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Vittorio Emanuele di Savoia indagato

carlotta85 · 17/06/2006 14:20 · #1
Tratto dal sito de "La Repubblica"
«Anche se materialmente non era presente a tutto», Vittorio Emanuele di Savoia «era a conoscenza di tutti i passaggi». «Il principe fa da intermediario in operazioni che si svolgono anche senza di lui, ma di cui è il referente ultimo. Era una sorta di carta di credito, una garanzia». In una lunga conferenza stampa il gip di Potenza Alberto Iannuzzi ha spiegato ai giornalisti da dove sono partite le indagini che hanno coinvolto il principe Vittorio Emanuele di Savoia. Il giudice per le indagini preliminari ha spiegato che tutte le operazioni illecite, dalla concussione, alla corruzione e allo sfruttamento della prostituzione, erano compiute con il benestare di Vittorio Emanuele.

L'inchiesta, ha chiarito il gip, è partita da un'occupazione abusiva di suolo a Bucaletto, vicino Potenza. Le intercettazioni telefoniche sarebbero state disposte per verificare le accuse di millantato credito per un prefabbricato promesso da un dipendente comunale ad una persona in cambio di soldi. A quel punto si sarebbe iniziato ad indagare su un vasto giro di usura che poi ha portato ad una serie di incastri e rimandi che hanno generato l'apertura dell'inchiesta. Lunedi, intanto, inizieranno gli interrogatori, presso la Casa circondariale di Potenza, per Vittorio Emanuele di Savoia e gli altri indagati nell'inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione e la corruzione partita dal capoluogo della Basilicata.

Iannuzzi ha spiegato che l'inchiesta è partita proprio da Potenza perché i magistrati, e soprattutto il pm Henry John Woodcock, hanno iscritto per primi la notifica di reato. L'inchiesta, ha chiarito il gip, è partita da un'occupazione abusiva di suolo a Bucaletto, vicino Potenza. Le intercettazioni telefoniche sarebbero state disposte per verificare le accuse di millantato credito per un prefabbricato promesso da un dipendente comunale ad una persona in cambio di soldi. A quel punto si sarebbe iniziato ad indagare su un vasto giro di usura che poi ha portato ad una serie di incastri e rimandi che hanno generato l'apertura dell'inchiesta.

Vittorio Emanuele di Savoia è arrivato nel carcere di Potenza a notte fonda. L'auto sulla quale viaggiava, partita da Lecco poco dopo le 15 di ieri pomeriggio, al suo arrivo aveva i vestri oscurati con fogli di giornale. Impossibile, quindi, entrare in contatto visivo con l'erede Savoia che è stato tradotto in cella scortato da agenti della Polizia di Stato. Per il momento non sono state previste particolari misure di sicurezza da parte delle forze dell'ordine anche se, già dalle prime ore della mattina, una folla di giornalisti e cineoperatori è arrivata nel capoluogo della Basilicata.

Il pm Woodcock, al su
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