I padroni della nostra vita!
Datur Omnibus · 25/09/2003 17:46 · #1Ormai è da tanti anni che il mondo (per lo più la parte occidentale) discute sull'Eutanasia.
In parole semplici ritengo che ognuno di noi abbia il diritto di decidere quando morire, specie se si tratta di una persona malata.
Riconosco e rispetto le idee religiose, ma non credo che tali "dettami" possano coinvolgere tutti.
Vi faccio un esempio. Una nazione rifiuta il concetto dell'EUTANASIA rispettando la posizione morale di una qualsiasi istituzione religiosa. Una persona che è atea, oppure che crede in una diversa religione, è costretta a rispettare tale "legge" nonostante sia stata dettata da un'ente religioso che non riconosco e non sente suo. Secondo voi, è corretto che temi come Eutanasia (ed altri ma qui parliamo solo dell'eutanasia) siano influenzati da istituzioni religiose?
Per quale motivo io che sono "ateo" devo rispettare una "normativa" che è stata frutto di pressioni più o meno religiose?
Ma ora parliamo dell'eutanasia.
Ritengo che ognuno di noi è il padrone della propria esistenza. Ritengo che una persona malata abbia il pieno diritto di morire quando vuole, cessando le sue sofferenze. Ovviamente una persona malata o che è stanca di vivere deve ricevere l'aiuto da enti appositi per il sostegno psicologico e morale, ma alla fine ritengo che una persona ha il libero abritrio di decidere quando e come morire (senza provocare danni agli altri ovviamente...).
La sacralità della vita è un concetto inculcato dalla religione, ma trovo anche SACRA la morte, e credo che ognuno di noi abbia il diritto di nascere e di morire con DIGNITA'.
Se io un giorno dovessi ammalarmi di una patologia, credo che compierei le ultime mie cose (tipo un viaggio particolare, guardare posti ancora non visti) e poi deciderei io l'ora, il luogo, e come morire... E questo lo farei non per un senso di "vigliaccheria" ma perchè credo che rientri nei miei diritti MORIRE con dignità e preferisco cosi piuttosto che morire attaccato a tubi, o costretto a defecare in una busta di plastica, deperito, scheletrico e impossibilitato A VIVERE.
Morire con dignità.
A voi la parola.
mukkacamilla · 25/09/2003 18:46 · #2io sono cattolica praticante.
quindi la mia opinione è quella della Santa sede.
nn sto a dire il perchè perchè lo ritengo inutile e perchè sto guardando friends e nun c'ho voja.
^sere^ · 25/09/2003 19:24 · #3completamente d'accordo con atla...
ad un certo punto si arriva a dei livelli che nn possono + essere considerati "vita"... respirare xchè sei attaccato a una macchina senza capire un cazzo d quello che succede e senza poter fare niente dev'essere una cosa bruttissima... e cmq nn ha alcun senso "vivere" così...
Superfre` · 25/09/2003 19:55 · #4Non sono contrario all'eutanasia. Anzi. Solo in determinati casi di patalogie praticamente irreversibili.
Lascia perdere il concetto interreligioso della sacralita della vita. Da un punto di vista laico dire che la vita è preziosa (non sacra) è normale: io ritengo che il suicidio sia una cazzata perche un motivo per vivere ed essere felici si puo trovare. Ma qui siamo off topic. Tuttavia il suicidio è un reato in italia. L'eutanasia è un suicidio assistito. E' un altro che ti permette di morire per farti un favore. E li non ho nulla da eccepire purche i casi siano ben regolamentati.
VANESSA-LA-LEONESSA · 26/09/2003 01:02 · #5Io sono dell'idea che finke il cuore batte ce una speranza, cioè anche se una persona e caduta in come dopo un incidente e il suo cervello e clinicamente morto ma il suo cuore e ancora vivo nn bisogna staccare le makkine perke puo succedere (ed e gia successo che una persona in coma da diverso tempo, addirittura anni ne ho letto di una che si e svegliata dopo 10 anni di coma e forse pure di piu e la prima parola che ha pronunciato e stata "MAMMA") che si risvegli dal coma e percio finche il cuore batte nn si puo neanche kiedere l'autorizzazione per l'espianto degli organi.
