...
Nel frattempo, a Zion, Morpheus e l'ex-fidanzata Niobe interpretano un
duetto di grande tormento interiore e sensibilità passionale.
- Ah, amata Niobe, certe cose cambiano...
- Altre non cambiano mai, amato Morpheus... - sospira la donna.
- Certe, invece, cambiano.
- Sì, ma altre non cambiano.
- Mai - conferma Morpheus.
- D'altra parte, alcune cambiano.
- Sì, ma sono altre . - specifica l'uomo.
- Mentre alcune no.
- Proprio così... Cambiano.
- Alcune.
- ...si può sapere di che c*z* stiamo parlando?
- Non importa: abbiamo sfangato altri dieci minuti di film, e questo è
l'importante. Ora torniamo dentro Matrix che c'è da sc*z*ttare.
Detto fatto. Neo, Morpheus e Trinity (questi due vestiti
delle solite tutine
di pelle sadomaso che si vede fanno arrapare molto i
Wachowski) si ritrovano
in un ristorante a quindici stelle, di quelli che al
cameriere di mancia
come minimo devi dare una Rolls.
- Che c*z* ci facciamo qui? - chiedono i due sadomaso.
- Dobbiamo andare dal Merovingio. - spiega Neo.
- Non capisco.
- Il Merovingio. Un programma ribelle e potentissimo che
tiene prigioniero
il Fabbricante di Chiavi.
- Non capisco.
- Il Fabbricante di Chiavi. L'unico che può farmi accedere al rifugio
dell'Architetto.
- Non capisco.
- L'Architetto. Il creatore del codice sorgente di Matrix.
- Non capisco.
Neo sbuffa. - Insomma, siamo qui per una bella sc*z*ttata.
Trinity e Morpheus si illuminano. - Perché non l'hai detto
subito, invece di
arrampicarti sugli specchi con tutte quelle st****ate?
Il Merovingio, che ha l'aspetto di un bisteccone a metà
strada tra Cassano e
il biondo dei Ricchi & Poveri, li fa accomodare al tavolo ove
sta magnando a
quattro palmenti.
- Scusami, Neo... - sussurra Morpheus. - Non avevamo solo 72
ore per salvare
Zion? Allora perché siamo così calmi e rilassati mentre
sorseggiamo questo
aperitivo del c*z*? E' una scena troppo pretestuosa perfino per questo
cesso di sceneggiatura!
- Taci! - intima Neo. - E' vero, tutto questo è un pretesto.
Ma serve per
introdurre la grande e fighissima attrice che in questo
momento rappresenta
il Cinema Italiano nel mondo: un po' di rispetto.
Difatti, in quel momento appare Monica Bellucci nei panni di
Persephone.
- Borb borb borb... - dice.
- Scusa, ma perché reciti come se avessi una banana in bocca? - le fa
stupita Trinity.
- E' la voce... borb... che mi veniva mentre il produttore...
borb... mi
faceva il provino - confessa la Bellucci, sforzandosi inutilmente di
scandire le sillabe. - Lui ha detto che ero... borb... bravissima.
- Già che ci siamo, Neo: tu invece perché sussurri sempre,
anche quando
gridi perché ti stanno scannando?
- Be', parlare sottovoce è come portare gli occhiali neri: fa tanto
ieratico.
- Ora basta! - sbraita il Merovingio. - Avevo l'intenzione di
consegnarvi il
Fabbricante di Chiavi, ma dopo queste battute è chiaro che siete dei
minchioni peggiori perfino di quelli che stanno seduti in
platea. Filate via
e non fatevi più vedere, prima che mi vendichi su di voi per
questo nome del
c*z* che mi hanno rifilato.
I tre lasciano il ristorante mogi come leghisti dopo le
amministrative.
- Che facciamo adesso, Neo?
- Coraggio, Trinity: è l'ora del colpo di scena più
telefonato dai tempi di
Meucci. Spero solo che il pubblico regga.
