Da quanto manco a questo appuntamento? Da tanto, forse anche troppo, ma
questa occasione non posso rimandarla.
Siamo nei giorni della Santa Pasqua ed è bello lanciare un messaggio di buona speranza anche in questa maniera; con questo strumento-tramite così effimero, quanto fugace, quale può essere una mail grazie alla quale, però, mi è permesso fare arrivare a te il buon messaggio di unione e solidarietà che ci unisce.
Ci conosciamo da un po, oramai, ed è bello celebrare queste occasioni importanti ripercorrendo a ritroso i tragitti che ci hanno visti cavalcare le onde di tanti mari diversi, che sono gli argomenti che abbiamo trattato fino ad oggi: su tutti mi piace ricordare quegli appelli nei riguardi dellindifferenza contro la violenza, la perdizione ed il sopruso a non essere mai troppo disponibili e incisivi e a voler nascondersi, piuttosto che apparire, criticare e denunciare.
Capita in ogni contesto della vita quanto ho riportato sopra. Esempio tangibili ed evidenti di quanto cadiamo facilmente in errore con noi stessi, perché, pur promettendoci ogni volta di non commettere quegli stessi identici errori poi, alla fine, cadiamo nel baratro della indifferenza o dellevitare problemi maggiori (come dire: il quieto vivere, piuttosto che il farsi nemici ovunque).
Ed è così che ci lasciamo assuefare dalle circostanze e dimentichiamo anche di regalare un pensiero a chi sta peggio di noi. Dimentichiamo di quanto sia importante una vista a chi è meno fortunato di noi; di quanto possa fare bene una carezza ad un anziano o, fosse pure per una sola volta, inventarsi uno shopping diverso, non fatto di corsie di supermercati e scale dei centri commerciali, ma corsie di un ospedale a infondere coraggio, regalare sorriso o, semplicemente, a comprendere quanto siamo fortunati NOI!
In questo ultimo periodo sono stato molto vicino alla malattia di affetti cari ed amici ed ho iniziato a comprendere sulla mia pelle di quale fortuna disponiamo ad essere ancora prediletti e privilegiati a poter scegliere dove andare cosa fare se sederci o alzarci o dove si andrà questa estate in vacanza.
Non voglio sembrare catastrofico o eccessivo, ma mi sia permesso in questa giornata che prepara alla Santa Pasqua, che in me risorga forte quel bisogno di riflettere su chi ha meno di noi, e non per questo, è destinato a subire la violenza di una malattia più feroce della sua condanna: la solitudine.
Oggi è la giornata mondiale dellacqua. Un po di anni fa ne ho fatto un editoriale che ha riscosso molti riscontri, perché sembra davvero lontano quel tempo nel quale saremo costretti ad imbracciare le armi, non per attaccare e proteggere, ma difendere i nostri confini dalle invasioni di altri popoli che si vedranno privati della prima fonte di vita lacqua e saranno obbligati a cercarne altra, in altri posti, tra altra gente ad ogni costo!
Sembra lontano, è vero ma è lontano anche quel grido di un bambino che è laggiù in Africa, solo con se stesso ed il suo destino indecoroso, e sta lanciando lultimo suo grido prima di arrendersi alla malattia, la fame, la sete e chissà cosaltro.
Ma... io voglio trasmettere a voi un messaggio di buona speranza e devo provare a farlo con la convinzione che sia ancora la buona fede e la grande speranza ad aiutarci. Che sia ancora lassoluto bisogno di essere più disponibili verso gli altri che ci aiuta a migliorarci e prolificare in altri, questo senso profondo che abbiamo dentro ad accettare, ma non subire, a mantenere forte questo equilibrio interiore che mantiene teso il filo che collega mente e cuore che ci permette di riflettere ed appassionarci ad un principio assoluto: non tutto è perduto e non ci si può interessare solo di se stessi, dimenticando di quanto si stia male a pochi metri da noi.
Pasqua per i cristiani è il compimento di un segnale preciso: che dopo la morte ci sia nuova vita. Per chi non ha questa fede nel cuore, vorrei tanto che questa giornata lo prepari al giorno di Pasqua, con la convinzione che qualsiasi cosa possiamo commettere, subire o fare cè sempre la possibilità di rimediare, correggere e migliorare perché nella vita, come nella fede o nella speranza, ci sarà sempre una Pasqua di risorgimento dentro di noi che ci farà sentire più felici se, riflettendo, ci accorgeremo che volutamente o meno, siamo riusciti a cambiare e proporci in maniera diversa e, in quanto tale, ci sentiamo rinati con un nuovo spirito, una nuova ragione, un nuovo modo di essere contenti a saperci rinati dentro.
Può essere Pasqua di risorgimento dentro al nostro cuore ogni giorno, se solo ci convinciamo che cambiare, per gli altri, è già un miracolo che regaliamo a noi stessi.
Buona Pasqua a
quanti sapranno essere misurati,
a quanti sapranno domare le impazienze,
a quanti sapranno frenare le rabbie, le invidie e le cattiverie,
a quanti sapranno comprendere lerrore e farlo diventare virtù
a quanti sapranno, ogni giorno che viene, meravigliarsi di quanto sanno risorgere
da quello che eravamo di sbagliato o di imperfetto
e stiamo provando a migliorarlo
ogni giorno di più.
