I meravigliosi ANNI 80!!
joce · 03/04/2006 20:19 · #1:D
In questo thread voglio parlare del decennio più luccicoso e magico, che tutti quelli che lo hanno vissuto, lo ricordano con nostalgia... gli ANNI 80!!
Per ogni giorno, scriverò un'informazione diversa [musica, mode, serie TV, films e quant altro...] presa da vari siti...
Voi siete liberi di scrivere qualsiasi cosa desideriate... opinioni, commenti e quant altro sugli eightes!!
E ora... LET'S GO!! 👌 👌 👌 👌
joce · 03/04/2006 20:21 · #2Ecco il primo argomento... tratto da 80mania.com ;)
La hit-parade del 1980
Il 5 gennaio 1980, la classifica dei 45 giri più venduti in Italia vede al primo posto Heather Parisi, con "Disco bambina" (!), al secondo "Remi e le sue avventure" (!!), al terzo e al quarto, Loretta Goggi, con "L'aria del sabato sera" e "Cicciotella" (!!). È il segno inequivocabile di un mercato dominato dal grande successo di Fantastico, lo show del sabato sera, e dalle richieste dei bambini, che si danno da fare da matti con i mitici mangiadischi. La Parisi e la sigla del cartone animato si alternano al comando fino agli inizi di marzo: il 15, invece, arriva al primo posto il fenomeno dell'anno, Video killed the radio star.
La cantano i Buggles, uno sconosciuto gruppo inglese, che ottiene con questa canzone facile facile, che fà uso di campionature e sound elettronici, un successo mondiale. In Italia, rimangono al primo posto per 14 settimane di fila (verranno scalzati dall'Ape Maia!), conquistando la palma d'oro di disco dell'anno.
Alle loro spalle, i due campioni dell'estate 1980, Alan Sorrenti, con "Non so che darei", e Gianni Togni, con "Luna". Altri numeri uno nel corso dell'anno saranno Miguel Bosé, con "Olympic games", Renato Zero, con "Amico", Diana Ross, con "Upside down", e gli Spargo, sconosciuto gruppo italiano, con la smielata "You and me".
Tra i 33 giri, sono 6 gli album che raggiungono il primo posto nel corso dell'anno: Lucio Dalla é il campione, con Dalla, che contiene tra le altre "Balla balla ballerino" e "La sera dei miracoli". I Pink Floyd si accontentano della piazza d'onore, ma il loro The wall é il numero uno mondiale dell'anno.
Le casalinghe innamorate spingono invece al primo posto Julio Iglesias, con "Innamorarsi alla mia età", mentre gli altri numeri uno sono l'intramontabile Lucio Battisti, con "Una giornata uggiosa", Edoardo Bennato, con la mitica "Sono solo canzonette", e Renato Zero, con "Tregua", contenente la stupenda "Amico".
I Pink Floyd dominano le classifiche di vendita degli album, ma il vero fenomeno dell'anno sono i Blondie, con Call me.
La canzone principale del film "American gigolo", scritta da Giorgio Moroder, ottiene il primo posto in tutto il mondo. Grande successo anche per i Police, con l'album "Zenyatta mondatta" che monopolizza le top ten inglesi, trascinato dal singolo "Don't stand so close to me". Un giovane cantante americano al debutto trionfa con l'album che porta il suo nome, Christopher Cross. Altri grandi album nell'anno, "The river", di un giovane Bruce Springsteen, e "Emotional rescue", di un gruppo che già allora viene considerato di "vecchietti": i Rolling Stones. Mentre il movimento punk vive i suoi ultimi giorni di fuoco, con "London calling" dei Clash, escono due album molto importanti: i Dire Straits pubblicano il loro terzo lavoro, Making movies, mentre uno sconosciuto gruppo irlandese propone la sua opera prima: il disco é "Boy", loro sono gli U2. Ne sentiremo parlare ancora, credo. A fine anno, viene ucciso da un suo fan pazzo il leader dei Beatles, John Lennon, che diventerà presto un'autentica icona della cultura popolare.
"Non so che darei", "Figli delle stelle", "L'unica donna per me": un trio di meraviglie lancia al primo posto delle classifiche e sulle copertine delle riviste Alan Sorrenti.
Baffo da seduttore, voce in falsetto molto fine anni 70, è l'idolo delle sorelle maggiori e delle mamme dell'epoca, che con la scusa di comprare "L'ape Maia" ai figli trovano il modo di far scivolare in borsa anche l'ultimo disco della versione italiana di Julio Iglesias, che le fá sospirare quando appare nell'ennesima trasmissione televisiva. Esempio quasi scolastico di "meteora", Alan vive due stagioni di autentica gloria, per poi sparire nel dimenticatoio, anche per problemi personali molto seri. Chi non puó invece definirsi meteora nel senso proprio del termine é Gianni Togni, serissimo professionista della canzone d'autore: ma é chiaro che il successo che vive nell'estate del 1980, quando la sua Luna é la canzone piú comprata e ascoltata in radio, non sarà poi nemmeno lontanamente riavvicinato dal bravo cantautore.
Arrivano dalla Francia, ma sono fenomeni soprattutto da noi i Rockets, gruppo che fà uso di fumo, raggi laser e suoni elettronici, e che si acconcia da alieni argentati. Fantastici con "Galactica"! A livello mondiale, nascono e muoiono nel giro di una stagione i Knack, con la divertente My Sharona.
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 03/04/2006 21:02 · #3degli anni '80 ricordo il terremoto in Irpinia..che terrorizzò anche la Campania..io avevo 7 anni...dormimmo 2 notti in macchina...;) forse è triste e "OT"...ma mi viene in mente solo questo..
vera| · 03/04/2006 21:13 · #4grande mitica joCeeee mi sto facendo giusto ora l'ennesima compilation anni '80! 👌
joce · 03/04/2006 21:39 · #5No Crow... non è OT... qui si può parlare di tutto..
è un fatto di cronaca molto importante!
vera| : lamera| ma mitica| !
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 03/04/2006 21:54 · #6;) lascio l'anno triste..x passare all'82..l'Italia (calcio ) vince il mondiale...i caroselli con le auto....
http://img432.imageshack.us/img432/2424/0paginagazzetta1sx.jpg
Nightcrawler · 03/04/2006 22:44 · #7Drive-In
Come dimenticare gianfranco d'angelo e il suo "has fidanken" oppure il tenerone!
Greggio con l'asta tosta e teomondo scrofalo!
E tutti i vari beruschi,faletti,braschi, vastano ecc ecc.
quello si che era un programma! comicità sana priva di volgarità
http://indefinibile.blog.excite.it/img/1072178400ok_eziogreggio_has1.jpg http://www.eziogreggio.it/images/asta1.jpg
Psycho^^ · 04/04/2006 08:19 · #81980.... l'anno della mia nascita! :D
nacque allora questo piccolo folletto 🤓
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 04/04/2006 11:11 · #9..anni '80... la mia infanzia...i giochi in cortile...i vetri rotti col pallone...le mazzate di mia madre..;) voglio tornà bambino
Justarius · 04/04/2006 11:38 · #10Ecco il primo argomento... tratto da 80mania.com ;)
La hit-parade del 1980
Il 5 gennaio 1980, la classifica dei 45 giri più venduti in Italia vede al primo posto Heather Parisi, con "Disco bambina" (!), al secondo "Remi e le sue avventure" (!!), al terzo e al quarto, Loretta Goggi, con "L'aria del sabato sera" e "Cicciotella" (!!).
AAAAAAAAAAAAHHHHHHH BEHHHHHHHHH
Allora siamo fighi in Italia ghgh
Giù il cappello signori ..
http://jaquetteworld.chez-alice.fr/images/cd_audio/Metallica_-_Master_Of_Puppets-front.jpg
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 04/04/2006 11:47 · #11:D ero tentato a quotare Justarius 🤣 un po più piccola..no è..
LadyVamp · 04/04/2006 12:04 · #12http://www.80mania.com/Films/lafebbredelsabatosera.jpg http://www.80mania.com/Films/thebluesbrother.jpg
http://www.80mania.com/Films/dirtydancing.jpg http://www.archivio.raiuno.rai.it/image/0061/006101.jpg
MITICI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:D :D :D
Akeron · 04/04/2006 12:10 · #13I miei anni 80 erano quelli del Drive In, del nientismo assoluto, del "non so cosa voglio ma so come ottnerlo" che avevano profetizzato i pistols nel 77... insomma tante cose diverse e contrastanti, ma proprio per questo formavano un mix micidiale :D I cartoni animati giapponesi prendevano piede e le sigle andavano alla grande... gli autori venivano invitati in tv a cantarle, spesso vestiti in modo ridicolo... chi si ricorda i Micronauti vestiti con delle tute simil spaziali che cantavano Daitarn 3? ghghgh Il metal si scrollava di dosso gli ultimi rimasugli di Hard Rock per andare a formare quello che conosciamo oggi. Gruppi come Metallica, Slayer e Anthrax andavano verso territori nuovi, anche se in parte gia battuti da Venom, Mercyful Fate e altri... ma questa è un altra storia! Videomusic in italia ci portò i video clip ed era una cosa che dava dipendenza... anche perchè era una novita e c'erano tutti questi gruppi con video strani, tipo il video di "Cry", in cui c'era un primitivo morphing fatto con sovrapposioni di nastri... :D
Troppe cose ci sarebbero da dire... anche negative in realtà. Ho sempre trovato ridicole certe cose degli anni 80, che spero non ritornino mai più, come per esempio:
1) Lotta paninari contro dark o contro duraniani, oppure un mix di questi contro metallari e\o discotecari...
2) Un folklore diffuso che imponeva di usare un linguaggio privo di significato solo perchè faceva fico (ma per chi?), con frasi tipo "sfrizzola il velopendulo" -___- (da una pubblicita della Golia).
3) Il qualunquismo terrificante che ammetteva tutto perchè tanto ci si doveva divertire e "Tutti ne vogliono un pezzo" come dicevano i Van Halen...
C'è molto, davvero tanto da dire... :)
PS: http://www.telereclame.net/Spot%20memorabili/golia%20bianca1.htm
Justarius · 04/04/2006 19:57 · #14@ Crow : quota un buon dizionario prima di quotare me :P
@Akeron : ti sei dimenticato i Maiden :°°°
@ Tutti..