Certo magari per donare il cuore per esempio ques'ultimo deve essere ancora vivo ma cmq IO SONO CONTRARIA ALL'EUTANASIA
^sere^ · 26/09/2003 06:37 · #6vanè nn si parla d eutanasia x le xsone in coma, ma x le persone con malattie terminali... è un po' diversa la cosa -_-
Superfre` · 26/09/2003 09:38 · #7Nono io parlo proprio di coma. 10 anni dentro un letto non mi piacerebbe passarceli. Se le speranze sono praticamente 0 preferisco l'eutanasia. Anche perche cmq lascia dei segni permanenti sul cervello un lunghissimo tempo di coma profondo
joce · 26/09/2003 15:32 · #8Io sono favorevolissima all'eutanasia, sia per il coma, ma anche per le malattie terminali...
Non si possono dire in questi casi frasi come "Finchè il cuore batte ci sarà una speranza" non è possibile ormai, sono solo farsi fatte dei Baci Perugina che NON corrispondono ormai alla vita...
Avete mai visto una persona malata terminale? Io ho vissuto questa esperienza, vedendo gli ultimi mesi di vita di mia madre e se devo essere sincera una parte di me ha sperato che morisse, anche se era mia madre perchè non ce la facevo a vederla ridotta a un cadavere, mentre non riusciva più a fare nulla, nemmeno a parlare, ripetendosi quanto stava male e vedendola soffrire come una bestia...
Lei è morta prima di ogni previsione, per sua "fortuna", credo che se fosse andata avanti un pò di più avrebbe anche pensato al suicidio...
Perchè tutto questo? Perchè l'eutanasia è proibita.
Sinceramente sono contro la chiesa di oggi, che crede di comandare la nostra vita e anche la nostra morte con tutti i divieti possibili...
Le persone se ne hanno i mezzi, possono far tacere per sempre le loro sofferenze.
Superfre` · 26/09/2003 15:53 · #9Gia' Ely, ti posso capire.
Altri due casi:
A giugno e' morta una mia zia malata di Elzheimer. Avete mai visto una persona affetta da questa malattia? Si diventa un peso per se stessi e per gli altri e diventa impossibile vivere e lasciar vivere.
A luglio e' morta sempre di tumore la madre di un mio amico. 9 anni ha lottato contro questo male. Ad un certo punto i dottori gli avevano dato pochi mesi di vita. E' mancata anche lei prima delle previsioni come la mamma di ely.
DolceDelirio · 26/09/2003 17:08 · #10Anche io sono favorevole all'Eutanasia...
Io avevo un cugino, che lo conoscevo poco... aveva a malapena 20anni...
Veniva a scuola mia ed è sempre stato male, gli hanno dovuto persino tagliare una gamba; ma lui non demordeva ed ha voluto vivere fino all'ultimo, ha voluto dimostrare a tutti che poteva benissimo vivere senza una gamba come un qualsiasi altro ragazzo. Si è ostinato ad andare a scuola h preso la maturità con il massimo dei voti...
Lui ha sempre sofferto tanto, ma non ha mai desiderato la morte.
Superfre` · 26/09/2003 18:04 · #11quindi sei contro non a favore
DolceDelirio · 26/09/2003 21:04 · #12quindi sei contro non a favore
No, lui era contro...
Era un esempio delle varie differenze.
Dipende dai casi, dalle situazioni e dal carattere della persona, tentavo di far capire questo con quel post... Capito?
VANESSA-LA-LEONESSA · 26/09/2003 21:15 · #13vanè nn si parla d eutanasia x le xsone in coma, ma x le persone con malattie terminali... è un po' diversa la cosa -_-
Ma anche le persone che sono in coma hanno una malattia terminale....
