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... e poi ACCADE e resti da solo TU

Gianco · 20/02/2004 13:02 · #1
www.cuorinellatormenta.it

" e poi... accade!
Arriva d'improvviso, in modo inaspettato. Come un tuono a ciel sereno, ti coglie di sorpresa e ti lascia senza fiato.
Quello che fino a ieri era normalità per te, si trasforma ed assume altri pesi... insopportabili da reggere.
Semplici azioni diventano imprese sfidanti: il tenere in mano un libro aperto; l'alzare un bicchiere verso il cielo o decidere di scendere per strada è un qualcosa di impossibile da realizzare ed... accettare!
Accade... tutto d'un colpo, da un giorno all'altro, e per quanto ti abbiano saputo infondere forza e speranza, non sei mai preparato per saperlo sopportare.
Accade... nel fiore dei tuoi anni, quando è lecito sognare, e ti proponi di organizzare la tua vita con nuovi progetti che non saranno mai realtà.
Te la prendi con Dio e con quella sfortuna che ti si è accanita contro, a cui non sai dare un motivo preciso... perchè non ci sono motivi per spiegare il dolore.
Qualcuno si crede l'eroe designato a lenire i tuoi patemi, immolandosi sull'altare dell'amore caritatevole, e ti resta accanto e si prende cura di te... ma svolge un ruolo scontato e dagli esiti infruttuosi per te, che non vuoi più reagire e ti senti morire ogni stimolo dentro di te.
Gli amici si compattano e provano a farti sentire il loro calore, inondandoti di attenzioni e presenze costanti che col tempo si affievoliscono sempre più, fino a lasciarsi dimenticare nel triste e sconsolato ricordo.
E tu non hai altra scelta: resti li, impalato dinanzi ad una parete bianca ed aspetti che trascorra un'altro dei tuoi inutili ed immobili giorni.
Sei li... in sospeso su un crepaccio, che ti lascia scivolare sempre più nel nulla, dal quale non riesci a rialzarti, perchè non ci sono forze sufficienti in te per aiutarti a risalire. Scompaiono i ganci nel cielo e le nuvole rasentano sempre più il fondo del tuo cuore, abbuiando l'anima, che muore inesorabilmente.

Poi qualcosa ti motiva a sperare: la fede, l'orgoglio, la tenacia e provi a mordere le labbra, per soffocare dentro te un dolore incredibile, procurato dalla malinconia e dal saperti "lontano" da tutto e tutti.
Lì fuori, al di là della finestra, c'è il tuo mondo di ieri... quello che non si è accorto ancora che tu non ci sei più. Un mondo distratto che non ha il tempo di accorgersi che non ne stai prendendo più parte e che continua, imperterrito, a correre, agitarsi e vivere con regolarità la sua storia di ogni giorno ma tu... resti spettatore silenzioso, di una malattia che non uccide ma... NON SI PUO' curare.

Fortunatamente ho lasciato immune dal contagio solo il pensiero, che continua a svolazzare dentro me; si intinge di nuovi colori, fra gli arcobaleni dei miei ricordi, e naviga felice la cresta del tempo di ieri, che non può essere sbiadito, perchè ricordato sempre con amore e custodito in luogo sicuro, una inaccessibile roccaforte: il cuore.
Ed è proprio dentro al tuo misero cuore, dove non albergano più le emozioni e gli amori, che inizi a costruire nuove fondamenta di speranza. Ti convinci che sarebbe stata peggiore sorte il non essere mai nati o di essere gia morti, lasciando tutto il bello del mondo dietro di te.
E cosi ti accontenti di aspettare che accada qualcosa di miracoloso, d'imprevedibile ed inaspettato.

