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SINGLE: per scelta od obbligo? [editoriale del 28/05]

Gianco · 28/05/2004 11:45 · #1
Carissimi amici miei, eccomi a voi.
Noto, con grande piacere, che il FORUM di cuorinellatormenta inizia a popolarsi e riscuotere consenti.
Il prorompente “silenzioso” esercito dei MASCHI muove i sui primi timidi passi, e ciò mi inorgoglisce profondamente.

Stamattina ero alla ricerca di alcune informazioni sul motore di ricerca Virgilio, e mi sono soffermato su un riquadro che riportava i 5 argomenti più richiesti dai visitatori.
Quello che più mi ha interessato è stato l’argomento posizionato al 5° posto: “vite da single: una scelta o una condanna?”
Quanti sono i single nel mondo? Queste singole metà che continuano a vivere, esclusivamente, di se stessi?E, soprattutto, perché arrivare a tanto? Per scelta o per circostanza?
Molti di voi, lo so, mi attaccheranno, ma credo che il 90% dei cuori solitari sia stato “obbligato” ad accettare questa condizione, conseguenza di passaggi, inevitabilmente dolorosi, che hanno tracciato sentieri tortuosi ed imposto scelte, tanto radicali e definitive, per il proprio futuro.

Provo a spiegarmi meglio: il vivere da soli non deve far piacere a nessuno.
La specie umana, per indole naturale, è soggetta all’aggregazione di massa. Noi siamo la specie animale, che più di ogni altra, non ama la solitudine e si comporta pacificamente solo se vive in branchi (anche se non è sempre cosi, purtroppo).
Nel genere umano il primo senso che si sviluppa è proprio l’amore. Questo sentimento determina il bisogno di rapportarsi ad un altro suo simile, col quale completare la sua esistenza.
Un bambino appena nato, cerca istintivamente le braccia materne, dentro alle quali stringersi ed annusare profumi che gli appartengono. Gia da quella fase si inizia a scalare il monte dell’AMORE.

L’abnegazione di “forzate solitudini” oggi sono scelte limitate a dipendenze di natura assoluta: tipo la fede cristiana, che non permettono compromessi.
E’ improbabile ritrovarsi dinanzi un volto che abbia scelto di affrontare la vita in modo solitario solo perché dettato dal cuore. Non può essere cosi semplice la spiegazione.
La solitudine è uno stato di coscienza che si manifesta sempre quando ci sentiamo vittime di una prepotenza. Ingiustizia d’amore, di interessi, di stima, di affezione o di ideali.
Quando sbattiamo contro i muri della indifferenza o la rinuncia al dialogo, tutto si inasprisce; il prato dei sentimenti si inaridisce e al posto dei germogli prolifera la sterpaglia.

Io ne ho lette ed ascoltate di storie desolate, che hanno lasciato vuoti incolmabili nella memoria e nel cuore di chi si è sentito defraudato di quella essenza.
L’amore, vero principio assoluto di esistenza, è il più acerrimo nemico della solitudine. Con estrema facilità ti fa dondolare sui piatti dell’incertezza.
Nasce un amore e in te si fa strada una nuova coscienza, sorprendente e sconosciuta anche a te. Tutto si sopporta meglio e non esistono le fatiche della vita. Ma se muore… e ci sentiamo parte offesa di quella delusione, ci chiudiamo a riccio e, troppe volte, soprattutto in età adulta, proviamo a difenderci dall’assalto di nuovi omicidi al cuore, rinnegandolo, criticandolo o mortificandolo… deprimendo la parte migliore di noi stessi: il cuore!
Ci sono persone che, in rispetto di quel dolore tremendo patito, procurato da una sparizione improvvisa ed indimenticabile, non hanno più amato. In ossequioso rispeso se ne restano ai margini della vita e si convincono che il buio che li avvolge è prodotto dal naturale tramonto perenne del cuore. (ma l’amore non conosce età e limiti, e risorge sempre nuovo fino ad un attimo prima di morire e.. va ben oltre)