Aoo,ma siamo nati NOI negli anni 80 :D 🤓
joce · 04/04/2006 20:06 · #15Nel magico 1986 sono nata io...
ecco a voi la classifica del 1981!! grande anno ;)
Tratta sempre da 80mania.com
Gennaio vede il dominio di "Anna dai capelli rossi" (!), poi, dopo la parentesi Barbra Streisand, tre canzoni si alternano in testa alla classifica: "Maledetta primavera", di Loretta Goggi, "Sarà perché ti amo", dei Ricchi e poveri, e il fenomeno "Gioca jouer", del disc jockey Claudio Cecchetto, non una canzone ma un giochino musicale. Fà in tempo ad arrivare in testa anche la francesina Lio, con "Amoreux solitaires".
Poi, arrivano i dominatori dell'anno: per primi, gli O.M.D., un gruppo inglese della scena alternativa che trovano il successo mondiale con "Enola Gay", l'aereo che sganciò l'atomica su Hiroshima. Per loro, sei settimane al numero uno, prima che arrivi il mostro del 1981: Nikka Costa.
A soli 6 anni, questa bambina dalla voce pazzesca sbaraglia le classifiche di mezzo mondo con una canzone d'amore, "On my own", rimanendo al numero 1 in Italia per 14 settimane di fila. A fine anno, solo Kim Carnes, con il successo mondiale "Bette Davis eyes", la scalzerà dalla vetta. A metà dicembre, entra in classifica Reality: ne riparleremo.
La classifica dell'anno dei 33 giri, vede invece al primo posto i Dire Straits: "Making movies" trova il meritato successo in Italia quasi un anno dopo la sua uscita, decretando l'inizio di un rapporto d'amore tra il nostro Paese e il gruppo di Mark Knopfler, che a febbraio si é esibito a San Remo. Gli altri campioni dell'anno sono Claudio Baglioni, con "Strada facendo", e i Pooh, con il bellissimo Buona fortuna. Grandi successi sono anche "Icaro", di Renato Zero, e "Guilty", di Barbra Streisand. Riccardo Cocciante conquista i primi posti con "Cervo a primavera".
Forse molti di voi non li conoscono, ma i campioni del 1981 sono i Reo Speedwagon, un gruppo americano che domina le classifiche con l'album "Hi infidelity", trainato dal grande successo del singolo Keep on loving you.
L'ennesimo lavoro degli Stones, "Tattoo you", raggiunge le cime delle classifiche, con la famosa "Start me up" a fare da apripista. "For those about to rock" é il successo mondiale degli australiani AC/DC, i re dell'hard rock. "Bette Davis eyes" é il disco dell'anno, per la brava Kim Carnes, mentre l'arrivo di MTV fà entrare nelle case i primi video musicali, tra i quali spicca "Physical", con un'atletica Olivia Newton John. Celebration, dei Kool and the gang, porta anche negli anni 80 la disco fever dei 70, "Games people play" lancia gli Alan Parsons project.
Non arriva mai al numero uno, ma rimane in classifica più di tre mesi e diventa un autentico fenomeno Alberto Camerini: l'Arlecchino elettronico si presenta in tv con creste multicolori e un disco pieno di suoni elettronici: é la fantastica Rock 'n roll robot.
Quasi una versione di Camerini al femminile é la punk Donatella Rettore, in classifica con "Donatella". Arriva invece dal Belgio il simpatico Plastic Bertrand, che si farà conoscere grazie a "Hula hoop" e poi si ripeterà con l'altrettanto "impegnata" Ping pong.
Tale Paolo Barabani ottiene i suoi 5 minuti di gloria con "Hop hop somarello". Cose da anni 80!
joce · 04/04/2006 21:14 · #16Uh! che bello!! Quante risposte *___*
Vi regalo una tortina fatta col.... DOLCE FORNO!!! :D Un must degli anni 80....
Tratto da Falshblog 80's!
I dolci elettrodomestici Harbert
Autore: Charlie B
Suppongo che la Harbert sia fallita, ma noi giovani la cui infanzia è stata popolata da auto parlanti di nome KITT e da tizi biondi col mullet che con una forcina per capelli disinnescavano una bomba, non possiamo averla dimenticata.
Il dolce forno, la dolce macchina del gelato, la dolce macchina dei pop corn... Alla fine confessiamolo, non erano solo le bambine a volerli. Anche perchè sapientemente, chi si occupava degli spot della Harbert, inseriva sempre anche un maschietto a giocare coi piccoli elettrodomestici, come per dire "guarda che non perde nulla la tua virilità se ti diverti a cucinare qualche biscottino al cocco".
Io non ne ho mai avuti, ma l'idea non mi dispiaceva. C'era un mio amico che aveva il Dolce Forno e ogni volta che andavo a casa sua mi rifilava tortini terribili, mezzi crudi, perchè sto belìn di dolce forno cuoceva con la lampadina e anche per una tortina di 5 cm dello spessore di 3 mm ci volevano circa 12 ore, come per cucinare l'anatra laccata.
Però alla fine era una soddisfazione, mangiare una schifezza fatta da noi stessi.
Indubbiamente il Dolce Forno era il più versatile e carismatico, quindi il più gettonato.La macchina del pop corn alla fine si limitava a farlo "poppare" ed era finita lì, la macchina del gelato non faceva molto di più (quali altre macchine c'erano?). Il Dolce Forno invece.... Lui era il top per la piccola massaia. Le bambine che avevano tutta la cucinina non sognavano altro. Mentre cercavano di far addormentare quella rompipalle di Bebi Mia (che causò la più alta percentuale di esaurimenti nervosi infantili tra il 1986 e il 1989), sarebbe stato fantastico poter sfornare tortine lamentandosi perchè loro marito Luke Perry non le aiutava mai coi lavori di casa.
Ora i giocattoli da bambine sono tutti sullo stile Bratz, ovvero "ti insegno come vestirti da troia e pensare solo a quale ombretto mettere abbinandolo alle calze autoreggenti da mignotta".
I giocattoli Harbert invece sì che erano educativi! Insegnavano alle donne, sin da bambine, quale era il loro posto nel mondo, cioè in cucina!
Come cresceranno le giovani mogli del futuro senza i piccoli elettrodomestici Harbert!?
......prima che mi lincìate, sappiate che sto scherzando.....tranne che sulle bambole-troia di oggi
NOTA: ho appena scoperto che esiste il Dolce Forno di DRAGON BALL (!!!!!), non della Harbert, ma della Giochi Preziosi. Ed ha la stessa funzione del caro vecchio Dolce Forno, ma che senso ha che sia di Dragon Ball!? Tra l'altro è espressamente rivolto ai maschi!
Akeron · 04/04/2006 21:23 · #17@Akeron : ti sei dimenticato i Maiden
Come dicevo c'è molto da dire.. non potevo mica mettere tutto! Altrimenti dovrei anche citare:
AngelWitch
Diamond Head
Megadeth
Ac-Dc (seconda lineup)
Raven
ecc ecc
:D
ma che senso ha che sia di Dragon Ball!? Tra l'altro è espressamente rivolto ai maschi!
Ti sei mai chiesta cosa mangia Goku durante le pause tra un combattimento e l'altro? 😂
^Sanuye^ · 04/04/2006 21:26 · #18:D
In questo thread voglio parlare del decennio più luccicoso e magico, che tutti quelli che lo hanno vissuto, lo ricordano con nostalgia... gli ANNI 80!!
Io li ho vissuti, e non li ricordo con nostalgia, tutt'altro.
Si puo' dire molto degli anni 80, tranne che siano stati meravigliosi.
Faccio qualche esempio (semplicemente scorrendo wikipedia per ritrovare le date)
27 giugno 1980 Strage di Ustica
2 agosto 1980 Strage di Bologna
1981 si scopre la loggia massonica P2
13 maggio 1981 Attentato al Papa
3 settembre 1982 ucciso a Palermo il generale Dalla Chiesa
26 aprile 1986 Disastro di Cernobyl
la guerra tra Iran e Iraq
1988 il massacro di piazza Tien an men
Bettino Craxi al governo
l'inflazione sopra al 16%
e poi... gli yuppies, la filosofia dell'arrampicatore sociale...
Di positivo, il crollo del muro di Berlino nell'89... ormai gli anni bui stavano finendo.
Non sono stati scintillanti gli anni ottanta, sono stati cupi, preoccupati, ma in definitiva qualunquisti, rassegnati.
Sono contenta che siano passato.
My two cents
joce · 04/04/2006 21:31 · #19Beh certo...ogni decennio ha le sue note negative... :/
Akeron · 04/04/2006 21:59 · #20Di positivo, il crollo del muro di Berlino nell'89... ormai gli anni bui stavano finendo. Non sono stati scintillanti gli anni ottanta, sono stati cupi, preoccupati, ma in definitiva qualunquisti, rassegnati.
é___é Sanuye... dico la mia, dato che anche io c'ero... Tu mi parli di anni bui, citando cose che effettivamente erano presenti e non erano manco minoritarie... Ma io dico... se è esiste un decennio solare per definizione, scanzonato e disimpegnato (pure troppo), dopo gli anni 60, sono gli anni Ottanta!! Cioè... cupo è preoccupante fu chernobyl sono d'accordo, così come altre cose citate che ricordo benissimo... ma la gente per strada non era per niente cupa. Ma abbiamo visto due anni ottanta diversi? su che canale lo davano il tuo? ghghggh Non li sto lodando sia chiaro... ci sono molte cose che non mi piacciono e sono molte di piu di quelle che ho scritto io stesso... ma da qua a dire che era un periodo buio... mi sembra francamente esagerato... te lo dico in simpatia... :)
Nightcrawler · 05/04/2006 00:37 · #21Scrivo per citare un solo dato ma molto significativo:
Il 1986 è stato l'anno con il maggior tasso di soddisfazione sia in italia che in europa. Almeno questo secondo le statistiche.
E non faccio fatica a crederlo. Dopo gli ultimi anni bui dello stragismo tutto prendeva una sana piega di ottismo anche se si rivelerà una bolla di sapone destinata ad implodere con la dura realtà di tangentopoli che inaugurerà gli anni 90.
joce · 05/04/2006 14:02 · #22Il 1986 è stato un bellissimo anno... sono nata io 🤓
joce · 05/04/2006 19:43 · #23Ecco a voi altri nuovi articoli....
Ieri l' 81 e oggi, l'anno del trionfo dell'Italia ai mondiali, il 1982!! Cosa si ascoltava in quell'anno?