- Io non mi preoccuperei: questa gente beve tutto. Basta che
il colpo di
scena non sia una st****ata colossale tipo che la Bellucci tradisce il
marito e ci consegna il fabbro in cambio di un tuo bacio... -
al pensiero,
Trinity rotola a terra contorcendosi dalle risate.
L'ascensore si apre, e la Bellucci ne esce trionfante ad
annunciare che
tradisce il marito e consegna il fabbro in cambio di un bacio di Neo.
Trinity vomita nel vaso dei ficus.
Il primo tempo termina con la musichetta finale di Pengo e la scritta
"Insert coin to continue..."
* * *
La proiezione riprende dopo aver infilato il gettone e schiacciato il
pulsante destro del joystick. Secondo tempo.
Il Fabbricante di Chiave si rivela essere l'ennesimo
cinesino, circostanza
che porta il suddetto gruppo etnico ad essere maggioranza
assoluta nel film,
e che convince qualche spettatore che la SARS dev'essere
stata una punizione
divina.
- Ok, abbiamo il nostro fabbro - commenta Trinity. - Adesso
che facciamo?
- Non so: è il turno della sc*z*ttata o quello dell'inseguimento?
- Ho un'idea: e se facessimo una sc*z*ttata eun inseguimento?
- Con che pretesto?
- Be', diciamo che l'unico modo per tornare al mondo reale è
una hard-line
sull'autostrada a cinquanta miglia da qui. Così giriamo una
bella scena
d'autoscontro tra macchine e TIR e spendiamo talmente tanti
soldi in CGI da
umiliare Terminator2.
- Tornare al mondo reale? Ma il Fabbricante di Chiavi è un
programma! Non
possiamo mica portarlo via da Matrix! Non è logico!
Morpheus ghigna. - Che c'entra la logica con questo film?
Neo annuisce. - Hai ragione: vado a cercare qualcuno da picchiare.
Con perfetta scelta di tempo si materializza il Merovingio,
in******o come
un dugongo e spalleggiato da una dozzina di brutti tipacci
con l'aria di non
sogna altro che un bel calcione volante nelle gengive. E giù botte.
Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang!
Pugn! Sbudell!
Bottdaorb!
La variazione sul tema, questa volta, sono gli spadoni
cimmerici che Neo e
gli altri trovano appesi alle pareti (circostanza
assolutamente credibile,
sono decorazioni che chiunque può vedere normalmente nei
locali pubblici e
negli appartamenti signorili!), cosicché possono intervallare
i pugni in
bocca con le sciabolate. Il tutto col solito sottofondo di
bonghisti fumati
a bestia.
L'ultimo scagnozzo cade come una pera, ma non prima che il balletto di
kung-fu figurato abbia raggiunto vette di comicità surreale
quali non si
vedevano dalle sc*z*ttate di Bud Spencer & Terence Hill, i
quali almeno
erano simpatici, picchiavano al ritmo di musichette
orecchiabili e gli unici
effetti speciali che si concedevano erano i palloncini colorati.
Il Merovingio scappa (probabilmente al bagno, succede lo
stesso a molti
spettatori in platea) e Neo prende il volo per raggiungere
l'autostrada dove
Morpheus e Trinity stanno distruggendo a mazzate l'intera produzione
2001-2003 di autoarticolati Iveco, in quella che forse è l'unica scena
realistica del film (sul Raccordo Anulare di Roma ogni giorno
succede di
peggio).
Ma ecco che appaiono gli avversari di questo livello (Il
settimo? L'ottavo?
Quando arriva il quadro del bonus?). Si tratta di due
trogloditi rasta che
hanno sbagliato candeggio e che dispongono della capacità di rendersi
incorporei a comando (evidentemente i Wachowski stanno pensando a una
tecnica per schivare gli strameritati pomodori e uova marce).
Morpheus,
piantato come un orango sul tetto di un TurboScania, li sfida con
l'inevitabile gesto della manina di Bruce Lee. E giù botte.
