Un film in 3D. Buio in sala
Braxton Bragg · 17/06/2007 07:58 · #1(I post di un 3D possono essere adatti ad accogliere per intero un film, una trama, un intero, diciamo, soggetto del film? Probabilmente no.
Magari, dividendo la storia in scene?
Non saprei. Vorrei provarci. Buona visione.)
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La porta delle nuvole
Oscurità totale.Tre colpi fortissimi. Poi una luce accecante...
Un bambino cinese entra in una baracca; reca un vassoio con del cibo fumante, svegliando una persona (ferita?), avvolta in una coperta ornata dal disegno di un inestricabile nodo piano; le dita bendate di questa persona erano contratte, nel sonno agitato, su un quaderno nero. Il quaderno viene aperto. All'inizio d'una pagina fittamente scritta vediamo una data: 18 Marzo 1923
Vediamo ora la data mentre viene posta al principio della pagina ancora bianca: la scrive sul quaderno, nella stessa baracca scossa dal vento, un uomo di circa trent'anni, chiuso in una giubba di cuoio. Soppesa campioni di minerale, compilando un registro di saggiatura.
Grida e schianti giungono dallesterno, precedendo l'irrompere nella baracca di un minatore dalle fattezze mongoliche, coperto di polvere; gutturale, concitato, allarmato, dice qualcosa indicando l'esterno. L'uomo con la giubba ascolta, s'acciglia, prende una pistola e segue il minatore.
Fuori è quasi notte ed il cielo è come striato di sangue. Sferzati da una bufera di polvere, i due attraversano la spianata del cantiere; scendono nel cuore oscuro di una miniera, attraverso stretti cunicoli le cui pareti traboccano di infiniti millepiedi, fino ad una galleria a gomito, in fondo alla quale attoniti e massicci minatori mongolici, dai corpi impolverati rigati dal sudore, coperti solo da uno straccio, attendono appoggiati ai picconi.
All'arrivo dei due si limitano ad abbassare lo sguardo. Dietro di loro si scorge un'apertura nella parete della miniera, da cui promana una tenue luminosità verdastra...
(segue)
Braxton Bragg · 17/06/2007 22:33 · #2…una tenue luminosità verdastra.
I due si affacciano all’apertura: gli scavi hanno scoperto una monumentale sala piena di alte e nere strutture, scuri scaffali colmi di libri, giornali, registri. In fondo alla sala si scorge l’entrata ad un'altra sala. L'uomo con la giubba ed il minatore osservano alcuni particolari: la sala sta sotto strati geologici contenenti ammoniti fossili, perciò dovrebbe essere vecchia di milioni di anni.
La sala non ha accessi dall'alto; chi l'ha costruita come diavolo poteva arrivare dal basso?
I muri sembrano così antichi da essere come fusi col terreno intorno.
I due uomini osservano uno dei giornali estratti dalla sala: è lo "Shanghai Times"; parla di una invasione giapponese della Manciuria, della presa di Pechino da parte di un generale sconosciuto; i due uomini si guardano attoniti; non hanno mai sentito parlare di quei fatti. L’uomo con la giubba di cuoio ha un motto di stizza. Indica al minatore un particolare del giornale: la data.
E' la data di un giorno futuro; mancano dieci anni a quel giorno…
(segue)
Braxton Bragg · 18/06/2007 21:42 · #3Nuvole bianche in un cielo immenso, sull’infinita steppa.
Un camion arriva alla miniera. Scortato da alcuni soldati cinesi, un elegante europeo viene accolto là da una ragazza di circa 27 anni, che si presenta semplicemente col nome di Yelena Nicolaj’evna, contabile e chimico; infagottata in abiti maschili, è indubbiamente bella.
Peccato abbia spesse lenti da miope.
L’europeo si chiama Michele D’Agnolo, ingegnere della "Società anonima per le estrazioni", compagnia titolare della miniera. Si dimostra stupito dalla presenza là in Manciuria di Yelena, docente Russa di chiara fama. Veniamo a sapere che questa è la prima donna ad aver avuto una cattedra universitaria di chimica, a San Pietroburgo; veniva creduta scomparsa durante la rivoluzione.
Yelena spiega all’incuriosito D’Agnolo l’origine del nome del luogo ove sta pressoché nascosta; " La porta delle nuvole": è l’antico nome di un passo là vicino, quasi sempre immerso nelle basse nubi.
D’Agnolo è giunto là con lo scopo di....
Braxton Bragg · 19/06/2007 21:47 · #4D’Agnolo è giunto là con lo scopo di rilevare il direttore dei lavori, Francesco Scuso. Questi è l’uomo con la giubba di cuoio già incontrato.
Nella baracca di Yelena, D’Agnolo comunica a Scuso che si è deciso di richiamarlo in Italia.
Nasce un alterco tra i due. Veniamo a sapere che la zona di prospezione mineraria è ricchissima d' argento, piombo, zinco, carbone; cinque miniere attendono solo di essere poste in produzione. Un intera città di minatori nascerà. Il mercato del piombo e dell'argento cambieranno in tutta l’asia…
Quando la compagnia diede ordine di liquidare le miniere, o proseguire a proprie spese, nota Scuso inviperito, Lui rilevò in proprio le onerose concessioni minerarie; Lui portò a termine le prospezioni. Ora che l’argento deve solo essere estratto, ora che la ricchezza è a portata di mano, vogliono estrometterlo? Bhe’, là comanda lui. Detto questo Scuso abbandona la baracca. D’agnolo è costernato; parla di un grosso equivoco.