In un anno in cui molte canzoni si alternano al comando della hit parade, sarà uno sconosciuto cantante austriaco a vincere il premio di canzone dell'anno. Intanto, a inizio 1982, spopola ovunque, soprattutto alle feste di compleanno e di carnevale, Reality, dello sconosciuto Richard Sanderson, tema del clamoroso successo cinematografico di fine 1981, "Il tempo delle mele". Dopo la vittoria a San Remo, va benissimo anche Riccardo Fogli, con "Storie di tutti i giorni". Sempre sull'onda di un successo cinematografico, "Paradise" di Phoebe Cates domina le hit parade per tre mesi, finché non viene superata dal nuovo idolo delle teenagers, Miguel Bosé con "Bravi ragazzi". Anche gli Imagination e Claudio Baglioni, con la splendida "Avrai", arrivano al numero uno, finché a metà ottobre arriva Falco.
Lo sconosciuto giovanotto austriaco va in testa alla classifica e ci rimane fino all'inizio del 1983 con una specie di rap elettronico in un inglese molto "tedesco". A nulla valgono i ripetuti assalti di "I won't let you down" dei PH.D. e di "Hard to say i'm sorry", dei Chicago.
Se il 1982 a 45 giri non ha avuto un vincitore netto, la classifica degli album é stradominata per tutto l'anno da un sopravvissuto del progressive rock italiano anni 70: Franco Battiato.
Abbandonata l'ardita sperimentazione dei tempi di "Fetus" e "Pollution", Battiato esce con La voce del padrone, un disco con tematiche molto profonde ma furbamente "mascherate" in quelle che all'apparenza sono canzoni molto "facili", in modo da non spaventare chi compra un disco in cui ci sono gemme preziose come "Gli uccelli", a mio modesto parere la piú bella poesia italiana degli ultimi anni. "La voce del padrone" sarà il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute, e suo malgrado, Battiato diventa una star.
A reggere le bordate della corazzata Battiato, in classifica per oltre un anno, ci provano la colonna sonora de "Il tempo delle mele", "Cocciante", con la bellissima "Celeste nostalgia", che non riuscirà mai a raggiungere il numero uno, il rock elettronico degli Alan Parsons project, con "Eye in the sky", e verso fine anno i Dire Straits, che con "Love over gold" riusciranno a spodestare il tiranno siciliano.
Arrivano dall'Australia i campioni del 1982: sono gli sconosciuti Men at work, che sbancano le classifiche con Business as usual, contenente le due super hit "Who can it be now" e "Down under".
Il loro rock molto facile e l'inconfondibile attacco di sax conquista le top ten mondiali, mentre il compositore Vangelis conosce improvvisa, grandissima fama con la colonna sonora del film "Momenti di gloria". Paul McCartney ottiene grande successo in accoppiata con Stevie Wonder, in "Ebony and ivory". Olivia Newton porta fin nel 1982 il successo di "Physical", ma le due hit maggiori dell'anno sono "Hard to say i'm sorry", dei Chicago, e soprattutto "Eye of the tiger", dei Survivor.
Il gruppo americano é un altro esempio dello stretto connubio cinema-musica dell'epoca, visto che la loro canzone é il tema di "Rocky 3". Successo grandissimo anche per Don't you want me, degli Human league.
In un anno in cui i numeri uno, Falco e Sanderson, sono vere meteore, il panorama italiano propone Giuseppe Cionfoli, che si presenta a San Remo spacciandosi per frate (lo si saprà solo dopo), e diventa fenomeno mediale con "Solo grazie". La vera meteora é quindi Gazebo, gettonatissimo nei juke-box e come colonna sonora dei vari film di Vanzina, quest'anno con "Masterpiece", e poi con la mitica I like Chopin .
Ma gli autentici fenomeni parastatali dell'anno sono i Trio, tre zoticoni tedeschi che hanno 5 minuti di gloria con la mitica "Da da da" ( e il testo é tutto qua!). Anche i Quarterflash, con "Harden my heart", durano lo spazio di un pomeriggio.
tratto da 80mania.com
joce · 05/04/2006 19:45 · #24Piccola recensione su un Telefilm Cult... ;)
A Team
Le avventure di un gruppo di 4 reduci del Vietnam, il colonnello John "Hannibal" Smith ("Adoro i piani ben riusciti"), Templeton "Sberla" Peck, faccia d'angelo ma gran figlio di.., Bosco (Non lo sapevate, eh?) "P.E." (pessimo elemento) Baracus, montagna di muscoli che odia volare, e "Cane pazzo" Murdock, pilota di elicotteri folle, odiato da Baracus. Ingiustamente accusati di un crimine che non hanno commesso, braccati dall'esercito, diventano paladini dei deboli, tra scazzottate e sparatorie, fughe ed esplosioni sempre incruente.
98 episodi per questo divertentissimo telefilm, vero cult degli anni '80.
fonte..sempre 80mania.com
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 05/04/2006 22:55 · #25Piccola recensione su un Telefilm Cult...
A Team
;) era il mio telefilm preferito..insieme all'incredibile Hulk
http://img419.imageshack.us/img419/5416/team7gt.th.gif (http://img419.imageshack.us/my.php?image=team7gt.gif)http://img456.imageshack.us/img456/8483/hulk0eo.jpg
joce · 06/04/2006 13:31 · #26Uh, bravo Crow che hai postato l'immagine! ;)
sydney · 06/04/2006 16:02 · #27OT: Il velopendulo cmq è una sporgenza di muscolo tra la trachea e la fine del palato. Fine OT :)
joce · 06/04/2006 16:14 · #28ah ecco Niko... io iniziavo già a pensare male :D lol
joce · 06/04/2006 19:10 · #29Ora parliamo di.... BIM BUM BAM!!!! Sigh...
Tratto da flashblog80s, autore: Charlie B
Parliamo di Bim Bum Bam. Bene, voi mi direte, ma Bim Bum Bam c'era fino a pochissimo tempo fa! Sì, vero, ma la sua epoca d'oro è stata nei mitici 80.
Anzitutto è doveroso citare i primi presentatori di questo contenitore pomeridiano di canale 5. Anzi, prima di tutto bisogna dire che non iniziò su Canale 5, ma su Italia 1. Tant'è vero che il pupazzo (mi sembra quasi di offenderlo chiamandolo "pupazzo") si chiamava Uan, cioè l'italianizzazione di One e cioè Uno e cioè Italia 1...devo dirvi proprio tutto!? Su Canale 5 c'era già prima un altro programma per bambini e il pupazzo infatti si chiamava Five (o Faiv?) ed era doppiato niente popò di meno che da Marco Columbro.
Beh, ho divagato. Dicevamo dei primi presentatori di Bim Bum Bam. PEnso lo sappiate tutti che uno era Paolo "Piolo" Bonolis e forse qualcuno in meno ricorda che con lui c'era Licia Colò, che restò per meno anni di Paolo. Subito dopo la Colò arrivò una storica di Bim Bum Bam: Manuela Blanchard. Poi si avvicendarono diversi personaggi (Marco Bellavia, Debora Magnaghi, Giulia Franzoso..).
Quelli che ricordo meglio sono sicuramente Manuela e Paolo. E indubbiamente Bonolis è stato il miglior presentatore di sempre. Come dimenticare le sue fantastiche parodie di film come "Piolocky"!? E ancora la parodia di "Johnatan dimensione avventura" (la trasmissione di Ambrogio Fogar, recentemente scomparso che meriterebbe un post tutto suo), credo si chiamasse Uanatan. Le telepromozioni della "caciotta fetecchia" con il "sssssssì!" finale o la mitica gag della puntina sul tavolo!? Indimenticabili.
Altro grandissimo e storico personaggio di Bim Bum Bam era il Signor Brandolin, che era solo una voce fuoricampo che schiavizzava e sgridava Paolo. Mi faceva morir dal ridere. Degno di citazione è indubbiamente Giancarlo Muratori, il doppiatore di Uan che è scomparso piuttosto di recente. Vi ricordate le sigle di Bim Bum Bam? Erano girate a Gardaland ed erano dei mini "video musicali" con tutti i personaggi del programma. Bellissime. Perchè Bim Bum Bam è stato grande? Perchè era un vero programma dedicato ai bambini. Negli ultimi anni non fanno altro che sparare cartoni (di scadente qualità) e pubblicità a raffica. Bim Bum Bam aveva momenti educativi, ma soprattutto di divertimento e di iterazione coi bambini. C'erano le telefonate per vincere dei premi e c'era il momento della posta, dove venivano lette le letterine dei bambini e mostrati i loro disegni.
Ci fu un periodo in cui si fece anche un crossover tra Ciao Ciao e Bim Bum Bam e i presentatori delle due trasmissioni erano "coinquilini" di uno stesso palazzo e i due studi erano come due appartamenti, una specie di Friends de noartri che fungeva da trasmissione per bimbi.
Ora farò la figura del solito vecchio bacucco nostalgico, ma è indubbio che ora come ora trasmissioni del calibro di Bim Bum Bam non ce ne sono. La Melevisione è per bambini molto piccoli e danno cartoni penosi da ritardati mentali e non nominatemi nemmeno i Teletubbies. Sono registrazioni che mandano in onda, sono per bambini di 2 anni, non hanno nulla di "vero", non hanno contatto coi bambini. Per quelli tra i 6-7 anni e i 10 non c'è nulla di vagamente simile a Bim Bum Bam, anzi, non c'è nulla.
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 06/04/2006 19:52 · #30Vi ricordate cera un gioco che si chiamava "flop-flop": si facevano con una corda e con due palline legate che si dovevano far andare su e giù e poi farle sbattere ..
http://img434.imageshack.us/img434/9392/immagine7ag.th.jpg (http://img434.imageshack.us/my.php?image=immagine7ag.jpg) :D non ridete x il disegno ;) era x rendere l'idea
joce · 06/04/2006 20:36 · #31Ah si.. Artemis, il mio vecchio gattino, lo adorava!!!
IPPOPOTAMA · 07/04/2006 00:10 · #32IO NEANCHE ERO NATA,NON POSSO SAPERE NULLA DEGLI ANNI 80,MA DAI VS RACCONTI NE SONO RIMASTA MOLTO AFFASCINATA!!!:D:D:D:D:D😛👌
MA RICORDO BENISSIMO LORO I BEE GEES,PERCHè CE LI SIAM PORTATI DIETRO FINO ADESSO!!!:D:D:D:D😛👌
stayin alive
Well, you can tell by the way I use my walk,
Im a womans man: no time to talk.
Music loud and women warm, Ive been kicked around
Since I was born.
And now its all right. its ok.
