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Siamo giunti in prossimità della Santa Pasqua. Domani è il Venerdì Santo, quello della Passione.
Non voglio sviluppare un editoriale che si argomenti di riflessione cristiana e determini la volontà a risorgere con nuove speranze, anche perchè saranno in tanti a farlo, e meglio di me.
Voglio cambiare argomento, provando comunque a restare allineato allidea della "risurrezione di antiche passioni".
Proviamo a trattare una sottile affinità? La povertà che arreca il dolore provocato dagli amori dovuti dimenticare per sempre, le storie di vita spazzate via dal silenzio irraggiungibile o le affezioni importanti trasformate in sbiaditi ricordi della mente, che hanno la stessa identica valenza di una necessità, non solo cristiana, di riconquistare "i valori della vita" in ognuno di noi.
Molto spesso capita di doversi confrontare aspramente con le arrese inspiegabili.
Sconfitte intese come passive accettazioni di avvenimenti che deformano principi indissolubili, quali possono essere unamicizia intensa od un amore importante.
Nel periodo migliore della nostra "unione di intenti affettivi" siamo sempre proiettati ad assimilare qualsiasi stonatura, reggerla e giustificarla, perché lamore (inteso come valore) ci "obbliga" ad accettare qualsiasi cosa.
Ma nella vita, come nelle cose di tutti i giorni che la compongono, esistono dei limiti. Veri e propri paletti immaginari che spesso riescono ad attenuare gli urti generati dalle incomprensioni, le difficoltà e le aspettative disilluse e che, tante altre volte invece, sono messi a dura prova di resistenza.
Quanto più si acuiscono gli scoramenti, tanto più si evidenzieranno le insofferenze e le paure che quei paletti siano spazzati via dalle indolenze, insopportabili da continuare a reggere.
Siamo bravi a celarle i malumori fin quando non ci convinciamo che è giunta l'ora di dare una sterzata!
Ci carichiamo di nuovi propositi e ferme determinazioni, perché sentiamo il dovere, e nel diritto, di chiedere risposte più esaurienti, che sappiano redimere i dubbi o confermare le insicurezze.
Le famose prove damore che sbilanciano e pongono in posizione di stallo un amore, molto spesso sono le anticamere alle solitudini perenni.
Chi, fra voi, non ha mai dovuto fronteggiare uninaspettata verifica improvvisa?
Ritrovarsi nel bel mezzo di una storia importante, quando sei convinto che tutto abbia un suo senso logico e che si riesca a controllare ogni cosa, eccola che arriva, prepotente come non mai, questa necessità di maggiore chiarezza, al punto tale da riuscire a mettere ogni cosa nuovamente in discussione.
Mille motivi, quali le assuefazioni di coppia, le incomprensioni di ideale fra amici, le smoderatezze fra amanti, sono sufficienti segnali pronti a diventare taglienti spigoli di una crisi che deve saper essere fronteggiata e vinta o persa!
Nella vita, anche io, sono stato posto tante volte dinanzi a delle scelte, e non tutte sono state affrontate e risolte dal cuore, come si usa dire!
Molte sono dettate dal raziocinio, altre dalla comprensione e, qualcuna, dalla certezza di non poter arrecare danni ulteriori a chi sai di dover proteggere e difendere.
Anche in amore mi sono ritrovato spesso a dover combattere gli scoramenti altrui. Dover cercare risposte tranquillizzanti a domande chiarificatrici, rivoltemi a capo chino e con la voce incrinata dallemozione o la tristezza.
Non sempre si riesce ad essere obiettivi, e non sempre si riesce ad esser compresi.
Io sono uno di quegli uomini che spesso ha dovuto sacrificare laffetto profondo per evitare "guai ulteriori".
Mi sono ritrovato spesso di fronte ad un bivio, dinanzi al quale dover saper indirizzare i miei passi, senza che mi lasciassi influenzare dallamore, dallingordigia o larroganza; per non parlare dellegoismo, che alberga sempre in ognuno di noi, quando cè da scegliere!
Ho sacrificato fin anche lamore, quando mi sono accorto che se avessi lasciato perdurare quella mia imprudenza egoistica non avrei regalato nullaltro che dolori nel tempo futuro.
