Passa, passa, passa il tempo passa continua a passare e passa e non vedi lora di morire!
Saggia signora dai capelli color argento tu potresti insegnarci molte cose, hai vissuto una vita, sei ormai arrivata alla meta finale, alla morte, e lattendi ormai con ardore. Non vedi lora di morire signora argento! Non hai coraggio di farla finita perché hai troppo rispetto per la vita, e aspetti buttata in una strada trafficata di corpi vuoti, trattata male da tutti, guardata con ribrezzo, giusto qualche mano perbenista e benestante ti getta qualche moneta in terra, come se tu fossi lultima degli ultimi da aiutare. Aiutare con pochi spiccioli. E gia.. i perbenisti così staranno bene.
.
Signora argento, che brutta fine!
<<No, no non è una brutta fine, me ne sto qui per strada e vedo la gente, passo il tempo guardando gli altri e stando in silenzio.>>
Ma non sei stanca?
<<Si lo sono, ma ho cosi tante cose ancora da fare, non posso arrendermi ora.>>
E cosa hai da fare signora argento?
<<Ho i piccioni da accudire, i gatti da curare, hanno bisogno di me altrimenti come fanno a vivere in questa grande metropoli dove nessuno pensa a loro.>>
Signora argento, quanti anni hai?
<<Non li conto da tanto tempo, ma credo di averne 82.>>
E come mai vivi in una strada?
<<Mi hanno cacciato da dove stavo, li avevo tutti i miei ricordi, conservavo sul mio comodino le foto di mio marito che mi sta aspettando in paradiso, avevo le mie statue sacre, i rosari, avevo la mia piccola cucina dove pranzavo e cenavo con quei pochi soldi che lo Stato mi passava, era una piccola casa ma molto bella e accogliente. Sai li dentro io stavo bene, mi sentivo serena e felice.>>
Signora argento, non avete avuto la possibilità economica di affrontare gli affitti della casa?
<<No, era mia quella casa, era mia, ma poi un giorno un giorno i miei figli si presentarono da me e fecero un discorso strano. Io sono ignorante, non ho mai studiato a scuola, pensa è da quando avevo 10 anni che lavoro, ho lavato i panni, i pavimenti, ho puliti gli anziani, ho servito nelle case dei ricchi.>>
Signora argento, continuate a parlare dei vostri figli. Cosa vi hanno detto?
<<I miei figli mi fecero un discorso strano, non riuscivo a capirlo, cera il figlio minore appena sposato, gli avevo regalato un po di soldi, dovevano farsi una casa ma non gli bastavano. Cosi venne lui con gli altri fratelli e sorelle e mi parlarono chiedendomi di vendere la casa e che io mi sarei trasferita da loro, a rotazione sarei andata a casa di ogni figlio. Io, io ho pianto dalla gioia e li ho abbracciati. Mi dispiaceva lasciare la casa ma sapere che i miei figli volevano passare gli ultimi anni della mia vita con me mi ha fatto piacere e poi sono una mamma, dovevo aiutare mio figlio e sua moglie, cosi ho firmato le carte e nel giro di pochi mesi la casa fu venduta ad un buon prezzo. Tutti i miei figli si divisero la somma di denaro in parti uguali, e mio figlio Angelo poté farsi una casa tutta sua usando anche i risparmi che aveva, e poi poi sono finita in mezzo alla strada.>>
Signora argento, non siete andata a casa dei vostri figli?
<<Si, si ci sono andata! È stato bello, passavo ogni mese in una casa diversa, insomma mi sono sentita veramente viva e attiva, le mie giornate passavano velocemente, sempre indaffarata.>>
E poi?
<<Poi? E poi è venuta lestate, a giugno sono iniziati i problemi, i miei figli si stavano organizzando per le vacanze! Chi partiva allestero con laereo, chi in crociera e io mi ammalavo sempre più. Vedi queste mani? Le muovo con difficoltà. È artrosi, le muovo poco, riesco a fare il minimo indispensabile, spesso avevo bisogno di aiuto per mangiare e per andare al bagno. Una sera erano tutti a casa di mia figlia Sonia e cero anche io, iniziarono a discutere davanti a me per chi doveva tenermi in estate. Mia figlia mi accompagnò in camera chiudendomi dentro, ma io li sentivo urlare e litigare, agitarsi, animarsi, mi venne da piangere, volevo dire ai miei figli che potevo rimanere anche sola per lestate, ma decisi di fare silenzio perché erano i miei figli e sicuramente avrebbe prevalso lamore e il buon senso . Scusami se sto piangendo ma ricordare mi fa male!>>
Non pianga signora argento, continui a parlare, io sono con lei ora e le prometto che non rimarrà più sola..
