Dopo un po di assenza torno con un editoriale che, da frequenza settimanale, sta diventando appuntamento mensile, ma
mi saprò rifare col tempo (promesso!)
Oggi voglio riflettere con voi su una percentuale che è stata riportata qualche giorno fa su molti quotidiani. Si parla dellamore e del suo lato più estremo e senza limiti.
Pensate che, il 35% delle donne che ha denunciato di subire violenze fra le proprie mura domestiche dal proprio uomo, ammette di essere stata consenziente.
Praticamente, per dirla con brutalità: queste donne si immolano a vittime sacrificali della ferocia dei propri innamorati solo per amore.
E assurdo, eppure è così.
Sono a migliaia le storie che restano rinchiuse fra quattro mura. Sono allordine del giorno grida e pianti strazianti di povere donne che subiscono la crudeltà inaudita di uomini (se così si può chiamarli) che hanno bisogno di sfogare i propri istinti repressi, le proprie delusioni, le angherie, i soprusi e le ingiustizie subite da altri con atti di assoluta ferocia e cattiveria codarda.
E loro queste compagne damore, povere vittime accomodanti, subiscono in silenzio perché è normale per loro rivestire quel ruolo; lo impone lamore che hanno per quelluomo, lo pretende il ruolo che hanno scelto di interpretare: subire, tacere e sperare che passi in fretta quellonda anomala di malvagità e bestialità sul loro corpo.
E fa riflettere la lettura di molte confessioni che hanno in comune un dato inconfondibile: in quelle circostanze le parole, i consigli e le critiche del mondo intorno non servono, non aiutano, non liberano. Anzi.. deprimono ed opprimono di più!
Non basta gridare di smetterla, o sperare che quelluomo cambi per divina provvidenza o scrupolo di remissione. Non è sufficiente denunciare, se poi non sai dove andare. Non può servire intimare ed intimidire se la tua fuga sgretolerebbe famiglie e disorienterebbe figli.
Insomma non bastano le parole per scappare o cambiare.
Allora, tanto vale svolgerlo fino in fondo quel ruolo di sacrificio. Ci si convince che è nel loro dovere subire cattiverie, violenze e botte inaudite, tanto poi passerà e tornerà la calma tutto intorno.
Non so trovare un finale ad effetto od una morale che possa lenire le sofferenze silenziose o proiettare alla buona speranza queste povere donne.
Questa volta non ci riesco! Perché quella violenza senza senso e timore è la stessa che porta un padre a violentare una figlia è la stessa che porta ad ammazzare un familiare è la stessa che fa massacrare di botte la propria moglie ed i propri figli è la stessa che ci fa disgustare ed arrabbiare, ma che quotidianamente continua a ripetersi in tante, troppe case del mondo.
VI confido di non avere parole per completare questo editoriale, ma solo una piccola speranza che voglio credere arrivi fino al buon Dio affinché sappia regalare forza e coraggio a sempre più donne, bambini e vittime di ogni sesso ed età perché si decidano a ribellarsi, fuggire da quel ricatto damore e raccontare da cosa sono scappati e cosa hanno dovuto subire, per diventare esempio, movimento da seguire e speranza da inseguire per tante altre vittime silenziose che si sentono solo un inevitabile sacrificio damore da rispettare e subire!
Oggi voglio riflettere con voi su una percentuale che è stata riportata qualche giorno fa su molti quotidiani. Si parla dellamore e del suo lato più estremo e senza limiti.
Pensate che, il 35% delle donne che ha denunciato di subire violenze fra le proprie mura domestiche dal proprio uomo, ammette di essere stata consenziente.
Praticamente, per dirla con brutalità: queste donne si immolano a vittime sacrificali della ferocia dei propri innamorati solo per amore.
E assurdo, eppure è così.
Sono a migliaia le storie che restano rinchiuse fra quattro mura. Sono allordine del giorno grida e pianti strazianti di povere donne che subiscono la crudeltà inaudita di uomini (se così si può chiamarli) che hanno bisogno di sfogare i propri istinti repressi, le proprie delusioni, le angherie, i soprusi e le ingiustizie subite da altri con atti di assoluta ferocia e cattiveria codarda.
E loro queste compagne damore, povere vittime accomodanti, subiscono in silenzio perché è normale per loro rivestire quel ruolo; lo impone lamore che hanno per quelluomo, lo pretende il ruolo che hanno scelto di interpretare: subire, tacere e sperare che passi in fretta quellonda anomala di malvagità e bestialità sul loro corpo.
E fa riflettere la lettura di molte confessioni che hanno in comune un dato inconfondibile: in quelle circostanze le parole, i consigli e le critiche del mondo intorno non servono, non aiutano, non liberano. Anzi.. deprimono ed opprimono di più!
Non basta gridare di smetterla, o sperare che quelluomo cambi per divina provvidenza o scrupolo di remissione. Non è sufficiente denunciare, se poi non sai dove andare. Non può servire intimare ed intimidire se la tua fuga sgretolerebbe famiglie e disorienterebbe figli.
Insomma non bastano le parole per scappare o cambiare.
Allora, tanto vale svolgerlo fino in fondo quel ruolo di sacrificio. Ci si convince che è nel loro dovere subire cattiverie, violenze e botte inaudite, tanto poi passerà e tornerà la calma tutto intorno.
Non so trovare un finale ad effetto od una morale che possa lenire le sofferenze silenziose o proiettare alla buona speranza queste povere donne.
Questa volta non ci riesco! Perché quella violenza senza senso e timore è la stessa che porta un padre a violentare una figlia è la stessa che porta ad ammazzare un familiare è la stessa che fa massacrare di botte la propria moglie ed i propri figli è la stessa che ci fa disgustare ed arrabbiare, ma che quotidianamente continua a ripetersi in tante, troppe case del mondo.
VI confido di non avere parole per completare questo editoriale, ma solo una piccola speranza che voglio credere arrivi fino al buon Dio affinché sappia regalare forza e coraggio a sempre più donne, bambini e vittime di ogni sesso ed età perché si decidano a ribellarsi, fuggire da quel ricatto damore e raccontare da cosa sono scappati e cosa hanno dovuto subire, per diventare esempio, movimento da seguire e speranza da inseguire per tante altre vittime silenziose che si sentono solo un inevitabile sacrificio damore da rispettare e subire!
