Oggi vorrei poter analizzare con Voi laspetto meno eclatante e sopportabile dellamore: la sua fine!
Ma in modo ancora più specifico, soffermarmi a riflettere sulla criticità del periodo iniziale di un abbandono inglorioso, durante il quale siamo combattuti e vinti dalle angosce e le desolazioni che producono insofferenze, indolenze e lacrime LACRIME DAMORE!
E capitato spesso di imbattermi in volti tristi, segnati dal livore di un distacco improvviso, ingiustificabile ed ingiusto, che determina solo sconforto; che ti costringe a rifugiarti nel silenzio dove è permesso ascoltare solo il sordo rumore della solitudine.
E sempre difficile riuscire a comprendere e giustificare la sparizione di una gioia immensa dal tuo cuore, e per quanto possa essere accettata come la più giusta delle scelte da intraprendere, non ci lascia mai indifferenti o immuni dai contagi della desolazione.
Iniziano ad assalirci i sensi di colpa, le malinconie e quel disagio interiore di saperci meno ricchi dentro: impoveriti di una sostanza che contribuiva a farci sentire amabili perché amati.
Amare ed odiare sono due sostantivi che si fronteggiano spesso, luno a ridosso dellaltro. Sono i lati opposti di una stessa condanna: essere domati e governati dalla sensazione emotiva prodotta dalla nostra mente, in combinazione con il cuore.
Lamare è virtù che appartiene a tutti quanti noi, ma è privilegio per pochi il riuscire ad ammansirne la sua sagacia ed incontrollabile efferatezza, quando ti spinge a compiere gesti ed azioni difficili da immaginare di poterli eseguire in tempi diversi dalla stagione dellamore.
Ci si annulla completamente, fronteggiando ed assimilando totalmente quello inspiegabile bisogno di offrirsi, per dimostrare che tutta la propria vita può essere ridotta, ridimensionata o, fin anche, annullata, in onore di quello amore.
Ci armiamo di impavido ardimento e non ci interessa sembrare ridicoli o diventare gli imputati prescelti di critiche e condanne, da parte di chi dellamore... ne ha un vago ricordo!
Faremmo di tutto: lamore in una piazza affollata, gridare al vento il nostro sentimento per lamato, spingendo il nostro orgoglio ad inammissibili umiliazioni pur di confermare che tutto si annulla e si impoverisce in mancanza di quel fondamentale impulso che è lamare.
Ma quando finisce? E, soprattutto, quando è laltra parte del tuo cuore innamorato a voler interrompere quel canto come ci si sente dentro?
Come riuscire a comprendere e giustificare? Dincanto ti vengono defraudate tutte le gioie e le speranze. Non cè più sole nei tuoi giorni futuri, non cè più volontà, nella mente, di provare a sorridere. Restiamo inabili, obbligando i pensieri a bastonarci il cuore, rimproverandoci di essere nuovamente caduti nella rete dellingiustizia e dellingenuità, per aver affidato il nostro cuore ed il nostro mondo a chi ci ha lasciato nel fondo di un oblio.
Non parliamo poi della possibilità che quello amore non sia nullaltro che un INGANNO, una frode o, peggio ancora, un raggiro meschino, che oltre che lasciare aridità nel cuore, dissemina anche tanta rabbia nella mente!
Sere fa ho assistito ad unintervista televisiva di una donna la quale raccontava la sua incredibile ma vera, storia damore.
Uscita indenne, ma fortemente segnata nel cuore, dal fallimentare destino di un matrimonio senza gioie e futuro, aveva conosciuto un ragazzo dai modi galanti ed amabili: una sorta di Re daltri tempi. Attento alla cura dei minimi particolari, sapendo innalzargli il cuore su un piedistallo irraggiungibile. Mille attenzioni, una dolcezza estremamente generosa ed il talento incredibile nel saperla accerchiare di affetto ed affabilità.
Tutto idilliaco e spettacolare.
La storia è proseguita per del tempo, lasciando che fosse sempre la tenerezza la colonna sonora del loro animoso avviluppamento, fin quando un giorno il volto di lui si è cosparso di uno spesso scoramento. Le motivazioni di tale insormontabile tristezza, impossibile da nascondere, erano da ricondurre a problematiche di natura economica, che lhanno indotta, senza alcuna esitazione o dubbio di sorta, ad aiutarlo con tutte le sue forze possibili.
Con amorevole dedizione e giustificata privazione ha consegnato a lui uningente somma di denari, confezionati in un bacio cedevole, che non gli mortificasse lanima ma sapesse trasmettergli tutto il suo amore, bisognoso di dimostrarsi e sapersi parte delle sue felicità.
Quello sarebbe stato lultimo bacio dato e linizio di una nuova pioggia sul viso di LACRIME DAMORE.
