Ci sarebbe da parlare di questo mondo che si evolve sempre più, in maniera quasi spasmodica, tanto è frettoloso e divoratore di sorprendenti novità.
Rifletto sul ruolo che vogliono destinare agli uomini; una volta fondamentali, se non altro, a garantire la continuazione della specie ed oggi, ahimè, sempre più... degli optional non di serie e non essenziali.
Avete saputo tutti di queste sorprendenti novità da laboratorio che stanno incanalando il mondo verso le procreazioni al microscopio, dove luomo è una figura marginale e, prima o poi, destinata a diventare del tutto INUTILE e SUPERFICIALE.
Non è esasperazione o vittimismo il mio, ma sono certo che questa mia elucubrazione che vuole un giorno i figli gestiti direttamente da un laboratorio non sia così impossibile da realizzare. Sono certo che, prima o poi, ci sarà quellillustre scienziato pazzo che convocherà un bel po di giornalisti e comunicherà orgoglioso al mondo che
<<E stato creato il primo spermatozoo da laboratorio>> che si traduce nellinevitabile cartello da appiccicarci sulle spalle di noi maschi: caro uomo non servi più neanche a fare figli.
Beh, scherzi (o esasperazioni) a parte, mi auguro davvero che il mondo sia ancora un posto dove la genuinità e loriginalità sono fattori discriminanti e fantasiosi di cui possiamo e dobbiamo SEMPRE disporre.
Lidea di programmare tutto al computer (o al microscopio) può solo farci diventare MACCHINE PERFETTE senza difetti e senza cuore.
Ma non volevo parlarvi di questo oggi, ma di un evento che mi ha lasciato tanto riflettere.
E capitato poche sere fa che cè stato un black-out energetico di poco più di unora che ha mandato in tilt mezza città.
Solo 60 minuti di mancanza di energia elettrica e si è scatenato il finimondo, soprattutto tra noi divoratori di WATT, che ci siamo sentiti persi, inutili, annoiati, scontenti finiti!
Sembra che tutto ciò che ci permetta di confrontarci col mondo sia alimentato esclusivamente dalla corrente.
Non ci credete? Allora provate a immaginare cosa sarebbe un mondo senza più energia elettrica: molto più romantico, indubbiamente; ci farebbe riguadagnare valori importanti come le cene silenziose o le serate a leggere libri a lume di candela, ma poi? Per tutto il resto? Come si fa?
Come si può vivere senza televisione, il cellulare, internet, un PC, una luce che faccia compagnia nel cuore della notte, una città senza più colori, luci e luminarie di pubblicità?
Cosa sarebbe il Natale senza le luci? Cosa sarebbe il domani? Cosa saremmo noi?
Cosa ci dovremmo inventare per trascorrere il tempo?
Come potremmo frequentare le persone che ci vivono lontano?
Come si potrebbe credere di sopravvivere a tutto questo scurore infelice?
Mentre sto scrivendo queste cose, provo ad immaginare il dramma che si vivrebbe nelloscurità, e non è che abbia tanti argomenti per rincuorarmi.
Non siamo preparati ad affrontare questa tragedia e la sola idea di non saper porre un rimedio ci fa stare ancora più male perché impotenti e NEL BUIO!
Un popolo un esercito una città il mondo se non avesse acqua a sufficienza e luce per alimentare le proprie aspirazioni e felicità sarebbe spento, perso, vuoto finito in un niente.
Però, in mezzo a questo scenario triste e buio, una cosa forse la guadagneremmo: ci si starebbe di più in casa e si riguadagnerebbe qualche valore assoluto e troppo spesso lasciato in cantina, perché superato o antico da medioevo.
Pensate a stare senza luce in casa: si potrebbe riuscire a parlare senza dover competere con la televisione o le mille altre elettriche distrazioni e soprattutto, potremmo fare tanti figli ed evitare che scienziati e menti eccelse si scervellassero per regalarci notizie straordinarie da laboratorio che, anche se ce le raccontano mentre ovunque intorno a noi cè LUCE ed energia procurano tanto BUIO dentro al cuore.