And you may look the other way.
We can try to understand
The new york times effect on man.
Whether youre a brother or whether youre a mother,
Youre stayin alive, stayin alive.
Feel the city breakin and everybody shakin,
And were stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive.
Well now, I get low and I get high,
And if I cant get either, I really try.
Got the wings of heaven on my shoes.
Im a dancin man and I just cant lose.
You know its all right. its ok.
Ill live to see another day.
We can try to understand
The new york times effect on man.
Whether youre a brother or whether youre a mother,
Youre stayin alive, stayin alive.
Feel the city breakin and everybody shakin,
And were stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive.
Life goin nowhere. somebody help me.
Somebody help me, yeah.
Life goin nowhere. somebody help me.
Somebody help me, yeah. stayin alive.
Well, you can tell by the way I use my walk,
Im a womans man: no time to talk.
Music loud and women warm,
Ive been kicked around since I was born.
And now its all right. its ok.
And you may look the other way.
We can try to understand
The new york times effect on man.
Whether youre a brother or whether youre a mother,
Youre stayin alive, stayin alive.
Feel the city breakin and everybody shakin,
And were stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive, stayin alive.
Ah, ha, ha, ha, stayin alive.
Life goin nowhere. somebody help me.
Somebody help me, yeah.
Life goin nowhere. somebody help me, yeah.
Im stayin alive.
CIAO BELLA JOCEEEE👌
joce · 07/04/2006 21:15 · #33E oraaaaaaaaaaaaaaa
ecco a voi la mitica classifica del
MILLENOVECENTOOTTANTATRE!!!!
É un anno, il 1983, dominato dagli exploit di Thriller, che vende piú di 50 milioni di copie in tutto il mondo e fà diventare una stella di proporzioni galattiche Michael Jackson. In Italia arriva dopo metà anno, ma fa in tempo a dominare le classifiche di vendita dei 33 giri.
Lo straordinario risultato di Thriller oscura un'altra stagione magica per Franco Battiato, che con "L'arca di Noé" si avvicina ai numeri strabilianti de "La voce del padrone". I Police realizzano forse il loro miglior album, "Synchronicity", con la stupenda "Every breath you take". Successi anche per Lucio Dalla, la colonna sonora di "Flashdance" e la prima di una lunga serie di raccolte che verranno sui lavori di John Lennon. Si fà notare un giovane cantautore italiano, che l'anno prima era arrivato ultimo a San Remo: Vasco Rossi.
Tra i singoli, siamo forse l'unico Paese al mondo in cui Hard to say i'm sorry é seconda, dietro "Carletto", di Corrado. L'uscita in tutto il mondo del film "Flashdance" proietta al primo posto delle classifiche "What a feeling", di Irene Cara.
In Italia arriva a fine anno, giusto i tempo per bruciare sul filo di lana Moonlight shadow di Mike Oldfield, la mia canzone preferita in assoluto di tutti gli anni 80. "Vacanze romane" é il grandissimo successo dei Matia bazar, cosí come va fortissimo la canzone molto ruffiana di Toto Cutugno, "L'italiano". Ryan Paris interpreta la canzone " Dolce Vita " che vende oltre i 5 milioni di copie nel mondo e raggiunge il numero 1 nelle classifiche di tutto il mondo ( 12 dischi d'oro, 2 d' argento e 2 di platino). "Billie Jean" prepara l'arrivo di "Thriller", ma l'estate italiana é dominata da Renato Zero, con "Spiagge". A metà agosto arrivano come un ciclone gli sconosciuti Righeira, di cui parliamo piú sotto, con la mitica "Vamos a la playa". "I like Chopin" di Gazebo é l'ultimo numero uno prima dell'arrivo in vetta di Irene Cara e del disco dell'anno.
Se fosse uscito in un altro anno, "Synchronicity" avrebbe dominato tutte le classifiche del mondo. Trovandosi davanti il colosso "Thriller", si deve accontentare di fargli da secondo. Resta comunque un album stupendo, e i Police hanno almeno la soddisfazione del titolo per il singolo di maggior successo, Every breath you take.
"Billie Jean" e "Beat it" gli arrivano comunque molto vicino, e fanno passare in secondo piano altre grandi canzoni. Un gruppo inglese con uno strano personaggio come leader si fà un nome con due grandi hit: "Victims" e Do you really want to hurt me lanciano i Culture club di Boy George. Va fortissimo ovunque Irene Cara, mentre un altro disco da ricordare é "Total eclipse of the heart", di Bonnie Tyler. Primo numero uno per il duo degli Eurythmics, con "Sweet dreams". Gli U2 incidono "Sunday bloody sunday" sui tremendi fatti di Derry del 1972, ma nessuno ancora si accorge di loro. Ahinoi, invece, sta per arrivare l'epidemia Duran Duran: primo segno, "Hungry like the wolf". I Pink Floyd danno il taglio finale, "The final cut", alla loro esperienza musicale: senza Roger Waters, diventeranno tre macchine succhiasoldi senza un briciolo di originalità.
Alla voce "meteore" del dizionario dovrebbe comparire la loro foto: sono un duo piemontese che canta in spagnolo e nell'estate 1983 diventano il fenomeno assoluto delle canzonette italiane: i Righeira.
"Vamos a la playa" diventa un tormentone incredibile, e una delle canzoni che vengono subito in mente quando si parla di anni 80. Seguirà un altro discreto successo, "No tengo dinero", e poi l'oblio assoluto. Piú o meno quello che succede a Dario Baldan Bembo, un grande autore e musicista serio, che si vede da un giorno all'altro in testa alle classifiche e in tutte le trasmissioni televisive, grazie a L'amico é, sigla del primo telequiz di canale 5, Superflash. Dopo sei mesi di notorietà, Baldan Bembo non lo riconosce nemmeno sua madre.
Anche F.R. David ha lo stesso destino, con "Words", e non é da meno Greg Kihn, con "Jeopardy".
La divertente canzone sui quiz televisivi americani é un fenomeno di vendite, ma rimarrà l'unico acuto di questo cantante. Nella stessa categoria, Laid back e Bandolero. Chi? Ah,si: "Sunshine reggae" e "Paris latino".
By 80mania.com
joce · 07/04/2006 22:25 · #34Bene, oggi farò una bella recensione io...
Su un "gruppo musicale" che bene o male, ha segnato la storia degli anno 80 [specie per le bambine] i BEE HIVE!
I Bee Hive nascono nel 1982 da un'idea della mangaka [autrice di fumetti manga] Kaoru Tada, per la celeberrima serie a fumetti "Ai Shite Kinght", in Italia viene chiamato "Kiss Me Licia" [esiste anche la versione italiana del manga,"Love me Knight", pubblicato dalle edizioni Star Comics, 7 Numeri di 192 pp. circa].
I componenti erano:
Go Kato [voce] Mirko
Satomi Okawa [tastiere]
Eiji Tono [chitarra] Tony
Hiroyuki Suji [basso]
"Matt" Matsudaira [batteria]
Molto probabilmente, la Tada fu ispirata dal gruppo Inglese Japan e,soprattutto, dal suo frontman: David Sylvian, biondo ossigenato, cioffetto rosso...vi ricorda qualcuno? .
Come nella versione animata conosciuta da tutti noi, i Bee Hive avevano un look terribilmente glam.. i testi delle canzoni cantate dai Bee Hive nel manga sono principalmente di gruppi famosi nei primi anni '80 in Giappone, come "Stalin" e "44 Magnum", mentre la italianissime "Freeway", "Lonely Boy" etc..sono state composte dalla Valeri Manera e compagnia...ovvero, coloro che scrivevano le canzoni per le sigle dei cartoni animati targati Mediaset.
Il successo ottenuto in Italia fu strepitoso, tant'è che nel 1986 uscì un 33 giri contenente le canzoni dei Bee Hive nella serie animata.
Ma non è finita qui! [Purtroppo,oserei dire...] negli anni successivi uscirono i TELEFILM delle avventure di Licia e dei Bee Hive... "Love me Licia", "Teneramente Licia" e "Balliamo e cantiamo con Licia" [ad ogni serie corrisponde un 33 giri]
stendo un velo pietoso sul look e sulle canzoni dei Bee Hive.... canzonette stile "Pooh" ["[i]dolce amooore mioooo oggi sono iooo] cantate da 5 babbei con la TUTA DA GINNASTICA, ma mica quelle dell'Adidas o della Nike... quelle fatte con quel tessutaccio "da felpa", pantaloni larghissimi e colori raccapriccianti...
I Bee Hive erano interpretati da: Pasquale Finnicelli [Mirko], doppiato da Enzo Draghi quando cantava [ah si..dimenticavo di dirvi che tutti i personaggi, anche se interpretati da attori italiani, erano doppiati dai "prestatori di voce" della serie animata.... gh!] Sebastian Harrison [Satomi], Manuel De Peppe [Matt], Giovanni Colombo [Tony].
That's all ;)
joce · 10/04/2006 15:07 · #35Anche se non ve lo meritate... :P [non rispondete mai :(]
ecco a voi una piccola scheda con immagine di Flashdance ;)
[a me non è che sia piaciuto poi così tanto...ma vabbè.. :D]
Flashdance, grande successo di musica e immagini, è l'entusiasmante storia di Alex Owens (Jennifer Beals), diciottenne bella e determinata, che di giorno lavora come saldatore e di notte come ballerina in un locale. Il film brilla grazie alle canzoni degli anni '80, fra cui la n° 1 nella hit parade "Flashdance - What a Feeling" cantata da Irene Cara e "Maniac" cantata da Michael Sembello. Seguiamo la lotta di Alex per guadagnarsi l'indipendenza, trovare l'amore e realizzare il suo sogno, ballare alla Scuola di Danza di Pittsburg.
http://www.80mania.com/Films/flashdance.jpg
[articolo e locandina from 80mania.com]
Nightcrawler · 10/04/2006 16:12 · #36A grande richiesta(ma di chi? :P ) anche io darò il mio contributo sugli anni 80 ed in particolare su quello che mi appassiona di più ovvero le corse automobilistiche.
Gli anni 80, oltre che aver dato campioni di ineguagliato valore e sfide epiche, hanno rappresentato il massimo dell'evoluzione tecnologica associata ad una altrettanto alto livello di incoscenza che purtroppo ha presentato il conto fatto di una lunga lista di vittime. Gli anni 80 saranno ricordati come quelli dove si è andati oltre le possibilità del controllo umano senza nessun ausilio tecnologico/elettronico.