<<I miei figli decisero di lasciarmi da sola a casa ma avendo difficoltà a muovermi chiamarono uninfermiera, anzi più di una per chiedere dei preventivi, e i prezzi erano molto alti anche a causa del periodo e perché avrebbero dovuto assistermi costantemente. Quando finirono i colloqui con le varie infermiere iniziarono a litigare, mio figlio Andrea diede un pugno a Giovanni e gli ruppe il naso, ci fu una terribile azzuffata e io stavo sul ciglio della porta, nelle mani stringevo il rosario di plastica, e li guardavo, e andai nella mia stanza in silenzio. Aspettai la notte, mi preparai le valigie e scrissi un biglietto, volevo dare una lezione ai miei figli, farli sentire in colpa, scrissi che sarei andata alla Stazione Centrale dei Treni e per tutta lestate sarei stata li. Feci così sicura che i miei figli il giorno dopo sarebbero venuti a recuperarmi e a chiedermi scusa per il loro atteggiamento. Sai io ho ben 10 figli 4 femmine e 6 maschi. Ma ma ormai sono passati 5 anni e non ho visto più nessuno. Un po di tempo fa ho visto mia figlia Stefania, era sempre uguale, molto bella, alta, elegante, passò vicino a me, le sorrisi, ma lei non mi riconobbe, anzi non mi guardò nemmeno, stavo per terra accovacciata e ricurva a causa della scoliosi.>>
Signora argento, voi è da 5 anni che vivete per strada, perché non vi siete rivolte alla polizia?
<<Perché sono i miei figli, non posso metterli nei guai! Non posso rovinare le loro esistenze con una mia denuncia.>>
Signora argento ma i vostri figli non vi hanno portato rispetto! Come potete dire una cosa del genere?
<<No non lo hanno fatto, ma sono i miei figli, sono il prodotto del mio ventre e si deve accettare tutto, sia i figli giusti che i figli ingiusti, sia i figli sani che i figli malati, sia i figli buoni che i figli cattivi. È stata una mia scelta averli e partorirli ed ora devo accettare anche come sono diventati. A volte penso che sia colpa mia per come li ho educati, forse ho sbagliato qualcosa, ma ho sempre cercato di insegnare sentimenti di amore, fratellanza, uguaglianza e libertà. È inutile ripensare al passato, ora mi trovo qui ricurva per strada, con voi, un bel ragazzo alto e moro dagli occhi color cielo che vi siete degnato di guardarmi e di rivolgermi una carezza. Ora vorrei solo morire, e aspetto il giorno della mia vittoria in cui riposerò in pace.>>
Signora argento, devo dirvi una cosa.. Voi siete in realtà gia morta! Siete china in una strada ma ciò che vedete è lanima, il vostro corpo è gia stato portato via, siete morta di freddo ed io sono un angelo, un angelo troppo silenzioso, che non si è fatto sentire mai in questi cinque anni, che vi ha abbandonato per strada, nella desolazione, nello sconforto, e ora sono qui per portarvi via con me in un posto dove non sentirete più freddo, dove sarete rispettata per lenorme cuore che avete avuto.
<<Oh Angelo della morte, prima di portarmi via ditemi perché i miei figli non sono venuti a prendermi.>>
Non esiste una risposta ma solo un evento. Hanno letto tutti il suo biglietto, tutti i suoi figli riuniti, hanno pensato molto in silenzio con lo sguardo basso e la voce muta, e poi si sono alzati senza dire niente, andando via, ognuno nella propria casa. E il giorno dopo il suo biglietto non esisteva più. Nessun ricordo, nessuna amarezza, tutto offuscato dallarroganza.