Ho preferito limitare i danni dei possibili scuotimenti, che disseminano arsure nel cuore, per provare a restare ligio al mio motto di tutta una vita intera che: è meglio restare indimenticabili, piuttosto che da cancellare in fretta da mente e cuore.
Ma non è stato sempre cosi facile lasciarsi capire. Non sempre le scelte sono accettate di buon grado dallaltra parte.
Molte volte si è ancora più aspramente criticati e combattuti. La tua azione impulsiva viene interpretata come unarresa o una goliardia; quel tuo "STOP" incomprensibile alle indolenze dell'anima non ha motivo di essere dimostrato e, per tanto, è immaturo, ingannevole e CATTIVO!
Non ditemi che non vi è capitato anche a voi, dinanzi al proclama di una scelta dolorosa, di essere attanagliati da famelici attacchi rabbiosi da parte di chi condanna severamente, perché non si spiega il motivo di tanto accanimento crudele, tenuto dentro per troppo tempo, perpetrando quella ingiusta violenza nel giocare coi suoi sentimenti, dimenticando di considerare che, forse, quella scelta è solo per amor suo".
Il sacrifico di un amore è sempre un argomento difficile da trattare, perché da modo e spazio di creare correnti di pensiero completamente diverse fra loro.
Sono troppi i reggimenti che si schierano contro. C'è chi vorrebbe continuare a misurarsi con quella sopportazione, altri che sono certi che il tempo ripari gli strappi, qualcun altro che si convince che la vita va vissuta per singoli attimi e tanti che, invece, accettano con spossatezza la decisione, la rifiutano o la ringraziano.
Allo stesso identico modo anche io sono stato vittima di scelte ingiustificabili e immotivate, e posso assicurarvi che non è mai facile reagire con moderazione e saperne comprendere i motivi. Ci si limita a credere che ci hanno saputo rigirare unaltra volta, e che quanto accaduto ci deve servire solo a difenderci maggiormente domani, sapendo essere più attenti e meno creduloni. Da incompresi paghiamo il conto, ringraziamo del dolore e andiamo via, rifugiandoci nel silenzio e nella sparizione assoluta.
Ma bisognerebbe essere più "eletti" di quello che nella realtà appariamo, per capire i sensi profondi di ogni gesto. Armarci di maggiore credibilità per provare a motivare una decisione con minore rabbia. Necessiterebbe ben altra fede per guardare oltre il muro di odio che si erge dinanzi a quello inspiegabile comportamento.
Non so quanti amori, amicizie importanti o conoscenze preziose, lasciate sgretolare nel dimenticatoio della coscienza potrebbero essere riprese e rivissute con qualità ed affezione diversa.
Si dice sempre che, quando una storia viene incrinata da una discussione od un litigio, non tornerà MAI PIU ad essere quella di un tempo, e forse è vero ma, proprio in questo preciso passaggio, cè tutta la sagacia sfidante da provare a combattere, redimere e modificare, perchè siamo nella possibilità di riuscire a sorprendere!
Sarebbe bello riuscire a restare indimenticabili, provando a non lasciarsi sfuggire di mano quel contatto visivo, vocale e di pelle che aiuta a credere che non siamo stati oggetto di una truffa del cuore!
Bisognerebbe essere più determinati di uninspiegabile decisione per riuscire a non disperdere ogni traccia di quel mosaico che, comunque sia, ti è appartenuto e fa parte della tua vita della tua storia!
Immaginate quanto bello sarebbe se, proprio in occasione della Santa Pasqua, venissimo stravolti da messaggi daugurio ricevuti da chi non ci appartiene più. Segnali inaspettatati da quanti abbiamo ferito irrimediabilmente o persi di vista, perché incompresi.
Riascoltare quella voce, appartenente ad un viso tanto desiderato e rispettato, a cui un tempo lontano abbiamo provocato tanto male, disarmandolo di ogni felicità, sapendo rispondere con amore.
Dedicargli un ringraziamento sincero e provare a dimostrare che può risorgere un affetto in qualsiasi momento, se il tempo avrà saputo curare le ferite e dimostrare che risorgere vuol dire tornare a "VIVERE damore".
Vi lascio con una bella favola; racconta di un delfino di nome Ninin, che non riusciva a dichiarare il suo amore e che
cera una volta un delfino di nome Ninin.