E poi cmq stasera alla tv ho sentito di quel ragazzo francese in come da 3 anni a causa di un incidente stradale ke ha fatto capire a sua madre (perke nn poteva piu parlare, vedere e sentire) di aiutarlo a morire e cosi la madre gli ha dato una dose eccessiva di barbiturici provocandone la morte. Ora pero la madre anche se ha agito per nn fare soffrire il ragazzo, e stata indagata per omicidio e quindi ora rischia di andare in carcere
E quindi l'eutanasia e vietata dalla legge altrimenti la madre nn rischierebbe un procedimento penale
Actarus · 26/09/2003 21:18 · #14Penso che lo abbiate sentito in tutti i Telegiornali, vi riporto solo la notizia
Francia, uccide il figlio disabile
Lo chiedeva lui.Eutanasia: è polemica
L'eutanasia torna a far discutere in Francia dopo che Marie Humbert ha ucciso suo figlio Vincent di 22 anni e da tre paralizzato, cieco e muto per un incidente stradale. La donna aveva iniettato un forte dose di barbiturici portando il ragazzo in coma profondo. Ora Marie è ricoverata in un ospedale psichiatrico e i magistrati sono indecisi sul da farsi visto che era stato proprio Vincent a chiedere alla madre di porre fine alla sua vita.
"Tu mi hai dato la vita, mi darai la morte", la implorava da mesi. La vita di Vincent è cambiata tre anni fa quando, finito il suo turno di lavoro nei vigili del fuoco, ha avuto un banale incidente d'auto. E' rimasto circa nove mesi in coma per poi trovarsi improvvisamente completamente paralizzato, muto e cieco
Premendo il suo pollice sulla mano della mamma all'ascolto delle lettere dell'alfabeto, Vincent comunicava con l'esterno ed era riuscito a scrivere anche un libro per esprimere il suo stato d'animo: ne aveva abbastanza di "questa vita di merda", intollerabile gli appariva la sua condizione di "morto vivo". Anche il presidente Chirac aveva preso a cuore la sua storia ma di una cosa è certo anche l'inquilino dell'Eliseo: di eutanasia non se ne parla.
Vincent non cambiò parere ("è impossibile immaginare una vita simile") e quando comprese che nemmeno i medici e gli infermieri dell'ospedale gli avrebbero dato una mano ha incominciato ad assillare la mamma, un'ex bancaria di 49 anni che alla fine ha ceduto. "Aiuterò mio figlio a morire", aveva annunciato lunedì Marie in una raffica di interviste-choc e mercoledì - esattamente nel terzo anniversario dell'incidente automobilistico - è entrata in azione. Non le è stato facile. "Era molto nervosa, prima di farlo ha avuto una crisi di epilessia", racconta Laurent, il primo dei suoi tre figli.
Per la donna al centro del clamoroso e angoscioso caso di eutanasia il procuratore di Boulogne-sur-Mer, Gerald Lesigne, aveva ordinato l'immediato arresto con l'accusa di tentato omicidio, ma poi ha scelto un approccio molto più comprensivo: l'ha rimessa in libertà, le ha permesso una visita al capezzale di Vincent e ne ha poi organizzato il ricovero "volontario" in un "centro psico-terapeutico". Ora però il decesso di Vincent potrebbe far mutare lo scenario.
Steve · 26/09/2003 21:59 · #15Carla ed Alessandro (sono i loro nomi veri) erano due animatori all'oratiorio della Parrocchia quando si conobbero e, siccome da cosa nasce cosa, si sposarono ed ebbero una bellissima figlia.
Viaggiando con la bambina di pochi mesi, Carla ebbe un pauroso incidente stradale, in cui la parte sinistra della macchina ando' distrutta. La neonata se la cavo' con ferite di lieve entita', la madre fini' in coma. Coma irreversibile, dissero i medici ai famigliari: ad Alessandro chiesero pure il consenso per l'espianto degli organi, ma lui rifiuto' perche' sua moglie era ancora viva.
Passati alcuni mesi, Carla riapri' gli occhi e torno' alla vita, fra lo stupore di tutto il personale ospedaliero. Non ricordava nomi, date, episodi. Non ricordava nemmeno di avere una famiglia, un marito, una bambina. Non sapeva piu' fare nessuna delle piccole azioni di ogni giorno, come ad esempio camminare o lavarsi, e dovette accettare che fossero dei parenti a lavarla, a lavarle i denti, ad aiutarla a deambulare, e a fare tante altre cose che ci sembrano tanto semplici.