<<E ora i miei figli sanno che sono morta?>>
I suoi figli stanno in questo momento cenando, ridendo e bevendo, spensierati e contenti di vivere in una casa calda, con un lavoro sicuro. Signora argento voi avete dimenticato di mettere i vostri documenti nella valigia, nessuno lha cercata, anche lo Stato non lo ha fatto perché ha provato gioia nel sapere che una donna viva non ritirava la sua pensione mensilmente. Nessuno si è preoccupato di voi e oggi morite in silenzio, senza nome e senza cognome, verrete sepolta con i soldi del comune in un cimitero senza anime e senza cuori, una sola croce ricorderà la vostra vita, una sola croce con scritto la data in cui siete morta, senza nome, senza cognome, senza ricordi. Venite con me ora, seguitemi, perché se una giustizia non esiste in terra, esiste in cielo.
<<No, no, come posso seguirvi ora! A chi affido i miei piccioni, i miei gatti sono gli unici amici che in 5 anni mi hanno fatto compagnia, non posso abbandonarli senza nemmeno salutarli ed affidarli a qualcuno!>>
Signora dai capelli argento non vi preoccupate perché nella Stazione dove avete concluso la vostra vita presto verrà unaltra donna che attenderà la fine circondata da piccioni e gatti, morendo senza nome e senza cognome.
<<Chi si ricorderà di me?>>
Nessuno signora argento, nessuno porterà dei fiori sulla sua tomba, nessuno pregherà per lei, nessuno piangerà per la sua morte, nessuno. Nessuno signora argento ricorderà il suo nome, siete morta nel silenzio inumano della terra e sarete accolta nella giustizia divina dove verrete ricordata in eterno, ora prendete la mia mano e perdonate anche me, un povero angelo che non si è accorto di voi, perdonate anche Dio perché non vi è stato vicino.
Il corpo ormai freddo della signora argento ora riposa sotto terra, in un prato pieno di croci di orrenda manifattura, alcune storte, altre arrugginite, sulla sua tomba nessun fiore, sulla croce nessun nome, solo erba sopra di lei, e un cielo immenso; un cielo che troppo spesso è silenzioso.
Signora argento, io posso dare una lezione ai suoi figli, fargli sapere che siete morta e gettarli nella vergogna. Volete che lo faccia?
<<No, ti prego no. Voglio morire così, senza nome, senza ricordi che nessuno coltiverà e pronuncerà. Perdono i miei figli, li perdono.>>
Signora argento..
<<No, ora voglio solo riposare. Solamente riposare.>>
Saggia signora dai capelli color argento tu potresti insegnarci molte cose, hai vissuto una vita, sei ormai arrivata alla meta finale, alla morte, e lattendi ormai con ardore. Non vedi lora di morire signora argento! Non hai coraggio di farla finita perché hai troppo rispetto per la vita, e aspetti buttata in una strada trafficata di corpi vuoti, trattata male da tutti, guardata con ribrezzo, giusto qualche mano perbenista e benestante ti getta qualche moneta in terra, come se tu fossi lultima degli ultimi da aiutare. Aiutare con pochi spiccioli. E gia.. i perbenisti così staranno bene.
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Signora argento, che brutta fine!
<<No, no non è una brutta fine, me ne sto qui per strada e vedo la gente, passo il tempo guardando gli altri e stando in silenzio.>>
Ma non sei stanca?
<<Si lo sono, ma ho cosi tante cose ancora da fare, non posso arrendermi ora.>>
E cosa hai da fare signora argento?
<<Ho i piccioni da accudire, i gatti da curare, hanno bisogno di me altrimenti come fanno a vivere in questa grande metropoli dove nessuno pensa a loro.>>
Signora argento, quanti anni hai?
<<Non li conto da tanto tempo, ma credo di averne 82.>>
E come mai vivi in una strada?
<<Mi hanno cacciato da dove stavo, li avevo tutti i miei ricordi, conservavo sul mio comodino le foto di mio marito che mi sta aspettando in paradiso, avevo le mie statue sacre, i rosari, avevo la mia piccola cucina dove pranzavo e cenavo con quei pochi soldi che lo Stato mi passava, era una piccola casa ma molto bella e accogliente. Sai li dentro io stavo bene, mi sentivo serena e felice.>>
Signora argento, non avete avuto la possibilità economica di affrontare gli affitti della casa?
<<No, era mia quella casa, era mia, ma poi un giorno un giorno i miei figli si presentarono da me e fecero un discorso strano. Io sono ignorante, non ho mai studiato a scuola, pensa è da quando avevo 10 anni che lavoro, ho lavato i panni, i pavimenti, ho puliti gli anziani, ho servito nelle case dei ricchi.>>
Signora argento, continuate a parlare dei vostri figli. Cosa vi hanno detto?