Yelena racconta all’europeo cosa, tempo addietro, Scuso fece per la compagnia…
Con la voce fuori campo della donna sfuma anche l’immagine del presente, e le parole rievocano una mattina di alcuni anni prima…
… Giorno di paga al sito n°5. I minatori sfilano davanti ad un giovane Scuso, ritirando il denaro, quando dietro una baracca risuona, inatteso, un nitrito. Scuso alza lo sguardo dal libro paga, sorpreso. Due fucili sono puntati su di lui…
Essential · 20/06/2007 17:23 · #5Scusa ma non ho capito, lo stai inventando? Oppure esiste?
Nle primo caso, beh mi intrippa continua

nel secondo: che titolo ha che me lo procuro???

Braxton Bragg · 20/06/2007 18:22 · #6(To play in inglese significa recitare, suonare, giocare, ed altre cose ancora; il 3D vorrebbe appunto essere un gioco, la cui singolarità sarebbe proprio, col 90% di probabilità, nel non sapere da dove venga, e soprattutto dove vada, la trama...)
"Io come girerei questo film?Che immagini gli darei?"
Ciascuno ha un proprio immaginario cinematografico; proviamo, per gioco, a ripercorrerlo?

Braxton Bragg · 21/06/2007 11:54 · #7Banditi mongolici, su bassi cavalli dalle zampe fasciate, spianano le armi. Rapinano le paghe dei minatori, lasciando un giovane Scuso a terra come morto per le percosse, accanto al cadavere di un minatore, meno fortunato nel ricevere i colpi. Con la cassa delle miniere è andata via la possibilità di continuare le prospezioni.
Andati via i banditi, Scuso si trascina fino alla baracca e ne esce con un fucile. Scompare zoppicante, stravolto, ridicolo, dietro ai banditi. I minatori fuggono in miniera, temendo la vendetta dei rapinatori. Sarà invece Scuso a tornare, la notte, con la sacca del denaro ed i fucili dei banditi)…
D’Agnolo china il capo; prega Yelena di portare due lettere a Scuso.
Questi, nella sua baracca,legge: la prima è una lettera d’amore della giovane moglie, rimasta in Italia col bimbo. La seconda è una congrua offerta ufficiale della compagnia: Scuso non viene rimosso ma promosso alla direzione della miniera più importante della compagnia, in Italia; i suoi investimenti vengono riconosciuti, i suoi diritti di estrazione verrebbero corrisposti in azioni della società; i suoi brillantissimi studi di prospezione schiudono per lui la strada verso la poltrona di amministratore delegato. E’ più di quanto sperasse. E’ il suo sogno. Scuso chiama D’agnolo nella propria baracca ed i due cominciano a contrattare…
Braxton Bragg · 22/06/2007 18:16 · #8…La trattativa è quasi completata. Scuso chiede tuttavia per sé la proprietà della Miniera n°5, irritando D’Agnolo: un valente alleato è desiderabile, nota questi, un ricco concorrente no.
D’Agnolo domanda perché proprio la miniera n°5, quella che si trova sotto di loro. Scuso, a malincuore, spiega che quella miniera ha alcune stranezze. Racconta, pressochè certo di non essere creduto, delle sale piene di testi. Esistono inoltre, riferisce titubante, delle sale vuote di scritti, nelle quali la luce che promana da quelle strane fiale verdastre vacilla, sul cui pavimento si distende una polvere densa e pesante, forse prodotta dal lento disfacimento di strutture (ormai vuote) che presumibilmente sorreggevano delle scritture. E’ una polvere densa come olio e cosi’ coerente da inghiottire in pochi istanti le impronte dei passi.
La polvere, per qualche fenomeno singolare, si ferma, descrivendo una riga perfetta, sulla soglia delle stanze dove si trovi anche solo un libro…
Scuso racconta a D’Agnolo un fatto, fingendo che sia accaduto ad un suo minatore…
(In una delle sale della polvere, Scuso posa un ginocchio per terra. Chissà… forse da quella polvere, borbotta, si può ricavare un lubrificante per alte temperature… Incuriosito raccoglie una manciata di polvere; è densa e incredibilmente pesante. La osserva; nel fluire via dal pugno forma una strana aura iridescente…
I suoi occhi si riempono di stupore. Si sorprende ad esclamare :
" Ma come ho potuto non capire…?"
Adesso tutto gli è maledettamente chiaro…
(segue)
Braxton Bragg · 23/06/2007 22:30 · #9…Tutto diventa straordinariamente chiaro, in quell’istante. E’ come se da davanti ai suoi occhi volasse via un velo.