In particolare vale la pena di narrare le sfide leggendarie che si sono svolte sul circuito di Le Mans in occasione della famosa 24 ore. Fino al 1989 questo circuito, che misura 13,6 km e sfrutta strade pubbliche, era caratterizzato da un lungo rettilineo (5km) sul quale durante gli anni 80 si ebbe un escalation che portò i prototipi a velocità di punta nell'ordine dei 400 km/h.
Al fine di ridurre la velocità e aumentare la sicurezza, la FIA, impose la costruzione di due chicane. Costruite nel 1990 hanno segnato per molti la fine di un era leggendaria.
L'inizio della decade è nel segno della Porsche che con i mitici prototipi 956/962 spazza via la concorrenza monopolizzando le classifiche finali.
Nell'85 dopo che la Lancia ha gettato la spugna(sigh) il guanto di sfida viene raccolto dalla Jaguar. Ovviamente la sfida non è solo di segno automobilistico ma si trasforma da subito in un confronto Inghilterra-Germania. La Porsche coglierà la vittoria ancora nell'86 e nell'87 ma la Jaguar si rifà nell'88 in una gara epica che vedrà alla fine la Porsche seconda per soli 2 minuti(dopo 24 ore di gara eh). L'anno successivo alla Porsche che lascia le gare in forma ufficiale si sotituirà la Mercedes che dominerà l'edizione 1989. Come citato sopra, l'edizione del 1990 venne caratterizzata dalla comparsa di due chicane sul "mitico" rettilineo dell'Hunaudières che chiuderanno definitivamente la leggendaria saga degli anni 80 e di Le Mans.(Per la cronaca, nel 90 vinse la Jaguar)
http://passionnemans.free.fr/Editions/edition-1988/wr_1988_1.jpg
La profilitassima WM P88 - La vettura che detiene il record ufficiale di 405 km/h
http://www.autobildschweiz.ch/Artikel/Images/Salon04_sauber_1987_c9.jpg
La Sauber-Mercedes C9 - 400 km/h
http://img137.imageshack.us/img137/2561/o19880wh.jpg
Jaguar e Porsche nella incredibile sfida del 1988
joce · 13/04/2006 14:34 · #37Grazie IPPA e Ce per il vostro contributo :*
Questo post lo dedico a Justarius, visto che si tratta della classifica del 1984 ;)
É un anno, molto "open", almeno in Italia, dove non é ancora arrivato il ciclone Prince che con "Purple rain" si é abbattutto sul mondo anglosassone. Tra i vari aspiranti alla corona di disco dell'anno, hanno titoli Francesco De Gregori, due mesi in vetta con "La donna cannone", Raf, dominatore dell'estate con "Self control", Paul Young, con la bellissima "Love of the common people", e ancora, Gianna Nannini, con Fotoromanza, Amii Stewart, con "Friends", Stevie Wonder con "I just called to say i love you".
Ma nessuno di questi cantanti riesce nell'impresa dei tedeschi Alphaville, il gruppo dell'anno.
Il 12 maggio, entrano in classifica con "Big in Japan", a cui fanno seguito "Sounds like a melody" e Forever young: per otto mesi di fila, almeno un loro disco é nei primi 10, un risultato straordinario che vale tantissimo, in un mondo altamente volubile come quello dei 45 giri. La classifica degli album é un trionfo degli artisti italiani: Va bene, va bene così é il primo, grandissimo successo del futuro re del rock Vasco Rossi.
Francesco De Gregori ha un grande successo con "La donna cannone", mentre Gianna Nannini si candida al titolo di esordiente dell'anno, con "Puzzle", contenente il grande successo "Fotoromanza".
E ancora, Antonello Venditti, i Pooh, Lucio Dalla, Fabio Concato e Pino Daniele ottengono ottimi riscontri. Tra gli stranieri, si salvano solo Stevie Wonder e Paul Young. Ma a fine dicembre é arrivato "Wild boys" dei Duran Duran, e tante cose non saranno piú le stesse..
Lo hanno chiamato e si é fatto chiamare nei modi più disparati, arrivando a rinnegare il nome con cui si fá conoscere nel 1984: Prince. Per adesso, si chiama "il genio di Minneapolis", e Purple rain ottiene un successo strepitoso.
Non solo, anche il singolo "When doves cry" é il numero uno della categoria. Tra chi si deve accontentare del secondo posto, un tale Bruce Springsteen incide una certa "Born in the USA", che diventerá il pezzo trainante dell'omonimo album e di tutta la carriera futura del Boss. Cyndi Lauper piazza non uno, ma due grandi hit: "Girls just want to have fun" e la bellissima Time after time, e altri notevoli numeri uno sono Tina Turner, con "What's love got to do with it", Phil Collins con "Against all odds", dal film "Due vite in gioco", e Stevie Wonder e Ray Parker jr., anche loro passati al cinema, rispettivamente con I just called to say i love you dal film "La signora in rosso" e "Ghostbusters", dall'omonimo horror comico che spopola in tutti i cinema. I Van Halen ottengono grande successo con "Jump", mentre a fine anno un gruppo di superstar del pop inglese si riunisce con il nome di Band aid e incide "Do they know it's Christmas".
La canzone, bellissima, avrá grandissimo successo nel 1985, e sará il motore di tutta l'operazione "Live Aid". Tra i membri di Band aid ci sono anche i Duran duran, che hanno ottenuto nel corso dell'anno il loro primo numero uno, con "The reflex". "Borderline" é il primo disco da classifica di una italoamericana piuttosto tarchiatella, tale Madonna.
Sandy Marton vive la sua estate di gloria, con la mitica "People from Ibiza". Capello lungo, faccia da figlio di buona donna che la sa molto lunga, fá strage di cuori tra le teenagers italiane con la sua tastierona da tracolla: in realtá, é meno esotico di quanto faccia credere, e deve il suo successo a un grande creatore di fenomeni multimediali come Claudio Cecchetto, che si é stufato di cantare "gioca jouer".
Altri fenomeni da notte di mezza estate sono Il Gruppo italiano, quelli di "Tropicana" e "Anni ruggenti", i Novecento, con "Movin' on", e Mike Francis, italianissimo nonostante il nome, con "Survivor". Kenny Loggins fá in tempo ad arrivare al numero uno in tutto il mondo con Footloose prima di ritornare nel buio, i Rockwell diventano famosi con "Somebody's watching me" e poi spariscono, i Wang chung incidono "Dance hall days" e poi tornano alle loro vere occupazioni. Tristi storie, negli anni 80...
Fonte 80mania.com
vera| · 17/04/2006 22:32 · #38bene ora arriva il 1985!!! anno fantastico perche nascevo io 👌
morpheus · 17/04/2006 23:15 · #39Uhm, uhm, uhm, aspetto il 1986 per pronunciarmi e vedere se joCe si ricorda di mettere un evento "particolare" della storia del rock :P
joce · 18/04/2006 01:21 · #40Uhm, uhm, uhm, aspetto il 1986 per pronunciarmi e vedere se joCe si ricorda di mettere un evento "particolare" della storia del rock :P
Beh... dato che in questi articoli si tratta della charts italiane, dubito che ci sia scritto qualcosa...
Per quanto riguarda quell' "evento particolare della storia del rock" [:D :D] passerò la linea a Sinner ;) [anche se...gh! ;)]
vera| domani arriva il 1985.. :D [o meglio.. oggi pomeriggio]
joce · 18/04/2006 14:38 · #41bene ora arriva il 1985!!! anno fantastico perche nascevo io 👌
vera| eccoti accontentata ;)
ecco la classifica del ninenteeneightyfive!!! 👌
George Michael domina l'inizio anno, da solo con "Careless whisper" e come 50% degli Wham con "Wake me up". Prima che San Remo lanci in orbita tre personaggi, và al numero uno "Do they know it's Christmas", che porterà a molte cose buone nel corso dell'anno. I tre fenomeni che escono da San Remo, sono Eros Ramazzotti, "Una storia importante" e la candidatura a diventare a breve il numero uno del pop italiano, Luis Miguel, idolo delle ragazzine con "Ragazzi di oggi", e soprattutto i Duran Duran.
Un anno dopo l'Inghilterra, arriva anche da noi la Duranmania: nel corso dell'anno, piazzeranno in vetta alla classifica di tutto, da "Wild boys", a "Save a prayer", fino all'insulsa "A view to a kill". La contrapposizione all'altro gruppo idolo delle ragazzine inglesi, gli Spandau ballet, in Italia regge poco. Del resto, uscirà il film "Sposeró Simon Le Bon", mica "Sposeró il fighetto degli Spandau" (Tony qualcosa, non chiedete a me, io ascoltavo i Dire Straits..).
Il clamoroso successo dei Duran non fà comunque passare in secondo piano l'altro numero uno dell'anno, il supergruppo Usa for Africa, che sulla spinta dell'esempio inglese lancia la mitica We are the world, sempre contro la carestia in Etiopia. I due progetti di aiuti inglese e americano si fondono il 13 luglio in "Live aid", il piú grande concerto live della storia, che tra Londra e Philadelphia chiama sul palco decine di big della canzone, e raccoglie miliardi di telespettatori davanti al video e decine di milioni di dollari (di 20 anni fa..) a favore delle popolazioni africane colpite dalla carestia.
L'anno si chiude con miss Veronica Ciccone in testa a tutte le classifiche, e prossima regina incontrastata di tutto ció che é pop: "Like a virgin" sarà un serbatoio inesauribile di numeri uno. La classifica degli album premia invece Claudio Baglioni, con La vita é adesso, davanti al primo tentativo solista di Sting, "The dream of the blue turtles". Gli altri numeri uno sono gli inevitabili Duran, gli Spandau ballet, e Vasco Rossi, "Cosa succede in città". Arriva in Italia solo nel 1986 l'album dell'anno mondiale, "Brothers in arms".
All'estero, infatti, l'album di Madonna é uscito a cavallo della fine dell'anno prima con il 1985, e nonostante il successo clamoroso, non riesce a fare gli stessi numeri dei Dire Straits, che producono quello che sarà l'album piú venduto di sempre nel nuovo formato di registrazione ottico inventato dalla Philips, il compact disc. "Brothers in arms" conquista tutti i mercati mondiali, e Money for nothing il premio di video dell'anno.
L'esibizione dei Dire Straits con Sting a Live Aid é uno dei pezzi piú visti dello show. Non che Madonna si debba lamentare del 1985, tutt'altro: "Into the groove", "Crazy for you", Like a virgin sono numeri uno in tutto il mondo, e ne fanno la regina del settore singoli.