Nel silenzio della tua presenza, guardi la tua ombra che ti siede accanto e provi ad ascoltare i tuoi solitari pensieri, ed eccolo che riappare, appena abbozzato, un esile sorriso sulle labbra, a dare spinta a quel desiderio che "il sonno di domani venga svegliato dalla notizia, da te tanto attesa, che avranno saputo sconfiggere questa perfida nemica, che ti si è appiccicata addosso e non ti lasci mai solo un istante: la Distrofia Muscolare"

... ed io, tra le lame taglienti di questa lunga attesa, resto ancora qui a difendermi e combattere, per non lasciarmi morire dentro la voglia di continuare a vivere ed aspettare TE... fratello e amico mio, che mi vieni a trovare per regalarmi un po' di amore... per donarmi un po' di te"


Questa che avete appena letto è una lettera inventata che ho scritto ieri notte, immaginandomi, per un solo istante, il protagonista di una malattia tremenda, qual'è la Distrofia Muscolare. Un male che ha colpito già 52 mila persone in Italia, che non ti ammazza più ma... non si può ancora curare.

Non ci si vive bene a sapersi condannato ad una simile arresa.
Essere costretti a dipendere da altri, sapendo che per te stanno sacrificando la loro stessa esistenza. Sentirsi esile e fragile, povero di stimoli e senza forze in dosso per spingere il corpo a continuare ad.. esistere!
E' insopportabile il dover coesistere con l'instabilità, che rende sempre più incerti ogni passo. Costretti a restarsene seduti, per reggere il peso di una vita inutile.
Trascinarsi tutta la propria storia, spingendo una sedia mossa da rotelle, non può essere facile da sopportare con la sola rassegnazione o la fede.

Ci dimentichiamo troppo in fretta di chi è meno fortunato di noi.
A volte una visita sporadica, qualche pensiero dolce da rivolgere a Dio e poi... solo ricordo lontano, che si lascia annaspare dai ritmi della vita: il correre dietro ad ogni minimo affanno e non considerare che c'è chi non ha più affanni, ed è "obbligato" a restare FERMO ad aspettare il tempo che verrà... vivendosi nel cuore la malinconica assenza di TE!

In una epoca cosi frenetica e smodata, in cui la società consumistica tende sempre più inconsciamente ad emargina i disabili e disadattati, qualcosa di magnifico si sta muovendo. Sempre più donne stanno indirizzando le loro scelte verso il servizio civile, ed è bello a saperle coinvolte in simili imprese che, se mosse dal cuore e dalla fede nell'amore del prossimo, vengono emulate facilmente, perchè definite "angeli di Dio", mandati in mezzo a noi per aiutarci a credere che non siamo soli al mondo.
Il loro altruismo non so se gli consentirà di prenotare un posto nel Paradiso, o li preserverà da possibili solitudini improvvise ma, certo è, che saranno sempre ammirate con grande rispetto e considerazione.

Oggi non aggiungo altro, perchè anche io sono uno di quegli uomini nel mondo che dimentica troppo in fretta quanta sofferenza esiste in ogni angolo di strada.
Non servirà parlarne o accusarsi, ma mi piace approfittare di questo spazio concessomi per regalare un pensiero d'amore a tutti quanti gli uomini e le donne di buona volontà, che regalano parte della propria esistenza, ad assistere chi è meno fortunato e vive condizioni disabili che gli incatenano il cuore, senza mai chiedere nulla in cambio... se non un sorriso SINCERO.