Capisco che l’amore strappato via con forza, e senza possibilità di difese, deragli qualsiasi propositiva speranza, armando gli istinti di risolutezza e intolleranza.
Amori persi di vista per abbandono, incomprensioni, mancanza di fiducia e di rispetto o per morte, lasciano in eredità solo tanta amarezza, difficile da sopportare.
Per ogni delusione si moltiplicano i cecchini spietati che puntano dritto al cuore, ferendoci sempre più abilmente, fino a costringerci all’arresa e il definitivo incatenamento dell’amore, fuori dalle stanze del nostro cuore.
Ma… non dovrebbe essere cosi… MAI!
Non bisognerebbe MAI permettere alla solitudine di abitare il proprio cuore, per provare a stimolarsi la vita di energie sempre nuove. Nuove sollecitazioni ed impulsi che ravvivino i nostri battiti.

Lo so che l’amore, se si è convinti che rappresenti il vero portavoce della disperazione, non ha più accesso facile al cuore di chi ha scelto di amare solo se stessi. Ma bisognerebbe sforzarsi di riflettere sugli attimi in cui, un volto, una voce, una dolcezza improvvisa od un sorriso, producono un leggero brivido nel cuore che, se provassimo a farlo stare un po’ di più con noi, potrebbe riaprici l’accesso di frontiere disabitate.
Non essere tanto cinici ed indifferenti nei riguardi dell’amore.
Non possiamo sempre obbligargli allontanamenti repentini, per paura di ricadere in sconforti e frustrazioni, che ancora fanno tanto male.

Ogni amore è figlio unico di se stesso e non ha similitudini in altri.
Che sia, il precedente, finito per incomprensioni, assuefazione, dolore perenne, malattia incurabile o morte… non possiamo negare al nostro cuore nuove battaglie, non ne abbiamo il diritto.
Siamo preda dell’amore e mai conduttori dei suoi impulsi. Insceniamo frammenti di vitalità a soggetto, perché il suggeritore è lui: IL NOSTRO CUORE!


Comprendo e rispetto le scelte di quanti e quante hanno deciso di chiudere la porta del cuore definitivamente, ma mi sia permesso a tutti quanti loro di poter suggerire un piccolo esercizio:
“al prossimo improvviso sussulto, non respingetelo subito, ma concedete il tempo alla mente di fantasticare su di lui e sulla probabilità che possa essere diverso dai precedenti. Offriamogli un po’ di fiducia e proviamo a lasciargli campo visivo, sul quale dimostrarsi per quello che ha da concederci”.

Basta poco; è sufficiente convincerci che … non è ancora giunta l’ora, per noi, di restare perennemente soli a prenderci cura di noi stessi e della nostra ombra: stanca di rincorrerci.

siamo figli dell’amore, nati per amare e destinati ad emozionare… altri cuori!
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Al prossimo fallimento dirò BASTA PER SEMPRE…
alla solitudine e proverò ad innamorarmi nuovamente, cosi da scacciare via le ombre di quel doloroso immeritato amore!
Lisy · 02/06/2004 08:18 · #2
Me lo chiedo proprio: icon_smile_question.gif

si può veramente scegliere di essere single? icon_smile_sleepy.gif

Ho diverse amiche single, quello che vedo in loro....sinceramente a volte ho seri dubbi che sia stata una loro libera scelta!!

sono alla ricerca di un'identificazione........
chi cerca a tutti costi un uomo per riempire la propria vita...
chi si identifica con famiglie come una sorta di appagamento interiore!!

non ci si chiede se realmente si sta bene con noi stessi!!??? icon_smile_sleepy.gif

secondo me è una regola che vale sia per single che per coppie!!

Con il tempo e dopo esperienze poco felici molte di esse si irrigidiscono,
ossia cambiano rotta, a volte le vedo conportarsi come certi uomini alla cossiddetta "ricerca di quacuno da ...adescare...?", sò che è una pessima espressione, però rende l'idea...
tutto ciò non dà più l'immagine di una donna femminile, con il tempo un uomo si accorge di questo e....scappa!!

per me è l'errore più madornale che si possa fare, però chiaramente io posso giudicare soltanto dal mio punto di vista....

so che di persone divorziate, separate e di altre single ce ne sono tantissime.....se è possibile avrei piacere di aprire un dialogo!!!

con affetto...