Carla vide molte persone, molto meno gravi di lei, abbattersi e cadere su una sedia a rotelle, forse per la vita, o addirittura abbandonarsi e morire. Lei invece no: non per la famiglia ma per se' stessa, lei inizio' a muovere i primi passi, a mangiare da sola, ad abbracciare di nuovo sua figlia, a riprendersi la sua vita e i suoi ricordi.
Pochi mesi fa, a Carla hanno revocato l'assegno di accompagnamento: accudisce sua figlia, bada un po' alla casa, guida la macchina, lavora come istruttrice in una palestra... lo stesso lavoro che faceva prima di quel tragico incidente.
Pensateci, bastava dire di si' ad un gesto nobile come il trapianto degli organi: Alessandro avrebbe salvato molte vite, con una moglie in quello stato vi garantisco che non lo avrebbe biasimato nessuno. Invece quel NO ha riportato gioia alla sua vita ed a quella di sua moglie.
Allora, pensate ancora che lasciar morire una persona possa essere giusto? Lo so, ogni caso umano e' una storia a se', e da certe malattie in fase avanzata non si puo' guarire. Ma la malattia, anche se grave o debilitante, puo' davvero essere un motivo sufficientemente valido per non spendere piu' la propria vita in qualcosa che possa avere un senso? Puo' essere cosi' cinica da pensare all'eutanasia come unica soluzione possibile?
Ve lo dico io che cosa e' questa societa': e' un enorme interruttore della luce.
Acceso, spento.
On, off.
Click, click.
Se hai fame apri la dispensa, ci sara' pure qualche snack da mettere nello stomaco e risolvere il problema.
Se hai problemi con la scuola, fatti passare il compito in classe dalla secchiona di turno, oppure preparati i bigliettini: vedrai che sara' una passeggiata fare quella versione di latino, quel problema di matematica.
E alla fine, se hai problemi con la vita (o se e' la vita che ha dei problemi con te), cerchi qualche scorciatoia magica che ti porti da qualche parte, ed invece ti trovi solo davanti ad un altro bivio, ad un'altra fatica, ad un altro dolore. E' cosi' facile pensare di farla finita, cosi' terribilmente semplice che non si pensa nemmeno che, domani, ci potrebbe essere un sorriso in meno intorno a noi.
Voi che vi dichiarate a favore dell'eutanasia, lo avete mai visto un malato terminale? Lo avete mai visto un malato che ha la vita ormai segnata da una profonda sofferenza?
Per voi che pensate queste cose, ditemi, la vita vale davvero cosi' poco?
`micia · 27/09/2003 09:49 · #16Voi state parlando di COMA! Dal coma, delle volte, è possibile uscirne ma i malati terminali vanno avanti vivendo giorno per giorno con la speranza che non sia l'ultimo. Una persona malata di cancro in pessime condizioni deve decidere da sola quando morire, la vita è sua e non mi sembra giusto farla continuare a soffrire.
^sere^ · 27/09/2003 10:44 · #17Voi state parlando di COMA! Dal coma, delle volte, è possibile uscirne ma i malati terminali vanno avanti vivendo giorno per giorno con la speranza che non sia l'ultimo. Una persona malata di cancro in pessime condizioni deve decidere da sola quando morire, la vita è sua e non mi sembra giusto farla continuare a soffrire.
completamente d'accordo :D
è quello che sto dicendo dall'inizio ma voi continuate col coma -_-
Datur Omnibus · 27/09/2003 11:44 · #18ma io non parlavo di coma!
Nel coma la persona malata non può decidere se vuole rimanere in vita o morire, a meno che scriva un consenso prima del coma!
io parlavo di malattie organiche tipo tumori, aids, sindromi di varia natura che non danno via di scampo, se non una lunga o breve strada di vita!
E poi a prescindere se la malattia è grave o meno, una persona non ha il diritto di decidere quando morire? Non è un nostro diritto? Se tu ha voglia di vivere fino a quando vuole la natura sono affari tuoi ed è un tuoi diritto, ma io se fossi malato di tumore vivrei quanto basta per fare le "ultime cose" e poi deciderei di morire casomai isolandomi in un posto isolato, immerso nel verde tra la natura... Per quale motivo devo soffrire? Perchè devo rispettare la "morale" di uno stato? Non ho diritto di scegliere io per la mia vita!?!?!?
