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Ragazza uccisa a Brescia "Un omicidio brutale"

PUOjACKz · 23/08/2006 14:27 · #1
Ragazza uccisa a Brescia
Procuratore: "Un omicidio brutale"

Secondo l'esame autoptico Elena è deceduta per strangolamento
E il sagrestano si è assicurato che fosse davvero morta

BRESCIA - "Un omicidio brutale". Il procuratore di Brescia, Giancarlo Tarquini, non usa mezzi termini per definire l'assassinio di Elena Lovati. Era il 18 agosto, il giorno del suo onomastico quando, "mentre stava accendendo una candela in chiesa, la giovane è stata orrendamente trucidata".

La vicenda della 23enne uccisa venerdì scorso nella chiesa di Santa Maria a Mompiano dal sacrestano si complica e la posizione del sagrestano si aggrava di ora in ora. Alla spicciolata, infatti, emergono particolari che smentiscono l'originaria versione fornita dal primo indiziato, Chamila, il sagrestano cingalese della Chiesa.

"Elena è entrata in chiesa - ha spiegato Tarquini - per accendere una candela proprio in prossimità dell'orario di chiusura, intorno alle 12. Il cingalese voleva allontanarla per chiudere la chiesa. In questa circostanza avrebbe dato una spinta alla ragazza che è caduta battendo la nuca". Ma Tarquini ha subito dopo sottolineato che la morte della giovane non è avvenuta a causa di questa caduta.

Infatti, quando Chamila ha avvolto il corpo di Elena in un sacco della spazzatura e in uno trasparente, usando del nastro adesivo alto circa 5 centimetri, la giovane bresciana era ancora viva. L'autopsia effettuata nelle scorse ore ha infatti dimostrato che Elena non è morta per le lesioni alla nuca causatele dalla caduta contro la maniglia interna del portone della chiesa di Santa Maria. Secondo l'esame autoptico, invece, è morta per strangolamento.

"La povera ragazza è stata stretta in posizione fetale - ha puntualizzato Tarquini -. Poi con estrema forza il nastro adesivo le è stato passato su tutto il corpo in quello che è diventato un 'impacchettamento micidiale', che non ha escluso il collo, stretto con più passaggi. Non vi era necessità di usare il nastro come una corda. Questo tipo di avvolgimento fa pensare a una volontà omicidiaria".

Per questo motivo, la Procura di Brescia ha parlato di "delitto orribile" e di "illogicità comportamentale" di Chamila, che invece di soccorrere la ragazza caduta è sembrato assicurarsi che fosse davvero morta o che comunque non potesse sopravvivere.

"La sacralità del luogo dove i fatti sono avvenuti - ha illustrato alla stampa il procuratore -, la banalità della motivazione e la ferocia con cui Chamila si è accanito su Elena Lonati, che era svenuta ma ancora viva, sono gli elementi che più colpiscono nel delitto".

Chamila avrebbe anche chiesto aiuto allo zio per occultare il cadavere della giovane: "dunque - afferma il procuratore - ci sarebbe stata una chiara volontà omicida".

Tarquini ha parlato anche di un ritardo nel denunciare i fatti dovuto, forse, all'incredulità da parte di padre Cesare Verzelletti, parroco di San Gaudenzio, che ha aspettato fino alle 19, prima di rivolgersi ai carabinieri.
Chamila, infatti, dopo avere ucciso Elena Lonati e averne occultato il cadavere - nascosto sulla scala del vecchio pulpito - ha assistito alla messa del venerdì sera, ha dormito a casa sua e il sabato mattina si è allontanato. Alcune ore dopo ha telefonato allo zio e ai genitori, che l'hanno quasi convinto a costituirsi, e che alle 15.30 del giorno dopo, sabato 19 agosto, hanno raccontato tutto al parroco, che ha contattato i carabinieri dopo la santa messa serale.

Intanto, in centinaia, questa mattina, si sono riuniti nella chiesa di San Gaudenzio per dare il loro ultimo saluto a Elena.
PUOjACKz · 23/08/2006 14:41 · #2
La vicenda della 23enne uccisa venerdì scorso nella chiesa di Santa Maria a Mompiano dal sacrestano si complica e la posizione del sagrestano si aggrava di ora in ora. Alla spicciolata, infatti, emergono particolari che smentiscono l'originaria versione fornita dal primo indiziato, Chamila, il sagrestano cingalese della Chiesa.

Ciò, in teoria, la chiesa dovrebb'essere il luogo "della vita", non "della morte". Simili abomini lasciano spiazzato ogni credente cristiano, sebbene, secondo me, ormai, questa religione sia destinata a sparire. Troppa corruzione. Il messaggio iniziale già è stato fortemente incrinato fin dall'inizio, figuriamoci ora, specie dopo il medioevo.

