tratto dalla mailing del 22/11/2002
Lamicizia: questo valore imprescindibile ed assoluto (come lamore del resto), che si coniuga perfettamente con fedeltà, amabilità, rispetto, fiducia e costanza.
Io credo che possedere amici fidati sia una grandissima ricchezza dellanima, perché consentono di ancorare saldamente le proprie certezze e combattere i dubbi, i disagi, le angosce e quantaltro ci venga proposto di battagliare dalla vita dogni giorno.
E grazie alla loro presenza che la crescita evolutiva in ognuno di noi viene arricchita di nuove sicurezze indiscutibili, che aiutano a sentirsi . meno soli.
Ma a chi mi scrive, chiedendomi, come ci si debba comportare nei confronti dellamicizia perduta nellassenza, nella scorrettezza o nel tradimento, io non so rispondergli, colorando di effimera morale un assioma indelebile nel tempo.
E davvero difficile persuadere chi cerca risposte agli ingiustificati assedi del silenzio; a chi non si capacita su come sia potuto accadere che, la persona che credevi a te più cara, ti abbia potuto deludere, ferire, abbandonare dimenticare!
Cosa potremmo mai rispondere a chi si domanda di cosa ci si possa fidare al mondo se anche gli amici più veri si dileguano ai primi disagi?
Lamicizia sincera; virtù unica e incommensurabile, va difesa dallabitudinarietà e bisogna saperla alimentare, quotidianamente, di buona e sana speranza.
Non si deve limitarla e credere che sia solo una certezza ideologica. Non ci si può illudere che basta sapere che esiste per noi, per non preoccuparsi del rischio di poterla perdere dimprovviso.
Unamicizia non è come limmensità della fede, che ti porta ad amare, senza nessuna dimostrazione inconfutabile, un ideologismo solo per quanto di spirituale regala nel cuore, ma va nutrita con continui gesti di affetto vero e fortemente presente perché, proprio a differenza della fede, troppo facilmente si confonde, si trasforma e si può perdere di vista.
Usando una teoria matematica (sbiadita reminescenza di apprendimenti scolastici), mi verrebbe da sostenere che, per difendersi dalle insidie di cedimenti improvvisi, lessere presenti SEMPRE è condizione necessaria e sufficiente per vivere lamicizia in modo assoluto
Sopportare lo scoramento avvilente, procurato dalla delusione di ritrovarsi orfani di una grande amicizia, per saperne fare virtù, affinché non ci si debba disperare più il cuore tra i cimeli di un abbandono improvviso, solo perché non si è stati attenti a determinare la combinazione necessaria e sufficiente affinché potesse e sapesse RESISTERE a tutto e tutti!
Io la penso cosi e voi cari AMICI MIEI?
- Gianco -
Lamicizia: questo valore imprescindibile ed assoluto (come lamore del resto), che si coniuga perfettamente con fedeltà, amabilità, rispetto, fiducia e costanza.
Io credo che possedere amici fidati sia una grandissima ricchezza dellanima, perché consentono di ancorare saldamente le proprie certezze e combattere i dubbi, i disagi, le angosce e quantaltro ci venga proposto di battagliare dalla vita dogni giorno.
E grazie alla loro presenza che la crescita evolutiva in ognuno di noi viene arricchita di nuove sicurezze indiscutibili, che aiutano a sentirsi . meno soli.
Ma a chi mi scrive, chiedendomi, come ci si debba comportare nei confronti dellamicizia perduta nellassenza, nella scorrettezza o nel tradimento, io non so rispondergli, colorando di effimera morale un assioma indelebile nel tempo.
E davvero difficile persuadere chi cerca risposte agli ingiustificati assedi del silenzio; a chi non si capacita su come sia potuto accadere che, la persona che credevi a te più cara, ti abbia potuto deludere, ferire, abbandonare dimenticare!
Cosa potremmo mai rispondere a chi si domanda di cosa ci si possa fidare al mondo se anche gli amici più veri si dileguano ai primi disagi?
Lamicizia sincera; virtù unica e incommensurabile, va difesa dallabitudinarietà e bisogna saperla alimentare, quotidianamente, di buona e sana speranza.
Non si deve limitarla e credere che sia solo una certezza ideologica. Non ci si può illudere che basta sapere che esiste per noi, per non preoccuparsi del rischio di poterla perdere dimprovviso.
Unamicizia non è come limmensità della fede, che ti porta ad amare, senza nessuna dimostrazione inconfutabile, un ideologismo solo per quanto di spirituale regala nel cuore, ma va nutrita con continui gesti di affetto vero e fortemente presente perché, proprio a differenza della fede, troppo facilmente si confonde, si trasforma e si può perdere di vista.
Usando una teoria matematica (sbiadita reminescenza di apprendimenti scolastici), mi verrebbe da sostenere che, per difendersi dalle insidie di cedimenti improvvisi, lessere presenti SEMPRE è condizione necessaria e sufficiente per vivere lamicizia in modo assoluto
Sopportare lo scoramento avvilente, procurato dalla delusione di ritrovarsi orfani di una grande amicizia, per saperne fare virtù, affinché non ci si debba disperare più il cuore tra i cimeli di un abbandono improvviso, solo perché non si è stati attenti a determinare la combinazione necessaria e sufficiente affinché potesse e sapesse RESISTERE a tutto e tutti!
Io la penso cosi e voi cari AMICI MIEI?
- Gianco -