LISY icon_smile_big.gif icon_lol.gif
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E’ vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un pò di follia nell’amore. Ma c’è sempre un pò di ragione nella follia.

[F. W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 50]
Massimo80 · 03/06/2004 19:47 · #3
Personalmente ritengo che non possano esistere persone che scelgono di rimanere single. Per la maggior parte è un insieme di circostanze che alla fine portano la persona ad isolarsi dagli altri, o a far si che questa rifiuti anche solo l'idea di poter avere qualcuno accanto. Per paura di essere feriti ancora una volta o per paura di commettere ancora gli stessi sbagli; per paura di una delusione che potrebbe essere dietro l'angolo.
Quante volte ho sentito dire "sono single e sono felice così". Con tono quasi sempre convinto, qualche volta anche spavaldo. Eppure, dentro le loro parole si coglie sempre una vena di malnconia, di tristezza o semplicemente di rassegnazione che fanno capire come chi si presenta in questo modo tenti in qualche modo di negare a se, prima che al diretto interlocutore, l'evidenza.

Come detto da Gianco, l'uomo si è evoluto anche grazie a questo suo bisogno continuo di unirsi ad un gruppo o ad una persona; bisogno che va ben oltre la ricerca della sicurezza che si prova nel non essere da soli o della necessità di confrontarsi con gli altri.

Mi permetto solo di commentare un piccolo passo:

“al prossimo improvviso sussulto, non respingetelo subito, ma concedete il tempo alla mente di fantasticare su di lui e sulla probabilità che possa essere diverso dai precedenti. Offriamogli un po’ di fiducia e proviamo a lasciargli campo visivo, sul quale dimostrarsi per quello che ha da concederci”.


E' esattamente ciò che penso anch'io, però sò quanto questo possa essere difficile o quanto, in seguito a certe situazione, questo possa sembrare insensato. Perchè credo che la maggior parte delle persone che chiudono il proprio cuore lo facciano principalmente per non correre il rischio di riaprire vecchie ferite o subirne di nuove. Per paura di andare incontro a nuove e più grandi delusioni che fanno crollare addosso anche tutte le esperienze passate. E questo accande anche quando si cerca solo di "fantasticare" come dici, ed a quel punto temi i tuoi stessi pensieri, prima ancora della possibilità di amare ed essere amati.
La paura prima o poi si vince (se lo si vuole) ma serve tempo... poco o tanto a seconda della persona, ma senza dare del tempo al proprio cuore c'è il rischio stesso di inaridirlo davvero, andando incontro ad altre esperienze negative.

Un saluto
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[...]Le cose più importanti giacciono troppo vicino al punto dov'è sepolto il nostro cuore segreto, come segnali lanciati per ritrovare un tesoro che i nostri nemici sarebbero felicissimi di portarci via. [...]
Lisy · 04/06/2004 07:47 · #4
Io non credo che molte persone chiudano il loro cuore dopo varie esperienze negative o perlomeno non è una prerogativa femminile fare questo....
per me è più l'uomo che per sua natura, pur di non soffrire che chiude i battenti del proprio cuore!!

Si può pure fantasticare....poi ognuno di noi vorrebbe e vuole essere amato nella realtà...... con intensità!!

la solitudine, non è solo una prerogativa di chi si proclama single...

io credo che a volte ci si possa sentire soli anche se hai una famiglia a tutti gli effetti!!

l'inaridimento del cuore il più delle volte avviene quando ad amare si è sempre da soli e non corrisposti.


Lisy icon_smile_big.gif
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E’ vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un pò di follia nell’amore. Ma c’è sempre un pò di ragione nella follia.