<<I miei figli mi fecero un discorso strano, non riuscivo a capirlo, cera il figlio minore appena sposato, gli avevo regalato un po di soldi, dovevano farsi una casa ma non gli bastavano. Cosi venne lui con gli altri fratelli e sorelle e mi parlarono chiedendomi di vendere la casa e che io mi sarei trasferita da loro, a rotazione sarei andata a casa di ogni figlio. Io, io ho pianto dalla gioia e li ho abbracciati. Mi dispiaceva lasciare la casa ma sapere che i miei figli volevano passare gli ultimi anni della mia vita con me mi ha fatto piacere e poi sono una mamma, dovevo aiutare mio figlio e sua moglie, cosi ho firmato le carte e nel giro di pochi mesi la casa fu venduta ad un buon prezzo. Tutti i miei figli si divisero la somma di denaro in parti uguali, e mio figlio Angelo poté farsi una casa tutta sua usando anche i risparmi che aveva, e poi poi sono finita in mezzo alla strada.>>
Signora argento, non siete andata a casa dei vostri figli?
<<Si, si ci sono andata! È stato bello, passavo ogni mese in una casa diversa, insomma mi sono sentita veramente viva e attiva, le mie giornate passavano velocemente, sempre indaffarata.>>
E poi?
<<Poi? E poi è venuta lestate, a giugno sono iniziati i problemi, i miei figli si stavano organizzando per le vacanze! Chi partiva allestero con laereo, chi in crociera e io mi ammalavo sempre più. Vedi queste mani? Le muovo con difficoltà. È artrosi, le muovo poco, riesco a fare il minimo indispensabile, spesso avevo bisogno di aiuto per mangiare e per andare al bagno. Una sera erano tutti a casa di mia figlia Sonia e cero anche io, iniziarono a discutere davanti a me per chi doveva tenermi in estate. Mia figlia mi accompagnò in camera chiudendomi dentro, ma io li sentivo urlare e litigare, agitarsi, animarsi, mi venne da piangere, volevo dire ai miei figli che potevo rimanere anche sola per lestate, ma decisi di fare silenzio perché erano i miei figli e sicuramente avrebbe prevalso lamore e il buon senso . Scusami se sto piangendo ma ricordare mi fa male!>>
Non pianga signora argento, continui a parlare, io sono con lei ora e le prometto che non rimarrà più sola..
<<I miei figli decisero di lasciarmi da sola a casa ma avendo difficoltà a muovermi chiamarono uninfermiera, anzi più di una per chiedere dei preventivi, e i prezzi erano molto alti anche a causa del periodo e perché avrebbero dovuto assistermi costantemente. Quando finirono i colloqui con le varie infermiere iniziarono a litigare, mio figlio Andrea diede un pugno a Giovanni e gli ruppe il naso, ci fu una terribile azzuffata e io stavo sul ciglio della porta, nelle mani stringevo il rosario di plastica, e li guardavo, e andai nella mia stanza in silenzio. Aspettai la notte, mi preparai le valigie e scrissi un biglietto, volevo dare una lezione ai miei figli, farli sentire in colpa, scrissi che sarei andata alla Stazione Centrale dei Treni e per tutta lestate sarei stata li. Feci così sicura che i miei figli il giorno dopo sarebbero venuti a recuperarmi e a chiedermi scusa per il loro atteggiamento. Sai io ho ben 10 figli 4 femmine e 6 maschi. Ma ma ormai sono passati 5 anni e non ho visto più nessuno. Un po di tempo fa ho visto mia figlia Stefania, era sempre uguale, molto bella, alta, elegante, passò vicino a me, le sorrisi, ma lei non mi riconobbe, anzi non mi guardò nemmeno, stavo per terra accovacciata e ricurva a causa della scoliosi.>>
Signora argento, voi è da 5 anni che vivete per strada, perché non vi siete rivolte alla polizia?
<<Perché sono i miei figli, non posso metterli nei guai! Non posso rovinare le loro esistenze con una mia denuncia.>>
Signora argento ma i vostri figli non vi hanno portato rispetto! Come potete dire una cosa del genere?