Che ha fatto della sua vita? Si è infilato, entusiasta, in un tunnell di lavoro e fatica dal quale uscirà vecchio, spezzato. Rivedrà i genitori? E la moglie, costretta ad un’artificiale vedovanza? Il figlio? Nato quando lui era in viaggio per la miniera… Sarà un estraneo? L’intera vita, istante dopo istante, gli si affolla nella mente. La polvere fluisce dal pugno, e Scuso vaga nel labirinto dei suoi ricordi, improvvisamente evidenti, vividi e spessi, come rivissuti in quel momento. Cerca una via d’uscita, senza trovarla, nel caleidoscopio di istanti. Una notte di gelo e miriadi di stelle. Le onde del mare. La bocca di una donna. Il bambino, davanti al grano maturo, al crepuscolo, il soldato che corre chino sul declivio, e che alza lo sguardo sorpreso, quando il bengala illumina la notte, la ragazza bruna che sale la gradinata, l’acqua trasparente della riva, sono ora? Sono il passato?
Scuso si smarrisce: l’uomo che osserva la polvere fluire dalla mano, è un bizzarro sogno dell'adolescente che sonnecchia sull’amaca del giardino, con un libro in mano, nella sera d’estate?
(segue)
Braxton Bragg · 24/06/2007 23:28 · #10Quel campo di grano maturo, è lo stesso luogo riarso dove, ormai giovanotto, vede costruire una casa?
E tutti i "Deja Vue" della sua vita… l’impressione inafferrabile di avere già vissuto quei momenti… proveniva dal loro essere dei ricordi? Ha già vissuto anche quel momento singolare che ingloba tutti gli istanti, in una sala sotterranea, oscura e polverosa?
Quel tempo insieme denso ed evanescente, quella sensazione di vedere la vita, calda e palpitante, sfuggire negli istanti impiegati dalla polvere a vuotare il pugno, straziano Scuso.
Vergognandosi della propria debolezza, Scuso tace all’interlocutore di essersi sentito salvare, strappare via dalla polvere infernale di quel sotterraneo, da una mano femminile: l’intatto ricordo della prima volta in cui, bambino, venne posto sull’altalena dalla madre; ingenuamente il bimbo credette di volare. E’ l’unico istante di vera felicità.
Mentre la polvere fluiva dal pugno, ha rivissuto l’intera vita. Ora sa cos’ha perduto...
Scuso, terminato il racconto, conclude; desidera che nessuno più provi quella tortura, che lui attribuisce alla polvere; ecco perché chiede la miniera n° 5; per chiuderla, cancellarla. Guarda D’Agnolo, convinto di non essere creduto. Questi, invece, ha una spiegazione per ogni cosa…
(segue)
Braxton Bragg · 25/06/2007 17:55 · #11D’Agnolo ha una spiegazione per ogni cosa…
La polvere? E’ un particolare sale di piombo, tossico e allucinogeno; si forma in certe condizioni di scarsa umidità. Scuso é fortunato ad essere ancora vivo. Le grandi sale? Sono un’antica sepoltura imperiale; i testi sono il prodotto di una centrale segreta di propaganda tedesca, fino allora non localizzata; la data futura? Un banale errore nelle bozze.
Notizie false erano corse negli anni della guerra, propalate per produrre conseguenze autentiche.
Le miniere in effetti vennero rilevata dagli italiani quando una compagnia tedesca, in difficoltà finanziarie, decise di liquidare le concessioni in Manciuria. La presenza della polvere rende la miniera non praticabile, ne azzera il valore commerciale; se Scuso vuol chiuderla, D’Agnolo non si oppone.
Non rimane che far ratificare gli accordi raggiunti, nota D’Agnolo. Occorrerà telegrafare in Italia, per verificare l’assenso del consiglio d’amministrazione; quindi bisogna scendere in città, e da li partire immediatamente per l'Europa...
(segue)
Braxton Bragg · 26/06/2007 18:20 · #12..partire immediatamente, prima che i rivali di Scuso trovino un modo per fermarne la nomina…
D’agnolo ha una prenotazione sul vapore "Città di Bristol". La cederà a Scuso. Tutto si potrà fare la mattina dopo, convengono i due uomini; ormai è notte ed occorre riposare in vista del viaggio.
Scuso si reca da Yelena e la prega di prelevare certi registri dalla miniera n°2 e portarli là, al sito n°5. Che vada la notte stessa: è molto urgente. Andata via la donna, le lascia nella baracca una lettera, nella quale le annuncia la sua partenza per l’Italia.
La prega di far saltare con la dinamite un certo punto della miniera n°5, senza mai spingersi oltre nelle gallerie; inoltre le confida un particolare…
Scuso fa caricare i suoi pochi bagagli su un camion, pronti per il giorno seguente. Quella soluzione così rapida lo scombussola. Voleva fuggire da lì, ed ora sente di tradire quei luoghi. Non chiarirà mai veramente cosa celassero quelle sale che lo hanno spinto sull’orlo della follia. Ora che ci pensa, è ormai l’unico là ad averle vedute…
Gli altri, i pochi minatori che le hanno viste, sono tutti partiti, richiamati lontano da eredità, fortunati matrimoni, lettere di parenti arricchiti…
(segue)
Braxton Bragg · 27/06/2007 18:40 · #13…tutti sono partiti, tranne uno, caduto dalla galleria giù, quattro metri più sotto, nella sala dei libri. L’unico testimone ormai è Scuso. Davvero curioso…
E D’Agnolo non sembra un ingegnere. Casomai... un medico. Scuso immagina D’agnolo che lo accompagnia in una grande casa, e che questa si riveli essere un manicomio. Scuso ridacchia delle proprie bizzarre fantasticherie…
Solo, nella baracca dove dormirà per l’ultima volta, nel bruciare alcune carte che non porterà via, Scuso si imbatte nei fogli dello "Shanghai Times" tratti dalle sale; scorrendoli nota che una pagina parla di cose avvenute " ...nella zona in cui, dieci anni fa, gli italiani avevano scavato le miniere". Nel foglio trova inoltre la notizia di una collisione notturna tra una nave carboniera ed il relitto affiorante del vapore "Città di Bristol", ancora sulla secca all’entrata del porto, dopo il disastro di "…dieci anni prima".