Gli incredibili exploit dell'artista italoamericana fanno passare in secondo piano gli straordinari exploit di George Michael, sia da solo che come parte degli Wham. I Tears for fear sono il nome nuovo delle classifiche, mentre é un trionfo il tentativo da solista di Phil Collins, con "No jacket required".
"L'estate sta finendo", cantano i Righeira, e insieme a lei la loro ultima stagione di notorietà. Ma la meteora piú veloce dell'anno é il giovanissimo Luis Miguel, che a San Remo propone la ruffiana "Ragazzi di oggi".
Diventa il beniamino delle ragazzine della fascia 9-13 anni, visto che le over 13 sono impegnate a svenire per i Duran Duran, e la sua carriera italiana é finita prima ancora di cominciare. Sandy Marton ci delizia con "Camel by camel", mentre l'italianissimo Baltimora non ottiene in Italia il successo che riceve in America, dove Tarzan boy arriva al numero uno delle classifiche. Aggiungerei alla lista anche Den Harrow, con "Mad desire" e i Tipinifini, con "Fever", ma poi non vorrei che mi perdeste di vista la batteria molto nutrita di meteore col passaporto che transitano nei cieli italiani e internazionali nell'anno di grazia 1985. Si comincia con i due big della categoria: Limahl, con "Neverending story", tema del film "La storia infinita", e soprattutto i mitici Opus, quelli di Live is life.
Sbucano dal nulla con questo incredibile successo, probabilmente uno dei 10 dischi piú ricordati di tutti gli anni 80, e poi tornano nell'oscurità un attimo dopo: meteore veramente da casistica! Non sono da meno gli Arcadia, specie di succursale dei Duran Duran, con "Election day", o Paul Hardcastle, con l'odiosa "Nineteen". E cosa dire degli unici e soli Dead or alive, quelli di You spin me round (like a record). Per non darvi troppe emozioni in una volta sola, diró infine che questo anno fortunatissimo per l'avvistamento di corpi celesti ha portato anche i Go West, Belouis Some e Murray Head, il fighetto di "One night in Bangkok. Che anno, ragazzi!
Tratto dal mitico 80mania.com
joce · 20/04/2006 14:57 · #42Ecco a voi un mitico articolo per Nerds cresciuti a pane e consolles.. ;)
Tratto dal mitico Flashblog80s!! :D
Sega Master System Vs NES
Autore: Charlie B
Giugno 1986, nasce il Sega Master System. Ma prima facciamo un piccolo salto indietro, restando sempre nei nostri amati anni 80.
L'immagine 1983, il crack dell'industria del videogioco. Negli USA le famiglie preferiscono i primi rudimentali computer alle console. Le principali industrie di console dell'epoca sono Atari, Nintendo e in minor parte Sega. In Giappone due console resistono e hanno un buon successo, sono la Famicom (Family Computer...computer ma è una console vera e propria) della Nintendo e la Mark III della Sega, casa fondata proprio in Giappone da un americano.
Nel 1986, alla luce di questi successi giapponesi, si decide di esportare le due console negli Stati Uniti. Entrambe cambieranno nome, la Famicom sarà il famosissimo NES della Nintendo e il Mark III sarà proprio il caro vecchio Sega Master System. Nasce il distaccamento americano della Sega, chiamato Sega Enterprises. Il NES gode però di un grande vantaggio, infatti benchè il Master System sia più evoluto tecnologicamente e più dotato di accessori, le principale case di sviluppo di videogiochi restano fedeli alleate della Nintendo che copre addirittura il 90% del mercato. Alla Sega non resta che farsi da sè i propri giochi, con il solo aiuto della Activision e della Fratelli Parker.
L'immagine Vi è un vero e proprio bipolarismo della console. O sei Nintendo o sei Sega. Un po' come oggi con Playstation II e Xbox (il gamecube è solo per un'elite di pochi fedeli alla Nintendo, probabilmente ancora dai tempi del NES).
Neanche la maggiore compattezza e il design più accattivante del Sega Master System II furono decisive a segnarne il successo. La console si avviò presto al declino, complice anche l'arrivo sul mercato del Sega Mega Drive con ben 16 bit, ovvero il doppio della potenza del Master System a cui la Nintendo rispose con il SuperNES o SuperNintendo.
La Nintendo contò anche su un personaggio dal carisma eccezionale come Super Mario. La Sega rilanciò con Sonic, che non si avvicinò mai, neanche lontanamente al mito di Super Mario, sul quale fu fatto anche un film (orrendo).
Io fui un fedele alla Sega e il Master System II plus (quello con la pistola a infrarossi) fu uno dei più bei regali di natale che ricevetti (99000 lire). Scelsi la sega abbaglianto da quei meravigliosi 8 bit e dal fatto che molti miei compagni di classe avessero appunto questa console e non il Nintendo.
L'immagine I giochi costavano tantissimo, quelli più brutti partivano dalle 80mila lire (maledetto commesso che mi fece acquistare Aztec Adventure e io invece volevo Double Dragon solo che non ce l'aveva "ma Aztec Adventure è più bello"...) fino a oltre il centinaio di mila lire quelli più belli. Su tutti, uno dei migliori fu sicuramente Castle of Illusion, il gioco di Topolino. Mio padre si impallò tanto che ci giocava di notte e una volta mi svegliò alle 2 del mattino per farmi vedere che lo aveva finito.
L'immagine In conclusione non possiamo non citare i mitici testimonial della "guerra" nintendo-sega in Italia. La Nintendo resto fedele per molti anni al primo Jovanotti "sei come la mia moto", che compariva nelle pagine di Topolino in una sua ipotetica cameretta, in stile molto "tu vò fa l'ammericano" mentre giocava col Nintendo, slogan "La Nintendo mania dilaga!". La Sega optò in un primo momento per un campione dello sport e Walter Zenga faceva bella mostra di sè con la scatola di un Master System in mano in mezzo ad un campo da calcio, a fare cosa non si è mai capito. Ma poi ci fu la svolta e per il Sega Master System II venne scelta un'icona degli 80 italiani, il mitico Jerry Calà col suo "libidine! Doppia libidine! Coi fiocchi!". Io ovviamente iniziai a dirlo a ripetizione e presi un sacco di scappellotti da mia madre perchè, a suo dire, "libidine" è una parola che non sta bene in bocca ad un bambino.
Ogni tanto rispolvero il caro vecchio Master System e rimpiango i tempi in cui vedendo omini quadrettosi da fare schifo, dicevamo con stupore "Sembra vero!!", ora i personaggi escono dallo schermo, ci stringono la mano e ci chiamano per nome e diciamo "Come si vede che è finto, è fatto malissimo..."
carlotta85 · 20/04/2006 20:37 · #43bene ora arriva il 1985!!! anno fantastico perche nascevo io 👌 Ah perché io no eh
joce · 20/04/2006 22:00 · #44Ah si? Io credevo che l'85 stava per i tuoi anni :D
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 20/04/2006 22:27 · #45😊 nell'85 le mie prime esperienze amorose :D ;)
_MATTO_ · 21/04/2006 23:26 · #46allora degli anni 80 ricordo che c sono nato io (82) i mondiali vinti e poco altro...musicalmente apparte pochi casi è popolato solo di meteore (e di scarso livello pure) x il resto...ero un mocciosetto bullo che a 3 anni andava senza rotelle in bici...basta e avanza
joce · 21/04/2006 23:42 · #47Io nell'89 con la bicicletta ho rischiato di accopparmi.. :D
joce · 24/04/2006 22:34 · #48Tanto per cambiare.. :P
Tratto da 80mania.com ..ormai è la mia Bibbia! :D
Figli del panino e del metallo
Paninari, metallari, dark, new romantic, punk: esemplari di fauna metropolitana.
Wild boys! Wild boys! Un vero e proprio inno per chi a metà degli Anni 80 era in piena adolescenza. Un tormentone frutto della seconda "British invasion", capitanata dai Duran Duran. Amati o odiati - impossibile esserne indifferenti - da orde di ragazzini alla ricerca di un modo nuovo di stare insieme, di costituirsi gruppo o, più semplicemente vista l'età, di un'identità. In quel periodo tra dark, new romantic, metallari e punk ecco emergere dalla società del benessere a tutti i costi il suo più autorevole rappresentante: il paninaro.
All'inizio degli Eighties c'era infatti un vasta scelta di subculture giovanili assai diverse tra loro, che riuscivano a convivere forse proprio evitandosi. Pensiamo a quanto erano diversi i punk, nati nella seconda metà degli Anni 70 in Inghilterra e poi esportati da noi verso la fine dello stesso decennio, rispetto ai paninari.
Se il paninaro, più che un rappresentante di un modo di essere adolescenti, sembrava esserne una caricatura, il punk nasceva da un forte disagio sociale. Essere punk significava contestare totalmente la società di appartenenza, rifiutarne i valori, annullarsi nel nichilismo e nell'autodistruzione di cui l'abbigliamento era l'espressione. Il punk urlava la sua rabbia con la musica, i suoi abiti strappati, il suo look che sembrava un pugno nello stomaco sferrato a chi, incontrando il giovane, mostrava indifferenza. Punk e paninari, due modi opposti di rapportarsi alla società: i primi la rifiutavano, i secondi vi aderivano completamente.
Sul versante "panozz", "sfitinzie" e "cucadores" si radunavano ogni weekend nei fast food di Milano dopo aver scelto con meticolosa cura i capi (firmati) da indossare. Accomunati da un linguaggio nuovo che trasformava i genitori in "matusa" e un fatto positivo in una "vera libidine", i figli della borghesia milanese facevano dell' apparire un modo d'essere. Parole d'ordine erano "look" e "must". Era infatti un "must" possedere la seconda casa a Montecarlo o a Cortina, la Jeep, il Tuareg o l'Arizona, il Moncler e le Timberland, il Rolex e la pezza di Naj Oleari sui jeans.
Se nel decennio precedente una toppa sul vestito faceva intuire l'appartenenza a un ceto sociale piuttosto basso, se di marca nella "Milano da bere" era diventata una sciccheria. Possedere per valere, apparire per essere. Ecco il ritratto del panozzo doc, il riassunto dello spirito di un decennio edonista, frivolo, spensierato ma più divertente di questo inizio di millennio piuttosto noioso.
