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Stupro di gruppo, vittima una tredicenne

PUOjACKz · 30/07/2006 22:11 · #1
E' successo a Jesi, nelle Marche. La ragazzina si è confidata
con un'amica, che ha raccontato tutto ai genitori, e da lì la denuncia

Stupro di gruppo, vittima una tredicenne
Arrestati tre quindicenni

I ragazzi sono stranieri, noti alla polizia per episodi di bullismo.

JESI (Ancona) - Uno stupro di gruppo fra minorenni. Vittima una ragazzina italiana di 13 anni, a Jesi. Arrestati tre quindicenni stranieri, che erano già noti alla polizia per episodi di bullismo. Sotto choc per l'aggressione, e spaventata all'idea di doverla riferire ai genitori, la ragazzina si è confidata con un'amichetta. Che, dopo aver pensato e ripensato a cosa fosse più giusto fare, ha raccontato tutto a suo padre e sua madre. L'uomo avverte la polizia, e ieri i tre presunti autori della violenza vengono arrestati su ordine del gip del Tribunale dei minori di Ancona con un'accusa pesantissima: violenza sessuale di gruppo, che in base alla legge 66 del 1996 è punibile con pene fino a 12 anni di reclusione.

A rendere pubblica la vicenda affinché qualunque ragazzo o ragazza vittima di violenze trovi sempre il coraggio di vincere la vergogna e denunciare gli abusi subiti, è stata la dirigente del commissariato di polizia di Jesi, Agata Cabino, d' intesa con il questore di Ancona Giorgio Iacobone.
Dei tre quindicenni, ora agli arresti in tre comunità di regioni diverse in modo che non possano comunicare fra di loro, si sa che erano da tempo tre ragazzi a rischio. La procura dei minori aveva già valutato misure rieducative di tipo amministrativo per recuperarli ad una crescita e un'integrazione meno conflittuali. A scuola erano noti per i maltrattamenti inflitti ai compagni più 'deboli', studiavano poco e male, creavano problemi in classe, ma forse nessuno pensava che potessero arrivare a violentare una quasi bambina. E invece è stato proprio così.

La sera di sabato 15 luglio la ragazzina e la sua amica erano andate al parco insieme, per il festival 'I Giardini del mondo'. Lì avevano incontrato altri gruppetti di amici, e si erano separate, parlando un po' con gli uni un po' con gli altri. Verso le 23 l'agguato e la violenza, fra gli alberi del parco, con la tredicenne costretta a subire, in silenzio, le prevaricazioni del 'branco', cui nessun altro avrebbe assistito. Poi il tentativo di rimettersi in ordine, e il nuovo incontro con l'amica, cercando di far finta che niente fosse successo.

L'amichetta però intuisce il peggio, capisce che la compagna è in stato di choc, e che ha una tremenda paura di raccontare ai genitori cosa le è capitato. Allora è lei a confidarsi con suo padre e sua madre, i quali la mattina seguente si recano in commissariato a rendere testimonianza. La polizia informa subito i genitori della vittima, che sporgono denuncia formale.

La ragazzina viene sottoposta a visite mediche che confermano la violenza subita, e comincia a collaborare con gli investigatori, forse spinta anche dalla solidarietà e dalla determinazione dell'amica. Fornisce elementi precisi a chi deve rintracciare i tre violentatori; la macchina della giustizia si mette in moto, scattano controlli e interrogatori, e alla fine i tre sospettati finiscono agli arresti.

Per la delicatezza della vicenda, che coinvolge ragazzi giovanissimi di una piccola città dove tutti conoscono tutti, la polizia preferisce non divulgare informazioni che possano aiutare a riconoscere vittima e aggressori, ed è questo il motivo per il quale nemmeno la nazionalità di questi ultimi trova conferma ufficiale.
La ragazzina adesso è affidata alle cure della famiglia, e Jesi si interroga su una storia che scuote la sua apparente tranquillità.

Ieri, a Brescia (http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/stupro-brescia/stupro-brescia/stupro-brescia.html), una minorenne è stata stuprata da un anziano barista con la complicità di due ragazzine.