-editoriale tratto dalla mailing del 10/01/03-
LA SOLITUDINE . questa paura di parlare
Leggevo un articolo su una rivista dove veniva analizzato il nuovo male sociale del secolo: la solitudine!
Sostanzialmente ne esistono due forme: quella per la quale ci si sente soli ed unaltra nella quale ci accorgiamo di essere soli.
Due condizioni -di natura sociale lesser soli ed emotiva il sentirsi soli- che determinano, comunque, uno unico e identico disagio esistenziale: la tristezza del pensiero!
Nella maggior parte dei casi lessere umano si ritrova a combattere antiche paure che germogliano nella propria mente, in modo del tutto indomabile, come vere e proprie fisime. Figlie legittime dellinsoddisfazione e linsopportabilità ad accettare quello che si vive attorno in modo stanco e avvilente.
A chi, non è mai capitato di ritrovarsi al centro di una piazza affollata, bistrattati dai continui spintoni ed infastiditi da un vociare confusionario di sottofondo e sentirci, comunque, vuoti dentro?
Quella sensazione emozionale di sperdimento che ci avvolge non è altro che un sentirci SOLI al mondo, estraniati da tutto laltro che ci vive attorno, perché cosi vuole la nostra mente!
E quante altre volte, ci siamo dovuti ricredere, per lincetta insopportabile di disilluse aspettative, quando credevamo di poter contare sullapporto di altra gente, per provare a vincere gli affanni della vita mentre invece, sconsolatamente, ci accorgiamo di essere da soli a compiangerci? Quella è la condizione sociale in cui il saperci SOLI ci fa sentire ancora più indifesi.
SAPERCI e SENTIRCI SOLI i due poli opposti di una stessa carenza: la tristezza dellanima che, in entrambi i casi, scatena la malinconia nella quale affondiamo mente, corpo e cuore!
Da quel costante disagio, al passaggio successivo, di farci del male fisco, ci vuole davvero poco: si praticano le strade meno sicure e basta un niente per ritrovarsi avvinghiati dalle morse dellalcool, della droga, dellabbandono degli affetti familiari, il distacco delle sane abitudini e tanto altro ancora, e tutto questo solo per cercare di sfuggire alla NOIA della solitudine!
Ascolto spesso amiche che si sfogano con me, raccontandomi i chiaroscuri del proprio vivere, segnati da una vita insoddisfatta e desolante: moglie e madre perfetta, sempre puntuale a svolgere i ruoli di competenza, ma afflitta dalla consapevolezza di non essere mai il centro esatto di un improvviso mutamento. Casa, lavoro, figli, marito, cena da preparare, letti da rifare e poi? Niente altro!
Per le grandi emozioni resta solo la trasposiz
LA SOLITUDINE . questa paura di parlare
Leggevo un articolo su una rivista dove veniva analizzato il nuovo male sociale del secolo: la solitudine!
Sostanzialmente ne esistono due forme: quella per la quale ci si sente soli ed unaltra nella quale ci accorgiamo di essere soli.
Due condizioni -di natura sociale lesser soli ed emotiva il sentirsi soli- che determinano, comunque, uno unico e identico disagio esistenziale: la tristezza del pensiero!
Nella maggior parte dei casi lessere umano si ritrova a combattere antiche paure che germogliano nella propria mente, in modo del tutto indomabile, come vere e proprie fisime. Figlie legittime dellinsoddisfazione e linsopportabilità ad accettare quello che si vive attorno in modo stanco e avvilente.
A chi, non è mai capitato di ritrovarsi al centro di una piazza affollata, bistrattati dai continui spintoni ed infastiditi da un vociare confusionario di sottofondo e sentirci, comunque, vuoti dentro?
Quella sensazione emozionale di sperdimento che ci avvolge non è altro che un sentirci SOLI al mondo, estraniati da tutto laltro che ci vive attorno, perché cosi vuole la nostra mente!
E quante altre volte, ci siamo dovuti ricredere, per lincetta insopportabile di disilluse aspettative, quando credevamo di poter contare sullapporto di altra gente, per provare a vincere gli affanni della vita mentre invece, sconsolatamente, ci accorgiamo di essere da soli a compiangerci? Quella è la condizione sociale in cui il saperci SOLI ci fa sentire ancora più indifesi.
SAPERCI e SENTIRCI SOLI i due poli opposti di una stessa carenza: la tristezza dellanima che, in entrambi i casi, scatena la malinconia nella quale affondiamo mente, corpo e cuore!
Da quel costante disagio, al passaggio successivo, di farci del male fisco, ci vuole davvero poco: si praticano le strade meno sicure e basta un niente per ritrovarsi avvinghiati dalle morse dellalcool, della droga, dellabbandono degli affetti familiari, il distacco delle sane abitudini e tanto altro ancora, e tutto questo solo per cercare di sfuggire alla NOIA della solitudine!
Ascolto spesso amiche che si sfogano con me, raccontandomi i chiaroscuri del proprio vivere, segnati da una vita insoddisfatta e desolante: moglie e madre perfetta, sempre puntuale a svolgere i ruoli di competenza, ma afflitta dalla consapevolezza di non essere mai il centro esatto di un improvviso mutamento. Casa, lavoro, figli, marito, cena da preparare, letti da rifare e poi? Niente altro!
Per le grandi emozioni resta solo la trasposiz
[lo snapshot dell'Archive si interrompe qui: il messaggio e' incompleto]