"Elena è entrata in chiesa - ha spiegato Tarquini - per accendere una candela proprio in prossimità dell'orario di chiusura, intorno alle 12. Il cingalese voleva allontanarla per chiudere la chiesa. In questa circostanza avrebbe dato una spinta alla ragazza che è caduta battendo la nuca". Ma Tarquini ha subito dopo sottolineato che la morte della giovane non è avvenuta a causa di questa caduta.

Infatti, quando Chamila ha avvolto il corpo di Elena in un sacco della spazzatura e in uno trasparente, usando del nastro adesivo alto circa 5 centimetri, la giovane bresciana era ancora viva. L'autopsia effettuata nelle scorse ore ha infatti dimostrato che Elena non è morta per le lesioni alla nuca causatele dalla caduta contro la maniglia interna del portone della chiesa di Santa Maria. Secondo l'esame autoptico, invece, è morta per strangolamento.

Solo chi non ha rispetto per la vita altrui, può arrivare a compiere simili atrocità. Questo sagrestano "cingalese", è ben poco legato ad un qualcosa di anche lontanamente sacro. Inoltre, i tentativi di reintegrazione, secondo me, sono errati. Così si tende a minimizzare il fatto accaduto, la vita che questo mostro ha spezzato, credendo che, anche in simili casi, sia possibile perdonare una persona. Ahimè, secondo me, non è così e questo dal semplice fatto che và a dimostrare come non vi sia un ordine morale ed etico, oltre che priorità nel rispetto delle cose, dei concetti e delle persone, ma solo che, compiendo anche i più atroci abomini, si sia sempre salvati e perdonati, cosa che, tra l'altro, và contro il Cristianesimo stesso.

"La povera ragazza è stata stretta in posizione fetale - ha puntualizzato Tarquini -. Poi con estrema forza il nastro adesivo le è stato passato su tutto il corpo in quello che è diventato un 'impacchettamento micidiale', che non ha escluso il collo, stretto con più passaggi. Non vi era necessità di usare il nastro come una corda. Questo tipo di avvolgimento fa pensare a una volontà omicidiaria".

Per questo motivo, la Procura di Brescia ha parlato di "delitto orribile" e di "illogicità comportamentale" di Chamila, che invece di soccorrere la ragazza caduta è sembrato assicurarsi che fosse davvero morta o che comunque non potesse sopravvivere.

Sta descrizione dei fatti, poi, se son realmente successi, mi lascia alquanto inorridito ed esterefatto. Senza parole. Come si possa compiere simili azioni, senza avere un briciolo di rimorso (com'è riportato dopo, in quanto, il cingalese ha avuto tutto il tempo di fare i suoi cazzi & mazzi, come se nulla fosse successo).

"La sacralità del luogo dove i fatti sono avvenuti - ha illustrato alla stampa il procuratore -, la banalità della motivazione e la ferocia con cui Chamila si è accanito su Elena Lonati, che era svenuta ma ancora viva, sono gli elementi che più colpiscono nel delitto".

Una delle cose che ha posto un freno, nel massacro continuo avvenuto nei secoli, è stato proprio il messaggio Cristiano. Ora che è avvenuto questo fatto, chi vuoi che creda ancora nei preti? E la cosa ancora più orrenda è che continuano a beccare preti che stuprano, violentano, per non parlare delle storie che girano dalle mie parti. Il parroco di un paese qua vicino, mandava le suore a raccogliere soldi, in modo che queste potessero spendere tali denari per fargli da mangiare, in quanto, lui, era troppo spilorcio per cacciare anche un solo €.

Chamila avrebbe anche chiesto aiuto allo zio per occultare il cadavere della giovane: "dunque - afferma il procuratore - ci sarebbe stata una chiara volontà omicida".

Tarquini ha parlato anche di un ritardo nel denunciare i fatti dovuto, forse, all'incredulità da parte di padre Cesare Verzelletti, parroco di San Gaudenzio, che ha aspettato fino alle 19, prima di rivolgersi ai carabinieri.
Chamila, infatti, dopo avere ucciso Elena Lonati e averne occultato il cadavere - nascosto sulla scala del vecchio pulpito - ha assistito alla messa del venerdì sera, ha dormito a casa sua e il sabato mattina si è allontanato. Alcune ore dopo ha telefonato allo zio e ai genitori, che l'hanno quasi convinto a costituirsi, e che alle 15.30 del giorno dopo, sabato 19 agosto, hanno raccontato tutto al parroco, che ha contattato i carabinieri dopo la santa messa serale.

