Tratto dal sito de La Stampa
NEW YORK. I telefoni americani, quasi tutti, sono spiati dal governo, che sa esattamente chi chiama chi. Anche il centralino de «La Stampa» e i numeri di parecchi redattori sono schedati, visto che ogni giorno ricevono telefonate dal nostro ufficio. La notizia, rivelata ieri dal quotidiano Usa Today, sta già provocando polemiche infuocate, che minacciano di erodere ancora la popolarità in calo del presidente Bush e mettono a rischio la conferma del generale Michael Hayden come nuovo capo della Cia.
Nel dicembre scorso il New York Times aveva scritto che la National Security Agency (Nsa), guidata proprio da Hayden, spiava le telefonate fatte dagli americani all'estero per intercettare eventuali comunicazioni con terroristi. Bush aveva difeso la legalità della sua iniziativa, presa senza consultare i tribunali, e aveva aggiunto che era necessaria per proteggere il paese da nuovi attacchi. La scoperta aveva fatto scandalo, ma in base ai sondaggi circa metà degli americani l'avevano accettata per il loro bene. Ieri Usa Today ha aggiunto un tassello, rivelando che il programma di controllo della Nsa è molto più vasto.
Subito dopo l'11 settembre l'agenzia di Hayden aveva chiesto a tutte le compagnie telefoniche americane di consegnarle i dati sulle chiamate fatte da ogni apparecchio. Lo scopo non era spiare o registrare le comunicazioni, ma sapere tutti i numeri composti dai telefoni americani, negli Usa e all'estero, per scoprire possibili contatti con terroristi. Le tre aziende più grandi, cioé AT&T, Verizon e BellSouth, avevano accettato, mentre la Qwest si era rifiutata per riserve legali e per il timore di essere multata.
In totale, circa 200 milioni di utenti erano finiti sotto controllo, inclusi noi. Appena uscita la notizia, l'opposizione democratica è andata all'attacco: «Questo - ha detto il senatore Leahy - è il governo di tutti, non di un partito. Chi riceve grande potere ha il dovere di rispondere agli americani di come lo usa. Dobbiamo vergognarci di aver saputo una cosa simile dai giornali». Anche alcuni repubblicani, però, si sono ribellati: «Non capisco - ha commentato il senatore Graham - cosa c'entri con la sicurezza la raccolta dei numeri chiamati dagli americani».
Il collega Specter, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ha annunciato audizioni. Bush, messo sotto pressione, ha risposto parlando in diretta dalla Casa Bianca: «Primo, le nostre attività internazionali puntano sul Al Qaeda ed i suoi affiliati. Al Qaeda è il nostro nemico e vogliamo conoscere i suoi piani. Secondo, il governo non ascolta le telefonate domestiche senza approvazione del tribunale. Terzo, le attività di intelligence che ho autorizzato sono legali e ne abbiamo informato il Congresso. Quarto, la privacy degli americani è decisamente protetta. Noi non scaviamo nelle vite personali di milioni di cittadini innocenti».
Quindi Bush ha rivendicato il successo di aver evitato nuovi attacchi e ha lanciato un monito a chi ha passato la notizia, senza confermarla o smentirla: «Ogni volta che vengono pubblicate delicate informazioni di intelligence, ciò danneggia la nostra capacità di sconfiggere il nemico». La Casa Bianca ha sempre pensato che avrebbe vinto uno scontro con i democratici sullo spionaggio delle chiamate internazionali, perché serviva a proteggere il paese. Adesso però si parla di controlli interni, che toccano ogni cittadino. La popolarità di Bush è già scesa al 31%, e la soffiata del nuovo scandalo forse mira a deragliare proprio la conferma di Hayden alla guida della Cia.
Penso che non sempre il fine giustifichi i mezzi. Insomma, mi pare una cosa un po' indelicata ed esagerata :P.
Cosa ne pensate voi? Rispondete, se volete :-).