Sbang, sock eccetera. E bonghi, of course. Il pubblico
scoppia in lacrime
invocando il motivetto della "Dune Buggy" e le ben più
credibili risse di
"Altrimenti ci arrabbiamo".
Tra il lusco e il brusco, Trinity torna al mondo reale
(probabilmente c'è
stato un taglio di troppo nel montaggio: gli spettatori applaudono con
gratitudine), mentre Neo e Morpheus seguono il Fabbricante di Chiavi
dall'Architetto.
Ma entrare nella stanza segreta del creatore di Matrix non è
facile. Sembra
che la sequenza esatta sia "destra, destra, spada, salto,
destra, avanti". O
forse questo era il pattern finale di Dragon's Lair? Non
importa, tanto è lo
stesso.
L'Architetto è una via di mezzo tra Piero Angela e Gianni
Minà invecchiato.
Siede in posa da Padreterno davanti a una parete strapiena di
monitor tipo
la redazione del TG2 ma senza il giochino demente di Lippi alla fine.
- Ah... l'Essere... il Libero Arbitrio... la Voce e la Via...
- blatera in
un agghiacciante sermone di quindici ore in cui si afferrano sì e no
quindici sillabe.
- Scusa, Architetto, ma perché parli come un guru tibetano
strafatto? -
azzarda Neo.
- Conosci già la risposta a questa domanda.
- Di nuovo? Vuoi dirmi qualcosa di utile, c*z*, prima che dia
una scarica
di mazzate anche a te?
L'altro sospira. - Ah, sapevo che sarebbe stata questa la tua
scelta, Neo.
Allora va', ordunque, a salvare la tua donna dal nome metaforicamente
cattolico dal Fato invincibile e mortifero che la attende,
condannando così
la tua trista specie a perpetuarsi nell'orrida schiavitù che
opprime le
menti e umilia le carni a meno di una profezia fallace di cui
tu sei il
sesto strumento e vittima a un tempo.
- Ma va' a cagher! - ribatte Neo. O forse è il pubblico.
E schizza via a mille all'ora a raccattare Trinity che è
rientrata in Matrix
giusto in tempo per gettarsi dal centesimo piano, beccarsi ottocento
pallottole nella ghiandola pineale e spalmarsi modello
Nutella sull'asfalto
della strada sottostante.
- Ah, amore mio... - ansima pesta e sanguinante, però con gli
occhialini
neri del c*z* senza un graffio. - Per me è troppo tardi. Muoio.
Neo scuote la testa. - Secondo te mi sono vestito da Don
Camillo per niente?
Sta' a vedere, che adesso ti resuscito io.
Le infila una mano nel... ehm... Insomma, le fa un intervento in
pranoterapia tipo i guaritori filippini sputtanati da
Striscialanotizia e...
Voilà, Trinity risorge più bella che pria. Il tutto col
commento sonoro di
terrificanti cori da opera lirica che fanno rimpiangere i bonghisti.
Ma le 72 ore sono scadute. Nel mondo reale, le 250mila seppie
hanno fatto un
mazzo tanto all'esercito di Zion (peraltro una gran massa di
segaioli) e si
preparano a radere al suolo la città degli umani liberi. Neo
e Trinity si
scollegano da Matrix, lasciano la nave di Morpheus in preda
alle fiamme e
fuggono per mettersi in salvo. Le seppie, però, li braccano.
Li circondano.
Li sovrastano. Quando sembra che non ci sia più nulla da fare,
inspiegabilmente Neo fa saltare in aria i nemici con quello
che sembra un
peto elettronico.
E così, senza nessun c*z* di spiegazione e nel bel mezzo
della battaglia,
termina il film. Ghigno dei Wachowski e trailer della
prossima puntata. Gli
spettatori paganti assaltano la cassa per avere indietro i soldi del
biglietto.
E giù botte.
Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang!