Scuso è assorto. Forse è il suo ultimo giorno nella miniera. Getta uno sguardo incerto su quei fogli. Sembra decidersi. Prende una fune, la pistola, una lampada, e si incammina verso il fondo della miniera, diretto alle sale dei libri…
(segue)
Braxton Bragg · 28/06/2007 16:25 · #14I fari del camion illuminano debolmente la strada sassosa.
Yelena è partita molto mal volentieri; guidando ripensa a quando fuggì dalle sue proprietà…
(…la lussuosa vettura percorre, nella luce incerta dei fari, un lunghissimo viale incorniciato da infinite rose. Nell’abitacolo, vestita sfarzosamente, Yelena é in compagnia di un bell’uomo affettuoso, vestito da ufficiale e di un generale che la chiama Yelenushka. Si lasciano alle spalle una magione di campagna, di legno bianco. Riflessi rossastri cominciano ad illuminare le finestre della grande casa appena abbandonata. Fiamme compaiono da un abbaino…)
La giovane Russa pulisce nervosamente con la mano il parabrezza sporco del camion. Non sa cosa contenessero le lettere ricevute da Scuso ma sulla busta ha riconosciuto una scrittura femminile. Guida distratta dai ricordi. Rade gocce di pioggia battono sul parabrezza impolverato…
(radi fiocchi di neve bagnano i vetri, in una notte lontana; Yelena, nella sua baracca, accosta le piccole tende; si prepara un bagno caldo. La ragazza si spoglia. Il corpo, colore del giglio, sembra risplendere. Socchiude gli occhi e, come se fosse un bacio, pronuncia il nome di Scuso: "Francesco". Lontana dal suo mondo, s‘è innamorata dell’ingegnere, tacendo i propri sentimenti).
Scuso, dalla galleria a gomito, si cala con una robusta corda nelle sale dei libri. Il suo orologio segna le 23:15. Cerca negli scaffali. Legge. Cambia scaffale. Apre un altro testo a caso; legge: "ho fatto un sogno lunghissimo, e nel sogno vivevo tutta una vita…".
S’immobilizza. Sente un lievissimo rumore. Cerca di orientarsi con l’udito per trovarne l’origine. Sembra un rumore come di… passi?
(segue)
Braxton Bragg · 29/06/2007 18:36 · #15Yelena guida il camion nella notte sulla pista sterrata; un minatore mezzo addormentato l’accompagna. Esattamente a metà strada, il camion incappa in una profonda buca, prodotta dalla pioggia. Forse un assale si rompe. Meglio lasciare là il camion. Yelena potrebbe proseguire, a piedi, fino alla miniera n°2. Oppure rimanere là, fino al nuovo giorno. Sceglie invece di tornare al cantiere di partenza. Lasciato il minatore sul camion, sola nella notte, la donna cammina, aggiustandosi nervosa gli occhiali sul naso…
(…aggiustandosi un occhialino sul naso, Yelena, vestita di un lussuoso abito da sera ormai sudicio, spia da una finestra dei soldati fermi in un cortile. Si trova al primo piano di una casa saccheggiata, piena di cose fatte a pezzi. Dal tetto, attraverso il foro di un proiettile, un raggio di luce batte su uno specchio in frantumi. Spari giungono dal cortile. Ai piedi dei soldati, due corpi insanguinati. Sembrano un mucchio di stracci. Si riconoscono i volti dei due uomini che accompagnavano Yelena, nella sua fuga dalla casa di campagna.
A un cenno del sergente, un soldato si avvia verso la casa. Giovanissimo, s’incanta nel vedere Yelena, bellissima e tremante; questa, senza una parola, dà al soldato i suoi anelli. Questi s’inchina, senza dir nulla, e contraccambia con mezza pagnotta. Poi va via. Tornato dai commilitoni scuote il capo in segno di diniego, come per dire che non ha trovato nessuno…)
Scuso, nel profondo delle sale, allibito, vede, attraverso il piccolo corridoio che unisce due sale, un giovanotto elegante prendere dei fogli da uno scaffale. Lo segue, non visto. Il giovanotto imbocca una porta. Scuso si avvicina con circospezione. Guarda oltre la soglia, ed ha un gesto di terrore. E’ diventato pazzo? Forse, perché, al di là, vede …
(segue)
Braxton Bragg · 30/06/2007 19:19 · #16Yelena, tornata alla sua baracca, trova la lettera di Scuso. Questi nello scritto la prega di far saltare assolutamente la miniera n°5; inoltre le rivela di averla mandata altrove con un pretesto.