NEW YORK. I telefoni americani, quasi tutti, sono spiati dal governo, che sa esattamente chi chiama chi. Anche il centralino de «La Stampa» e i numeri di parecchi redattori sono schedati, visto che ogni giorno ricevono telefonate dal nostro ufficio. La notizia, rivelata ieri dal quotidiano Usa Today, sta già provocando polemiche infuocate, che minacciano di erodere ancora la popolarità in calo del presidente Bush e mettono a rischio la conferma del generale Michael Hayden come nuovo capo della Cia.
Nel dicembre scorso il New York Times aveva scritto che la National Security Agency (Nsa), guidata proprio da Hayden, spiava le telefonate fatte dagli americani all'estero per intercettare eventuali comunicazioni con terroristi. Bush aveva difeso la legalità della sua iniziativa, presa senza consultare i tribunali, e aveva aggiunto che era necessaria per proteggere il paese da nuovi attacchi. La scoperta aveva fatto scandalo, ma in base ai sondaggi circa metà degli americani l'avevano accettata per il loro bene. Ieri Usa Today ha aggiunto un tassello, rivelando che il programma di controllo della Nsa è molto più vasto.
Subito dopo l'11 settembre l'agenzia di Hayden aveva chiesto a tutte le compagnie telefoniche americane di consegnarle i dati sulle chiamate fatte da ogni apparecchio. Lo scopo non era spiare o registrare le comunicazioni, ma sapere tutti i numeri composti dai telefoni americani, negli Usa e all'estero, per scoprire possibili contatti con terroristi. Le tre aziende più grandi, cioé AT&T, Verizon e BellSouth, avevano accettato, mentre la Qwest si era rifiutata per riserve legali e per il timore di essere multata.
In totale, circa 200 milioni di utenti erano finiti sotto controllo, inclusi noi. Appena uscita la notizia, l'opposizione democratica è andata all'attacco: «Questo - ha detto il senatore Leahy - è il governo di tutti, non di un partito. Chi riceve grande potere ha il dovere di rispondere agli americani di come lo usa. Dobbiamo vergognarci di aver saputo una cosa simile dai giornali». Anche alcuni repubblicani, però, si sono ribellati: «Non capisco - ha commentato il senatore Graham - cosa c'entri con la sicurezza la raccolta dei numeri chiamati dagli americani».
Il collega Specter, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ha annunciato audizioni. Bush, messo sotto pressione, ha risposto parlando in diretta dalla Casa Bianca: «Primo, le nostre attività internazionali puntano sul Al Qaeda ed i suoi affiliati. Al Qaeda è il nostro nemico e vogliamo conoscere i suoi piani. Secondo, il governo non ascolta le telefonate domestiche senza approvazione del tribunale. Terzo, le attività di intelligence che ho autorizzato sono legali e ne abbiamo informato il Congresso. Quarto, la privacy degli americani è decisamente protetta. Noi non scaviamo nelle vite personali di milioni di cittadini innocenti».
Quindi Bush ha rivendicato il successo di aver evitato nuovi attacchi e ha lanciato un monito a chi ha passato la notizia, senza confermarla o smentirla: «Ogni volta che vengono pubblicate delicate informazioni di intelligence, ciò danneggia la nostra capacità di sconfiggere il nemico». La Casa Bianca ha sempre pensato che avrebbe vinto uno scontro con i democratici sullo spionaggio delle chiamate internazionali, perché serviva a proteggere il paese. Adesso però si parla di controlli interni, che toccano ogni cittadino. La popolarità di Bush è già scesa al 31%, e la soffiata del nuovo scandalo forse mira a deragliare proprio la conferma di Hayden alla guida della Cia.
Penso che non sempre il fine giustifichi i mezzi. Insomma, mi pare una cosa un po' indelicata ed esagerata :P.
Cosa ne pensate voi? Rispondete, se volete :-).
