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L'istante felice

Gianco · 27/02/2004 01:01 · #1
www.cuorinellatormenta.it

E' consuetudine, di chiara indole umana, motivare le "perdite" associandogli, il più delle volte, incompatibilità caratteriali quali: "difetti", "imprecisioni", od "incomprensioni", con il solo ed unico intento di svilire quel senso di "abbandono" che si è costretti a dover subire.

Anche in amore accade spesso che, a finitura di una storia importante, da parte di entrambi gli orfani coinvolti, si cerchi di giustificare quella separazione, accrescendo la necessità di sminuire quanto non si ha più di "proprietà esclusiva".
Appena superati i traumi del desolamento, generati dalla mancanza di quella "abitudine importante", si cerca di radicare nella mente la convinzione che sia stata la scelta migliore da affrontare: "meglio soffrire adesso... per un po', che in futuro, ma... per sempre"

Ma quando invece, pur avendo dovuto porre la parola "FINE" ad un amore importante, non si riescono a determinare "i difetti"... come ci si vive quella forma di impotenza rabbiosa?
Come si può provare a giustificare quello azzardo, nell'essere stati tanto perfidi ed ignobili nel costringere ad epilogare al peggio le sorti di quello amore insostituibile, reprimendo l'emozionante brivido residente nell'anima, necessario per la nostra felicità, solo perchè ci si è lasciati sopraffare dal peso di indolenti inquietudini, che costringono a scelte avventate, e provare a difendersi da quel perenne senso di vuoto che alberga in noi?

Credo non sia facile per nessuno dover combattere l'arroganza di un cuore che, per dispetto a noi e di quanto dolore gli abbiamo regalato, sottraendogli quello amore instabile ma indispensabile, continua a volergli bene, e impone alla mente di seguitare a desiderarlo e pensarlo intensamente, affossandoci ancor di più nella desolazione del nostro stesso incupimento.
Non è semplice provare a distrarre la mente e rimanere insensibili alle grida disperate di una odiosa ribellione, che si odono chiaramente provenire dalle fredde e buie stanze del cuore, dove abbiamo imprigionato le memorie di un amore che resterà... PER SEMPRE... contro ogni nostra volontà!

Che astruso artifizio è questo AMARE.
Ci illudiamo di conoscerci perfettamente, nel nostro intimo più segreto, e saper controllare gli istinti.
Siamo convinti che, sapendo sopportare un po' di sofferenza, dinanzi ad un distacco inevitabile, dopo non ci risulterà difficile scacciare via anche i fantasmi dei patimenti perenni, ma... non è MAI COSI.
Basta un niente, un piccolo rimembro e tutto si distorce e si rabbuia dentro di noi. Prepotente torna ad affiorare quella inspiegabile tristezza, prodotta dallo sconforto nel sentirci e saperci soli, abbandonati e troppo lontani da... quel volto ancora tanto amato.

E' molto meglio imbattersi e fronteggiare amori litigiosi o deludenti, sopraffatti dalla rabbia o le desolazioni, piuttosto che dover obbligare il cuore a tacere... per evitare il perdurare di afflizioni pesanti, quali possono essere i lunghi silenzi, le inspiegabili assenze o le incolmabili distanze, che producono insormontabili paure e fitte indecisioni, che non riescono a farci immaginare un futuro da vivere insieme a quello amore da dover "sopprimere"... per il tuo bene!

Ma sostengo che, a volte, sarebbe molto meglio non pensare troppo al domani, sforzandoci di vivere l'attimo che ci riguarda con maggiore intensità e leggerezza coscienti che, se intinto nel barile dell'amore armonioso, rende tutto il tuo vissuto... più equilibrato e leggiadro.

Concludo questo mio editoriale rapportandomi ad una notizia sconvolgente, che mi ha un po' destabilizzato.
Oramai viviamo giorni nei quali si scardinano facilmente i miti più assoluti. Con troppa facilità ci sgretolano immagini e imprese di leggendari eroi, che hanno arricchito la fantasia e l'entusiasmo della nostra migliore adolescente gioventù.

Cosi accade che un bel giorno la suadente presentatrice del telegiornale, nello spazio riservato alla cronaca rosa, ci intristisca il volto, comunicandoci che il solido matrimonio tra Barbie e il suo inseparabile Ken... è arrivato alla fine, perchè divenuto insopportabile da accettare, per via di quella perpetua indecisione ed insensibile staticità, dimostrata dal prode cavaliere.
Tutti quanti noi partecipiamo commossi allo sconforto di casa MATTEL, e ci chiediamo se i nostri figli sapranno mai discriminare quella unione indissolubile.
Riusciranno mai a riporre su due scaffali diversi i due inseparabili compagni della loro adolescenza?
La loro ingenuità saprà essere tanto razionale da separare i due eroi?

Chissà... forse sarebbe meglio, anche per noi, che affrontassimo i problemi dell'amore, che crediamo a volte insolubili, se rapportati al futuro, con un animo più fanciullo ed ingenuo, cosi da provare a viverlo con maggiore moderatezza e parsimonia, sapendo che col tempo che verrà, cresceranno i desideri, cambieranno le aspettative e, soprattutto, si saprà trasformare ed adattare anche quello amore... di cui non ci si può fare a meno.

Io, personalmente, preferisco l'instabile istante gioioso, piuttosto che il domani certo, ma da raggiungere con tristezza e smarrimenti, perchè non esiste "domani" che non sia composto da tanti "singoli istanti" che, se vissuti in modo sereno e felice, messi tutti quanti assieme fanno diventare il tuo tempo del futuro... MIGLIORE!



tornante insieme... il mondo vi AMA cosi