Siamo nei giorni della Santa Pasqua ed è bello lanciare un messaggio di buona speranza anche in questa maniera; con questo strumento-tramite così effimero, quanto fugace, quale può essere una mail grazie alla quale, però, mi è permesso fare arrivare a te il buon messaggio di unione e solidarietà che ci unisce.
Ci conosciamo da un po, oramai, ed è bello celebrare queste occasioni importanti ripercorrendo a ritroso i tragitti che ci hanno visti cavalcare le onde di tanti mari diversi, che sono gli argomenti che abbiamo trattato fino ad oggi: su tutti mi piace ricordare quegli appelli nei riguardi dellindifferenza contro la violenza, la perdizione ed il sopruso a non essere mai troppo disponibili e incisivi e a voler nascondersi, piuttosto che apparire, criticare e denunciare.
Capita in ogni contesto della vita quanto ho riportato sopra. Esempio tangibili ed evidenti di quanto cadiamo facilmente in errore con noi stessi, perché, pur promettendoci ogni volta di non commettere quegli stessi identici errori poi, alla fine, cadiamo nel baratro della indifferenza o dellevitare problemi maggiori (come dire: il quieto vivere, piuttosto che il farsi nemici ovunque).
Ed è così che ci lasciamo assuefare dalle circostanze e dimentichiamo anche di regalare un pensiero a chi sta peggio di noi. Dimentichiamo di quanto sia importante una vista a chi è meno fortunato di noi; di quanto possa fare bene una carezza ad un anziano o, fosse pure per una sola volta, inventarsi uno shopping diverso, non fatto di corsie di supermercati e scale dei centri commerciali, ma corsie di un ospedale a infondere coraggio, regalare sorriso o, semplicemente, a comprendere quanto siamo fortunati NOI!
In questo ultimo periodo sono stato molto vicino alla malattia di affetti cari ed amici ed ho iniziato a comprendere sulla mia pelle di quale fortuna disponiamo ad essere ancora prediletti e privilegiati a poter scegliere dove andare cosa fare se sederci o alzarci o dove si andrà questa estate in vacanza.
Non voglio sembrare catastrofico o eccessivo, ma mi sia permesso in questa giornata che prepara alla Santa Pasqua, che in me risorga forte quel bisogno di riflettere su chi ha meno di noi, e non per questo, è destinato a subire la violenza di una malattia più feroce della sua condanna: la solitudine.
Oggi è la giornata mondiale dellacqua. Un po di anni fa ne ho fatto un editoriale che ha riscosso molti riscontri, perché sembra davvero lontano quel tempo nel quale saremo costretti ad imbracciare le armi, non per attaccare e proteggere, ma difendere i nostri confini dalle invasioni di altri popoli che si vedranno privati della prima fonte di vita lacqua e saranno obbligati a cercarne altra, in altri posti, tra altra gente ad ogni costo!
Sembra lontano, è vero ma è lontano anche quel grido di un bambino che è laggiù in Africa, solo con se stesso ed il suo destino indecoroso, e sta lanciando lultimo suo grido prima di arrendersi alla malattia, la fame, la sete e chissà cosaltro.
Ma... io voglio trasmettere a voi un messaggio di buona speranza e devo provare a farlo con la convinzione che sia ancora la buona fede e la grande speranza ad aiutarci. Che sia ancora lassoluto bisogno di essere più disponibili verso gli altri che ci aiuta a migliorarci e prolificare in altri, questo senso profondo che abbiamo dentro ad accettare, ma non subire, a mantenere forte questo equilibrio interiore che mantiene teso il filo che collega mente e cuore che ci permette di riflettere ed appassionarci ad un principio assoluto: non tutto è perduto e non ci si può interessare solo di se stessi, dimenticando di quanto si stia male a pochi metri da noi.
Pasqua per i cristiani è il compimento di un segnale preciso: che dopo la morte ci sia nuova vita. Per chi non ha questa fede nel cuore, vorrei tanto che questa giornata lo prepari al giorno di Pasqua, con la convinzione che qualsiasi cosa possiamo commettere, subire o fare cè sempre la possibilità di rimediare, correggere e migliorare perché nella vita, come nella fede o nella speranza, ci sarà sempre una Pasqua di risorgimento dentro di noi che ci farà sentire più felici se, riflettendo, ci accorgeremo che volutamente o meno, siamo riusciti a cambiare e proporci in maniera diversa e, in quanto tale, ci sentiamo rinati con un nuovo spirito, una nuova ragione, un nuovo modo di essere contenti a saperci rinati dentro.
Può essere Pasqua di risorgimento dentro al nostro cuore ogni giorno, se solo ci convinciamo che cambiare, per gli altri, è già un miracolo che regaliamo a noi stessi.
Buona Pasqua a
quanti sapranno essere misurati,
a quanti sapranno domare le impazienze,
a quanti sapranno frenare le rabbie, le invidie e le cattiverie,
a quanti sapranno comprendere lerrore e farlo diventare virtù
a quanti sapranno, ogni giorno che viene, meravigliarsi di quanto sanno risorgere
da quello che eravamo di sbagliato o di imperfetto
e stiamo provando a migliorarlo
ogni giorno di più.