Non sarebbe riuscito a partire per l’Italia senza tradirsi: perchè Scuso la ama, perdutamente, pur innamorato della propria moglie; una situazione insostenibile per lui. Sente di non essere all’altezza della bellissima Russa e della nobile e ricca casata di lei. Quando il patrimonio di famiglia rientrerà in possesso di Yelena, cosa potrebbe essere Scuso per lei, se non un innamorato senza fortuna?
Yelena, piangente, maledice il proprio silenzio e quello di Scuso; corre alla baracca dell’ingegnere ma, nota, mancano i bagagli di questi. Corre alla baracca di D’Agnolo ma non lo trova. I due sono partiti, conclude. Tutto è finito, ormai.
Si reca nella santabarbara e si munisce di cavo, innesco, esplosivo.
Ha deciso, secondo le urgenti richieste di Scuso, di far saltare, la notte stessa, le gallerie della miniera n°5.
(segue)
Braxton Bragg · 01/07/2007 22:14 · #17Scuso, davanti alla porta trovata nel fondo delle sale, appare sopraffatto da ciò che vede; come un automa oltrepassa la soglia. C’è una specie di corridoio, dal pavimento di metallo e dalle pareti di cristallo e metallo, immerso in una chiara luce; oltre i cristalli delle pareti si scorgono solo nuvole e cielo.
Un corridoio apparentemente steso in un cielo splendente, con un mare di nubi… sotto di se’. Scuso, stordito e affascinato, osserva, al termine del corridoio, qualcosa di enorme, verso cui si incammina…
Yelena arriva alla galleria a gomito. Si ferma alcuni metri dopo la svolta, secondo le indicazioni.
Alcune decine di metri ancora e la sua lampada illuminerebbe la corda per calarsi nella sala. Ma Scuso le ha scritto che andare oltre è pericoloso…
Rabbiosa, sudando copiosamente, comincia a scavare il fornello per la mina che chiuderà il livello più basso della miniera…
Scuso, al termine del corridoio, apre con circospezione una di molte porte, ed entra in una vasta sala, oscura e circolare, ingombra di grossi pacchi. Al centro di questa sala, in un ristretto cerchio di luce ambrata, scorge….
(segue)
Braxton Bragg · 02/07/2007 19:33 · #18…Al centro della sala, in un ristretto cerchio di luce ambrata, giovanotti eleganti lavorano a strane macchine, con tastiere simili a quelle dei pianoforte e piccoli schermi rotondi, pieni di linee, di schemi, mentre pagine e pagine (scritte apparentemente a mano) escono frusciando dal retro delle macchine. Sembrano musicisti che compongono alla tastiera.
Scuso, invisibile nell’oscurità, si avvicina fino a sentire un giovane proporre a quello che, seduto di spalle, ha l’aria di essere il capo, una opzione: dice che sarebbe un buon punto di partenza iniziare da un pacifico governo… magari composto da un acquerellista, appassionato d’architettura, un amante dell’arte, un appassionato di cinema d’avventura, un romantico che creda nella reincarnazione…
Quello che sembra il capo da il suo assenso, mentre giocherella con una manopola posta sul piano di una delle macchine. In uno schermo vediamo, in bianco e nero, i volti anonimi e cordiali dei giovani di cui parlava il giovanotto. Mentre la manopola ruota vediamo i volti cambiare con continuità.
Riconosciamo allora quei tali, riconosciamo i volti non più anonimi con cui verranno conosciuti nel mondo...
(segue)
Braxton Bragg · 03/07/2007 17:16 · #19
..E dieci anni dopo saranno conosciuti con i loro nomi; rispettivamente: Hitler, Goering, Goebbles, Himmler…
"D’accordo", dice il capo voltandosi, "esploriamo questa possibilità".
Scuso riconosce l’uomo che ha appena parlato. E’ Michele D’Agnolo.
I giovanotti terminano d’impostare le macchine e, ad un gesto di D’Agnolo, alcuni con evidente perplessità, abbandonano la sala, uscendo da una porta opposta a quella d’ingresso dell'ospite nascosto e inatteso.
Scuso ne approfitta per guardare gli schermi. Alcuni sono pieni di cifre e nomi che scorrono, altri presentano quesiti lampeggianti; uno di questi chiede se un aspirante architetto dovrà essere respinto dall’università di Vienna, oppure potrà esservi ammesso.
Un altro quesito riguarda un barattolo pieno di muffa trovato in un laboratorio.
Verrà gettato via o verrà tenuto in considerazione? Scuso non sa come rispondere al prima quesito e lo schermo, trascorsi alcuni secondi, conferma il responso. L'aspirante universitario verrà respinto: il candidato Adolf H. non sarà un architetto.
Il barattolo invece sarà lavato. Gli antibiotici rimangono nel futuro; un Nobel in meno, tanti malati in più, ed un barattolo ben pulito.