Rifletto sul ruolo che vogliono destinare agli uomini; una volta fondamentali, se non altro, a garantire la continuazione della specie ed oggi, ahimè, sempre più... degli optional non di serie e non essenziali.
Avete saputo tutti di queste sorprendenti novità da laboratorio che stanno incanalando il mondo verso le procreazioni al microscopio, dove luomo è una figura marginale e, prima o poi, destinata a diventare del tutto INUTILE e SUPERFICIALE.
Non è esasperazione o vittimismo il mio, ma sono certo che questa mia elucubrazione che vuole un giorno i figli gestiti direttamente da un laboratorio non sia così impossibile da realizzare. Sono certo che, prima o poi, ci sarà quellillustre scienziato pazzo che convocherà un bel po di giornalisti e comunicherà orgoglioso al mondo che
<<E stato creato il primo spermatozoo da laboratorio>> che si traduce nellinevitabile cartello da appiccicarci sulle spalle di noi maschi: caro uomo non servi più neanche a fare figli.
Beh, scherzi (o esasperazioni) a parte, mi auguro davvero che il mondo sia ancora un posto dove la genuinità e loriginalità sono fattori discriminanti e fantasiosi di cui possiamo e dobbiamo SEMPRE disporre.
Lidea di programmare tutto al computer (o al microscopio) può solo farci diventare MACCHINE PERFETTE senza difetti e senza cuore.
Ma non volevo parlarvi di questo oggi, ma di un evento che mi ha lasciato tanto riflettere.
E capitato poche sere fa che cè stato un black-out energetico di poco più di unora che ha mandato in tilt mezza città.
Solo 60 minuti di mancanza di energia elettrica e si è scatenato il finimondo, soprattutto tra noi divoratori di WATT, che ci siamo sentiti persi, inutili, annoiati, scontenti finiti!
Sembra che tutto ciò che ci permetta di confrontarci col mondo sia alimentato esclusivamente dalla corrente.
Non ci credete? Allora provate a immaginare cosa sarebbe un mondo senza più energia elettrica: molto più romantico, indubbiamente; ci farebbe riguadagnare valori importanti come le cene silenziose o le serate a leggere libri a lume di candela, ma poi? Per tutto il resto? Come si fa?
Come si può vivere senza televisione, il cellulare, internet, un PC, una luce che faccia compagnia nel cuore della notte, una città senza più colori, luci e luminarie di pubblicità?
Cosa sarebbe il Natale senza le luci? Cosa sarebbe il domani? Cosa saremmo noi?
Cosa ci dovremmo inventare per trascorrere il tempo?
Come potremmo frequentare le persone che ci vivono lontano?
Come si potrebbe credere di sopravvivere a tutto questo scurore infelice?
Mentre sto scrivendo queste cose, provo ad immaginare il dramma che si vivrebbe nelloscurità, e non è che abbia tanti argomenti per rincuorarmi.
Non siamo preparati ad affrontare questa tragedia e la sola idea di non saper porre un rimedio ci fa stare ancora più male perché impotenti e NEL BUIO!
Un popolo un esercito una città il mondo se non avesse acqua a sufficienza e luce per alimentare le proprie aspirazioni e felicità sarebbe spento, perso, vuoto finito in un niente.
Però, in mezzo a questo scenario triste e buio, una cosa forse la guadagneremmo: ci si starebbe di più in casa e si riguadagnerebbe qualche valore assoluto e troppo spesso lasciato in cantina, perché superato o antico da medioevo.
Pensate a stare senza luce in casa: si potrebbe riuscire a parlare senza dover competere con la televisione o le mille altre elettriche distrazioni e soprattutto, potremmo fare tanti figli ed evitare che scienziati e menti eccelse si scervellassero per regalarci notizie straordinarie da laboratorio che, anche se ce le raccontano mentre ovunque intorno a noi cè LUCE ed energia procurano tanto BUIO dentro al cuore.