Imbrogliata, truffata ed illusa proprio dalluomo che era stato capace di fargli scoprire il bello della vita: il desiderio, la spettacolarità di unattesa e limportanza di un abbraccio silenzioso, dove a parlare sono solo i battiti del cuore, sempre più emozionato e fiero di appartenergli.
Quello che mi ha sorpreso è stata la sua espressione facciale che, dopo aver rasentato la vergogna durante il racconto, ha ripreso a colorarsi di speranza, quando ha saputo domare la rabbia, limitando a chiedergli di non continuare a seminare simili disperazioni ed augurandosi che redima quella sua cattiveria.
In quello appello accorato è concentrata tutta la sua forza danimo: in quella bravura di non lasciare strascichi di dolore o rabbiosa vendetta, ma sapendo augurarsi che possa fermare quella strage di cuori infranti e cessare il diluvio di LACRIME DAMORE di altre anime in pena, deragliate fra i binari morti della delusione.
Le LACRIME DAMORE non servono a lavare i pavimenti del cuore, inzuppati dal dolore, e lasciano una incredibile arsura nella gola. Non hanno un gusto piacevole da assaporare e sono tremendamente difficili da dimenticare ma sono anche necessarie.
Consentono di alleggerire i pensieri dalla collera e dalla volontà di rassegnarsi per sempre ai tramonti del cuore.
Non sono da augurare a nessuno, perché fanno un gran male dentro e con arrogante disprezzo restano a farti compagnia per lungo tempo, soprattutto di notte, nel bel mezzo di silenzi lunghi ed insopportabili ma aiutano a comprendere e prepararti ad altri possibili affronti improvvisi a cui, questa volta, saprai contrapporre maggiore cinismo, senza per questo dover rinunciare alla prospettiva di riprendere ad... AMARE!
Che possano tutte le lacrime damore ingigantire il mare di una buona speranza: sentirsi comunque sempre pronti a ripartire. Navigare nuovamente le tempestose cime di onde fragranti che spingono il cuore a non fermarsi MAI di amare!
A te che piangi
a te che umili il tuo cuore
a te che ti sei arreso
a te che ti senti solo
asciuga le piogge di lacrime
che inondano il tuo cuore
e fai tornare il sereno
fra gli orizzonti dei tuoi domani
poni lo sguardo al cielo
e lasciati convincere
che prima o dopo
il sole
a furia di inseguirti
ritorna nel tuo cuore
che senza amore muore!
- Gianco -
Ma in modo ancora più specifico, soffermarmi a riflettere sulla criticità del periodo iniziale di un abbandono inglorioso, durante il quale siamo combattuti e vinti dalle angosce e le desolazioni che producono insofferenze, indolenze e lacrime LACRIME DAMORE!
E capitato spesso di imbattermi in volti tristi, segnati dal livore di un distacco improvviso, ingiustificabile ed ingiusto, che determina solo sconforto; che ti costringe a rifugiarti nel silenzio dove è permesso ascoltare solo il sordo rumore della solitudine.
E sempre difficile riuscire a comprendere e giustificare la sparizione di una gioia immensa dal tuo cuore, e per quanto possa essere accettata come la più giusta delle scelte da intraprendere, non ci lascia mai indifferenti o immuni dai contagi della desolazione.
Iniziano ad assalirci i sensi di colpa, le malinconie e quel disagio interiore di saperci meno ricchi dentro: impoveriti di una sostanza che contribuiva a farci sentire amabili perché amati.
Amare ed odiare sono due sostantivi che si fronteggiano spesso, luno a ridosso dellaltro. Sono i lati opposti di una stessa condanna: essere domati e governati dalla sensazione emotiva prodotta dalla nostra mente, in combinazione con il cuore.
Lamare è virtù che appartiene a tutti quanti noi, ma è privilegio per pochi il riuscire ad ammansirne la sua sagacia ed incontrollabile efferatezza, quando ti spinge a compiere gesti ed azioni difficili da immaginare di poterli eseguire in tempi diversi dalla stagione dellamore.
Ci si annulla completamente, fronteggiando ed assimilando totalmente quello inspiegabile bisogno di offrirsi, per dimostrare che tutta la propria vita può essere ridotta, ridimensionata o, fin anche, annullata, in onore di quello amore.
Ci armiamo di impavido ardimento e non ci interessa sembrare ridicoli o diventare gli imputati prescelti di critiche e condanne, da parte di chi dellamore... ne ha un vago ricordo!
Faremmo di tutto: lamore in una piazza affollata, gridare al vento il nostro sentimento per lamato, spingendo il nostro orgoglio ad inammissibili umiliazioni pur di confermare che tutto si annulla e si impoverisce in mancanza di quel fondamentale impulso che è lamare.