Fine
Nel frattempo, a Zion, Morpheus e l'ex-fidanzata Niobe interpretano un
duetto di grande tormento interiore e sensibilità passionale.
- Ah, amata Niobe, certe cose cambiano...
- Altre non cambiano mai, amato Morpheus... - sospira la donna.
- Certe, invece, cambiano.
- Sì, ma altre non cambiano.
- Mai - conferma Morpheus.
- D'altra parte, alcune cambiano.
- Sì, ma sono altre . - specifica l'uomo.
- Mentre alcune no.
- Proprio così... Cambiano.
- Alcune.
- ...si può sapere di che c*z* stiamo parlando?
- Non importa: abbiamo sfangato altri dieci minuti di film, e questo è
l'importante. Ora torniamo dentro Matrix che c'è da sc*z*ttare.
Detto fatto. Neo, Morpheus e Trinity (questi due vestiti
delle solite tutine
di pelle sadomaso che si vede fanno arrapare molto i
Wachowski) si ritrovano
in un ristorante a quindici stelle, di quelli che al
cameriere di mancia
come minimo devi dare una Rolls.
- Che c*z* ci facciamo qui? - chiedono i due sadomaso.
- Dobbiamo andare dal Merovingio. - spiega Neo.
- Non capisco.
- Il Merovingio. Un programma ribelle e potentissimo che
tiene prigioniero
il Fabbricante di Chiavi.
- Non capisco.
- Il Fabbricante di Chiavi. L'unico che può farmi accedere al rifugio
dell'Architetto.
- Non capisco.
- L'Architetto. Il creatore del codice sorgente di Matrix.
- Non capisco.
Neo sbuffa. - Insomma, siamo qui per una bella sc*z*ttata.
Trinity e Morpheus si illuminano. - Perché non l'hai detto
subito, invece di
arrampicarti sugli specchi con tutte quelle st****ate?
Il Merovingio, che ha l'aspetto di un bisteccone a metà
strada tra Cassano e
il biondo dei Ricchi & Poveri, li fa accomodare al tavolo ove
sta magnando a
quattro palmenti.
- Scusami, Neo... - sussurra Morpheus. - Non avevamo solo 72
ore per salvare
Zion? Allora perché siamo così calmi e rilassati mentre
sorseggiamo questo
aperitivo del c*z*? E' una scena troppo pretestuosa perfino per questo
cesso di sceneggiatura!
- Taci! - intima Neo. - E' vero, tutto questo è un pretesto.
Ma serve per
introdurre la grande e fighissima attrice che in questo
momento rappresenta
il Cinema Italiano nel mondo: un po' di rispetto.
Difatti, in quel momento appare Monica Bellucci nei panni di
Persephone.
- Borb borb borb... - dice.
- Scusa, ma perché reciti come se avessi una banana in bocca? - le fa
stupita Trinity.
- E' la voce... borb... che mi veniva mentre il produttore...
borb... mi
faceva il provino - confessa la Bellucci, sforzandosi inutilmente di
scandire le sillabe. - Lui ha detto che ero... borb... bravissima.
- Già che ci siamo, Neo: tu invece perché sussurri sempre,
anche quando
gridi perché ti stanno scannando?
- Be', parlare sottovoce è come portare gli occhiali neri: fa tanto
ieratico.
- Ora basta! - sbraita il Merovingio. - Avevo l'intenzione di
consegnarvi il
Fabbricante di Chiavi, ma dopo queste battute è chiaro che siete dei
minchioni peggiori perfino di quelli che stanno seduti in
platea. Filate via
e non fatevi più vedere, prima che mi vendichi su di voi per
questo nome del
c*z* che mi hanno rifilato.
I tre lasciano il ristorante mogi come leghisti dopo le
amministrative.
- Che facciamo adesso, Neo?
- Coraggio, Trinity: è l'ora del colpo di scena più
telefonato dai tempi di
Meucci. Spero solo che il pubblico regga.