Odiati e snobbati dai paninari erano i metallari. Cultori della musica metal, figlia legittima dell'hard rock dei Settanta, i metallari si ponevano in antitesi con i topi da fast food. Se questi erano sostanzialmente di destra, consumisti e, a Milano, anche antimeridionali, gli estimatori del metallo avevano un look decisamente più duro: giubbini in pelle (il mitico Chiodo), magliette con teschi e demoni in bella vista, capelli lunghi, il tutto arricchito da un contorno di borchie, catene e croci rovesciate. Ai piedi anfibi da paracadutista o, più spesso, scarpe da basket di marca (alla grande le prime Nike Air Jordan, le Adidas Jabbar o le New Balance Cap Core).
Animati da impegno politico di sinistra, "pogatori" praticanti e frequentatori di negozi di dischi alternativi, i metallari s'imposero come un fenomeno assai più complesso della musica intorno alla quale fiorirono; un modo differente di vivere l'edonismo spinto degli Ottanta rispetto a quello dei paninari e che, ora, pare rinascere: sempre più frequente rivedere per le strade ragazzi che paiono usciti da un concerto degli Iron Maiden di 15 anni fa.
Sempre dall'Inghilterra, arrivò in Italia il fenomeno New Romantic. Nato dalla frangia del punk più sensibile verso una moda fai da te, i New Romantic erano seguaci di un look tra il decadente e il futurista e sempre meno virile; trionfò infatti l'uomo truccatissimo, pettinato all'ultima moda, cotonato e tinto il cui habitat naturale era la discoteca. Dove si ascoltavano le note degli Spandau Ballet, dei Soft Cell e del più nostrano Garbo. Un disimpegno disincantato, atmosfere eleganti e un approccio alla vita molto in linea con la studiata vacuità del decennio che fece fiorire tutti questi tipi umani, dark compresi. Terreno ricco e fertile per analisi sociologiche che, ora come allora, lasciano spesso il tempo che trovano. Proprio come gli Anni 80.
Danilo De Ponti - Davide Passoni
Tratto dal webmagazine News2000, testata giornalistica registrata del portale Libero.it
accidenti.. mi avrebbero fucilata :D
.:~*~:.CROW.:~*~:. · 26/04/2006 13:02 · #49Figli del panino e del metallo
Paninari, metallari, dark, new romantic, punk: esemplari di fauna metropolitana.
:D dalle mie parti andava di moda ( ora un po meno ) 'o per e o muss' ( Trippa cotta...con sale e limone...servita fredda )
joce · 26/04/2006 14:06 · #50..Ma da mangiare o andavano vestiti così?
joce · 01/05/2006 22:14 · #51Riprendono le charts anno per anno...ecco a voi la classifica dell'anno più bello degli anni 80....quando nacque una stellina di nome... joCe ;)
MILLENOVECENTOOTTOSEIIII :D
Madonna é regina unica e sola delle classifiche italiane: True blue domina le vendite degli album, e i vari singoli estratti, tra cui "Papa don't preach", "Open your heart", La isla bonita e "Live to tell", sono puntuali numeri uno tra i singoli.
La signorina Ciccone é anche un'abile utilizzatrice del nuovo mezzo di comunicazione che sta sempre piú prendendo piede in tv, il videoclip. Tutti i suoi singoli hanno il supporto di video molto ben fatti, che spopolano su MTV o sulla seguitissima trasmissione "Deejay television". E proprio con un video per l'epoca originalissimo, che unisce film e disegni animati, si mettono in evidenza gli sconosciuti A-ha.
Take on me lancia il trio norvegese ed é campione di incassi in tutta Europa, e il video é premiato ovunque. In Italia, il 1986 é un altro anno pieno di successi clamorosi e mai piú ripetuti, come si dirà piú avanti, ma anche di conferme ai vertici: "Adesso tu" é il grande successo di Eros Ramazzotti, che lancia il suo primo album al numero 1, "Nuovi eroi". Se io fossi un angelo é il tormentone dell'anno, a firma di Lucio Dalla, Battisti riesce ancora a sfornare un numero 1, "Don Giovanni". "Giulio Cesare" é il brano portante del successo di Antonello Venditti, "Venditti e segreti". Continua la contrapposizione tra i Duran Duran, con "Notorious", e gli Spandau ballet, con "Through the barricades". Ma l'Italia é solo sfiorata dai due grandi numero uno dell'anno, Whitney Houston e sua zia, Dionne Warwick.
É di una debuttante, infatti, il numero uno dell'anno: la sconosciuta Whitney Houston supera anche Madonna, e fà strage di vendite e premi con il suo primo album omonimo.
I wanna dance with somebody e "The greatest love of all" fanno da traino a tutto il 33 giri, e insieme all'utilizzo, anche in questo caso, di video molto ben fatti, lanciano la bella Whitney nel firmamento delle stelle piú luminose del pop. Ma nonostante il suo straordinario successo, e quello di Madonna, é di un'altra signora il disco piú venduto dell'anno: Dionne Warwick incide con altri grandi artisti "That's what friends are for", stupenda canzone sull'amicizia, i cui proventi vengono devoluti alla ricerca sull'Aids, la cui drammaticità sta cominciando a impressionare l'opinione pubblica. Il miglior disco dell'anno, invece, musicalmente parlando, é "So", di Peter Gabriel, ex leader dei Genesis, il cui video "Sledgehammer" é il piú originale della stagione.
Grandi successi sono anche "Slippery when wet" dei Bon Jovi e il live di Bruce Springsteen e la E street band. Il successo del film "Top gun" lancia in orbita gli sconosciuti Berlin, con Take my breath away. I Survivor ripetono il successo di "Eye of the tiger" con "Burning heart", colonna sonora di "Rocky 4". L'inedita collaborazione tra i rapper Run DMC e il gruppo hard rock Aerosmith produce la simpatica e vendutissima "Walk this way". "Say you say me" é il piú grande successo nella pur brillante carriera di Lionel Richie.
Anche il 1986 é ricchissimo di avvistamenti di stelle di mezza estate. La premiata ditta Cecchetto sforna tre prodotti: Taffy, i Via Verdi, con "Diamond", e soprattutto Tracy Spencer.
Run to me é un successo strepitoso, il vero hit dell'estate, e la simpatica, sconosciuta Tracy vince Festivalbar e telegatti a pioggia, per poi tornare nell'anonimato. Ivana Spagna non é propriamente una meteora, ma certo le vendite di "Easy lady" e la relativa esposizione televisiva, in futuro se le potrà solo sognare. L'italianissimo Den Harrow sforna il suo capolavoro(!) "Catch the fox". E Fox é il cognome dell'esplosiva Samantha, la super meteora dell'anno.
Con la sua dirompente carica, le curve pericolossissime e gli ammiccamenti espliciti di Touch me, conquista immediatamente il pubblico maschile, soprattutto quelli della fascia 13-18 anni. I suoi passati da ragazza di pagina 3 di vari tabloid inglesi non fanno altro che guadagnarle ulteriori consensi. Dopo un altro grande hit, "Nothing's gonna stop me now", sparirà dalla circolazione. E successo di un'estate, anzi per essere piú precisi di un inverno, é "Holiday rap", di MC Miker G e Dj Sven (?), due sconosciuti rapper, tornati immediatamente al loro vero lavoro (?). Bruce e Bongo sono invece due zoticoni tedeschi che esaltano le imprese del loro Boris Becker nel tormentone dell'anno, la mitica "Geil". Doctor & the medics sfrecciano con "Spirit in the sky", le Bananarama rifanno la vecchia "Venus" e la portano ai vertici delle classifiche, dove arrivano anche gli sconosciuti Picnic at the white house, con "We need protection".The captain of her heart é il solo grande successo della carriera (!) di Double, così come "Looking for love" per Tom Hooker. Billy Ocean brilla di luce intensissima con "When the going gets tough", e se per caso vi ricordate anche i Cameo, quelli col sospensorio di lattice rosso, beh allora siete rovinati..ma "Word up" era proprio forte!
By 80mania.com ;)
joce · 10/05/2006 13:43 · #52Da 80mania.com... solo per gli affezionati [e non] di #fonzie...
LADIES AND GENTLEMEEEEN ECCO A VOIIII I DURAN DURAN!!!!!!!!!
Da vent'anni i Duran Duran splendono di luce propria nella scena Pop Internazionale.
Una luce contraddittoria: difficile, infatti, trovare un'altra band che ha generato un'ondata di successo così travolgente, pur senza aver mai cercato il consenso a tutti i costi. La musica dei Duran Duran è la colonna sonora di due generazioni di fans innamorati del loro suono Pop sofisticato e ironico.
Con la formazione "storica" composta da Simon Le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere), John Taylor (basso), Andy Taylor (chitarra) e Roger Taylor (batteria), i Duran Duran esplodono nel 1981 con il singolo "Planet Earth" che vende oltre 2 milioni e mezzo di copie.
Un anno dopo, mentre i loro video firmati da Russel Mulcahy e Godley & Creme provocano reazioni clamorose e controverse, esce l'album "Rio" che conquista il top delle classifiche e spinge la Principessa Diana a proclamarsi "fan numero 1 dei Duran Duran". Il videoclip di "Hungry like the wolf", tratto da "Rio", è uno dei 15 più trasmessi di sempre.
Il terzo disco della band, "Seven and the Ragged Tiger", raggiunge subito il numero 1 in Gran Bretagna e i singoli "Union of the Snake" e "The Reflex" trasformano Simon Le Bon e compagni in fenomeno Pop mondiale.
Nel 1984 viene pubblicato l'acclamato live "Arena", scortato dal singolo "Wild Boys" che diventa un inno generazionale in tutto il mondo.
Un anno dopo i Duran Duran partecipano allo storico evento Band Aid e all'incisione del singolo "Do they know it's Christmas?", simbolo della campagna umanitaria a favore del Terzo Mondo.
Nel 1985 ecco "A View to a Kill" per la colonna Sonora del film di James Bond, il primo tema di un film di 007 che vola al primo posto delle charts di tutto il mondo. Lo stesso anno i Duran Duran suonano al mega-concerto Live Aid, poi Simon e Nick si dedicano al progetto collaterale Arcadia e al disco "So Red the Rose".
Nel 1986 Roger e Andy Taylor lasciamo i Duran Duran, la nuova formazione con Nick, Simon, John Taylor e Warren Cuccurullo (ex Frank Zappa e Missing Persons) incide il funky albun "Notorious", con i fortunati singoli "Skin Trade" e "Meet El Presidente".
