Non ho mai affrontato largomento ITALIA.
Si, proprio LEI! Questa nostra bella patria, a volte bistrattata ed umiliata ingiustamente e, tante altre volte, inneggiata e magnificata oltre ogni misura.
Questa nobile terra che ha dato i natali a Santi, Poeti e grandi navigatori e che, ancora oggi, non si vuole arrendere allidea che non esistono più confini ma... soltanto linee immaginarie.
Dalle nostre parti non cè ricchezza e povertà ben distinta per longitudine ma ancora peggio, per strade e quartieri!
LItalia: 301.277 Km2 di estensione peninsulare, che non sono un gioco da percorrere a piedi! 57 milioni di abitanti che non sono pochi da accontentare, sparsi in città sovrappopolate, dentro alle quali continuiamo a sentirci, desolatamente, sempre più soli!
Ed è in queste enormi incongruenze che si evidenziano le differenze. E cosi succede che il nord si avvicina sempre più alla Germania ed il Sud, invece, è lambito settentrione dellAfrica.
Non è polemica la mia, ma un dato di fatto incontrovertibile. Siamo troppo distratti ed intontiti dalla velocità per soffermarci a ricordare antichi idealismi di unità e fratellanza, che hanno spinto moti carbonari a combattere contro i principati e pretendere lunità d questa bella nazione.
Qui vi sta scrivendo un figlio del Sud, che si sente mancare il fiato quando si accorge che, ancora una volta, è la violenza, e i suoi strascichi crudeli, la notizia da fare apparire in prima pagina. Una brutalità figlia della esasperazione, che provano a calmare facendoci credere che lItalia è una terra amabile, unita e compatta; che non esistono differenze di etnie e costumi, e che gli aiuti vengono destinati in eguale misura e sostanza per ogni luogo e per qualsiasi gente.
Non è facile da accettare, assolutamente NO! Troppe facciate incantevoli ma... costruite sulla sabbia.
Troppi sgretolamenti. Troppe ingiustizie, e troppa arsura fra le immense distese della insopportazione, che produce questo nostro bisogno di non pensare a nullaltro che a noi stessi ed i nostri personali interessi.
Eppure viviamo in un paese che è stato sempre decantato da tutti come una terra di grande generosità e parsimonia. Un piccolo universo nel mondo, amato ed invidiato da tutti. Culla di storia e mirabile civiltà. Patria dei mille cantori e delle amabili ricchezze artistiche
Ma smettiamola!
LItalia, per chi viene da fuori, è soltanto povertà da sopportare nellindifferenza.
E sogni sgretolati nelle notti clandestine e spese a pregare che Dio si accorga di loro e gli riservi un futuro migliore e meno umiliato dalla violenza e la schiavitù.
LItalia, per chi ci vive dentro, è solo un arsenale in continuo stato di assedio. Siamo troppo disuniti e ci lasciamo ammazzare dalle velocità. Ci piace mostrare il nostro bel volto sempre ribelle e violento, che non ci ferma davanti a niente e nessuno. Proseguiamo senza paura mostrando un ghigno criminale ad ogni incrocio della vita, tanto a rischiare, chissà perché, crediamo sia sempre quello che viene nel senso opposto di marcia al nostro!
Quel nostro modo naturale di essere ed apparire non è da condannare come una perseveranza famelica ed indemoniata, purtroppo. Pur sforzandoci nel provare a cambiare gli atteggiamenti, riusciamo con estrema facilità ad animare i telegiornali con scene di efferata violenza e disumanità (il pi
Si, proprio LEI! Questa nostra bella patria, a volte bistrattata ed umiliata ingiustamente e, tante altre volte, inneggiata e magnificata oltre ogni misura.
Questa nobile terra che ha dato i natali a Santi, Poeti e grandi navigatori e che, ancora oggi, non si vuole arrendere allidea che non esistono più confini ma... soltanto linee immaginarie.
Dalle nostre parti non cè ricchezza e povertà ben distinta per longitudine ma ancora peggio, per strade e quartieri!
LItalia: 301.277 Km2 di estensione peninsulare, che non sono un gioco da percorrere a piedi! 57 milioni di abitanti che non sono pochi da accontentare, sparsi in città sovrappopolate, dentro alle quali continuiamo a sentirci, desolatamente, sempre più soli!
Ed è in queste enormi incongruenze che si evidenziano le differenze. E cosi succede che il nord si avvicina sempre più alla Germania ed il Sud, invece, è lambito settentrione dellAfrica.
Non è polemica la mia, ma un dato di fatto incontrovertibile. Siamo troppo distratti ed intontiti dalla velocità per soffermarci a ricordare antichi idealismi di unità e fratellanza, che hanno spinto moti carbonari a combattere contro i principati e pretendere lunità d questa bella nazione.
Qui vi sta scrivendo un figlio del Sud, che si sente mancare il fiato quando si accorge che, ancora una volta, è la violenza, e i suoi strascichi crudeli, la notizia da fare apparire in prima pagina. Una brutalità figlia della esasperazione, che provano a calmare facendoci credere che lItalia è una terra amabile, unita e compatta; che non esistono differenze di etnie e costumi, e che gli aiuti vengono destinati in eguale misura e sostanza per ogni luogo e per qualsiasi gente.
Non è facile da accettare, assolutamente NO! Troppe facciate incantevoli ma... costruite sulla sabbia.
Troppi sgretolamenti. Troppe ingiustizie, e troppa arsura fra le immense distese della insopportazione, che produce questo nostro bisogno di non pensare a nullaltro che a noi stessi ed i nostri personali interessi.
Eppure viviamo in un paese che è stato sempre decantato da tutti come una terra di grande generosità e parsimonia. Un piccolo universo nel mondo, amato ed invidiato da tutti. Culla di storia e mirabile civiltà. Patria dei mille cantori e delle amabili ricchezze artistiche
Ma smettiamola!
LItalia, per chi viene da fuori, è soltanto povertà da sopportare nellindifferenza.
E sogni sgretolati nelle notti clandestine e spese a pregare che Dio si accorga di loro e gli riservi un futuro migliore e meno umiliato dalla violenza e la schiavitù.
LItalia, per chi ci vive dentro, è solo un arsenale in continuo stato di assedio. Siamo troppo disuniti e ci lasciamo ammazzare dalle velocità. Ci piace mostrare il nostro bel volto sempre ribelle e violento, che non ci ferma davanti a niente e nessuno. Proseguiamo senza paura mostrando un ghigno criminale ad ogni incrocio della vita, tanto a rischiare, chissà perché, crediamo sia sempre quello che viene nel senso opposto di marcia al nostro!
Quel nostro modo naturale di essere ed apparire non è da condannare come una perseveranza famelica ed indemoniata, purtroppo. Pur sforzandoci nel provare a cambiare gli atteggiamenti, riusciamo con estrema facilità ad animare i telegiornali con scene di efferata violenza e disumanità (il pi
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