- Io non mi preoccuperei: questa gente beve tutto. Basta che
il colpo di
scena non sia una st****ata colossale tipo che la Bellucci tradisce il
marito e ci consegna il fabbro in cambio di un tuo bacio... -
al pensiero,
Trinity rotola a terra contorcendosi dalle risate.
L'ascensore si apre, e la Bellucci ne esce trionfante ad
annunciare che
tradisce il marito e consegna il fabbro in cambio di un bacio di Neo.
Trinity vomita nel vaso dei ficus.
Il primo tempo termina con la musichetta finale di Pengo e la scritta
"Insert coin to continue..."
* * *
La proiezione riprende dopo aver infilato il gettone e schiacciato il
pulsante destro del joystick. Secondo tempo.
Il Fabbricante di Chiave si rivela essere l'ennesimo
cinesino, circostanza
che porta il suddetto gruppo etnico ad essere maggioranza
assoluta nel film,
e che convince qualche spettatore che la SARS dev'essere
stata una punizione
divina.
- Ok, abbiamo il nostro fabbro - commenta Trinity. - Adesso
che facciamo?
- Non so: è il turno della sc*z*ttata o quello dell'inseguimento?
- Ho un'idea: e se facessimo una sc*z*ttata eun inseguimento?
- Con che pretesto?
- Be', diciamo che l'unico modo per tornare al mondo reale è
una hard-line
sull'autostrada a cinquanta miglia da qui. Così giriamo una
bella scena
d'autoscontro tra macchine e TIR e spendiamo talmente tanti
soldi in CGI da
umiliare Terminator2.
- Tornare al mondo reale? Ma il Fabbricante di Chiavi è un
programma! Non
possiamo mica portarlo via da Matrix! Non è logico!
Morpheus ghigna. - Che c'entra la logica con questo film?
Neo annuisce. - Hai ragione: vado a cercare qualcuno da picchiare.
Con perfetta scelta di tempo si materializza il Merovingio,
in******o come
un dugongo e spalleggiato da una dozzina di brutti tipacci
con l'aria di non
sogna altro che un bel calcione volante nelle gengive. E giù botte.
Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang!
Pugn! Sbudell!
Bottdaorb!
La variazione sul tema, questa volta, sono gli spadoni
cimmerici che Neo e
gli altri trovano appesi alle pareti (circostanza
assolutamente credibile,
sono decorazioni che chiunque può vedere normalmente nei
locali pubblici e
negli appartamenti signorili!), cosicché possono intervallare
i pugni in
bocca con le sciabolate. Il tutto col solito sottofondo di
bonghisti fumati
a bestia.
L'ultimo scagnozzo cade come una pera, ma non prima che il balletto di
kung-fu figurato abbia raggiunto vette di comicità surreale
quali non si
vedevano dalle sc*z*ttate di Bud Spencer & Terence Hill, i
quali almeno
erano simpatici, picchiavano al ritmo di musichette
orecchiabili e gli unici
effetti speciali che si concedevano erano i palloncini colorati.
Il Merovingio scappa (probabilmente al bagno, succede lo
stesso a molti
spettatori in platea) e Neo prende il volo per raggiungere
l'autostrada dove
Morpheus e Trinity stanno distruggendo a mazzate l'intera produzione
2001-2003 di autoarticolati Iveco, in quella che forse è l'unica scena
realistica del film (sul Raccordo Anulare di Roma ogni giorno
succede di
peggio).
Ma ecco che appaiono gli avversari di questo livello (Il
settimo? L'ottavo?
Quando arriva il quadro del bonus?). Si tratta di due
trogloditi rasta che
hanno sbagliato candeggio e che dispongono della capacità di rendersi
incorporei a comando (evidentemente i Wachowski stanno pensando a una
tecnica per schivare gli strameritati pomodori e uova marce).
Morpheus,
piantato come un orango sul tetto di un TurboScania, li sfida con
l'inevitabile gesto della manina di Bruce Lee. E giù botte.