Voi avete deviato il discorso! io parlavo di EUTANASIA COSCIENTE no di eutanasia in stato di coma!
Superfre` · 27/09/2003 14:02 · #19Io sono favorevole all'eutanasia incosciente e solo in determinati casi magari dopo diverse sedute con uno psicologo ecc ecc o senza se si è gia giunti allo stadio terminale di una malattia e dopo diversi pareri medici anche a quella cosciente.
Actarus · 27/09/2003 15:41 · #20Voi che vi dichiarate a favore dell'eutanasia, lo avete mai visto un malato terminale? Lo avete mai visto un malato che ha la vita ormai segnata da una profonda sofferenza?
Per voi che pensate queste cose, ditemi, la vita vale davvero cosi' poco?
Si Steve, l'ho visto un malato terminale, mio padre mori' 15 anni fa di tumore ai polmoni, io avevo 17 anni e in 3 mesi l'ho visto soffrire tantissimo, fino a ridursi a una larva umana, un vegetale che aspettava solo la fine inevitabile.....soffrendo atrocemente anche se riempito ogni giorno, ogni notte, di calmanti.
Ti assicuro che non era un bello spettacolo per noi che lo amavamo, parlo a nome mio ma so che qualcuno di noi mi capirà, per questo sono a favore dell'eutanasia in certi casi, lui aveva la vita segnata e ogni giorno che passava il tumore avanzava.....non era possibile farlo soffrire di meno anticipando un qualcosa di inevitabile?
ora ti faccio la stessa domanda: hai mai vissuto un'esperienza simile?
Datur Omnibus · 27/09/2003 16:22 · #21Non è una vigliaccheria, e non è un suicidio causato da uno stato di depressione e insoddisfazione!
Ho parlato di un'altra cosa ma forse siete incapaci e anacefali per comprendere i miei contenuti.
Ho posto un ipotesi in cui una persona malata terminale decide di scegliere quando morire con lo scopo non di scappare via dalla vita, ma di MORIRE CON DIGNITA' e la cosa è diversa!
Ad esempio: a 65 anni mi diagnosticano un tumore al cervello, mi dicono che mi rimangono 4 mesi di vita e che tra 2 mesi inizieranno i primi disagi!. Io passerò i primi 2 mesi cercando di girare il mondo o comunque di fare tutto ciò che possa alimentare la mia spiritualità o qualche vizio. Passati questi 2 mesi inizieranno i problemi, paralisi delle gambe, crisi epilettiche, difficoltà a mangiare, rischio di cecità, eccetera eccetera. Appena arrivano i primi segni, io inizierò a riflettere se vale la pena vivere SENZA DIGNITA' diventando un pezzo di carne senza anima e senza autosufficienza. Allora, come dice, inierò a ragionre di MORIRE con dignità, con la testa ancora sulle spalle, e con la possibilità ancora di sorridere, parlare, odiare, amare eccetera. Prenderei un buon potente farmaco oppiaceo, ne abuserei e morirei per intossicazione da farmaco. Ecco... sono morto non piangendo ma con la DIGNITA' rifiutando i 2 mesi che mi sarebbero aspettati pieni di problemi, (dovrai cacare con il sacchetto, farti imboccare, sbaverai dala bocca, ti piscerai addosso, avrai crisi di vomito e di epilessia, non riuscirai piu a tenere una forchetta in mano, ne a bere, ecc ecc ecc).
Credo, come gia detto, che oguno abbia il diritto di nascere e morire con DIGNITA'.
Il mio discorso si basa sulla DIGNITA', e spero che abbiate recipito ora!