Il 1988 è l'anno di "Big Thing", seguito nel 1990 da "Liberty", disco che segna l'entrata in pianta stabile nel gruppo di Warren Cuccurullo.
Tre anni dopo ecco "Duran Duran (The Wedding Album)" e l'hit "Ordinary World": è ancora successo mondiale. Nel 1995 esce "Thank You", un disco di cover. Eleganti e imprevedibili, nel 1998 "Medazzaland" getta le coordinate del nuovo sound del gruppo, ancora più maturo e ricco di sfumature.
Dopo diversi dischi Greatest Hits e raccolte di successi, con alle spalle oltre 60 milioni di dischi venduti, il 2000 dei Duran Duran riparte con l'atteso "Pop Trash", da scoprire, brano dopo brano.
Sito Ufficiale: www.duranduran.com
joce · 22/05/2006 13:24 · #53Riprendiamo con la classifica degli anni 80... il decennio sta finendo... :( ed ecco a voi la classifica del 1987 ... cosa ascoltavate mentre io cagavo nel pannolino?
Madonna é un autentico fenomeno: riesce a dominare le classifiche anche con un disco davvero insulso, come "Who's that girl", al primo posto per più di 4 mesi. Ma i numeri uno dell'anno sono 5 capelloni scandinavi, gli Europe.
The final countdown é il dominatore delle classifiche italiane ed europee, e il gruppo di Joey Tempest diventa senza dubbio il piú famoso del vecchio continente. Grande successo per la rivisitazione di "Let it be" da parte del supergruppo dei Ferry Aid, nato per scopi umanitari dopo una tragedia nel mare inglese, che é costata la vita a più di 200 passeggeri di un battello. Umberto Tozzi vince San Remo ed Eurofestival, e arriva al numero uno con "Si puó dare di più" e Gente di mare. Ma l'artista italiano di maggior successo del 1987 é Zucchero, che con "Blues" realizza quello che sarà il disco italiano piú venduto di sempre.
Il fenomeno Whitney Houston arriva in Italia con il suo secondo album e il singolo "I wanna dance with somebody", và fortissimo anche George Michael con "Faith", e arriva finalmente il botto da parte degli U2: anche in Italia, "The Joshua tree" é campione di vendite.
Dopo una lunga gavetta, ed album che poi verranno giudicati splendidi, ma all'epoca dell'uscita praticamente ignorati, come "Boy", "October", "The unforgettable fire", arriva il trionfo per Bono e gli U2.
The Joshua tree" é uno dei migliori lavori discografici di sempre, con almeno tre gemme purissime, tra cui "With or without you", che grazie anche al video molto suggestivo fà conoscere a tutti quelli che saranno i numeri uno assoluti dei prossimi 15 anni di rock. In termini di vendite, comunque, il numero uno dell'anno é la colonna sonora del fenomeno cinematografico "Dirty dancing", mentre "Licensed to ill" fà conoscere l'irriverente rap bianco dei Beastie boys. "Bad" di Michael Jackson ottiene una copertura mediatica senza precedenti, ma non é "Thriller". Cosí come "Tunnel of love" non é "Born to run"..Il singolo dell'anno é opera delle Bangles.
Walk like an egyptian é uno dei classici tormentoni degli anni 80, che premia il lavoro di un gruppo da tempo sulla breccia, ma mai prima d'ora così di successo. "La bamba" impazza dappertutto, mentre il singolo "Faith" preannuncia il grande successo dell'album di George Michael.
Sabrina Salerno é la risposta italiana a Samantha Fox: il suo "Boys" scala le classifiche di mezza Europa grazie anche al supporto del video che mostra le grazie della cantante ligure.
Nick Kamen passa dalla pubblicità dei blue jeans al primo posto, con "Each time you break my heart", alla rivendita dei blue jeans usati..Mel & Kim ottengono due grandi hit, con "Respectable" e "Showing out", e poi di loro non si sà piú niente. Rick Astley é un altro dei fenomeni parastatali dell'anno, con la vendutissima Never gonna give you up, mentre Debbie Gibson con "Only in my dreams" dura il tempo di un estate. Detto che vanno in classifica anche tale Richenel, con "Dance around the world", la sconosciuta francese Caroline Loeb con l'irritante "C'est la ouate" e gli Off (?), con "Electrica salsa" (!), a fine anno piomba in cima alle hit parade il fenomeno M.A.R.S.S., con Pump up the volume. Storie di grande musica, negli anni 80...
joce · 13/06/2006 11:28 · #54Ecco un altro articolo tratto da flashblog80s!!
Hazzard
Autore: Bicio
L'immagine Il compito di scrivere un post sui cugini Duke me lo sono guadagnato con anni di fedele servizio davanti alla televisione. Sembra ieri che mia madre mi veniva a prendere all’asilo e dopo un’oretta passata fuori a giocare correvo da lei e tirandole la mano dicevo:”Bo de Diu” che voleva dire Bo e Luke; la mia pronuncia inglese a tre anni era molto scarsa ma fortunatamente il tempo non l’ha cambiata.
La serie nasce nel 1979 e va in onda fino a 1985 sulla rete americana CBS con il nome “Dukes Of Hazzard”e conta 147 episodi della durata di 45 minuti, in Italia fu trasmessa dagli anni ’80 fino agli anni ’90 prima su Canale 5 e poi su Italia 1.
Hazzard nasce inizialmente come rimpiazzo di un'altra serie che doveva essere solo temporaneo; inaspettatamente la puntata pilota ottiene uno straordinario successo e cosi la Warner Bros si vede piacevolmente costretta a farla continuare.
L'immagine Lezione di storia: la famiglia Duke produce whisky di contrabbando da generazioni; un giorno Bo (John Shneider) e il cugino Luke (Tom Wopat) vengono arrestati per contrabbando, per farli uscire di galera lo zio Jesse (Denver Pyle) promette di non produrre più whisky: per questo motivo sono in libertà condizionata da sempre, non possono tenere armi da fuoco (infatti usano arco e frecce) né lasciare la contea. La famiglia Duke conta altri due elementi, la splendida cugina Daisy (Catherine Bach) cameriera del Boarsnest (locale di proprietà di Boss Hogg) e Cooter (Ben Jones) altro cugino di professione meccanico. Nel corso della serie i Duke si ritrovano a dover coprire il loro contrabbando o a smascherare le malefatte di Boss Hogg (Sorrel Booke), corrotto commissario della contea di Hazzard nonché proprietario di quasi tutto il paese e che ha a suo completo servizio lo sceriffo Rosco P. Coltrane (James Best) e il suo cane Flash, il vice Enos Strate (Sonny Shroyer) e l’altro vice Cletus Hogg (Rick Hurst).
Veniamo ora al vero protagonista indiscusso del telefilm: il Generale Lee. LaL'immagine macchina inizialmente doveva chiamarsi Traveller, nome del cavallo di Robert Edward Lee (patriottico Generale sudista personalmente schierato contro la schiavitù), ma soprattutto soprannome della macchina di un vero contrabbandiere americano degli anni 50-60. Per evitare problemi venne deciso alla fine di chiamare l’auto Generale Lee, che era “politicamente corretto”.
Il Generale Lee è una Dodge Charger R/T 1969 (monta motori che hanno un potenza di 400-450 CV), la macchina fu scelta perché nel periodo in cui fu fatto il telefilm le auto erano grandi, pesanti e lente per la crisi petrolifera e le leggi sull’inquinamento, quindi dovettero andare a cercare nel passato delle auto dal carattere più sportivo.
L'immagine Il Generale vanta alcune caratteristiche distintive: il tipico colore arancione, la bandiera degli stati confederati sul tetto, il numero 01 sulle fiancate, il roll bar interno e le portiere saldate che costringono i due cugini a plastiche entrate dai finestrini. Ma la caratteristica principale è il clacson che suona le 12 note di Dixie che ho sempre invidiato e un giorno mi comprerò visto che la macchina non me la posso permettere.
Un’ultima curiosità: in alcune puntate Bo e Luke vengono sostituiti (per problemi contrattuali) da altri due cugini Coy (Byron Cherry) e Vans (Christopher Mayer) ma la sommossa popolare e il calo di ascolti della seria costrinse la Warner a tornare sui propri passi.
Bicio
Nota di Charlie B: Chi di noi (maschi) non ricorda ancora con nostalgia gli hot pants di Daisy? E adesso ditemi chi di noi non ha provato da piccolo (o in casi più disperati fino alla settimana scorsa) ad entrare in macchina dal finestrino come Bo e Luke. Lo abbiamo fatto (e lo facciamo) tutti. Per voi ho una perla: un uomo geniale, di cui ignoro l’identità, possiede quest’auto che ho personalmente fotografato per strada (scusate la scarsa qualità ma sono fatte col cellulare...marcio)
joce · 20/06/2006 19:31 · #55Video anni 80 per tutti i gusti!!!! :D
http://www.worksafevideos.com/music_videos/
Grazie a Pumpkins79 :*
Uppsala · 20/06/2006 19:58 · #56AAAAAAH!!!! LI ADORO GLI ANNI 80!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! stupendi!!!
joce · 20/06/2006 20:27 · #57Bella Uppsala.. ti accorgi solo adesso del thread? :(
Vabbè... :* dai scrivi anche tu ;) :*
Cris77 · 24/06/2006 01:45 · #58Lettera per i nati tra il 70 e l'80
Lo scopo di questo post é quello di rendere giustizia a una
generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più,
anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni (....almeno!)
Noi non abbiamo fatto la guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo e la nostra memoria storica
comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo
ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo
Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo
dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante il
fatto che quelli che son venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i
primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante
e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca
le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora
ma vai a rivederli adesso e vedrai che delusione). Abbiamo pianto per
Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso
con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e
imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo la generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la
droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non
avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro
di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella
Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli
della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan,
Iraq...); abbiamo gridato "NO NATO" e "fuori le basi dall'Italia",
senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un
tristemente famoso 11 settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro. Siamo la generazione che ha visto nascere la grande rete e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer
e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con
Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di
zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal
Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei
mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk,
Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i
Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se
Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un
riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno
è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima
generazione degli spinelli... Guardandoci indietro è difficile credere che
siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turistica. Non avevamo porte con protezioni, armadi
o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze
era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno
era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre madri sistemavamo lavandoci testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la
spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra; bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata,
che bevono anche i cani! E giocavamo al gioco della bottiglia o a
quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! Appartieni all'ultima
generazione di individui che hanno avuto la fortuna di crescere come
bambini...