Sbang, sock eccetera. E bonghi, of course. Il pubblico
scoppia in lacrime
invocando il motivetto della "Dune Buggy" e le ben più
credibili risse di
"Altrimenti ci arrabbiamo".
Tra il lusco e il brusco, Trinity torna al mondo reale
(probabilmente c'è
stato un taglio di troppo nel montaggio: gli spettatori applaudono con
gratitudine), mentre Neo e Morpheus seguono il Fabbricante di Chiavi
dall'Architetto.
Ma entrare nella stanza segreta del creatore di Matrix non è
facile. Sembra
che la sequenza esatta sia "destra, destra, spada, salto,
destra, avanti". O
forse questo era il pattern finale di Dragon's Lair? Non
importa, tanto è lo
stesso.
L'Architetto è una via di mezzo tra Piero Angela e Gianni
Minà invecchiato.
Siede in posa da Padreterno davanti a una parete strapiena di
monitor tipo
la redazione del TG2 ma senza il giochino demente di Lippi alla fine.
- Ah... l'Essere... il Libero Arbitrio... la Voce e la Via...
- blatera in
un agghiacciante sermone di quindici ore in cui si afferrano sì e no
quindici sillabe.
- Scusa, Architetto, ma perché parli come un guru tibetano
strafatto? -
azzarda Neo.
- Conosci già la risposta a questa domanda.
- Di nuovo? Vuoi dirmi qualcosa di utile, c*z*, prima che dia
una scarica
di mazzate anche a te?
L'altro sospira. - Ah, sapevo che sarebbe stata questa la tua
scelta, Neo.
Allora va', ordunque, a salvare la tua donna dal nome metaforicamente
cattolico dal Fato invincibile e mortifero che la attende,
condannando così
la tua trista specie a perpetuarsi nell'orrida schiavitù che
opprime le
menti e umilia le carni a meno di una profezia fallace di cui
tu sei il
sesto strumento e vittima a un tempo.
- Ma va' a cagher! - ribatte Neo. O forse è il pubblico.
E schizza via a mille all'ora a raccattare Trinity che è
rientrata in Matrix
giusto in tempo per gettarsi dal centesimo piano, beccarsi ottocento
pallottole nella ghiandola pineale e spalmarsi modello
Nutella sull'asfalto
della strada sottostante.
- Ah, amore mio... - ansima pesta e sanguinante, però con gli
occhialini
neri del c*z* senza un graffio. - Per me è troppo tardi. Muoio.
Neo scuote la testa. - Secondo te mi sono vestito da Don
Camillo per niente?
Sta' a vedere, che adesso ti resuscito io.
Le infila una mano nel... ehm... Insomma, le fa un intervento in
pranoterapia tipo i guaritori filippini sputtanati da
Striscialanotizia e...
Voilà, Trinity risorge più bella che pria. Il tutto col
commento sonoro di
terrificanti cori da opera lirica che fanno rimpiangere i bonghisti.
Ma le 72 ore sono scadute. Nel mondo reale, le 250mila seppie
hanno fatto un
mazzo tanto all'esercito di Zion (peraltro una gran massa di
segaioli) e si
preparano a radere al suolo la città degli umani liberi. Neo
e Trinity si
scollegano da Matrix, lasciano la nave di Morpheus in preda
alle fiamme e
fuggono per mettersi in salvo. Le seppie, però, li braccano.
Li circondano.
Li sovrastano. Quando sembra che non ci sia più nulla da fare,
inspiegabilmente Neo fa saltare in aria i nemici con quello
che sembra un
peto elettronico.
E così, senza nessun c*z* di spiegazione e nel bel mezzo
della battaglia,
termina il film. Ghigno dei Wachowski e trailer della
prossima puntata. Gli
spettatori paganti assaltano la cassa per avere indietro i soldi del
biglietto.
E giù botte.
Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang!
Fine