La porta da cui sono usciti i giovanotti viene socchiusa…
Braxton Bragg · 04/07/2007 18:28 · #20...i giovanotti rientrano nella stanza e Scuso scivola precipitosamente nell’ombra. Un giovanotto, voltato lo sguardo tutt’attorno, osserva che nessuna impostazione casuale è mutata; tanto varrebbe abolire il passo della procedura, conclude; "l’ospite casuale" non è mai arrivato. D’Agnolo, freddamente, osserva a sua volta che "nessuna scelta" è una scelta, e che la procedura va seguita.
Ad un gesto di D’Agnolo i giovanotti premono una combinazione di tasti sulle macchine e, dopo un istante, queste cominciano a sfornare fogli su fogli.
Su uno schermo cominciano a lampeggiare prima, ed a scomparire poi, righe a decine, quindi a centinaia.
Una ragazza bruna comincia a preoccuparsi; batte alcuni tasti e annuncia che sono sparite sei milioni di linee d’evento tra il "19 C 39" ed il "19 C 45"; un altro, dall’aria slava conferma; stesso intervallo e trenta milioni di linee…
D’Agnolo perde per un istante la sua espressione composta, mentre consulta sconfortato uno schermo. Pressocchè tutti i giovanotti confermano: il sorteggio si è rivelato disastroso…
(segue)
Braxton Bragg · 05/07/2007 20:19 · #21...La porta da cui erano rientrati i giovanotti si apre nuovamente; arriva quello che sembra il capo dei capi, chiedendo cosa sia accaduto.
Uno dei giovanotti, consultando una pagina appena sfornata dalle macchine, indica una riga agli altri, che leggono increduli; quindi alzano lo sguardo intorno, verso l’oscurità in cui deve trovarsi, da qualche parte, invisibile, Scuso.
Il capo dei capi prende un "foglio di vetro", trasparente dal lato retro, ma il cui lato fronte appare come una pagina bianca con del testo. Leggendo dal "foglio di vetro", chiede a D’Agnolo, seduto ad una delle macchine, tre eventi qualsiasi, di classe "I",dell'ospite, rimproverandolo per non aver rispettato la procedura.
Loro tracciano una trama, commenta il capo guardando D’Agnolo, non decidono, né danno il senso agli eventi. Le scelte sono altrui. Non era necessario impedire a Scuso di raccontare di quelle sale. Tanto meno era necessario eliminare quanti avrebbero potuto parlare degli scritti futuri.
Sarebbe bastato che le notizie riferite da Scuso venissero rese non credibili, facendole precedere, ad esempio, dalla pubblicazione di un racconto fantastico con la stessa trama, o da un film che raccontasse la stessa storia.
Tocca il foglio in alcuni punti e quindi alza lo sguardo in direzione di Scuso, come se potesse vederlo nell’oscurità in cui è immerso, e si rivolge a lui con uno strano discorso…
(segue)
Braxton Bragg · 06/07/2007 20:10 · #22…Qualcuno preme un pulsante; le tende della sala si sollevano; l’oscurità si dilegua; fuori dalle pareti di cristallo si scorgono solo nuvole e cielo.
Il capo dei capi, leggendo dal "foglio di vetro", inizia a raccontare eventi della vita di Scuso. Nel primo, lo studente universitario Scuso segue per strada una donna bellissima, fino a quando questa entra in una casa di piacere. Per dei giorni Scuso non fa altro che pensare a lei, ossessivamente; poi si decide e torna alla casa di tolleranza; chiede di quella particolare persona. Arriverà subito, gli viene promesso; invece nella stanza afosa arriva una rubiconda sconosciuta.
L’ha mai raccontato a nessuno?
Nel secondo episodio l’ingegner Scuso si sente prendere dal desiderio per un suo dipendente maschio, del quale vede il corpo nudo, di spalle per un istante, nella miniera, senza poterlo distinguere, per istinto, da un armonioso corpo femminile. Il minatore non seppe nemmeno di essere osservato. Lo ha mai raccontato a nessuno?
Nel terzo, Scuso scopre casualmente, in una galleria cieca, l’archivio del suo predecessore tedesco. L’archivio nascosto contiene le mappe complete delle miniere, assieme a moltissime casse di armi e munizioni, che vennero cedute in cambio di… oppio. Scuso vendette tutto e, anziché tornare ricco in Italia col denaro, termino’ le prospezioni, per potersi ripresentare come… diciamo… una specie di eroe… . Lo ha mai raccontato a nessuno?
Domanda ancora il capo dei capi; poi prosegue:
"Ma, se questi eventi, questi… pensieri, non sono mai usciti dalla mente di Francesco Scuso…
(segue)
Braxton Bragg · 07/07/2007 18:13 · #23…se questi eventi non sono mai usciti dalla mente di Francesco Scuso... nota il capo dei capi, allora sono ancora là….
Allora anche chi riferisce quei fatti, e tutto ciò che Scuso vede in quell’istante, è ancora là, entro la sua mente.
Ora, a meno di voler credere che, sotto le montagne ma sopra le nuvole, qualcuno stabilisca casualmente la sorte e gli avvenimenti, basterà che Scuso accetti l’evidenza e voglia risvegliarsi, proprio sul suo scritto, sul quaderno in cui, come in un diario, ha lasciato traccia degli eventi accaduti, e sul quale si è addormentato.
