Con un amico, giorni fa, si è affrontato uno di quei discorsi “inutili e insensati”, (da perdita di tempo, per intenderci) che però mi ha fatto tanto riflettere.
Si è “favolato” sull’ipotesi che, per una strana combinazione chimica, o per la genialità di chissà quale fantomatico scienziato, il genere umano da domani mattina non debba più preoccuparsi di… MORIRE!
Immaginate se, tra le tante scoperte, evoluzioni e stratagemmi che si susseguono quotidianamente, domani al telegiornale venisse data la notizia che: “è stato individuato un nuovo sorprendente gene che permetta la VITA ETERNA”
Che genialità, vero? INSOMMA!!!
Ma… dove andremmo a finire? (Inteso proprio come spazio esistenziale) se nessuno più morisse?
Sarebbe una vera e propria lotta per la sopravivenza, se da domani non si muore più sulla terra. Una battaglia di conquista e difesa del proprio spazio necessario e vitale.
Ci toccherebbe esiliare chissà dove, perché lo spazio sulla terra, ben presto, sarebbe tutto esaurito. Ci ritroveremmo emigranti interplanetari e non più dell’Italia.
Praticamente: profughi… dal mondo.
Avremmo bisogno della Luna, e di chissà quanti altri pianeti e… forse, neppure basterebbe, come spazio infinito, l’Universo per contenerci tutti, tra cent’anni.
Dio mio!!! Pensando solo al traffico autostradale che oggi subiamo nelle grandi città (tipo Napoli, Roma, Milano, e chi più ne ha più ne metta) mi immagino che fini faremmo e… dove andremmo a parcheggiare la macchina!!!
Ma… cercando di essere più seri, tenendo però in considerazione questa “assurdità” alla quale potremmo anche abituarci un giorno lontano, provate a immaginare per un istante se noi fossimo gli unici depositari fortunati di questa “primizia da vita eterna”?
Che so… uscire di casa e imbatterci in un bel genio da favola o in chissà quale mistura malefica da bere tutto d’un sorso per ritrovarci ad essere…. IMMORTALI.
Bella idea, ma… non so fino a che punto ci piacerebbe questa occasione unica ed irripetibile. Non sono certo che tutti siano disposti e disponibili ad accettare l’offerta speciale.
Dite di no? Ma, come potremmo resistere ad un mondo che cambia, si evolve, si trasforma continuamente con noi che, invece… restiamo sempre gli stessi? Tutto attorno si trasforma… tranne che NOI!
Non c’è da restarsene tanto allegri e frizzanti dinanzi ad una simile prospettiva. L’immaginare cosa sarebbe per noi il resistere al tempo, che scorre inesorabile, ed assistere impotenti a distacchi inevitabili dei nostri cari, dei nostri ricordi, delle nostre cose!
Ma come si resiste all’affronto che può regalare una morte irrimediabile? Perdere la propria donna, i genitori i… figli?!
(tra tutti i dolori, quello di assistere al funerale di un figlio, credo sia la prova più lancinante che un uomo possa mai subire.)
Mentre scrivo, ritorna alla memoria quel grande romanzo di Stephen King (il miglio verde) dove il protagonista gode di questa rarità divina di… vedere il tempo che passa, lasciarsi dietro ogni cosa del passato, assistere a morti e separazioni definitive e… restare sempre lì, al mondo, vivo e vegeto, in attesa della morte... come una liberazione.
Ad un punto del racconto, anche il fortunato prediletto, in una amara riflessione, considera che l’essere stato premiato con la “vita eterna”… non è una dote, ma una condanna!
Bene cari amici, era da un po’ che non scrivevo… spero che questo mio ritorno sia apprezzato per il piacere di leggere qualcosa di leggero, meno violento, politico e duro di quanto si propone in giro ultimamente.
In fondo abbiamo bisogno anche di attimi di irrealtà per cercare di resistere e ambire, non tanto ad una vita eterna ma, quanto meno… che duri il più a lungo possibile!
A tutti gli innamorati… un augurio sincero di “amore eterno” per tutti quanti i loro amori della VITA.
