A tutti i papà del forum e non
al mio papà
AUGURI
Oggi 19 Marzo S.Giuseppe e Festa di tutti i papà del mondo
Quì a Palermo l'usanza vuole che oggi sulle nostre tavole la facciano da padrone due piatti tipici, un primo e un dolce
La pasta con le sarde e i finocchietti e "i sfinci"
"Pasta con le sarde e i finocchietti"
La pasta con le sarde (pasta cchi sardi in palermitano), è un piatto tipico della cucina palermitana:
Si tratta di pasta condita con una salsa realizzata con sarde fresche, finocchio selvatico, uva passa e pinoli.
È un piatto molto antico che fa parte della tradizione popolare della cucina siciliana.
Pulire e lessare un grosso mazzo di finocchietti selvatici, in acqua salata, per 15 minuti a partire dal bollore; sgocciolarli (tenere l'acqua da parte), strizzarli, e tagliarli a sottili tocchetti di 1-2 cm. Tritare 1 cipolla e farla imbiondire in mezzo bicchiere d'olio; unire 4 acciughe salate (pulite e spinate) facendole disfare con la forchetta; quindi 400 gr. di sarde fresche (anche esse completamente spinate e pulite); sale; pepe; 25 gr. di passolina (uva passa quella piccolina); 25 gr. di pinoli; mescolare delicatamente e fare insaporire per 10 minuti. Aggiungere ora i finocchietti ed un pizzico di zafferano, e mescolare delicatamente; abbassare la fiamma, e far cuocere per altri 10 minuti. In un padellino fare imbiondire 6 cucchiai di pan grattato. Infine far lessare 600 gr. di bucatini (o maglie zito) nell'acqua di cottura dei finocchietti, e ritirarla al dente. Ora condire la pasta con la salsa di sarde e finocchietti, sistemarla in una pirofila unta, spolverare sulla superfice il pan grattato. Passare in forno caldissimo per 8-10 minuti. Versioni. Anche la ricetta palermitana subisce delle variazioni, una delle quali non prevede l'aggiunta di pangrattato; un'altra ancora che non vuole il passaggio nel forno, ma che la pasta sia servita subito dopo essere stata condita.
I Sfinci di S.Giuseppe
Sono dolci caratteristici che si mangiano a Palermo
Il nome deriva dal latino "spongia" cioè spugna, e questi a sua volta dal greco "sfoggia". Dunque frittelle morbide, gustose e asimmetriche, che sembrano delle vere e proprie spugne. Molti però fanno derivare il vocabolo dall'arabo "sfang" col quale viene indicata una frittella di pasta addolcita con il miele.
Vengono farcite con crema di ricotta
Ingredienti per 4/6 persone
Occorrente:
400 g. di farina
50 g. di strutto
10 uova
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 litro d'acqua
Olio di semi
un pizzico di sale
Come si procede:
Scaldare l'acqua con il sale, sciogliervi lo strutto e incorporare la
farina lavorando energicamente per non far formare grumi.
Unire una alla volta le uova. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un
composto uniforme e ben amalgamato.
Lasciare riposare il tutto (1/4 d'ora circa), avendo però cura che non lieviti. Mettere quindi a scaldare l'olio di semi (l'olio dev'essere abbondante) in una padella dal bordo alto. Con un cucchiaio, versare nell'olio bollente le noci di impasto. Le noci vanno tenute separate, vanno rigirate di continuo e sopratutto vanno "battute" con un mestolo di legno
affinchè la pasta gonfi e non formi grumi duri.
Una volta dorate per bene, vanno farcite con crema di
ricotta e spolverate con zucchero a velo
E dalle vostre parti, che tradizioni ci sono?
al mio papà
AUGURI
Oggi 19 Marzo S.Giuseppe e Festa di tutti i papà del mondo
Quì a Palermo l'usanza vuole che oggi sulle nostre tavole la facciano da padrone due piatti tipici, un primo e un dolce
La pasta con le sarde e i finocchietti e "i sfinci"
"Pasta con le sarde e i finocchietti"
La pasta con le sarde (pasta cchi sardi in palermitano), è un piatto tipico della cucina palermitana:
Si tratta di pasta condita con una salsa realizzata con sarde fresche, finocchio selvatico, uva passa e pinoli.
È un piatto molto antico che fa parte della tradizione popolare della cucina siciliana.
Pulire e lessare un grosso mazzo di finocchietti selvatici, in acqua salata, per 15 minuti a partire dal bollore; sgocciolarli (tenere l'acqua da parte), strizzarli, e tagliarli a sottili tocchetti di 1-2 cm. Tritare 1 cipolla e farla imbiondire in mezzo bicchiere d'olio; unire 4 acciughe salate (pulite e spinate) facendole disfare con la forchetta; quindi 400 gr. di sarde fresche (anche esse completamente spinate e pulite); sale; pepe; 25 gr. di passolina (uva passa quella piccolina); 25 gr. di pinoli; mescolare delicatamente e fare insaporire per 10 minuti. Aggiungere ora i finocchietti ed un pizzico di zafferano, e mescolare delicatamente; abbassare la fiamma, e far cuocere per altri 10 minuti. In un padellino fare imbiondire 6 cucchiai di pan grattato. Infine far lessare 600 gr. di bucatini (o maglie zito) nell'acqua di cottura dei finocchietti, e ritirarla al dente. Ora condire la pasta con la salsa di sarde e finocchietti, sistemarla in una pirofila unta, spolverare sulla superfice il pan grattato. Passare in forno caldissimo per 8-10 minuti. Versioni. Anche la ricetta palermitana subisce delle variazioni, una delle quali non prevede l'aggiunta di pangrattato; un'altra ancora che non vuole il passaggio nel forno, ma che la pasta sia servita subito dopo essere stata condita.
I Sfinci di S.Giuseppe
Sono dolci caratteristici che si mangiano a Palermo
Il nome deriva dal latino "spongia" cioè spugna, e questi a sua volta dal greco "sfoggia". Dunque frittelle morbide, gustose e asimmetriche, che sembrano delle vere e proprie spugne. Molti però fanno derivare il vocabolo dall'arabo "sfang" col quale viene indicata una frittella di pasta addolcita con il miele.
Vengono farcite con crema di ricotta
Ingredienti per 4/6 persone
Occorrente:
400 g. di farina
50 g. di strutto
10 uova
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 litro d'acqua
Olio di semi
un pizzico di sale
Come si procede:
Scaldare l'acqua con il sale, sciogliervi lo strutto e incorporare la
farina lavorando energicamente per non far formare grumi.
Unire una alla volta le uova. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un
composto uniforme e ben amalgamato.
Lasciare riposare il tutto (1/4 d'ora circa), avendo però cura che non lieviti. Mettere quindi a scaldare l'olio di semi (l'olio dev'essere abbondante) in una padella dal bordo alto. Con un cucchiaio, versare nell'olio bollente le noci di impasto. Le noci vanno tenute separate, vanno rigirate di continuo e sopratutto vanno "battute" con un mestolo di legno
affinchè la pasta gonfi e non formi grumi duri.
Una volta dorate per bene, vanno farcite con crema di
ricotta e spolverate con zucchero a velo
E dalle vostre parti, che tradizioni ci sono?