Deve solo scegliere di svegliarsi, e quel sogno assurdo finirà…
Nella baracca di Scuso, la figura che all’inizio della storia si è risvegliata sul quaderno, alza il volto dallo scritto.
Il capo minatore entra dalla porta socchiusa e accenna un sorriso, ma il sorriso si spegne sulle sue labbra.
La persona che fino ad ora ha letto la storia, ha come un esitazione; si stringe la coperta addosso e volta la pagina, proseguendo nella lettura…
Braxton Bragg · 08/07/2007 22:51 · #24...Scuso, nella sala sulle nubi, appare incerto, poi ha come un lampo nello sguardo; infine nega, con decisione, che quello sia un suo sogno.
Il capo dei capi ne prende atto, deluso. Nessuna scelta è una scelta, constata. Occorrerà seguire la procedura, nota amaramente, lanciando uno sguardo a D’Agnolo. Con uno stilo segna qualcosa sul "foglio di vetro" e lo consegna ad un giovanotto; questi legge, annuisce, esce dalla sala.
Il capo dei capi consegna quindi a D’agnolo una minuscola scatola, simile a quelle in cui si tengono i gioielli, aprendola senza guardarne il contenuto.
Tutti i giovanotti distolgono gli sguardi dall’oggetto, costernati. Una strana luminosità iridescente rischiara il volto di D’Agnolo, mentre questi osserva il contenuto della piccola scatola, da prima con orrore, poi con evidente struggimento.
Scuso, notando che l’attenzione è distolta dalla sua persona, si avvicina alla porta da cui è entrato. Con voce neutra, il capo dei capi ordina che Scuso venga accompagnato al suo appuntamento.
Scuso fugge verso il corridoio sulle nubi, inseguito dai giovanotti…
(segue)
Braxton Bragg · 09/07/2007 16:42 · #25Yelena nella miniera, accaldata, scarmigliata, pulisce gli occhiali infangati dal sudore e dalla polvere. Con cura stende i lunghi cavi, allontanandosi dal punto in cui ha posto l’esplosivo…
Scuso nelle sale corre a perdifiato. Entra di corsa in una sala senza libri e scivola, come sul ghiaccio; va lungo disteso nella polvere, sbattendo contro uno scaffale.
…L’odore dell'aria prima che nevichi, il sapore delle ciambelle appena sfornate, tralci di lillà, Un fulmine cancella la notte, infinite bollicine d’argento sulla pelle, l’acqua del mare vista dal fondo, dopo un tuffo, una valle colma di nubi…
Mille ricordi traboccano nella sua anima in un istante. Scuso si rialza precipitosamente e, dolorante, riprende a correre…
D’Agnolo nella sala sulle nubi batte vertiginosamente le dita sui tasti della sua macchina, piangendo limpide lacrime, lo sguardo fisso sull’oggetto iridescente nella minuscola scatola…
Yelena nella miniera collega i cavi al dispositivo di comando; ormai la mina è pronta….
(segue)
Braxton Bragg · 10/07/2007 16:50 · #26Scuso è nella sala ove si trova l’uscita verso la miniera. Ricordava la sala colma di scritti, ma ora sugli scaffali c’è solo il "suo" quaderno/diario nero.
Stupito di trovarlo là, lo infila nella giubba e s’afferra alla corda per uscire dalla sala. La corda si sfarina nelle mani e la breccia, un tempo ampia, ora pare minuscola e troppo in alto per essere raggiungibile…
Tentacoli striscianti di polvere entrano lentamente nella sala…
D’agnolo, nella sala sulle nubi, stranamente invecchiato, fa volare le dita sulla tastiera. Dai suoi occhi velati ora fuoriesce un denso umore semitrasparente. L’oggetto nella minuscola scatola manda fievoli riflessi iridescenti…
Yelena nella galleria, nervosa, vede una goccia di sudore cadere sulle lenti. Esasperata toglie nuovamente gli occhiali e comincia a pulirli con un lembo della camicia…
Scuso nella sala, sotto la breccia irraggiungibile, vede i giovanotti arrivare dall’altro lato della sala. Lui ansante, come un mantice, loro senza segni di aver corso. Tra lui ed i giovanotti rimangono solo le alte strutture che reggevano le scritture, ormai vuote.
E’ con le spalle al muro…
(segue)
Braxton Bragg · 11/07/2007 19:05 · #27Scuso, sotto la breccia, stravolto, lancia sguardi in ogni direzione, con occhi da folle, come se cercasse disperatamente una via di fuga.
Con un urlo belluino si scaglia verso i giovanotti, che lo guardano con pena correre verso di loro, ma, giunto all’altezza di una delle alte strutture che sorreggevano i libri, poste fra se ed i giovanotti, si arrampica per alcuni metri, come una scimmia impazzita.
La struttura, sotto gli strattoni forsennati dell'ingegnere, comincia ad oscillare e infine si abbatte…
… si abbatte contro il muro dove si trova la breccia, rendendo raggiungibile l’uscita. Con le ultime energie Scuso arriva al varco nella roccia ed esce nella galleria, scalciando via la struttura dello scaffale.