<<No non lo hanno fatto, ma sono i miei figli, sono il prodotto del mio ventre e si deve accettare tutto, sia i figli giusti che i figli ingiusti, sia i figli sani che i figli malati, sia i figli buoni che i figli cattivi. È stata una mia scelta averli e partorirli ed ora devo accettare anche come sono diventati. A volte penso che sia colpa mia per come li ho educati, forse ho sbagliato qualcosa, ma ho sempre cercato di insegnare sentimenti di amore, fratellanza, uguaglianza e libertà. È inutile ripensare al passato, ora mi trovo qui ricurva per strada, con voi, un bel ragazzo alto e moro dagli occhi color cielo che vi siete degnato di guardarmi e di rivolgermi una carezza. Ora vorrei solo morire, e aspetto il giorno della mia vittoria in cui riposerò in pace.>>
Signora argento, devo dirvi una cosa.. Voi siete in realtà gia morta! Siete china in una strada ma ciò che vedete è lanima, il vostro corpo è gia stato portato via, siete morta di freddo ed io sono un angelo, un angelo troppo silenzioso, che non si è fatto sentire mai in questi cinque anni, che vi ha abbandonato per strada, nella desolazione, nello sconforto, e ora sono qui per portarvi via con me in un posto dove non sentirete più freddo, dove sarete rispettata per lenorme cuore che avete avuto.
<<Oh Angelo della morte, prima di portarmi via ditemi perché i miei figli non sono venuti a prendermi.>>
Non esiste una risposta ma solo un evento. Hanno letto tutti il suo biglietto, tutti i suoi figli riuniti, hanno pensato molto in silenzio con lo sguardo basso e la voce muta, e poi si sono alzati senza dire niente, andando via, ognuno nella propria casa. E il giorno dopo il suo biglietto non esisteva più. Nessun ricordo, nessuna amarezza, tutto offuscato dallarroganza.
<<E ora i miei figli sanno che sono morta?>>
I suoi figli stanno in questo momento cenando, ridendo e bevendo, spensierati e contenti di vivere in una casa calda, con un lavoro sicuro. Signora argento voi avete dimenticato di mettere i vostri documenti nella valigia, nessuno lha cercata, anche lo Stato non lo ha fatto perché ha provato gioia nel sapere che una donna viva non ritirava la sua pensione mensilmente. Nessuno si è preoccupato di voi e oggi morite in silenzio, senza nome e senza cognome, verrete sepolta con i soldi del comune in un cimitero senza anime e senza cuori, una sola croce ricorderà la vostra vita, una sola croce con scritto la data in cui siete morta, senza nome, senza cognome, senza ricordi. Venite con me ora, seguitemi, perché se una giustizia non esiste in terra, esiste in cielo.
<<No, no, come posso seguirvi ora! A chi affido i miei piccioni, i miei gatti sono gli unici amici che in 5 anni mi hanno fatto compagnia, non posso abbandonarli senza nemmeno salutarli ed affidarli a qualcuno!>>
Signora dai capelli argento non vi preoccupate perché nella Stazione dove avete concluso la vostra vita presto verrà unaltra donna che attenderà la fine circondata da piccioni e gatti, morendo senza nome e senza cognome.
<<Chi si ricorderà di me?>>
Nessuno signora argento, nessuno porterà dei fiori sulla sua tomba, nessuno pregherà per lei, nessuno piangerà per la sua morte, nessuno. Nessuno signora argento ricorderà il suo nome, siete morta nel silenzio inumano della terra e sarete accolta nella giustizia divina dove verrete ricordata in eterno, ora prendete la mia mano e perdonate anche me, un povero angelo che non si è accorto di voi, perdonate anche Dio perché non vi è stato vicino.
Il corpo ormai freddo della signora argento ora riposa sotto terra, in un prato pieno di croci di orrenda manifattura, alcune storte, altre arrugginite, sulla sua tomba nessun fiore, sulla croce nessun nome, solo erba sopra di lei, e un cielo immenso; un cielo che troppo spesso è silenzioso.
Signora argento, io posso dare una lezione ai suoi figli, fargli sapere che siete morta e gettarli nella vergogna. Volete che lo faccia?
<<No, ti prego no. Voglio morire così, senza nome, senza ricordi che nessuno coltiverà e pronuncerà. Perdono i miei figli, li perdono.>>
Signora argento..
<<No, ora voglio solo riposare. Solamente riposare.>>