Amava vivere nel branco, farsi strada fra le code dei suoi amici e giocherellare con l'acqua, con repentini ed improvvisi scatti per dimostrare tutta la sua felicità nel vivere l'immensità dell'oceano, straziandosi in sorprendenti tuffi e piroette nellazzurro del cielo che si bagnava dentro allimmenso celeste del mare.
Quei suoi modi tanto giovali e gioiosi erano dettati dal suo cuore per provare ad innamorare Deda, una delfina che amava perdutamente, ma alla quale non era mia riuscito a dichiarare la sua passione, perché troppo timido e timoroso che a guardarla fissa negli occhi, non sarebbe riuscito più a parlare.
Continuò il suo corteggiamento silenzioso per anni, immaginandosi che Deda fosse sempre più attratta dal suo festoso modo di dimostrarsi, e che prima o poi sarebbe stata lei stessa ad avvicinarlo per chiedergli di amarla per tutta la vita, fin quando una notte non si accorse che la sua amata silenziosa era diventata la compagna di giochi un altro delfino.
La sua delusione fu così forte che, senza parlarne con nessuno, decise di lasciare il branco ed andare a morire da solo in riva alla spiaggia.
La solitudine, dentro alla quale si stava consumando, iniziò a fargli perdere le forze, fin quando un giorno, allo stremo dei suoi stenti, stava per arrendersi al movimento del mare e finire quella desolata vita sulla riva asciutta della spiaggia esanime.
Senti da lontano il richiamo di un delfino e voltandosi si accorse che era Deda. Lei si avvicinò, chiedendogli perché fosse andato via dal branco e lui, con una voce fioca e appesantita dalla stanchezza, confessò il motivo, riuscendo a dichiarargli anche lamore che aveva sempre nutrito per lei.
Deda rimase per lungo tempo in silenzio, perché non riusciva a spiegarsi il motivo di quella sua paura, per poi avvicinarsi alla sua bocca e chiedergli il motivo di tanto silenzio.
per paura che non mi avessi accettato. Lidea di non essere amato da te mi avrebbe fatto morire ed ho preferito farlo lo stesso, ma col dubbio che forse tu mi avresti amato se fossi stato più audace
Deda gli si avvicinò col corpo per provare ad aiutarlo a ritornare in alto mare, ma Ninin non aveva più forze e sentiva in se solo la voglia di abbandonarsi e morire.
lasciami stare. Torna nel branco, non voglio che muori con me. La mia scelta non deve essere una punizione per te. Io voglio che continui a vivere. Portami nel tuo cuore un po del mio amore per te disse Ninin, provando ad allontanarla.
io non posso lasciarti da solo, non è giusto rispose Deda
non è giusto? La colpa è mia che non ti ho saputo amare in vita. Se mi ami ti prego di andare via da me e comprendere il mio gesto. Se mi ami rispettami e torna nel branco. Vai via da me gli urlò contro, spingendola con forza lontano da lui.
Deda, sentendosi rifiutata si voltò senza aggiungere altro ed andò via, lasciandolo solo a combattere con la forza delle onde che lo spingevano sempre più verso la sabbia.
Ninin, con il cuore fermo dal dolore atroce per averla scacciata via da se in modo cosi cattivo, pianse disperatamente, pregando Dio che lo facesse morire presto.
Passò ancora tutta la notte da solo, con gli occhi che non riuscivano più ad aprirsi dal pianto e la stanchezza. Alla mattina successiva sentì avvicinarsi qualcuno. Si voltò e vide in lontananza Deda.
perché sei tornata? gli urlò contro.
Lei, senza rispondere, si fermò a poca distanza da lui, si girò per l'ultima volta in direzione dellalto mare, dove cerano i suoi compagni, e si sdraiò accanto a lui e gli disse: non hai avuto il coraggio di amarti in vita ma adesso lo faremo insieme e per sempre! e chiusero gli occhi entrambi, fino a quando il buio perenne non calò la tela sui loro occhi e sulle loro bocche socchiuse, su cui era disegnato un ampio sorriso di felicità.
Sarebbe bello riuscire a meravigliare chi non ci cerca più con un semplice gesto che parta dal profondo del cuore.
Un semplice augurio di riuscire a dimenticare lodio e lasciarsi ricordare con amore e... PER SEMPRE!
nell'oceano ho gettato una lacrima mia. Se mai verrà quel giorno che riuscirò a ritrovarla GIURO che non ti amerò più!