Ma quando finisce? E, soprattutto, quando è laltra parte del tuo cuore innamorato a voler interrompere quel canto come ci si sente dentro?
Come riuscire a comprendere e giustificare? Dincanto ti vengono defraudate tutte le gioie e le speranze. Non cè più sole nei tuoi giorni futuri, non cè più volontà, nella mente, di provare a sorridere. Restiamo inabili, obbligando i pensieri a bastonarci il cuore, rimproverandoci di essere nuovamente caduti nella rete dellingiustizia e dellingenuità, per aver affidato il nostro cuore ed il nostro mondo a chi ci ha lasciato nel fondo di un oblio.
Non parliamo poi della possibilità che quello amore non sia nullaltro che un INGANNO, una frode o, peggio ancora, un raggiro meschino, che oltre che lasciare aridità nel cuore, dissemina anche tanta rabbia nella mente!
Sere fa ho assistito ad unintervista televisiva di una donna la quale raccontava la sua incredibile ma vera, storia damore.
Uscita indenne, ma fortemente segnata nel cuore, dal fallimentare destino di un matrimonio senza gioie e futuro, aveva conosciuto un ragazzo dai modi galanti ed amabili: una sorta di Re daltri tempi. Attento alla cura dei minimi particolari, sapendo innalzargli il cuore su un piedistallo irraggiungibile. Mille attenzioni, una dolcezza estremamente generosa ed il talento incredibile nel saperla accerchiare di affetto ed affabilità.
Tutto idilliaco e spettacolare.
La storia è proseguita per del tempo, lasciando che fosse sempre la tenerezza la colonna sonora del loro animoso avviluppamento, fin quando un giorno il volto di lui si è cosparso di uno spesso scoramento. Le motivazioni di tale insormontabile tristezza, impossibile da nascondere, erano da ricondurre a problematiche di natura economica, che lhanno indotta, senza alcuna esitazione o dubbio di sorta, ad aiutarlo con tutte le sue forze possibili.
Con amorevole dedizione e giustificata privazione ha consegnato a lui uningente somma di denari, confezionati in un bacio cedevole, che non gli mortificasse lanima ma sapesse trasmettergli tutto il suo amore, bisognoso di dimostrarsi e sapersi parte delle sue felicità.
Quello sarebbe stato lultimo bacio dato e linizio di una nuova pioggia sul viso di LACRIME DAMORE.
Imbrogliata, truffata ed illusa proprio dalluomo che era stato capace di fargli scoprire il bello della vita: il desiderio, la spettacolarità di unattesa e limportanza di un abbraccio silenzioso, dove a parlare sono solo i battiti del cuore, sempre più emozionato e fiero di appartenergli.
Quello che mi ha sorpreso è stata la sua espressione facciale che, dopo aver rasentato la vergogna durante il racconto, ha ripreso a colorarsi di speranza, quando ha saputo domare la rabbia, limitando a chiedergli di non continuare a seminare simili disperazioni ed augurandosi che redima quella sua cattiveria.
In quello appello accorato è concentrata tutta la sua forza danimo: in quella bravura di non lasciare strascichi di dolore o rabbiosa vendetta, ma sapendo augurarsi che possa fermare quella strage di cuori infranti e cessare il diluvio di LACRIME DAMORE di altre anime in pena, deragliate fra i binari morti della delusione.
Le LACRIME DAMORE non servono a lavare i pavimenti del cuore, inzuppati dal dolore, e lasciano una incredibile arsura nella gola. Non hanno un gusto piacevole da assaporare e sono tremendamente difficili da dimenticare ma sono anche necessarie.
Consentono di alleggerire i pensieri dalla collera e dalla volontà di rassegnarsi per sempre ai tramonti del cuore.
Non sono da augurare a nessuno, perché fanno un gran male dentro e con arrogante disprezzo restano a farti compagnia per lungo tempo, soprattutto di notte, nel bel mezzo di silenzi lunghi ed insopportabili ma aiutano a comprendere e prepararti ad altri possibili affronti improvvisi a cui, questa volta, saprai contrapporre maggiore cinismo, senza per questo dover rinunciare alla prospettiva di riprendere ad... AMARE!
Che possano tutte le lacrime damore ingigantire il mare di una buona speranza: sentirsi comunque sempre pronti a ripartire. Navigare nuovamente le tempestose cime di onde fragranti che spingono il cuore a non fermarsi MAI di amare!
A te che piangi
a te che umili il tuo cuore
a te che ti sei arreso
a te che ti senti solo
asciuga le piogge di lacrime
che inondano il tuo cuore
e fai tornare il sereno
fra gli orizzonti dei tuoi domani
poni lo sguardo al cielo
e lasciati convincere
che prima o dopo
il sole
a furia di inseguirti
ritorna nel tuo cuore
che senza amore muore!
- Gianco -
