: a volte molte cose si trovano SOLO su internet, release strane, bootleg strani, e molto spesso molti album che in italia non si trovano assolutamente
E' vero.. e probabilmente nei "bei tempi" di internet queste erano le cose che si scaricavano, quelle irreperibili sul proprio mercato. E di quei tempi si lasciava correre, perchè il fenomeno era davvero limitato e circoscritto agli appassionati che cercavano qualcosa che non avrebbero potuto comunque acquistare.
Poi qualcuno, da napster in poi, si è lasciato prendere la mano...
thesaint · 11/11/2003 17:21 · #7La cosa che in un certo senso fa sorridere è che la gente che fa questo tipo di cose non è certo criminale o cattiva nella vita di tutti i giorni. Quasi sempre si tratta di gente che non avrebbe il coraggio di rubare nemmeno un pacchetto di patatine in un bar.
Su internet, non sono psicologo ma ne sono convinto, il concetto di furto si è perso.
Giustissimo, dato che la rete ormai è così spaventosamente enorme che la gente può fare tutto quello che vuole senza essere minimamente controllata.
E del resto come si fa a distinguere cosa è liberamente scaricabile da cosa non lo è, se sono le stesse pubblicità dei provider internet ad incitare allo scaricamento selvaggio?
C'era qualche tempo fa la pubblicità di un ISP, pubblicità che ora sembra sparita dai teleschermi (coincidenze?), in cui un ragazzo si lamentava del fatto che la madre gli alzava la cornetta "mentre stava scaricando l'ultimo pezzo". Magari avrò sentito male io... speriamo che sia così, perchè mi sembra quantomeno equivocabile :)
Parole sante...purtroppo la pubblicità è così sfrenata che oramai tralascia con superficialità un sacco di dettagli importanti :)
Riguardo ai files introvabili in giro ma facilmente scaricabili dal web ormai tutto sembra un bordello dato che ci ritroviamo dvd appena messi in commercio, sulla grande rete poichè venduti ai cosìdetti "warezzomani" dai dipendenti stessi delle case di distribuzione...da strapparsi i capelli :)