Actarus · 27/09/2003 16:35 · #22Ad esempio: a 65 anni mi diagnosticano un tumore al cervello, mi dicono che mi rimangono 4 mesi di vita e che tra 2 mesi inizieranno i primi disagi!. Io passerò i primi 2 mesi cercando di girare il mondo o comunque di fare tutto ciò che possa alimentare la mia spiritualità o qualche vizio. Passati questi 2 mesi inizieranno i problemi, paralisi delle gambe, crisi epilettiche, difficoltà a mangiare, rischio di cecità, eccetera eccetera. Appena arrivano i primi segni, io inizierò a riflettere se vale la pena vivere SENZA DIGNITA' diventando un pezzo di carne senza anima e senza autosufficienza. Allora, come dice, inierò a ragionre di MORIRE con dignità, con la testa ancora sulle spalle, e con la possibilità ancora di sorridere, parlare, odiare, amare eccetera. Prenderei un buon potente farmaco oppiaceo, ne abuserei e morirei per intossicazione da farmaco. Ecco... sono morto non piangendo ma con la DIGNITA' rifiutando i 2 mesi che mi sarebbero aspettati pieni di problemi
Se hai letto l'intervento dove parlavo di come è morto mio padre avrai intuito che sono a favore di questo.....proprio perchè lui ha vissuto in ospedale tutte queste cose che hai descritto fino all'ultimo soffrendo le pene dell'inferno...e facendo soffrire i suoi cari che lo vedevano deperire giorno per giorno...
Vabè scusa se siamo andati leggermente OT, avevo capito cosa intendevi ma abbiamo allargato solo un po' il disocorso che è molto vasto.
Steve · 27/09/2003 20:29 · #23]ora ti faccio la stessa domanda: hai mai vissuto un'esperienza simile?
Si', l'ho vista in una occasione. Soprattutto, ho visto molte persone segnate da danni permanenti ma non letali (un largo ventaglio che va dalla cecita' alla paraplegia piu' o meno grave). Ho visto gente che si e' lasciata spegnere e buttare giu', e gente che ha voluto vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, al fine di essere utile ancora per qualcuno.
Lo so che l'eutanasia non e' un argomento facile, lo so che va applicato ad ogni singolo caso clinico... ma il mio pensiero e' che ogni giorno di vita vale la pena di essere vissuto, anche se non c'e' nessuna garanzia che ci sia un domani da vivere ancora.
Superfre` · 27/09/2003 20:43 · #24Steve, non stiamo parlando di persone con handicap. Cioè gente come alex zanardi che ha subito l'amputazione di entrambe le gambe e nel giro di due anni è tornato a correre in macchina sono casi rarissimi. Tuttavia per tutti i casi simili non si parla di eutanasia ma di suicidio. Rimanere menomati è un conto sapere di dover morire e scegliere il modo in cui morire è un altro.
Actarus · 27/09/2003 21:11 · #25... ma il mio pensiero e' che ogni giorno di vita vale la pena di essere vissuto, anche se non c'e' nessuna garanzia che ci sia un domani da vivere ancora.
E su questo sono d'accordo con te, se vuoi leggi quello che ho scritto sul suicidio, visto che mi hanno splittato il topic.
Bisognerebbe vivere ogni giorno come se non ci fosse un domani rallegrandosi di poterlo fare......
Lilliput · 29/09/2003 08:01 · #26Sono violentemente d'accordo sull'eutanasia dei malati terminali, forse anche un pò egoisticamente. Situazioni di questo tipo o uniscono le famiglie o le dividono per sempre ed io mi sono trovata nell'ultima situazione. Se ci fosse stata la possibilità di risolvere il problema in modo diverso una persona a me cara avrebbe sofferto di meno, e anche la sua famiglia avrebbe sofferto di meno.
Per quanto riguarda l'eutanasia di persone in coma non mi esprimo. Sono decisioni così difficili, che ti segnano per tutta la vita, che uno non può scrivere, sarebbero discorsi puramente ipotetici. Spero di non dovermi trovare mai nella situazione di dover decidere se rianimare o no una persona a me cara, sarebbe una decisione troppo grande.
Superfre` · 29/09/2003 09:26 · #27A volte siamo un po' egoisti: essere favorevoli non significa necessariamente essere a favore del ricorso a determinati mezzi. Un cattolico puo essere favorevole al divorzio perche pensa che i protestanti italiani o i laici debbano poter divorziare liberamente se questo non e' contrario alla loro coscienza senza impedimenti legislativi. Discorso simile per l'aborto e in questo caso per l'eutanasia. Non e' che dobbiamo calarci nei panni di chi deve prendere questa decisioni (spero che non mi capiti mai) ma semplicemente sono favorevole affinche altri possano avere la possibilita' di decidere in tal senso.