[F. W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 50]
Massimo80 · 04/06/2004 09:49 · #5
Io parlo per quello che ho visto, e quasi sempre ho notato che le persone tendono a chiudersi dopo un'esperienza negativa (che non è necessariamente un'amore non corrisposto, ma anche, ad esempio, può essere una storia iniziata con chissà che aspettativve e speranze, ma poi finita male, anche dopo parecchio tempo) da cui sono state particolarmente toccate. Questo indipendentemente dal sesso. Poi ovviamente ci sono le eccezioni; ma dire che sia una quasi esclusivamente maschile mi pare alquanto limitativo. Chiudere il cuore poi non significa solamente sfuggire alle possibilità che vengono incontro; si può anche accoglierle ma nel modo sbagliato, passando da una storia all'altra per mesi e mesi, senza che nessuna di queste lasci una minima traccia; questo perchè non si lascia, anche inconsciamente, a queste persone la possibilità di avvicinarsi sul serio.
La solitudine non è solo quella fisica, quando non esci mai, o non hai rapporti sociali; ma esiste anche la solitudine del cuore; quella sensazione che in qualsiasi posto, momento o situazione ti fa sentire solo, e ti accorgi di non sentir più battere iltuo cuore.
Come dici tu Lisy, quando si è soli dentro lo si sente anche in famiglia, ma non solo; anche con gli amici, in mezzo a migliaia di persone ad un concerto,, a scuola, al lavoro. La senti sempre.
Il cuore, imho, è come un campo di terra. Può diventare sterile (diventare sabbia) se non lo curi a dovere, se non piove mai (credo sia necessaria anche una piccola "sofferenza", per capire quanto si è fortunati ad amare o nel sentirsi amati); ma anche se non c'è mai il sole (se non si ama; e qua si torna al punto di partenza: si sceglie di non amare o è una costrizione dovuta ad una o più situazioni?).
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[...]Le cose più importanti giacciono troppo vicino al punto dov'è sepolto il nostro cuore segreto, come segnali lanciati per ritrovare un tesoro che i nostri nemici sarebbero felicissimi di portarci via. [...]
Lisy · 04/06/2004 10:31 · #6
Vedi Massimo .....sono d'accordo con te quando dici che ci si può sentire soli con tutti ed in mezzo a tante persone, per me questa è la nostra malattia del 2000 perchè sia nei rapporti sentimentali che in quelli di amicizia ecc. non riusciamo ad essere noi stessi, dobbiamo sempre dimostrare un qualcosa a qualcuno, diventiamo pigri a volte, altre volte diamo tutto troppo per scontato e di delusioni nè riceviamo sempre tante,
ma il punto secondo me come in tutti i tipi di relazioni è che ci chiudiamo in noi stessi sempre e solo per non soffrire!!

quando ti dico che è più l'uomo rispetto alla donna a chiudere i battenti del proprio cuore, non voglio dire che pure lui non soffra, ma a differenza della donna che è molto più spontanea e sa parlare molto di più con il cuore, l'uomo per cultura o per orgoglio non lo dice e non lo confessa apertamente!!!
questo è un'errore madornale che molti uomini fanno

Hai ragione Massimo per capire ed apprezzare determinate sfumature del cuore inevitabilmente bisogna soffrire, però la sofferenza non deve rimanere sempre e solo fine a se stessa!!

LISY
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E’ vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un pò di follia nell’amore. Ma c’è sempre un pò di ragione nella follia.

[F. W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 50]
Massimo80 · 04/06/2004 11:42 · #7
Sinceramente non ho ben capito che cosa non dicono gli uomini, o cmq non confessano con facilià;
Se ti riferisci ai sentimenti in genere, la questione è un pò complicata; perchè ridurre il tutto ad una questione di orgoglio è troppo semplicistico e francamente mi sembra uno stereotipo del tipo "le bionde sono tutte oche". Credo cmq che certi comportamenti non si siano evoluti nel giro di pochi anni ma anche di secoli, dovuti a necessità o ad influenze della cultura, della religione, ecc.

Cmq credo anch'io che la donna, in genere (e forse anche per natura), sia più portata dell'uomo ad ascoltare il proprio cuore o in generale i propri sentimenti.
Concordo in pieno anche quanto hai scritto sulla sofferenza; forse mi ero espresso male cmq il mio pensiero è lo stesso che hai espresso.

Un saluto
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[...]Le cose più importanti giacciono troppo vicino al punto dov'è sepolto il nostro cuore segreto, come segnali lanciati per ritrovare un tesoro che i nostri nemici sarebbero felicissimi di portarci via. [...]