dalla mailing list del 20/06/03
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20/06/2003: si celebra "la giornata del rifugiato e dei diritti negati".
L'Italia oggi sarà agitata, scossa e colorata da molteplici manifestazioni, eventi sfarzosi e dibattimenti aspri ed accesi su questo "problema sociale" che ci riguarda sempre più da vicino.
Secondo il Cir, degli oltre 22 milioni di rifugiati nel mondo, circa 13mila sono presenti qui in Italia.
Scappano dai luoghi più disperati quali la Turchia, l'Albania, il Corno d'Africa, Iraq, Afganistan, Pakistan, Balcani e le regioni dei grandi laghi. Fuggono disperatamente, cercando di seminare dietro se la paura per la guerra, la carestia, il disastro ecologico e la persecuzione etnica e religiosa.
Il nostro bel paese è, per molti di essi, solo una tappa intermedia di un viaggio fantasioso alla ricerca della "speranza", ma... l'Italia è anche l'unica nazione a non avere leggi sul diritto dell'asilo!
Ci sono animate discussioni parlamentari in questo ultimi tempi, commentate e suddivise per ordine di cordata e potenza di maggioranza; c'è chi vorrebbe sparargli contro colpi di cannone, ed altri che saprebbero assicurargli una permanenza dignitosa, ma che risulti il più breve possibile. C'è chi si forgia il pensiero di intenti filosofici, per provare a convincerci che la terra è patrimonio di tutti gli esseri umani, che hanno diritto ad una esistenza migliore, fino ad arrivare a chi, restando nel silenzio, si affidano alla volontà del buon DIO.
In tutto questo disallinenamento confusionario, chi ne paga le spese sono soltanto loro: bambini, madri, padri e ragazzi disperati, con i volti desolati dalla paura. Nei loro occhi bui c'è traccia di desolamento e sconforto per aver creduto che, durante notti agitate da venti burrascosi di libeccio a fissare il cielo, si potesse sperare in un domani migliore, una volta raggiunta la riva, ed invece... ritrovarsi contro fucili puntati sul volto e tendopoli di emergenza, da ripiegare in fretta, cosi da spazzare il campo improvvisato d'accoglienza, e riportare la calma su spiagge assolate, in attesa di bagnanti spensierati e sorridenti.
Non voglio schierarmi da nessuna parte: questa mailing è incontaminabile da qualsiasi pensiero politico ed ideologico; ma qui, cari amici miei, parliamo della vita e dell'amore che si deve riservare per essa, in diritto della sua difesa!
Ogni uomo che si lascia stremare dalla forza del mare, e si abbandona per sempre al suo destino annegato... avrebbe diritto ad un rispetto maggiore ed un'attenzione più riguardosa da parte nostra.
Chi ha terminato il suo ultimo viaggio, lasciandosi inondare cuore e speranza... non è solo "notizia da tel
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20/06/2003: si celebra "la giornata del rifugiato e dei diritti negati".
L'Italia oggi sarà agitata, scossa e colorata da molteplici manifestazioni, eventi sfarzosi e dibattimenti aspri ed accesi su questo "problema sociale" che ci riguarda sempre più da vicino.
Secondo il Cir, degli oltre 22 milioni di rifugiati nel mondo, circa 13mila sono presenti qui in Italia.
Scappano dai luoghi più disperati quali la Turchia, l'Albania, il Corno d'Africa, Iraq, Afganistan, Pakistan, Balcani e le regioni dei grandi laghi. Fuggono disperatamente, cercando di seminare dietro se la paura per la guerra, la carestia, il disastro ecologico e la persecuzione etnica e religiosa.
Il nostro bel paese è, per molti di essi, solo una tappa intermedia di un viaggio fantasioso alla ricerca della "speranza", ma... l'Italia è anche l'unica nazione a non avere leggi sul diritto dell'asilo!
Ci sono animate discussioni parlamentari in questo ultimi tempi, commentate e suddivise per ordine di cordata e potenza di maggioranza; c'è chi vorrebbe sparargli contro colpi di cannone, ed altri che saprebbero assicurargli una permanenza dignitosa, ma che risulti il più breve possibile. C'è chi si forgia il pensiero di intenti filosofici, per provare a convincerci che la terra è patrimonio di tutti gli esseri umani, che hanno diritto ad una esistenza migliore, fino ad arrivare a chi, restando nel silenzio, si affidano alla volontà del buon DIO.
In tutto questo disallinenamento confusionario, chi ne paga le spese sono soltanto loro: bambini, madri, padri e ragazzi disperati, con i volti desolati dalla paura. Nei loro occhi bui c'è traccia di desolamento e sconforto per aver creduto che, durante notti agitate da venti burrascosi di libeccio a fissare il cielo, si potesse sperare in un domani migliore, una volta raggiunta la riva, ed invece... ritrovarsi contro fucili puntati sul volto e tendopoli di emergenza, da ripiegare in fretta, cosi da spazzare il campo improvvisato d'accoglienza, e riportare la calma su spiagge assolate, in attesa di bagnanti spensierati e sorridenti.
Non voglio schierarmi da nessuna parte: questa mailing è incontaminabile da qualsiasi pensiero politico ed ideologico; ma qui, cari amici miei, parliamo della vita e dell'amore che si deve riservare per essa, in diritto della sua difesa!
Ogni uomo che si lascia stremare dalla forza del mare, e si abbandona per sempre al suo destino annegato... avrebbe diritto ad un rispetto maggiore ed un'attenzione più riguardosa da parte nostra.
Chi ha terminato il suo ultimo viaggio, lasciandosi inondare cuore e speranza... non è solo "notizia da tel
[lo snapshot dell'Archive si interrompe qui: il messaggio e' incompleto]