Gianco


ti cerco in ogni istante
ti sogno anche di notte
mi giro per la stanza
a caccia dei tuoi occhi
... ... ...
Oggi saprò se vieni
a farmi compagnia
tenermi per la mano
e dirmi col sorriso
disegnato sul tuo volto
"di essere più forte
e di non buttarmi via"
... ... ...
E' bello averti accanto
sapere che ci sei
dai un senso a questi giorni
malati di nostalgia
... ... ...
appari dalla porta
un miracolo di Dio
un angelo del cielo
che scende accanto a me
... ... ...
parenti, amici e figli
da me non vengon più
si sono gia stancati
di questa malattia
che per dispetto a loro
mi tiene senza forze
ma non mi fa morire
.... ... ...
mi chiedi se sto bene
ma io non parlo più
mi limito a frenare
le lacrime sugli occhi
e rendo grazie a DIO
che mi ha assegnato un angelo
mi ha regalato TE
... ... ...
... ... ...
per te e per il tuo amore
io lotterò con forza
contro la malattia
e resterò fedele
alla promessa mia
"che non ti lascio sola
che non mi butto via"
Lisy · 20/02/2004 16:47 · #2
Andrea...l'angelo del mio cuore mi ha lasciata....ragazzo stupendo...dolce ...attento...intelligente....

debole di muscoli ma forte nello spirito, animo puro e genuino!!
La voglia e la volontà di vivere era il suo motto....il non dare a vedere a me... sua mamma, la sua sofferenza e sminuire le mie preocccupazioni hanno fatto di lui il ragazzo che sapeva tutto, ma non nè voleva parlare......perchè cosciente che non servisse....se non a procurargli più dolore. lui un ragazzo "diverso" da tutti gli altri suoi coetanei affetto da distrofia, ha dato esempio a tutti coloro che lo hanno sfiorato nella sua breve vita...
Come farò a dimenticare quando con un filo di fiato mi disse: "mamma non piangere "!!!
Come si puo concepire, che era ancora lui a darmi forza e coraggio quando era legato ad un filo dalla morte!!!
Mi rivolgo a tutti i giovani ....prendete esempio da queste persone che sanno cosè la vera sofferenza..non gettate la vostra vita inutilmente...fatevi aiutare ....
Vivete o immedesimatevi solo per un attimo le loro sofferenze...siate amici con i cosidetti"diversi" solo loro sanno rassicurarvi , non sarete voi a infondergli coraggio ma sarranno loro a darvi la speranza. Amateli e sarete ricambiati,
quando non ci saranno più li ricorderete per sempre ed avrete un dolce ricordo per tutta la vita che .....non vi abbandonerà mai!!

Un particolare ringraziamento a Gianco e alla redazione per aver affrontato quest'aspetto dell'Amore...si ...amore incondizionato per il mio Andrea che si ha segnato la mia vita....ma mi ha reso una persona ricca, vitale, sensibile... d'amore sincero e genuino per tutte le persone e le sofferenze di questo mondo!!

a VOI dedico questo mio scritto:

LETTERA PER ANDREA

Ciao Andrea,
è gunto il momento di lasciarti andare...
non voglio più angosciarti....
voglio lasciarti andare in pace
si in pace....ora che tu l'hai trovata!

sai...angelo mio a volte l'Amore materno può essere egoistico
ma mi manchi tantissimo!!

Sono certa che Tu ora sei con Angeli che Ti tengono per mano
e Ti fanno compagnia..
salti...corri...come in vita non Ti è stato concesso...

sai...ora, alle mie lacrime devo lasciar posto al vivo e dolce ricordo di Te!

Ora la tua mamma si sente come un passerotto spaurito che deve lasciare il suo nido per imparare a volare da sola!!
Quando ci provo. i miei stupidi sensi di colpa prevalgono, mi dispero e mi
sento responsabile della Tua faticosa esistenza.....è innaturale che muoia prima un figlio del genitore!!

Quando prenderò il volo, vorrei...solo per un attimo...senza turbarti...
se Tu vuoi.... vorrei salutarti, non l'ho potuto fare...non ero accanto a te
quando mi hai lasciata!!

sai...ora la barca porta il tuo nome ed il famoso giro del mondo che avevamo tanto sognato....ci aspetta!!!

Ti prego Andrea.....chiamami solo e quando Tu vorrai....io ci sarò!!!

La tua mamma

Lisy
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E’ vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C’è sempre un pò di follia nell’amore. Ma c’è sempre un pò di ragione nella follia.

[F. W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 50]