Gianco (www.cuorinellatormenta.it)
Si è “favolato” sull’ipotesi che, per una strana combinazione chimica, o per la genialità di chissà quale fantomatico scienziato, il genere umano da domani mattina non debba più preoccuparsi di… MORIRE!
Immaginate se, tra le tante scoperte, evoluzioni e stratagemmi che si susseguono quotidianamente, domani al telegiornale venisse data la notizia che: “è stato individuato un nuovo sorprendente gene che permetta la VITA ETERNA”
Che genialità, vero? INSOMMA!!!
Ma… dove andremmo a finire? (Inteso proprio come spazio esistenziale) se nessuno più morisse?
Sarebbe una vera e propria lotta per la sopravivenza, se da domani non si muore più sulla terra. Una battaglia di conquista e difesa del proprio spazio necessario e vitale.
Ci toccherebbe esiliare chissà dove, perché lo spazio sulla terra, ben presto, sarebbe tutto esaurito. Ci ritroveremmo emigranti interplanetari e non più dell’Italia.
Praticamente: profughi… dal mondo.
Avremmo bisogno della Luna, e di chissà quanti altri pianeti e… forse, neppure basterebbe, come spazio infinito, l’Universo per contenerci tutti, tra cent’anni.
Dio mio!!! Pensando solo al traffico autostradale che oggi subiamo nelle grandi città (tipo Napoli, Roma, Milano, e chi più ne ha più ne metta) mi immagino che fini faremmo e… dove andremmo a parcheggiare la macchina!!!
Ma… cercando di essere più seri, tenendo però in considerazione questa “assurdità” alla quale potremmo anche abituarci un giorno lontano, provate a immaginare per un istante se noi fossimo gli unici depositari fortunati di questa “primizia da vita eterna”?
Che so… uscire di casa e imbatterci in un bel genio da favola o in chissà quale mistura malefica da bere tutto d’un sorso per ritrovarci ad essere…. IMMORTALI.
Bella idea, ma… non so fino a che punto ci piacerebbe questa occasione unica ed irripetibile. Non sono certo che tutti siano disposti e disponibili ad accettare l’offerta speciale.
Dite di no? Ma, come potremmo resistere ad un mondo che cambia, si evolve, si trasforma continuamente con noi che, invece… restiamo sempre gli stessi? Tutto attorno si trasforma… tranne che NOI!
Non c’è da restarsene tanto allegri e frizzanti dinanzi ad una simile prospettiva. L’immaginare cosa sarebbe per noi il resistere al tempo, che scorre inesorabile, ed assistere impotenti a distacchi inevitabili dei nostri cari, dei nostri ricordi, delle nostre cose!
Ma come si resiste all’affronto che può regalare una morte irrimediabile? Perdere la propria donna, i genitori i… figli?!
(tra tutti i dolori, quello di assistere al funerale di un figlio, credo sia la prova più lancinante che un uomo possa mai subire.)
Mentre scrivo, ritorna alla memoria quel grande romanzo di Stephen King (il miglio verde) dove il protagonista gode di questa rarità divina di… vedere il tempo che passa, lasciarsi dietro ogni cosa del passato, assistere a morti e separazioni definitive e… restare sempre lì, al mondo, vivo e vegeto, in attesa della morte... come una liberazione.
Ad un punto del racconto, anche il fortunato prediletto, in una amara riflessione, considera che l’essere stato premiato con la “vita eterna”… non è una dote, ma una condanna!
Bene cari amici, era da un po’ che non scrivevo… spero che questo mio ritorno sia apprezzato per il piacere di leggere qualcosa di leggero, meno violento, politico e duro di quanto si propone in giro ultimamente.
In fondo abbiamo bisogno anche di attimi di irrealtà per cercare di resistere e ambire, non tanto ad una vita eterna ma, quanto meno… che duri il più a lungo possibile!
A tutti gli innamorati… un augurio sincero di “amore eterno” per tutti quanti i loro amori della VITA.
Gianco (www.cuorinellatormenta.it)