Questa cosa la dice lunga anche riguardo un altro particolare: non è andandosene a messa, aiutando i poveri (o dimostrando di farlo, difronte agli altri), sposandosi quando non si crede alla religione cristiana ecc. che si è dei bravi cristiani. Anzi, in quel modo si è solo degli EBETI.
La bontà che Gesù voleva far trasparire, nel vero cristiano, è quella che parte dal cuore, non dalle azioni, ma da ciò che le provoca.
Sono stato partecipe, un sabato sera, di una scena raccapricciante a riguardo: la messa era appena finita, e, nell'aspettare i miei fuori dalla porta della chiesa, se n'è uscito uno dei tizi che avevan seguito la celebrazione, BESTEMMIANDO genericamente ed imprecando contro il parroco perchè la messa era durata 5 minuti più del solito.

Lascio a voi i commenti a riguardo...
carlotta85 · 23/08/2006 20:50 · #3
Certo che non è stato un incidente. Certe persone sono proprio animali: bisognerebbe rinchiuderli in cella e nascondere la chiave. Però, visto come funziona la giustizia italiana, temo che quello lì possa essere fuori nel giro di qualche anno mettendo a rischio la vita di altre persone per soddisfare i suoi desideri.
Braxton Bragg · 23/08/2006 21:06 · #4
Ricostruzione ipotetica:
Lui non sapeva che era solo svenuta. Ha pensato di averla uccisa. E' andato in paranoia. Ha cercato di nascondere il "cadavere" per poterlo far sparire in seguito. Nell'impacchettare quella che gli sembrava una persona morta l'ha ammazzata davvero. La cosa mostruosa sarebbe che ha pensato solo alle conseguenze su di se. Comunque incomprensibile.
joce · 02/09/2006 23:50 · #5
Davvero orribile. Sono d'accordo con Carlotta...
PUOjACKz · 07/09/2006 21:03 · #6
Milano, arrestato sacerdote pedofilo
sorpreso con un bambino rom

MILANO - Un sacerdote sorpreso in atteggiamenti intimi con un ragazzino di 13 anni, in auto nei pressi del Cimitero Maggiore, è stato fermato ieri notte dalla polizia. Il fermo, a quanto si è appreso, è già stato convalidato dalla Procura. Il ragazzino sarebbe un rom, costretto a prostituirsi.

Il religioso sarebbe stato sorpreso con il ragazzo durante un giro di controllo di una pattuglia della polizia. Nella zona, dove c'è una forte presenza di rom, ultimamente si è infatti moltiplicata l'attività di prevenzione delle forze dell'ordine, proprio perchè indicata come una delle aree a più elevata presenza di prostituzione minorile.
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 07/09/2006 21:50 · #7
sacerdote

s. m. (f. -essa (V. )) 1 Ministro proprio di una religione o di un culto: sacerdote cattolico, di Giove | Sommo, gran –s, nell'ebraismo antico, capo dei sacerdoti del tempio | Sommo –s, nella religione cattolica, il Papa. 2 (fig.) Chi esercita la propria attività con particolare passione: sacerdoti della giustizia. ETIMOLOGIA: dal lat. sacerdos, sacerdotis, comp. dell'agg. sacer ‘sacro (1)’, e di una radice con sign. di ‘fare’.
nel dizionario non compare la parola pedofilia...m'hanno fregato allora? ne comprerò un altro...
PUOjACKz · 11/10/2006 13:03 · #8
Forlì, arrestato sacerdote
"Prostituzione e abusi sessuali"

FORLI' - Dietro il paravento di un'associazione umanitaria, minacce, sfruttamento e violenze sessuali. Arrestato un sacerdote a Forlì che offriva ospitalità a diseredati e donne bisognose di assistenza. In manette un complice e un cliente pedofilo.

Gli investigatori della Polizia hanno accertato che don Giuseppe Giacomoni, presidente dell'associazione Arcobaleno, abusava sessualmente dei minorenni ospitati con la minaccia di non regolarizzare la loro posizione in Italia e, per fini di lucro, organizzava incontri con clienti.

Il capo della squadra mobile di Forlì ha reso noto che in manette è finito anche un noto ristoratore di Cesenatico Giuseppe Farnesi, meglio conosciuto con il soprannome di commendator Roberto, a cui il sacerdote avrebbe "venduto" un ragazzino minorenne di cui era tutore affidatario.

il terzo arrestato è un romeno che collaborava con il sacerdote nella tratta dei minorenni.



Accade sempre più di recente.