Vede la mina pronta e allunga una mano come per stracciare i cavi…
Poi invece corre verso la svolta della galleria, verso Yelena.
Il quaderno cade fuori dalla giubba ma Scuso non si ferma, finché arriva oltre la svolta e vede, lontana all’altra estremità della galleria, la ragazza russa, china sul detonatore.
L’ingegnere, con le palme aperte delle mani compie il gesto dell’"ALT", verso Yelena, gridando flebilmente "Ferma!", senza più fiato.
La ragazza, attonita, lo fissa in volto, più bella senza occhiali, e annuisce. Scuso torna di corsa al suo quaderno e lo infila nella giubba…
(segue)
Braxton Bragg · 12/07/2007 19:03 · #28Yelena, nella galleria, sente un rumore e solleva lo sguardo; c’è qualcosa laggiù, alla svolta? Senza lenti tutto è offuscato…
Macchinalmente china il capo e socchiude gli occhi miopi, come se annuisse; quindi si rimette gli occhiali: ovviamente non c’è nulla laggiù…
Scuso, nella galleria a gomito, preso il quaderno,torna sui suoi passi, verso la svolta e la salvezza. Una mano femminile dolcemente si posa sulla sua spalla. Cosa diavolo…?
D’Agnolo, nella sala sulle nubi, ha ormai gli occhi biancastri, opachi, e capelli candidi, e profonde rughe. La luminosità che promanava dalla minuscola scatola aperta davanti al suo viso è terminata.
D'Agnolo, con la mano sinistra, batte l’ultimo tasto della sua composizione…
Scuso, nella galleria a gomito, senza fermarsi, si volge, meravigliato…
Yelena, nella galleria, posa le mani sul detonatore…
(segue)
Braxton Bragg · 13/07/2007 19:04 · #29Yelena, nel medesimo istante, abbassa le mani sul detonatore ed alza lo sguardo.
Vede chiaramente, all’altra estremità della galleria, Scuso spuntare dalla svolta, nel gesto di guardare all’indietro verso qualcosa, o come se qualcuno lo chiamasse…
La possente esplosione, con voce di tuono, squassa e colma ogni cosa. Sembra che tutto debba crollare. Yelena istintivamente si ritrae.
Con orrore vede una mano oscura, gigantesca e adunca, protendersi dal fondo della galleria come per ghermirla.
La ragazza grida spaventata, poi tace di colpo. Sono solo i suoi nervi e la tensione; é solo la nube di polvere dell'esplosione che avanza verso di lei…
Yelena, stranita, guarda le proprie mani, il detonatore, la nube oscura, come incredula.
"Francesco!" grida, come se solo ora comprendesse.
"Francesco!" ripete con voce rotta, precipitandosi verso il punto dell'esplosione.
La ragazza corre verso la nube. Scompare nella tenebra fatta di polvere e oscurità, inghiottita dal nulla…
(segue)
Braxton Bragg · 14/07/2007 19:05 · #30Nella baracca di Scuso, nella luce calda della sera, Yelena, impietrita, si libera dalla coperta che la avvolgeva, chiude il malconcio quaderno nero, lo ripone in un cofano assieme all’orologio rotto di Scuso, fermo sulle 11 e un quarto.
Il capo minatore porge il cofano ad un minatore. Dalla porta dischiusa della baracca si scorge il minatore caricare il cofano sul camion dove, appena la sera precedente, l’ingegnere aveva fatto porre le cose che avrebbe voluto riportare con se…
Ora c'è anche una lunga e rozza cassa scura, su quel camion.
"Yelena Nicolaj’evna", domanda il capo minatore, "ma cosa c’è scritto nel quaderno?… Di che parlava? Non sembrava un registro di saggiatura…"
Yelena, colpita dalle parole del manciuriano, risponde incerta che nel quaderno… stava scritta questa storia, che parlava di loro, con la domanda appena fatta da lui.. la risposta che lei stava ancora pronunciando, e terminava con…
"…queste esatte parole…"
Titubante, Yelena aggiunge che nel quaderno c’era anche una specie di sogno, o ricordo, che nascondeva un segreto…
(segue)
Braxton Bragg · 15/07/2007 22:39 · #31...Una specie di sogno, nel quale si accenna ad un’eterna e splendente felicità…
…Mentre la ragazza pronuncia questa frase, vediamo Scuso nella miniera, voltarsi quando una mano femminile si posa fugacemente sulla sua spalla; sullo sfondo Yelena preme le mani sul detonatore.
L’ingegnere, ormai voltatosi, sorride sorpreso. Non l’aveva mai vista, ma c’è come un’uscita, là…
Scuso, dall’ombra polverosa della miniera, esce in un giardino in pieno sole. Aspira l’aria dolce della sera e osserva una giovane, di una bellezza che quasi lo commuove, porre un bimbo molto molto piccolo, appena un fagottino, sull’altalena.
Posato il bimbo, la giovane donna fa un passo indietro, quindi apre le braccia ed esclama: "Francesco!".
Il bimbo schiude le braccine e la piccola bocca, che ancora non articola le parole, in un sorriso silenzioso, pieno di gioia, con gli occhi sfavillanti di luce.
E’ completamente indifeso. E’ perfettamente felice…
(Fine)